TEST BLUR CC 2020: LA FULL ATIPICA CHE TI FA RIPENSARE L’XC

Abbiamo provato la full suspended utilizzata da Andrea Tiberi e Gioele Bertolini per più di 400km. Fluida e scattante come tante altre top bike, ma ha quel “qualcosa” che la rende unica.

Qualcosa sta cambiando! Non stiamo parlando del mondo... (purtroppo), ma di quell'universo minuscolo, ma per noi infinito che è la Mtb Cross Country e Marathon. Fino a qualche anno fa nelle biciclette dedicate alla specialità olimpica c'era un solo Dio: il peso.


La bilancia era l'unica legge da seguire, ma da quando in Coppa del Mondo (e anche in alcune altre gare, ad esempio La Thuile per gli Internazionali d'Italia) i tracciati sono diventati tecnici e spettacolari, le aziende hanno dovuto fare gli straordinari perché il peso è passato in secondo piano a favore della guidabilità.

 

SANTA CRUZ BLUR CC 2020


In questo scenario non poteva che alzarsi prepotente una voce da oltreoceano, un'azienda che ha sempre scelto di essere diversa, di mettere il divertimento e la funzionalità davanti alla leggerezza e alle mode: Santa Cruz.

 

LA RINASCITA DELLA BLUR

Nel 2002 Santa Cruz ha lanciato sul mercato la prima Blur, aveva 115 mm di escursione e un angolo di sterzo di 71,5º, soprattutto rappresentava per la prima volta l'utilizzo del sistema VPP su una short travel. Dal 2005 al 2007 la Blur LT1 salì di escursione fino a 135mm, con la LT2 si arrivò a 140mm. Nel 2009 entrò in scena la Blur XC2 con 105mm.

 

Scritta BLUR CC

 

Dal 2013 la Blur scomparve dai cataloghi Santa Cruz, forse proprio perché il DNA dell'azienda americana non riusciva a trovare gioia nella direzione grammo-maniaca che il mondo racing aveva preso. Si era concentrata sull'enduro, sul trail e sul DH con alcuni modelli di bici che hanno letteralmente cambiato l'anima di quelle discipline.


Per questo ci immaginiamo che un giorno, davanti alla diretta della prova di Nove Mesto su RedBull TV qualcuno in Santa abbia esclamato: "WOW! Ma qui si divertono sul serio... questa è roba da Santa Cruz! È ora di creare una vera bicicletta da cross country".

 

 

 

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100MM DI PURO VPP

La Blur attuale (tecnicamente Blur 3) può essere considerata la prima vera e propria mountain bike full suspended XC racing di Santa Cruz. Nessuna via di mezzo: escursione da 100mm, geometria pensata per spingere forte e un VPP rivisto per renderlo ancora più rigido lateralmente e in grado di esprime la massima potenza possibile. Il telaio è realizzato interamente in fibra di carbonio (di due diverse tipologie qualitative a seconda se il telaio è "CC" o "C").

 

Santa Cruz Blur CC 2020 primo piano


Parlando di geometrie la Santa Cruz Blur ha tutto quello che si chiede a una XC racer moderna: Reach più lungo e Stack più corto per donare al rider una posizione aggressiva (ma non troppo, lo vedremo più avanti), un carro corto da 432 mm, un angolo piantone da 74º per spingere con più potenza in salita e un angolo sterzo da 69º, ben aperto per superare i tratti più tecnici con facilità. Inoltre con l'angolo di sterzo aperto si allunga anche l'interasse donando maggiore stabilità alle alte velocità, coadiuvato dal movimento centrale a 328mm da terra e con un drop di 42mm.

 

Virtual Pivot Point


Il sistema ammortizzante Virtual Pivot Point è quello che caratterizza tutte le "Santa" di alta gamma, e la casa americana ci ha lavorato a fondo per riuscire a trasportare questo sistema, originariamente pensato per sospensioni a lunga escursione, su una piattaforma da 100mm. I due link sono stati accorciati, ma anche resi più spessi e rigidi e fatti lavorare al contrario, anche il rate dell'ammortizzatore è stato modificato per ottimizzare con il travel da 100 mm.

