TEST NORTHWAVE EXTREME X: SONO DIVENTATE LE NOSTRE PREFERITE, MA ALL’INIZIO…
Le nuove Northwave Extreme X cambiano approccio rispetto al passato: più racing, più precise e con una suola in carbonio pensata per trasferire ogni watt. Noi le abbiamo sognate, ma abbiamo avuto un problema iniziale. Dopo qualche settimana, però, la scarpa è cambiata e oggi è una delle nostre scelte principali.
Le nuove scarpe da MTB e gravel racing Northwave Extreme X rappresentano un cambiamento importante per il marchio italiano e, quando le abbiamo viste per la prima volta in redazione, siamo stati subito molto tentati di provarle. Venendo da anni di utilizzo di scarpe Northwave, ci aspettavamo una calzatura duratura, precisa e molto performante, e sotto diversi aspetti le Extreme X hanno confermato le aspettative.

Ma questa volta il rapporto non è iniziato benissimo: dopo appena due uscite abbiamo incontrato un punto di pressione nella zona esterna anteriore della caviglia, su entrambi i piedi. Le abbiamo quindi messe da parte per qualche settimana, prima di tornare a utilizzarle progressivamente. Ed è proprio qui che è cambiato tutto: la tomaia si è ammorbidita, la pressione è diminuita e oggi le Extreme X sono diventate una delle nostre scelte principali per XC e gravel veloce.
INFO, PESI E PREZZI: NORTHWAVE EXTREME X, LE SCARPE DEI PRO RIDER ARRIVANO SUGLI SCAFFALI
UN CAMBIAMENTO IMPORTANTE PER NORTHWAVE
Con le Extreme X abbiamo davanti una Northwave che prova a spingere il concetto di scarpa race off-road verso una nuova direzione. Non è soltanto una questione di grafica o di linee più aggressive. La sensazione, già prendendole in mano, è quella di un progetto sviluppato per essere molto più focalizzato su precisione, contenimento del piede e trasferimento della potenza.

Per chi, come noi, utilizza Northwave da parecchio tempo, il confronto con le generazioni precedenti viene abbastanza naturale. Siamo abituati a trovare nelle scarpe del marchio italiano una certa solidità, una costruzione molto strutturata e una calzata che, almeno per il nostro piede, negli anni ci aveva dato la sensazione di una vera e propria "pantofola".

Le Extreme X sembravano partire proprio da questa base, ma con un approccio più moderno e racing. E poi c'era un altro elemento che aveva alzato parecchio il nostro hype: sono scarpe utilizzate da alcuni dei migliori rider in circolazione. Vederle ai piedi degli atleti, abbinate a un design che ci aveva convinto immediatamente, ci aveva fatto venire ancora più voglia di capire come si comportassero sul campo.

@Ross Bell
LA PRIMA CALZATA CI HA CONVINTO SUBITO
La prima sensazione, una volta infilate, è stata molto positiva. La calzata è precisa, il piede viene avvolto bene e la tomaia segue la forma senza lasciare quella sensazione di "vuoto" che può capitare con alcune scarpe molto rigide. L'impressione è quella di avere una scarpa costruita intorno al piede. Anche il tallone rimane ben fermo e l'insieme trasmette immediatamente una sensazione molto racing, ma senza quella rigidità fastidiosa che spesso associamo alle scarpe estremamente orientate alla prestazione.

Northwave ha lavorato anche sul sistema di chiusura SLW3, che troviamo più fluido rispetto al passato. Non è un dettaglio secondario, perché la possibilità di intervenire rapidamente sulla tensione e di allentare progressivamente la chiusura permette di trovare con maggiore facilità il livello di serraggio corretto. Per noi il sistema è migliorato parecchio e, per fluidità e precisione di regolazione, si avvicina molto alla sensazione che normalmente associamo ai sistemi Boa.

POI QUALCOSA NON HA FUNZIONATO
Dopo le prime due uscite abbiamo iniziato ad avvertire un fastidioso punto di pressione sul lato esterno, nella parte anteriore della caviglia. La cosa particolare era che, per il resto, la scarpa ci piaceva davvero tanto. La suola, il trasferimento della potenza, il contenimento del piede, la chiusura e la sensazione generale durante la pedalata erano esattamente ciò che cercavamo.
Avevamo quindi una scarpa che ci convinceva praticamente sotto ogni aspetto, ma che ci creava fastidio sulle uscite lunghe. Abbiamo anche parlato con i ragazzi di Northwave, che ci avevano anticipato come la nuova forma della tomaia potesse modificare sensibilmente la sensazione di calzata rispetto alle generazioni precedenti. Ed effettivamente era così. Quelle che per noi erano state per anni delle scarpe quasi "a pantofola", questa volta avevano un comportamento completamente diverso.

