Trek Supercaliber (short test), le prime impressioni di guida

L'abbiamo provata per la prima volta pedalando per 3 ore, completando 45 km. Ne serviranno di chilometri prima di scoprire la sua vera anima, però qualche prima sensazione l'abbiamo avuta.

Come vi avevamo annunciato il giorno tanto atteso è arrivato, finalmente dopo averla tenuta in redazione per quasi 4 giorni ferma appoggiata ad un muro abbiamo finalmente potuto liberare lo spirito racing della nuovissima Trek Supercaliber 9.8.

 

Trek Supercaliber 9.8 primo piano

 

Abbiamo effettuato un primo test, un FIRST RIDE di 45 km e oltre 3 ore, insomma una bella giornata in sella alla bicicletta più desiderata, chiacchierata ed attesa degli ultimi anni.

 

 

ASCOLTA LE NOSTRE PRIME IMPRESSIONI

 

IL SET UP

Partiamo dalle regolazioni base da effettuare alla Trek Supercaliber. Prima della partenza abbiamo regolato altezza sella e avanzamento come d'abitudine, con la sella perfettamente in bolla, poi siamo passati al SAG anteriore dove abbiamo scelto la pressione per la Fox 32 SC Performance che ormai abbiamo segnato sul nostro quaderno delle regolazioni con 4 click di rebound, poi abbiamo fatto un bel respiro e ci siamo tuffati nell'IsoStrut.

 

 

Partendo dal presupposto che ci trovavamo davanti a una MTB da 60mm abbiamo pensato che l'ammortizzatore Fox avesse bisogno di un po' più di aria di quanto siamo soliti mettere (e se ci seguite sapete che chi scrive ama ammortizzatori che lavorano a pressioni piuttosto basse e SAG ampio), quindi invece del classico 20% di SAG siamo scesi a un 15%, circa 160 PSI per i nostri 71kg, per quanto riguarda il ritorno siamo stati su un valore centrale con 3 click.

 

 

POSIZIONE IN SELLA

Il nostro primo giorno di test con la Trek Supercaliber 9.8 ci ha portato a pedalare per circa 45 km e oltre 3 ore sui sentieri dove abbiamo imparato a pedalare, prima in compagnia di alcuni amici e poi in solitaria per andare a cercare un po' i limiti della Supercaliber.

 


Abbiamo quindi potuto apprezzare la posizione in sella che ci saremmo aspettati molto più avanza, invece è piuttosto comoda e permette di allungarsi bene sul manubrio senza però sentirsi troppo bassi sull'avantreno. L'angolo piantone da 74º dona rotondità e potenza alla pedalata, ma senza esasperare la posizione. Equipaggiata con un attacco da 80mm non abbiamo rimpianto un attacco più lungo, merito del reach leggermente maggiore rispetto al normale, ma non eccessivo.

 


Ci saremmo aspettato una posizione più estrema sulla Supercaliber, pensata per la World Cup e invece ci si ritrova su un mezzo molto racing, ma che permette di stare a proprio agio anche per molte ore. Per i nostri 178cm abbiamo scelto una taglia M\L (e ogni volta ringraziamo Trek per questa taglia intermedia che risolve i problemi di chi come noi è sempre indeciso).

 

 

PRIME PEDALATE

Pronti via e ci aspettavano 8 km di asfalto in salita (affrontati a ritmo ben sostenuto perché come al solito ero in ritardo per l'appuntamento con i compagni di uscita....) e abbiamo quindi potuto dare la risposta alla prima grande domanda: "bloccata sale come una hardtail?" SÌ.


Se si aziona il lockout al manubrio e si blocca l'ammortizzatore della Supercaliber, la sensazione è identica ad una hardtail, proprio ad una front, non a una full chiusa. Non c'è bobbing, non ci sono piccoli giochi, la bicicletta è granitica e l'unica cosa che si muove sono i foderi alti che lavorano a balestra.

 

 

La Trek Supercaliber è davvero rigida, non solo sul posteriore, ma anche all'anteriore. In curva chiede di essere "stesa", un po' come per le moto da pista, se si prende troppo piano la curva sembra che la bici tenda a sottosterzare, ma se invece la velocità sale il telaio entra in curva preciso come una lama. Dalle prime pedalate abbiamo capito che lo spirito della Supercaliber è racing. Puro e semplice.

 

SULLO STERRATO

Eppure non risulta una bicicletta difficile da guidare, questo perché una volta aperte le sospensioni diventa in tutto e per tutto una full suspension. Il carro lavora molto bene, tiene le ruote a terra e il foderi alti sostengono l'ammortizzatore permettendo di salire fluidi e senza ondeggiamenti, ma copiando molto bene il terreno. Si sente la rigidità nei rilanci e quando bisogna alzare l'andatura, ma non si ha la sensazione granitica di una hardtail.

 


Il grip è molto elevato, proprio come una bi-ammortizzata, su radici o rocce si riesce a lavorare di corpo avanzando la bici e non c'è grande bisogno di mettersi spesso in punta di sella per passare i tratti più ripidi, la Supercaliber ti porta già ad essere avanzato e nella giusta posizione.


Sulle salite scorrevoli si sente un leggerissimo feedback dell'ammortizzatore, ma bloccando il sistema si ottiene rigidità, mantenendo comunque un grip discreto grazie al lavoro a balestra dei foderi alti che copiano il terreno.


Anche nei tratti in discesa si è in sella a una full vera e propria, con la forcella da 100mm anteriore non si avverte particolarmente la mancanza di 40 mm al posteriore. In curva si riesce a schiacciare bene la bici con un'ottima risposta in uscita, la bici ti spinge in avanti facendoti guadagnare velocità.

 

 

Sui tratti tecnici serve l'abitudine a una posizione racing più avanzata, grazie alla rigidità dell'anteriore, alle ruote con canale da 30 e anche allo sterzo da 69º le linee vengono tenute molto bene e anche quando si ha una guida un po' sporca si riescono a recuperare gli errori più leggeri.

 

La Trek Supercaliber rimane una bici da XC molto reattiva e rigida quindi un minimo di manico è richiesto. Grande manovrabilità sui passaggi lenti e sullo stretto, solo quando ci siamo trovati ad affrontare i primi drop (massimo 1 metro di altezza) abbiamo esitato perché ci sentivamo di non avere la giusta posizione, troppo avanzata, in fase di stacco, ma al secondo tentativo abbiamo preso confidenza e siamo atterrati senza problemi, né di sospensione a pacco né di sbilanciamento in volo.

 

IL PESO DELLA SUPERCALIBER E COSA NE PENSIAMO

Una solo uscita è davvero poco per giudicare in maniera adeguata una bicicletta, soprattutto se è una bicicletta inusuale come la Trek Supercaliber 2020, ma "a pelle" è una bicicletta che non ti respinge, anzi ti invita a pedalare ancora ed ancora. È cattiva, ma non perfida.

 

 

È rigida, ma sa lasciarsi andare. La parola IBRIDA potrebbe essere in effetti quella che più le si addice. Non è perfetta perchè il peso di 11,13 kg della Supercaliber 9.8 potrebbe far storcere un po' il naso e in un paio di situazioni lo schema ammortizzante si è rivelato non propriamente silenzioso, ma i veri giudizi (sulle cose e sulle persone) si danno dopo che le si è imparate a conoscere a lungo.


Il test continua...

 

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