 

Virtual Pivot Point


Il risultato funziona bene, molto bene, ma non risulta il più leggero in assoluto sul mercato. Il telaio ha un peso di 2,060 kg senza ammortizzatore. La Santa Cruz Blur è 1x, ovvero non presenta possibilità di montare deragliatore anteriore per trasmissioni 2x, questo ha permesso di plasmare il carro in modo da renderlo più rigido.

 

 

Il triangolo anteriore, nonostante l'ammortizzatore posizionato parallelamente al tubo orizzontale, riesce ad ospitare una borraccia da 75ml, con la possibilità di montare un secondo portaborraccia sotto all'obliquo vicino al movimento centrale, dove c'è la presenza di una protezione in plastica, che aggiunge peso, ma protegge il telaio, altra reminiscenza dell'anima gravity di Santa Cruz.

 

BRUTTO? NO, EFFICIENTE!

Lo sappiamo! Ne siamo certi! In tanti avrete guardato le foto della Santa Cruz Blur pensando: "Non è possibile! Ancora cavi esterni!". In realtà la Blur presenta la maggior parte dei cavi con passaggi interni, ma il tubo del freno posteriore quello rimane ancora completamente esterno, questo perché l'idea di Santa Cruz nel realizzare la Blur era quella di creare una vera e propria macchina da gara dove l'obiettivo è più l'efficienza e la facilità di utilizzo che l'estetica.

 

Passaggio cavi

 

Quindi nel caso del freno posteriore il cavo passa sul tubo obliquo e sul fodero basso così da non dover spurgare in caso di sostituzione o modifiche al freno. Per lo stesso motivo la Blur presenta un movimento centrale filettato e non PressFit. Tutto è più facile, veloce e di minor manutenzione, con standard DUB di SRAM per rendere il tutto ancora più semplice.

 

SANTA CRUZ BLUR CC X01 2020

Qui a PianetaMTB abbiamo avuto al fortuna di poter pedalare per quasi un mese in sella ad una Blur 2020, per la precisione ad una Blur CC X01 2020 con colorazione Gloss Aqua e soprattutto con le ruote in carbonio Santa Cruz Reserve con canale interno da 25mm, una bicicletta che fa uscire dal portafoglio 8.299 euro e ferma l'ago della bilancia a 10,5 kg (senza pedali).

 

Santa Cruz Reserve cerchio


Quando in Santa Cruz si utilizza l'estensione CC, significa che il telaio è realizzato con una trama di carbonio più pregiata che alleggerisce la struttura.Il montaggio della bici in test è di altissima gamma, possiamo dire il secondo gradino del podio, superato solo dal montaggio con SRAM XX1 AXS (10.699 €).

 

BLUR CC XO1 29 RSV GLOSS AQUA 2020

Telaio: Carbon CC
Forcella: FOX Step-Cast 32 Performance Elite, 100mm 29", w/Remote
Ammortizzatore: FOX Float Performance DPS w/Remote
Deragliatore posteriore: SRAM X01 Eagle
Comandi cambio: SRAM X01 Eagle
Guarnitura: SRAM X1 Eagle Carbon 148 DUB 34T (170mm S, 175mm M-XL)
Cassetta: SRAM XG1275 Eagle 10-50T
Catena: SRAM X01 Eagle 12 SPD
Movimento centrale: SRAM DUB 68/73mm Threaded BB
Freni: SRAM Level TLM
Dischi freni: SRAM CLX Center Lock, 160mm
Serie sterzo: Cane Creek 40 IS Integrated Headset
Manubrio: Santa Cruz XC Carbon Flat
Attacco manubrio: Syntace LiteForce
Manopole: ESI Chunky
Mozzo anteriore: DT 350, 15x110, Centerlock, 28h
Mozzo posteriore: DT 350, 12x148, Centerlock, XD, 28h
Cerchi: Santa Cruz Reserve 25 Carbon Rim
Raggi: DT Competition Race (28)
Gomme: Maxxis Aspen, 29"x2.25", EXO TR
Reggisella: Syntace P6 Carbon HiFlex 31.6
Sella: WTB Silverado Team Saddle

 

 

A tutto questo, nel montaggio effettuato da Bike Evo di Verona, è stato aggiunto un portaborraccia Supacaz, un kit di protezione del telaio completo e un trattamento con cera lubrificante Wend Performance. Il tutto per fermare l'ago della bilancia a 10.77 kg comprensivo di pedali Look X-Track Race Carbon da 329 grammi.