ABBIAMO CHIESTO A CHI LE USA
Prima di arrivare a una conclusione abbiamo iniziato a chiedere in giro. Atleti, rider e anche semplici weekend warriors che stavano utilizzando le Extreme X. La domanda era molto semplice: avete avuto anche voi questo tipo di problema? La risposta non è stata univoca. Non abbiamo trovato una situazione generalizzata, quindi non possiamo parlare di un difetto comune della scarpa. Qualcuno, però, ci ha confermato di aver percepito punti di pressione o una calzata particolare. Questo è probabilmente uno degli aspetti più importanti da sottolineare quando si parla delle Extreme X: la calzata va valutata con attenzione.
Non basta quindi ragionare soltanto sulla misura abituale o sulla generazione precedente di Northwave. La nuova costruzione della tomaia può cambiare parecchio la sensazione sul piede. Ed è una cosa che, soprattutto considerando il prezzo di una scarpa di questo livello, secondo noi va tenuta in considerazione.
.jpg)
LA SCARPA SI È AMMORBIDITA
Con il passare delle uscite la zona della tomaia che ci aveva creato il problema ha iniziato ad ammorbidirsi. La pressione è diminuita progressivamente. Abbiamo quindi iniziato a utilizzare le Extreme X per periodi sempre più lunghi, fino ad arrivare alle uscite di diverse ore senza avere più quel fastidio che inizialmente ci aveva costretto a interrompere l'utilizzo.
.jpg)
E qui facciamo una precisazione importante: Non è stato il nostro piede ad adattarsi. Nel punto in cui avvertivamo il fastidio non abbiamo sviluppato calli, segni o modificazioni evidenti. È stata la scarpa a cambiare. La tomaia si è progressivamente ammorbidita e ha iniziato a seguire meglio la nostra anatomia. Quindi sì, con le Extreme X abbiamo dovuto aspettare che la scarpa si "mollasse" un po'.

DUE SOLETTE PER REGOLARE IL VOLUME
Un altro dettaglio che abbiamo apprezzato nelle Extreme X è la presenza di due solette di serie, differenti per spessore: una da 3 mm e una da 5 mm. Una soluzione semplice, ma utile per adattare il volume interno della scarpa alla conformazione del piede e trovare una calzata più precisa.

Noi le abbiamo provate entrambe, soprattutto nella fase iniziale del test, quando stavamo cercando di capire come gestire quel punto di pressione nella parte anteriore ed esterna della caviglia. Utilizzando la soletta più spessa abbiamo provato anche ad alzare leggermente il piede all'interno della scarpa, cercando di modificare il punto di contatto e ridurre la pressione.
Alla fine, però, come facciamo praticamente sempre con le scarpe che utilizziamo nei nostri test, siamo tornati alle nostre solette personalizzate. Per noi è un elemento particolarmente importante, anche perché cambiamo scarpe molto spesso e avere una soletta che conosciamo e che mantiene sempre lo stesso supporto ci permette di valutare meglio la calzatura senza introdurre troppe variabili. Le due solette Northwave rimangono comunque un'ottima possibilità di regolazione per chi vuole lavorare sul volume interno senza ricorrere subito a costose soluzioni aftermarket.

LEGGI ANCHE - SOLETTE PERSONALIZZATE: SONO DAVVERO PIÙ COMODE E PERFORMANTI?
SULLA BICI SONO DAVVERO RACING
Una volta superato il problema della calzata, abbiamo potuto concentrarci su quello che probabilmente è il punto forte delle Extreme X: il comportamento in pedalata. La suola in carbonio Hyperlight restituisce una sensazione molto diretta. Quando spingiamo sui pedali la risposta è immediata e il piede rimane estremamente stabile all'interno della scarpa. Soprattutto nelle accelerazioni, nelle salite brevi affrontate ad alta intensità e quando aumentiamo la cadenza, la sensazione è quella di avere un collegamento molto diretto tra piede, scarpa e pedale.

La rigidità della suola si sente. E si sente soprattutto quando si aumenta la pressione sui pedali. Non abbiamo quella sensazione di dispersione che può emergere con scarpe più morbide e orientate maggiormente al comfort. Le Extreme X sono state pensate per pedalare forte e questo emerge abbastanza chiaramente.
.jpg)
AVVOLGIMENTO E REGOLAZIONE
La tomaia è uno degli elementi più interessanti del progetto. Una volta superata la fase iniziale, il piede viene avvolto in modo molto preciso, senza risultare eccessivamente compresso. La sensazione è di contenimento, non di costrizione.

