L’UNICA ATHERTON ENDURO 150 AM IN ITALIA. L'ABBIAMO PROVATA, UN TRENO!

Abbiamo avuto la possibilità di mettere le mani sull’unica Atherton Bikes Enduro 150 AM tutta allestita custom con componenti del gruppo Hayes, Manitou e Reynolds. Una delle bici più immediate nel guadagnare velocità che abbiamo avuto…

Quando ci ha chiamato Hayes segnalandoci la possibilità di avere in test una Atherton Bikes non ci abbiamo pensato due volte, abbiamo messo giù la cornetta e siamo volati a ritirare la Enduro 150 AM allestita di tutto punto con i componenti del gruppo Hayes, ossia forcella Manitou Mezzer Pro da 170mm, ammortizzatore Manitou Mara da 150mm, telescopico Manitou Jack, ruote Reynolds Blacklabel 329 Trail Pro, freni Hayes Dominion A4 e componenti Protaper, una vera bomba.

 

Atherton Enduro 150 AM

 

Soprattutto la Atherton Enduro arrivata tra le nostre mani era la prima a sbarcare in Italia per un test, eravamo davvero emozionati.

 

 

GLI ATHERTON: LA ROYAL FAMILY DEL GRAVITY

La famiglia Atherton non ha bisogno di presentazioni, ma se non li conosci devi sapere che sono l'equivalente della Royal Family inglese, ma per il Downhill. Dan, Rachel e Gee Atherton, nati nel Sud dell'Inghilterra a Salisbury, sono punti di riferimento assoluti del downhill e freeride, nel loro palmares ci sono maglie di campioni del mondo, vittorie in Coppa del Mondo, partecipazioni alla RedBull Rampage e Hardline, insomma nessuno meglio di loro conosce il Gravity.

atherton bikes 2023

Proprio per questo hanno voluto non solo creare il loro team di Coppa del Mondo (che ha già vinto un mondiale) ma anche sviluppare una bici e non una qualsiasi. Infatti la Atherton si basa sul concetto di completa personalizzazione, realizzarla su misura per ogni singolo cliente grazie a tubazioni tonde in carbonio e congiunzioni in titanio, proprio come negli anni 2000. Il progetto partito dalle piste di Downhill si è esteso al mondo enduro e trail.

atherton bikes 2023

 

LO SCHEMA PROGETTATO DA DAVE WEAGLE

Dietro al telaio Atherton, oltre esperienza dei 3 fratelli inglesi, c'è anche tutta la cura maniacale di una leggenda delle sospensioni, vale a dire Dave Weagle, colui che ha inventato il DW Link, lo schema di sospensione utilizzato da Ibis, il Delta delle Evil, e lo Split Pivot di DeVinci e Salsa.

 

 

Il classico Dw Link utilizza 4 assi, ma per Atherton, Weagle ha sviluppato un nuovo concetto che ha preso il nome di DW6, solamente presente su queste bici per ora e si tratta quindi di un sistema a 6 punti di infulcro.

 

 

Lo sviluppo, che doveva sfruttare la costruzione in titanio del telaio, ha introdotto quindi altri due perni, per un totale di sei punti di infulcro per poter giungere a un livello superiore di regolazione e una guida con più trazione e sensibilità agli urti.

 

Il sistema sospensivo DW6 è estremamente robusto sfruttando così tanti giunti e appunto il titanio, perché oltre a essere presente un grosso bilanciere nella parte superiore, in basso invece un'altra barra collegata al piantone poco sopra al movimento centrale, aumenta il grado di robustezza e di conseguenza di precisione nella guida.

 

 

COME È FATTO IL TELAIO

Non esiste sul mercato un telaio come quello di Atherton Bikes, un prodotto che punta tutto sulla performance, sulle sensazioni di guida e sulla durata a vita. Le tecnologie del carbonio aerospaziale incontrano i raccordi in titanio, con un processo di produzione additivo che permette a Atherton di realizzare in maniera flessibile i propri telai creando le massime personalizzazione.

 

 

Il titanio di grado aerospaziale Ti6Al4V offre il miglior rapporto resistenza peso ed è la soluzione che funziona in maniera migliore quando incollata a laminati di fibra di carbonio. Il processo è estremamente complesso, i tubi vengono prodotti da un macchinario Ren AM 500Q in un processo chiamato Metal Powder Bed Fusion, particelle di titanio vengono fuse insieme da quattro laser a fibra, trattate termicamente e poi lavorate al CNC.