 

PROVA SUL CAMPO

Se seguite regolarmente PianetaMTB.it sapete bene che in sella alla Santa Cruz Blur CC abbiamo partecipato ad Appenninica MTB Stage Race, una gara a tappe di 4 giorni in Emilia Romagna. Un test atipico proprio perché atipica è la Blur.

 


Gareggiare (tra l'altro dopo tanti anni senza numero sul manubrio) con una bicicletta praticamente sconosciuta non è proprio l'ideale, ma uscire dalla propria "comfort zone" è il modo migliore per comprendere la vera anima di una bicicletta. Naturalmente abbiamo pedalato la Blur CC 2020 anche sui nostri 2 sentieri Test, quelli che percorriamo con tutte le biciclette e di cui conosciamo ogni singolo sasso. Tirando le somme in totale con la Blur CC abbiamo percorso più di 400 km.


 

La prima cosa che abbiamo notato salendo in sella alla Santa Cruz Blur CC 2020 è stata la posizione in sella. La bicicletta è estremamente compatta, tanto che il nostro tester (178 x 74,5 di altezza sella) che normalmente utilizza biciclette Medium in questo caso ha pedalato perfettamente su una Large.


Nonostante la sua geometria sia votata all'aggressività durante i primi colpi di pedale ci siamo sentiti meno "buttati in avanti", le spalle ci sembravano più alte e rilassate, i gomiti più larghi, mentre l'angolo della gamba non cambiava e manteneva un'ottima leva di spinta. Era come se fossimo su due biciclette diverse, l'anteriore da trail e dal bacino in giù su una XC racer.

 

 

Atipica è la prima parola che ci viene in mente, ma nonostante questo eravamo comodi e rilassati, tanto che non ci siamo neanche accorti di aver staccato il miglior tempo su uno dei nostri loop test. La 100mm di Santa è incredibilmente scorrevole, gran parte del merito delle ruote Reserve, ma quello che ha davvero lasciato il segno alla prima uscita è stata proprio l'essere "smooth" di questa bici. Spesso sulle biciclette da XC pure ci si sente come su una di quelle macchine da rally corte e nervose, con una coppia che ti attacca al sedile, sulla Blur invece si è su un'ammiraglia di grossa cilindrata, tutto è fluido e calmo, anche quando sta andando a 250km/h.

 


Dopo questo primo giro ci siamo presentati quindi ben fiduciosi al via di Appenninica MTB Stage Race. Due piccoli cambiamenti alla bici, ovvero la sella originale WTB Silverado sostituita con una Selle SMP F30C e le gomme cambiate con un MSC Tires Roller 2.2 posteriore e un MSC Tires Tractor 2.2 anteriore.

 

IN SALITA E SUL PEDALATO

Abbiamo settato la Santa Cruz Blur con un SAG attorno al 25%, quindi con un po' meno di aria meno di quella consigliata, per far lavorare un po' più il VPP e vedere se andava in crisi. Il sistema rimane molto performante, con un bobbing minimo, quando si pedala in salita o su terreni scorrevoli e veloci, ma nel caso servisse una piattaforma rigida, basta azionare il blocco al manubrio e la Blur diventa ferma come poche altre biciclette.

 


In realtà il blocco lo abbiamo utilizzato davvero poco, anche durante la penultima tappa di Appenninica, dove molti chilometri erano su strada forestale ben battuta abbiamo preferito mantenere le sospensioni aperte, un po' perché crediamo che con un sistema che funziona sia sempre meglio sfruttare tutta la trazione offerta da una posteriore ammortizzato, ma anche perché trovavamo troppo "ferma" la bici con gli ammortizzatori chiusi.

 


La geometria della Blur la tiene ben piantata a terra anche sulle salite ripide e nonostante l'angolo di sterzo aperto non tende ad impennarsi quando il sentiero sale con pendenze a doppia cifra. Nel tecnico si destreggia molto bene, permette di lavorare bene di corpo e anche nei tornanti stretti gira senza troppa fatica mantenendo il peso ben avanti. La bicicletta risponde anche molto bene alle sollecitazioni e ai rilanci quando ci si alza sui pedali per un attacco o per superare un tratto particolarmente tecnico in salita.