Anche il tallone rimane ben fermo e durante le uscite non abbiamo mai avvertito movimenti indesiderati del piede. Il doppio sistema SLW3 permette inoltre di distribuire bene la pressione e di intervenire in maniera indipendente sulle diverse zone della scarpa. È un sistema che abbiamo apprezzato particolarmente proprio perché permette una regolazione molto fine. E, nel nostro caso, ha contribuito anche a trovare il giusto compromesso nella fase iniziale, quando stavamo cercando di capire come gestire il punto di pressione sulla caviglia.
.jpg)
VENTILAZIONE E COMFORT
Durante il test abbiamo utilizzato le Extreme X anche con temperature abbastanza elevate, arrivando a circa 30 °C. La ventilazione ci è sembrata buona, non sono scarpe estive, ma non sono scarpe neanche calde, sono quelle scarpe che definiremmo 4 stagioni.
.jpg)
La tomaia permette un ricambio d'aria sufficiente per mantenere il piede abbastanza fresco anche durante le uscite più impegnative. Il risultato è interessante perché abbiamo una scarpa estremamente strutturata, con una suola molto rigida e un'impostazione racing, ma senza trasformarla in una sorta di "blocco" poco vivibile. Il comfort, una volta superata la fase di adattamento, è infatti uno degli aspetti che ci hanno fatto cambiare completamente opinione sulle Extreme X.

E FUORI DALLA BICI?
Qui dobbiamo essere abbastanza chiari. La Extreme X nasce per pedalare. Non è una scarpa da trail con cui affrontare lunghi tratti di hike-a-bike e non vuole nemmeno esserlo. La suola in carbonio è molto rigida e i tasselli sostituibili sono relativamente piccoli. il rivestimento bianco della suola in carbonio poi tende a rovinarsi e segnarsi abbastanza velocemente, il carbonio sottostante no, ma sembra più rovinata di quanto è perché si stacca "la vernice".

Per brevi tratti a piedi non abbiamo problemi particolari, ma quando il percorso obbliga a camminare a lungo la situazione cambia.

La rigidità si percepisce parecchio e la camminata non è particolarmente naturale. Lo abbiamo verificato anche durante la scelta delle scarpe per l'Alta Valtellina Bike Marathon. Le Extreme X ci piacevano abbastanza da essere considerate seriamente, ma alla fine abbiamo preferito una scarpa con una suola più adatta alla camminata, visto il lungo tratto sul muro di Prei. E secondo noi è esattamente il modo corretto di interpretare questa scarpa.
EXTREME X: LA NOSTRA PAGELLA DOPO IL TEST
Dopo aver superato la fase iniziale, le Extreme X sono diventate una delle nostre scarpe principali per le uscite XC e Gravel. La rigidità della suola è un punto forte evidente, così come il contenimento del piede e la possibilità di regolare in maniera molto precisa la chiusura.

Il vero punto da considerare è la calzata. Nel nostro caso abbiamo avuto un problema che però si è risolto con l'utilizzo progressivo e con l'ammorbidimento della tomaia. Questo non significa che succederà a tutti. Significa però che le Extreme X sono una scarpa da provare bene prima dell'acquisto, soprattutto se si ha una conformazione del piede particolare o se si arriva da una precedente Northwave aspettandosi esattamente la stessa calzata.

NORTHWAVE EXTREME X: PRO E CONTRO
PRO
- Suola in carbonio molto rigida e reattiva
- Trasferimento della potenza diretto
- Ottimo contenimento del piede
- Sistema SLW3 preciso e fluido
- Buona ventilazione
- Design racing e costruzione molto curata
- Comfort elevato dopo il periodo iniziale di adattamento
CONTRO
- Calzata particolare da valutare attentamente
- Possibili punti di pressione nella zona anteriore della caviglia per alcuni piedi
- Richiede un possibile periodo di adattamento
- Poco adatta a lunghe sezioni a piedi
- Prima dell'acquisto consigliamo di provarla, senza basarsi soltanto sulla misura abituale
CONCLUSIONI
Le Northwave Extreme X ci hanno fatto cambiare idea due volte. La prima volta quando le abbiamo calzate: subito precise, avvolgenti e molto racing. La seconda, dopo le prime uscite, quando abbiamo pensato che forse questa nuova calzata non facesse per noi.

Poi abbiamo insistito. Abbiamo lasciato che fosse la scarpa a trovare progressivamente la propria forma sul nostro piede e, dopo qualche settimana, il comportamento è cambiato.
Oggi possiamo dire che le Extreme X ci piacciono davvero tanto e che utilizziamo molto. Sono una scarpa orientata alla prestazione, con una suola estremamente rigida, un ottimo trasferimento della potenza e un sistema di chiusura che per precisione e fluidità ci ha convinto molto.

Non sono però una scarpa universale e soprattutto non sono una scarpa da comprare a occhi chiusi, meglio andare in negozio e provarla. La nuova forma della tomaia modifica la calzata rispetto a quello a cui eravamo abituati con Northwave e proprio per questo il nostro consiglio è semplice: provatela, camminateci, pedalateci se possibile e valutate bene i punti di pressione prima di acquistarla.
TAGLIE, PESO E PREZZO
- Taglie dal numero 36 al 50, mezzi numeri dal 39.5 al 45.5
- Peso dichiarato: 386 grammi per scarpa (taglia 44)
- Prezzo al pubblico: 299,99 € disponibile in due colori bianca e nera

Per informazioni: Northwave.com