 

Atherton Enduro 150 AM

 

I tubi sono incollati utilizzando giunti con taglio a doppio giro, sistema utilizzato per gli aerei, che sovrapposti consentono di utilizzare un metodo di incollaggio con inserimento, schiacciamento e flusso per garantire una copertura uniforme dell'adesivo.

 

Il telaio viene poi convalidato attraverso test piramide con materiali analizzati in laboratorio prima di testare gli incollaggi e poi testati sul campo da Dan, Gee, Rachel e il Continental Atherton team in coppa del mondo.

 

 

Questo tipo di produzione del telaio consente quindi la massima leggerezza e resistenza, infatti il telaio è garantito a vita, proprio perché prodotto per durare a vita.

 


 

QUALI MODELLI IN GAMMA

Non si può certo chiedere ai fratelli Atherton di sviluppare grazielle o bici da cross country, magari ci arriveranno, ma tutto è partito dai modelli da gara, quelli quindi usati in Coppa del Mondo di downhill dal trio britannico e da lì la gamma si è estesa. I modelli a catalogo sono 4: downhill.200, enduro.170, enduro.150, trail.130.

 

atherton bikes 2023

 

Quattro alternative per gli appassionati di all mountain, e gravity, ma la cosa veramente bella è che tutti gli esperti dell'azienda sono a disposizione per info e realizzazione del telaio personalizzato, con consigli e adattamenti delle taglie per ogni singolo potenziale acquirente. In più per ogni modello si possono scegliere tra taglie predefinite con reach da 410 mm a 530mm, vale a dire da Low a XX-Tall.

 

 

ATHERTON ENDURO.AM.150 HAYES EDITION  

La Atherton Enduro.AM.150 è la bici che abbiamo testato, ma non un modello qualsiasi un'edizione speciale fatta realizzare da Hayes Group con tutto  il meglio della componentistica del gruppo americano. Il modello è creatop usando la conoscenza del maggiore degli Atherton: Dan, l'Endurista della famiglia. 

 

Atherton Enduro 150 AM


ALLESTIMENTO

L'allestimento della Atherton Enduro 150 AM è totalmente custom, vale a dire realizzabile dal sito ufficiale di Atherton. Nel caso della versione che abbiamo avuto noi, tutto l'allestimento è rappresentato dal massimo ottenibile da Hayes, con un set di ruote in carbonio di Reynolds Black Label 329 Trail, forcella Manitou Mezzer Pro da 170mm, ammortizzatore Manitou Mara da 150mm, freni Hayes Dominion A4 e componenti Protaper.

 

MONTAGGIO IN TEST

Telaio: Atherton Enduro 150 AM
Forcella: Manitou Mezzer, 170 mm
Ammortizzatore: Manitou Mara 150 mm
Freni: Hayes Dominion A4
Dischi: Hayes 203 mm
Ruote: Reynolds Blacklabel 329 Trail Pro, 29"
Copertoni: Schwalbe Magic Mary, Supersoft, Big Betty Super Trail, Soft
Manubrio: Protaper Carbon da 81 cm
Attacco manubrio: Protaper
Reggisella: telescopico Manitou Jack, 160 mm
Trasmissione: Sram Eagle SX
Cassetta: Sram, 12v 10-52
Comando: Sram SX

Taglia: M
Peso: 14,65 chilogrammi in taglia M

 

PRIME IMPRESSIONI

La Atherton Enduro AM  150 è una mountain bike dal gusto retrò con questi tubi stretti e a sezione cilindrica (tra le strutture più resistenti), con una finitura scintillante al sole che va in contrapposizione ai a robusti blocchi di titanio fuso.

 

 

Abbiamo provato una taglia M, o per meglio dire taglia 10, seguendo la tabella di Atherton per i nostri 172 cm di altezza, quindi una Regular, con un reach da 470 mm, un angolo di sella da 78 gradi, una lunghezza dei foderi bassi del carro da 438 mm e un set di ruote da 29" che porta quindi la distanza tra gli assi a 1236 mm.

 

Insomma le forme sono semplici, minimaliste e il posizionamento in sella ci è sembrato in fondo molto comodo e ben centrato anche se molto distanti dallo sterzo.