La sensazione di scorrevolezza rimane anche dopo molte ore di utilizzo, quando bisogna spingere a fondo la Blur prende velocità e ci si trova a 40 km/h quasi senza accorgercene... con gomme super scorrevoli come le Maxxis Aspen (di serie) o le MSC Roller (da noi usare in gara).

 

IN DISCESA

Se in salita la Santa Cruz Blur CC funziona bene, in discesa fa emergere tutta l'anima "Santa" per trasformarsi in una piccola Megatower. Si ha sempre una sensazione di grande stabilità, più reattiva che nervosa, soprattutto ci si trova ad andare veloci, molto veloci, tanto che la Fox 32 SC Performance Elite in più di un caso è arrivata al suo limite.

 

 

Il sistema di sospensione lavora davvero bene, sul posteriore non si avvertono vibrazioni o saltellamenti quando si entra in curva con decisione e la rigidità del telaio aiuta a tenere la traiettoria scelta senza problemi, nonostante questo la Blur non risulta una bicicletta difficile e permette anche qualche errore di guida.

 

Santa Cruz BLUR CC 2020 azione

 

Sul veloce il movimento centrale basso dona un ottimo controllo e sembra di stare su una piattaforma con qualcosa di più di 100 mm di escursione. Anche quando si prende aria sotto alle ruote la Blur rimane ben bilanciata e si riesce a giocare con lei senza troppi problemi, certo tutto dipende da quanto "manico" si ha, ma anche se non si è dei draghi del downhill questa bici permette di migliorare le proprie prestazioni.


Un discorso a parte va fatto sulle ruote Santa Cruz Reserve. Anche in questo caso non sono le più leggere in commercio, ma sono incredibilmente precise e aiutano tanto grazie a una grande rigidità laterale che mantiene le traiettorie, ma al tempo stesso un assorbimento verticale che rende meno secca la bicicletta.

 

Ruote Santa Cruz Reserve 25

 

Il canale da 25 interno è largo, ma non troppo ampio, le gomme si alloggiano molto bene, non spanciano e soprattutto si mettono e si tolgono a mano, noi abbiamo utilizzato i cacciacopertoni solo per montarle con gli inserti PTN RaceLine. Inoltre sono garantite a vita anche per rotture da utilizzo, quasi un invito a maltrattarle. Questa garanzia deriva anche dal fatto che Santa Cruz produce internamente il proprio carbonio, quindi si fida ciecamente del materiale, un plus che poche altre aziende possono vantare.

 

A CHI LA CONSIGLIAMO

Dobbiamo ammetterlo, abbiamo provato biciclette che erano più leggere della Santa Cruz Blur CC, altre invece erano più veloci e aggressive in salita, altre ancora con una maggiore rigidità laterale, eppure nessuna aveva quel "qualcosa" che invece la Blur ti fa sentire non appena ci sali sopra. Forse il "Santa's Soul" è una cosa che esiste davvero, che pervade questi telai in carbonio e viene trasferita al biker. È una bici diversa, davvero.

 


Detto questo tecnicamente è un mezzo perfetto per chi vuole competere ad alto livello sia nel XC sia nelle Marathon, ideale per chi in discesa non è un drago e vuole una piattaforma che gli faciliti un po' la vita (se mettete anche un telescopico vi trasformate in Greg Minnaar!), ma se invece siete discesisti puri a rallentarvi ci saranno solo le sospensioni in ebollizione, ci siamo intesi!?


La Santa Cruz Blur CC è una bicicletta da sogno, sia per le prestazioni, sia per il portafoglio visto che il modello in test costa 8.299 €, mentre il primo prezzo, ovvero la BLUR C R 29, già una signora bicicletta, ha un cartellino da 4.399 €.


Santa Cruz è un marchio cult, di quelli che fanno venire la bava alla bocca oppure proprio non piacciono, ma fino a prima di provare la Blur CC 2020 pensavamo che quello che si diceva riguardo all'Anima Santa Cruz fosse un po' una trovata di marketing... invece dobbiamo ammettere che sono biciclette che lasciano il segno, escono dal coro e ti fanno venire quel tarlo in testa: QUESTA è la MIA bicicletta... almeno fino al prossimo modello di Blur.

 

INFO

www.focusitaliagroup.it/it/santa-cruz/

 

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