TEST SELLE ITALIA SLR XC: HO PROVATO PER LA PRIMA VOLTA UNA SELLA 3D
Test Selle Italia SLR XC 3D sulla Canyon Lux: comfort, grip, assorbimento delle vibrazioni e prezzo di 399,90 euro. Pregi, limiti e a chi la consigliamo.
Le selle con imbottitura stampata in 3D sono megliodi qquelle tradizionali? Sfruttando l'arrivo in redazione della nuova Selle Italia SLR XC 3D, abbiamo voluto rispondere a questa domanda: non avevamo mai utilizzato così a lungo una sella di questo tipo e ci interessava capire quali fossero i vantaggi concreti, quali i limiti e se valesse davvero la pena spendere 399,90 euro per questo componente.

La SLR XC 3D è la versione top di gamma della nuova famiglia SLR XC, una gamma sviluppata specificamente per il cross country e le marathon. Il progetto mantiene le caratteristiche della storica SLR, ma introduce una serie di modifiche pensate per le esigenze della mountain bike moderna, dalla punta più larga al profilo posteriore rastremato, fino alla possibilità di utilizzare l'imbottitura stampata in 3D con tecnologia Carbon DLS.
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Per il nostro test l'abbiamo montata sulla Canyon Lux World Cup. Dopo tre mesi di utilizzo, con uscite fino a sei ore, abbiamo raccolto sensazioni interessanti, soprattutto per quanto riguarda il sostegno in posizione racing e l'assorbimento delle vibrazioni. La superficie reticolare, però, ha caratteristiche che non tutti potrebbero apprezzare e il prezzo richiede una riflessione: la versione 3D è davvero la scelta giusta per tutti?
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Prima di iniziare, una precisazione: la sella è uno dei componenti più personali della bicicletta. Quella che funziona bene per un ciclista può risultare scomoda per un altro, anche a parità di disciplina e di tempo trascorso in sella. Per questo è importante rivolgersi a professionisti del bike fitting, perché la sella non è un componente isolato, ma uno dei punti di contatto di un sistema che comprende anche manubrio, pedali e posizione complessiva sulla bici. Come vedremo, una sella racing come la SLR XC può risultare meno adatta quando pedaliamo con il busto eretto, mentre può trovare la propria dimensione quando assumiamo una posizione più aggressiva.
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LA NUOVA SELLE ITALIA SLR XC: UNA SELLA PENSATA PER IL CROSS COUNTRY
La famiglia SLR rappresenta una delle linee più riconoscibili di Selle Italia. Con la nuova SLR XC il progetto entra in modo ancora più specifico nel mondo delle competizioni off-road.
La forma rimane quella caratteristica della SLR, con un profilo neutro e leggermente ondulato, ma diversi dettagli sono stati rivisti per adattarsi ai continui cambi di posizione tipici del cross country moderno.

La prima differenza riguarda il naso più largo, studiato per offrire un appoggio più efficace quando si avanza sulla sella durante le salite ripide e le fasi di spinta. È una zona importante nelle gare XC, dove capita frequentemente di pedalare con il bacino spostato in avanti per mantenere la ruota anteriore aderente al terreno e continuare a produrre potenza anche sulle pendenze più impegnative.

Anche il profilo posteriore è stato modificato. Gli angoli delle ali sono più rastremati per facilitare il movimento del ciclista e il ritorno in sella dopo i tratti affrontati in piedi sui pedali. Il disegno posteriore è stato inoltre studiato per aumentare lo spazio disponibile per la ruota quando il reggisella telescopico è completamente abbassato.

Cambia anche la lunghezza: la nuova SLR XC misura 250 mm, contro i 242 mm della SLR stradale. Una differenza che offre maggiore libertà di movimento e un appoggio più sfruttabile quando ci si sposta lungo la seduta. La gamma XC offre inoltre diverse configurazioni, comprese le versioni con foro Superflow e quelle a scocca chiusa, per rispondere alle preferenze dei diversi ciclisti.

Il modello che abbiamo testato è il top di gamma, la SLR XC 3D Carbon, che utilizza un'imbottitura stampata con tecnologia Carbon DLS. Una sella da soli 220 grammi in misura S3 da 130 mm.
CHE COSA CAMBIA CON L'IMBOTTITURA 3D
La stampa 3D non consiste sostituisce semplicemente una schiuma tradizionale, ma da la possibilità di realizzare una struttura reticolare nella quale geometria, spessore e risposta meccanica cambiano in funzione della zona della sella.