 


Esteticamente crea molto dibattito. Un po' un ritorno alle biciclette di inizio anni 2000, quasi vintage. A qualcuno sicuramente non piacerà, a noi fa impazzire, ma i gusti son gusti, bisogna però dire che è un mezzo che punta tutto sulle performance, senza scendere minimamente a compromessi. O così, oppure... scegli un'altra bici.

 

MESSA A PUNTO FORCELLA MEZZER PRO

La forcella Manitou Mezzer è stato uno dei  componenti a cui abbiamo dedicato più tempo durante il test della Atherton Enduro. Ci abbiamo lavorato per trovare la giusta messa a punto,  perché questa sospensione ha due regolazioni dell'aria, con IRT e Main Air, inizialmente la IRT l'abbiamo portata su valori consigliati quindi 77 Psi per un peso di 72 chilogrammi, mentre il Main l'abbiamo portata a 50.

 

 

Abbiamo sperimentato un po', sfruttando discese tecniche e dal fondo roccioso per trovare il giusto set-up. Inizialmente il feeling era buono, ma la forcella rimaneva un po' passiva sugli urti minori e molto, troppo, sostenuta sul veloce e su urti maggiori.

 

Manitou Mezzer

 

La Mezzer Pro ha cominciato a farci godere veramente una volta abbassato di 4 Psi la IRT, la camera da regolare per prima e su cui fare il Sag e la Main a 42 Psi per avere un po' più di sensibilità iniziale. La forcella è diventata molto più burrosa, smooth nell'attivazione e sensibile.

 

Manitou Mezzer

 

Abbiamo affinato il tuning poi con la regolazione della compressione di volta in volta sulla base del terreno, ma l'obiettivo era raggiunto, una forcella estremamente stabile e rigida anche alle alte velocità, precisa sul ripido e molto sensibile.

 

AMMORTIZZATORE MANITOU MARA PRO

Il posteriore era gestito dall'ammortizzatore Mara Pro con la nuova tecnologia a IFP flessibile. Quando la pressione dell'olio aumenta durante la compressione, sulla maggior parte degli ammortizzatori l'IFP dovrebbe mettersi in movimento, il che causa ritardo nell'attivazione  ad alta frequenza. Con l'IFP flessibile nel Mara Pro, l'IFP flette prima di cedere offrendo una transizione più fluida. Questo è qualcosa che si avverte chiaramente sui trail poiché questo ammortizzatore è di gran lunga il più fluido che abbiamo guidato.

 


Il design della molla pneumatica del Mara Pro si adatta ai ciclisti nella fascia di peso media e a una bici con schema posteriore progressivo poiché l'ammortizzatore stesso è relativamente lineare anche con tutti i distanziatori installati (l'ammortizzatore viene fornito con 3 distanziali positivi installati, anche se è possibile aggiungerne altri 2. Abbiamo usato una pressione di 165 Psi al posteriore. 

 


L'ammortizzatore Manitou Mara Pro è un ammortizzatore di alto livello con un eccellente smorzamento e un'azione fluida e, come la forcella Mezzer Pro di Manitou, è tra le migliori sospensioni che abbiamo provato. Tuttavia, ci sono voluti alcuni giorni di messa a punto per ottenerlo nel modo in cui lo volevamo, è un prodotto per biker avanzati che sanno "sentire" la sospensione hanno voglia di giocarci peer renderla perfetta per il loro stile di guida.

 

 

RUOTE REYNOLDS BLACKLABEL TRAIL

Reynolds ha montato su questa Atherton custom ruote di prima categoria, le Blacklabel 329 con diametro da 29", un paio di ruote garantite a vita come tutta la gamma di Reynolds (LINK BL 309), pensate per un utilizzo enduro hardcore. Il cerchio è in carbonio con un mozzo posteriore da elevare ancora di più l'hype durante la discesa, vale a dire l'Hydra di Industry Nine, un mozzo con 0,52° di ingaggio.

 

 

Nel test ci siamo trovati più di una volta a vantare una velocità in uscita di curva abbastanza ingiustificata, ma la risposta presto ce la siamo data perché le Blacklabel hanno uno sviluppo veramente elevatissimo di velocità. Il canale da 32 fa in modo poi che si possa avere una grande base d'appoggio che a noi ha dato possibilità di sfruttare tutti i tasselli dei copertoni, ma anche smorzare al meglio ciò che lo schema non smorzava. Un set che di poco supera i 1.500 grammi, un grande upgrade per enduro racing.

