Scott DH Factory annuncia l'ingresso di Dakotah Norton e Jess Blewitt nel roster 2026, insieme alla conferma di Ethan Craik e all'arrivo ufficiale di Vicky Clavel.

Una mossa che rafforza la squadra sotto il profilo tecnico, umano e strategico, mantenendo un equilibrio interessante tra atleti affermati e giovani in forte crescita.
DAKOTAH NORTON: ESPERIENZA E NUOVE MOTIVAZIONI
Dakotah Norton approda in Scott DH Factory portando con sé un bagaglio di esperienza costruito in anni di Coppa del Mondo downhill. A 33 anni, l'atleta statunitense ha già collezionato due titoli nazionali e cinque podi UCI World Cup, dimostrando continuità e velocità ai massimi livelli.

Il suo percorso parte dal BMX e dal motocross, discipline che hanno contribuito a formare uno stile solido, esplosivo e molto tecnico. In discesa, Norton è noto per la capacità di leggere il terreno e adattarsi rapidamente a tracciati e condizioni differenti, un aspetto che si sposa bene con la filosofia racing di Scott.
L'ingresso nel team rappresenta per lui un nuovo capitolo, vissuto come una ripartenza: nuovo ambiente, nuove dinamiche e una nuova sfida tecnica sulla Scott Gambler RC. L'approccio dichiarato è pragmatico, step by step, con l'obiettivo di ritrovare equilibrio, serenità e prestazioni solide nel corso della stagione.

JESS BLEWITT: TALENTO, RESILIENZA E ATTITUDINE MODERNA
Accanto a Norton, Scott DH Factory accoglie Jess Blewitt, una delle figure più interessanti del downhill femminile internazionale. A soli 23 anni, la rider neozelandese vanta già cinque titoli nazionali, cinque podi in Coppa del Mondo e un primato storico: è stata la prima donna a competere alla Red Bull Hardline.
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Blewitt si è distinta negli ultimi anni per la capacità di reagire alle difficoltà, tornando competitiva dopo infortuni e periodi complessi. Una resilienza che si riflette anche in gara, dove abbina aggressività, tecnica e grande determinazione.
Il suo ingresso nel team porta energia fresca e una visione moderna del racing, dove la performance convive con il divertimento e la crescita personale. L'obiettivo dichiarato resta chiaro: puntare ai podi, costruire costanza e mettere insieme run di cui essere orgogliosa, senza perdere il piacere di correre.

LE CONFERME: CRAIK E CLAVEL AL CENTRO DEL PROGETTO
Guardando al 2026, Scott DH Factory conferma Ethan Craik, ormai punto fermo della squadra. Il britannico ha dimostrato nelle ultime stagioni di poter competere stabilmente ai massimi livelli della Coppa del Mondo downhill, crescendo in velocità e maturità agonistica. Il rinnovo del contratto sottolinea la fiducia reciproca e la volontà di continuare un percorso già ben avviato.

Entra ufficialmente nel roster anche Vicky Clavel, giovane talento francese in forte ascesa. I risultati parlano chiaro: prestazioni costanti in World Cup, medaglia di bronzo agli Europei e una top 10 ai Mondiali 2025. Il suo profilo completa una line-up equilibrata, con grande potenziale di sviluppo nel medio periodo.
Insieme a Benoît Coulanges, Norton e Blewitt, la squadra si presenta al via del 2026 con una formazione completa e competitiva, pronta a confrontarsi sui tracciati più esigenti del calendario internazionale.

PARTNERSHIP SOLIDE E NUOVI INGRESSI TECNICI
Il progetto Scott DH Factory continua a poggiare su partnership di lungo corso che condividono la stessa visione racing. Châtel, Michelin, Fox, Syncros, Shimano e Motorex restano al fianco del team, garantendo supporto tecnico e affidabilità in ogni contesto di gara.
Per il 2026 arriva anche DT Swiss come nuovo partner ufficiale, con la fornitura delle ruote. Un ingresso che rafforza ulteriormente il pacchetto tecnico, grazie a prodotti noti per prestazioni e affidabilità, elementi chiave nel downhill di alto livello.

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UNO SGUARDO AL 2026
Con un roster rinnovato e partnership consolidate, Scott DH Factory si presenta alla stagione 2026 con ambizione e consapevolezza. L'obiettivo non è stravolgere, ma costruire: sommare esperienza, talento emergente e un ambiente di lavoro solido per continuare a essere competitivi ai massimi livelli del downhill mondiale.

La direzione è chiara: spingere i limiti, gara dopo gara, mantenendo un approccio lucido e orientato al lungo periodo. Il potenziale c'è, ora sarà la pista a parlare.