La tecnologia Carbon DLS permette di creare un reticolo con caratteristiche differenziate, progettato per combinare sostegno e assorbimento progressivo. In questo modo il comportamento dell'imbottitura può essere calibrato in funzione delle pressioni esercitate dal corpo, senza dover utilizzare un materiale uniforme su tutta la superficie. Infatti la sensazione di morbidezza che percepiamo premendo il materiale con le dita può cambiare sensibilmente quando applichiamo il peso del corpo.

Nel caso della SLR XC 3D, il progetto punta a mantenere un sostegno adatto alla guida sportiva, aggiungendo la capacità di assorbimento della struttura reticolare, insomma non è una sella morbida, ma una che da sostegno e che alla prima seduta può risultare anche quasi dura, ma quando si pedala si capise dove e come sostenga il rider in spinta.

LA SCELTA DELLA MISURA: S3 DA 130 MM, MA NON SENZA DUBBI
Per il nostro test abbiamo scelto la Selle Italia SLR XC 3D nella misura S3 da 130 mm, seguendo le indicazioni del sistema di selezione Selle Italia a partire da una distanza tra le ossa ischiatiche di circa 110 mm.
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Le misure S e L sono associate alla distanza interischiatica: la S è indicata per valori inferiori a 120 mm, mentre la L è suggerita per valori superiori. Nella nuova SLR XC le larghezze disponibili sono 130 mm per la S e 145 mm per la L.
I numeri identificano invece la configurazione della seduta:
- 1: sella chiusa, senza foro centrale.
- 2: configurazione Flow, con un'apertura centrale più contenuta.
- 3: configurazione Superflow, con un'apertura centrale più ampia.
La scelta tra una sella chiusa e una con foro centrale dipende anche dalla posizione in bicicletta, dalla rotazione del bacino e dalla distribuzione delle pressioni. Non esiste una regola assoluta valida per tutti: una maggiore apertura può essere utile in determinate condizioni, ma deve essere valutata in relazione alla postura e alle caratteristiche individuali.
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Nel nostro caso la scelta della S3 da 130 mm è stata effettuata con la misura delle ostre ossa aischiatiche, ma nel corso del test abbiamo avuto la sensazione che la versione da 145 mm avrebbe potuto offrire un appoggio più adatto alle nostre esigenze e al nostro tipo di pedalata.

Per questo motivo, soprattutto quando si sceglie una sella di fascia alta, crediamo sia opportuno non lasciare la decisione al semplice «forse». Un bike fitting professionale può aiutare a valutare non soltanto la larghezza, ma anche il comportamento del bacino, la posizione delle anche e la distribuzione delle pressioni durante la pedalata.

La sella è infatti uno dei tre principali punti di contatto tra ciclista e bicicletta, insieme a manubrio e pedali. Cambiarla senza considerare la posizione complessiva può portare ad attribuire all'imbottitura un problema che dipende invece dalla geometria del prodotto o dall'assetto della bici.
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IN SELLA: IL COMFORT CAMBIA CON LA POSIZIONE
Una delle sensazioni più evidenti emerse durante il test riguarda il rapporto tra la posizione del busto e il comfort offerto dalla SLR XC 3D.

Quando ci abbassiamo verso il manubrio e ruotiamo maggiormente il bacino in avanti, assumendo la tipica posizione da gara, la sella ci è sembrata più naturale. In questa postura il corpo si distribuisce perfettamente sui punti di contatto e l'appoggio sulla seduta cambia rispetto a quello che abbiamo quando pedaliamo con il busto più eretto.
Al contrario, quando manteniamo una posizione più rilassata, con il busto alto e una minore rotazione del bacino, abbiamo percepito una maggiore pressione in alcune zone dell'appoggio.

È un comportamento coerente con la vocazione sportiva del prodotto. La SLR XC 3D ci è sembrata più a suo agio quando siamo entrati nella posizione di spinta tipica della guida XC, avanzando sulla sella nelle salite e mantenendo una postura aggressiva nei tratti pedalati.
Il comfort non è però cambiato drasticamente con il passare delle ore. Anche dopo diverse ore la sella ha mantenuto un comportamento abbastanza costante; è stato soprattutto il desiderio di rilassare la posizione, alzando il busto, a rendere più evidente la differenza tra le due posture.