 

 

FRENI HAYES DOMINION A4

Era la prima volta che usavamo a lungo freni Hayes Dominion A4, un impianto con pinze a 4 pistoni, dischi da 203 mm e una sensazione mai avuta. All'inizio è stato infatti abbastanza strano mettere le dita sulle leve Dominion, anche nelle fasi di parking lot test la leva aveva un'attivazione prontissima, quasi troppo estrema.

 

 

Ci hanno però smentito sui trail dove ne abbiamo sfruttato ogni millimetro di corsa. In pratica l'impianto ha zero latenza di escursione, quindi quando si mette il dito sulla leva ma immediatamente ad azionare i pistoni ma il bello è che non si ferma lì, nelle frenate più brusche si riesce a modulare ulteriormente e ci siamo veramente potuti appendere in malo modo in situazioni poco simpatiche senza alcun tipo di fading. 

 

 

REGGISELLA TELESCOPICO

In questo montaggio da sogno è presente anche un reggisella Manitou, il Jack da 160 mm a funzionamento idraulico è un prodotto affidabile e brevettato essendo parzialmente BikeYoke.

 

 

L'attivazione è fluida e la tenuta dell'idraulica permette microregolazioni molto affidabili e precise.

 

 

 

COME VA IN DISCESA

Ci è sembrato immediatamente di capire quale fosse l'effettiva indole della Enduro di Atherton, una bici da lavoro per l'enduro racing. In discesa é reattiva e precisa, molto predittiva. Da una parte é molto facile da controllare grazie al peso contenuto, ma dall'altra la cinematica e la geometria aiutano davvero tanto.

 

Atherton Enduro 150 AM

 

Nello stretto i valori geometrici generosi si fanno sentire: la bici diventa molto fisica, ma quando si tratta di segmenti veloci diventa una vera bestia, classico comportamento da DH o Enduro Racing.

 

Essendo molto silenziosa e lo schema decisamente adattivo, il guadagno di velocità è praticamente immediato e il tubo orizzontale molto esteso fa in modo che si riesca a mantenere questa velocità in ogni sezione.

 

Atherton Enduro 150 AM - Test


Ci siamo resi conto che lo schema offre una sensazione di tappetino di velluto copiando in maniera precisa tutto ciò che passa sotto alle ruote, sul tecnico e con grandi impatti è molto sostenuta tutta la cinematica, ma in particolare non scalcia, si mantiene costantemente incollato a terra.

 

Avere lo sterzo così lontano non è un problema nelle sezioni ad alte velocità in cui abbiamo anche potuto sfruttare una consistente profondità dello stack e del telescopico montato che ci ha portato a concentrare tutti i pesi al centro e in basso.

 

Atherton Enduro 150 AM - Test

 

La bici è estremamente rigida e nelle curve si riesce in spostamenti facili. Caso contrario sui tratti più stretti che invece la bici diventa molto più fisica. Una cosa non è mai mancata, la trazione da entrambi i fronti, sia anteriore che posteriore allestiti con un set di ruote dal canale da 32 e copertoni da 29" Schwalbe con carcasse Super Trail, non ci hanno mai fatto impensierire.

 

A CHI LA CONSIGLIAMO

Arrivando l'esperienza interamente dai campi di gara, si percepisce un feeling assolutamente corsaiolo di questa bicicletta. La Atherton Enduro 150 è secondo noi la bici perfetta per chi cerca un mezzo esclusivo, qualcosa di unico nel suo genere, per coloro cioè che sanno esattamente cosa vogliono dalla propria bicicletta in ogni fase del riding.

 

Atherton Enduro 150 AM - Test

 

I prezzi sono davvero elevati, quelli di una bicicletta pronta alle massime competizioni quindi anche per questo non può essere considerata secondo noi la bici di tutti i giorni.

L'enduro racer però ne apprezzerà la stabilità, la reattività e la grande robustezza, in più se qualcuno ha le idee chiare può veramente cucirsi addosso un pezzo unico.

 

QUANTO PESA

La Atherton Enduro 150 AM in taglia 10 pesa 14,65 chilogrammi senza pedali.

 

 

QUANTO COSTA

Il prezzo della Atherton, anzi delle Atherton, è alto, bello alto davvero! Il solo telaio costa infatti circa 4.800 euro, ma i costi sono quelli del tailor made, quelli delle biciclette realizzate su misura stile Sarto o Pegoretti. Le biciclette possono essere acquistate e personalizzate sul sito ufficiale Athertonbikes.com

 

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