Questo ci porta a considerare la SLR XC 3D una sella particolarmente indicata per chi pedala con un'impostazione racing, mentre la scelta diventa meno scontata per chi utilizza la mountain bike soprattutto per escursioni e giri tranquilli, mantenendo a lungo una posizione più eretta.
IL RETICOLATO 3D SI... SENTE
La nostra esperienza con la SLR XC 3D è stata condizionata anche da una caratteristica che inizialmente non avevamo considerato così rilevante: la sensazione tattile della struttura reticolare. Premendo l'imbottitura con le dita, il materiale restituisce una sensazione relativamente morbida. Quando però applichiamo il peso del corpo e iniziamo a pedalare, la percezione cambia. La struttura appare più sostenuta, una caratteristica che apprezziamo su una sella orientata alle prestazioni.
Quello che ci ha lasciato inizialmente un po' straniti è stato il fatto di percepire la superficie 3D attraverso il fondello dei pantaloncini. Non si è trattato necessariamente di un fastidio, quanto di una sensazione insolita rispetto alle selle tradizionali. La trama del materiale rimane percepibile anche quando il carico aumenta e, soprattutto nelle zone laterali in prossimità dei bordi delle ali, il contatto con il fondello è più evidente.

SEI ORE IN SELLA: ASSORBIMENTO DELLE VIBRAZIONI E SOSTEGNO
Abbiamo utilizzato la Selle Italia SLR XC 3D anche durante uscite di circa sei ore, andando oltre le prime impressioni per capire come si comportasse quando il tempo trascorso in sella aumentava.

Il sostegno è stato uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente. Nella posizione avanzata e sportiva la seduta ci ha trasmesso una sensazione di appoggio coerente con l'utilizzo racing, senza diventare eccessivamente cedevole. Abbiamo inoltre percepito una buona capacità di assorbimento delle vibrazioni provenienti dal terreno. Sulle uscite lunghe la struttura 3D ci è sembrata capace di filtrare parte delle sollecitazioni, contribuendo a ridurre la sensazione di affaticamento rispetto a quella che associamo alle selle con imbottitura tradizionale che utilizziamo abitualmente.

La SLR XC 3D non ci ha dato la sensazione di una sella estremamente morbida, ma piuttosto di un appoggio sostenuto che riesce a filtrare parte delle vibrazioni. È un equilibrio interessante per chi cerca una sella da competizione senza rinunciare a una certa capacità di assorbimento.
CONSUMA I PANTALONCINI? E COME SI COMPORTA CON IL FANGO?
Uno dei vantaggi che abbiamo percepito durante il test è il maggiore grip della superficie. Nelle salite più ripide, quando ci spostiamo in punta di sella, oppure quando pedaliamo su terreni fangosi, il reticolato offre un'aderenza al fondello superiore a quella che abbiamo riscontrato su alcune selle tradizionali. La sella tende a trattenere maggiormente il pantaloncino, limitando lo scivolamento del corpo sulla seduta. È una caratteristica che può risultare utile in ambito XC, soprattutto quando si cerca di mantenere una posizione stabile durante le fasi di spinta.

D'altra parte, una maggiore aderenza significa anche una maggiore interazione tra superficie e tessuto. Nel nostro test di tre mesi non abbiamo osservato un consumo visibile anomalo della Lycra, ma l'usura nel lungo periodo potrebbe essere più elevata rispetto a una sella con superficie più liscia.

Un'altra domanda riguarda il fango, che nel mondo off-road non è certo un'eccezione. La struttura reticolare può trattenere residui tra le sue aperture, ma durante il test non abbiamo riscontrato la tendenza a trasformarsi in un ricettacolo di sporco come talvolta si potrebbe immaginare osservandola. La parte inferiore della sella è chiusa e quella superiore è in gran parte protetta dal ciclista. Perché il fango si accumuli in quantità importanti servono condizioni particolarmente impegnative, come quelle che si incontrano nelle giornate più simili a una gara di ciclocross.
Quando si deposita dello sporco tra le maglie, la pulizia richiede comunque un po' più di attenzione rispetto a una superficie tradizionale liscia. Un getto d'acqua di intensità adeguata permette di rimuovere gran parte dei residui, eventualmente insistendo con una spazzola morbida nelle zone in cui il fango si è asciugato. Non basta sempre una passata veloce con la spugna, ma nemmeno abbiamo avuto l'impressione che la SLR XC 3D sia particolarmente difficile da mantenere pulita. È semplicemente un componente che richiede qualche attenzione in più quando si torna da un'uscita molto fangosa.
SELLA 3D O TRADIZIONALE? PRIMA IL BIKE FITTING
Le selle 3D sono indubbiamente interessanti dal punto di vista tecnico e hanno anche un'estetica particolare. Non crediamo però che siano da scegliere soltanto perché rappresentano la soluzione più recente o perché il reticolato è immediatamente riconoscibile.
La stampa 3D permette ai produttori di progettare imbottiture con caratteristiche differenti e di adattare il sostegno alle diverse zone della seduta. Per ottenere un vantaggio concreto, però, la tecnologia deve essere abbinata a una forma compatibile con la nostra anatomia e con la posizione che assumiamo in bicicletta.
Se la larghezza o il profilo della sella non sono adatti, un'imbottitura sofisticata non può compensare completamente una scelta sbagliata. Lo stesso vale per la posizione: un assetto non adeguato può generare pressioni eccessive anche quando il materiale è progettato per distribuire meglio il carico.
Chi ha già trovato una sella con cui si trova bene non deve necessariamente cambiarla. La tecnologia 3D può offrire benefici concreti in determinate condizioni, ma non rappresenta un aggiornamento indispensabile per tutti.
QUANTO COSTA LA SELLE ITALIA SLR XC 3D? IL PREZZO È IL VERO NODO
La Selle Italia SLR XC 3D Carbon ha un prezzo di listino di 399,90 euro. Una cifra importante per una sella da mountain bike, soprattutto se consideriamo che la nuova famiglia SLR XC comprende anche versioni con imbottitura tradizionale e prezzi decisamente più accessibili.

La gamma si articola in quattro versioni principali:
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SLR XC 3D Carbon: 399,90 euro, con imbottitura stampata in 3D e binari in carbonio.
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SLR XC Carbon: 289,90 euro, con binari in carbonio e imbottitura tradizionale.
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SLR XC Elite: 199,90 euro, con binari in acciaio tubolare leggero.
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SLR XC Advan: 124,90 euro, con binari in acciaio tubolare.
Il confronto più interessante, per il nostro test, è quello tra la SLR XC 3D Carbon e la SLR XC Carbon. La differenza di prezzo è di 110 euro, a fronte della principale differenza rappresentata dall'imbottitura stampata in 3D. La versione tradizionale mantiene infatti i binari in carbonio, consentendo di scegliere se investire maggiormente nella tecnologia del rivestimento oppure preferire un'imbottitura convenzionale.
In altre parole, non pagheremmo 110 euro in più soltanto per avere una sella stampata in 3D. Li prenderemmo in considerazione se, dopo aver verificato forma e misura, le caratteristiche dell'imbottitura risultassero realmente vantaggiose nel nostro utilizzo.

A CHI CONSIGLIAMO LA SELLE ITALIA SLR XC 3D
Dopo tre mesi di utilizzo, vediamo la Selle Italia SLR XC 3D soprattutto come una sella per chi pratica cross country e marathon con un'impostazione orientata alla prestazione. Il sostegno ci è sembrato convincente quando abbiamo assunto una posizione aggressiva, con il busto basso e il bacino ruotato in avanti. Abbiamo inoltre apprezzato la capacità di assorbire parte delle vibrazioni e il grip della superficie reticolare, particolarmente evidente nelle salite ripide e quando ci si sposta in punta di sella. La consigliamo quindi a chi cerca una sella da gara con binari in carbonio e vuole provare i vantaggi di un'imbottitura 3D, a condizione che la forma e la larghezza siano compatibili con la propria anatomia.

La valutazione diventa più prudente per chi utilizza la mountain bike soprattutto per escursioni ricreative, pedala a lungo con il busto eretto oppure preferisce una superficie più uniforme e meno percepibile attraverso il fondello.
La compreremmo? Sì, ma soltanto dopo aver verificato che sia la sella giusta per la nostra posizione e per il nostro modo di pedalare. Per chi cerca una sella XC performante e vuole il rivestimento 3D, il prodotto ha una sua logica. Per chi desidera semplicemente una buona sella da mountain bike, la SLR XC Carbon tradizionale, oppure una delle versioni più economiche della gamma, potrebbe essere una scelta altrettanto sensata.

Perché la sella giusta non è quella con la tecnologia più recente, ma quella che ci permette di pedalare nella nostra posizione, per il tempo che ci serve, senza che il contatto con la bicicletta diventi un limite.


