GRAVEL BURN: IL MONDO DI MEZZO IN CUI HANNO DOMINATO I BIKER

La Nedbank Gravel Burn ridefinisce i confini del gravel, gomme da mtb sulla maggior parte dei mezzi dei concorrenti e podio maschile della generale dominato dai biker...

Il gravel sudafricano è un'altra cosa, lontanissimo da quello che siamo abituati a vedere in Europa: condizioni climatiche e dei terreni e quest'anno medie orarie folli.

 

©Gravel Burn

 

Se esiste un evento capace di portare all'estremo il concetto stesso di gravel, quello è la Gravel Burn. Una sfida in un territorio selvaggio dove i confini tra endurance, avventura e pura mountain bike si dissolvono completamente.


CHE COS'È LA GRAVEL BURN: 800 KM NEL CUORE DEL SUDAFRICA

La Nedbank Gravel Burn è una vera e propria gara a tappe sulla lunghissima distanza: un'avventura di oltre 800 chilometri e più di 12.000 metri di dislivello positivo suddivisi in 5 tappe massacranti attraverso la regione del Karoo e le catene montuose del Western e Eastern Cape.

 

©Gravel Burn

 

Una terra selvaggia e sconfinata fatta di piste sterrate rosse, canyon rocciosi e pietraie infinite, dove gli atleti affrontano ore di solitudine termica in totale autosufficienza e con il solo supporto dei campi tendati a fine giornata.

 

UN ROSTER DA URLO PER CHIUDERE LA STAGIONE 2026

Trattandosi dell'ultimo grande appuntamento internazionale del calendario off-road, la Gravel Burn ha attirato sulla linea di partenza una lista partenti stellare.

 

©Gravel Burn

 

Un vero e proprio mix esplosivo di specialisti del gravel e campioni della mountain bike arrivati in terra africana per mettere il punto esclamativo su una stagione 2026 lunghissima ed estenuante.

 

©Gravel Burn

 

Tra i grandi nomi al via spiccavano personaggi del calibro dell'ex iridato XCO Henrique Avancini, dello stakanovista su strada e gravel Simon Pellaud, oltre a specialisti dell'endurance del calibro di Hugo Drechou e dell'americano Bradyn Lange.

 

LA VITTORIA DELLE GOMME DA MTB

Il verdetto più chiaro emerso dalle piste sudafricane riguarda proprio l'allestimento delle bici. Tutti i mezzi dei concorrenti sono stati allestiti con copertoni da mountain bike.

Gravel Burn impone di partire con vari treni di gomme, ciò che maggiormente condiziona il comportamento di una gravel. 

 

©Gravel Burn

 

La scelta di montare gomme da 2.1" o 2.25" da MTB sulle bici a manubrio piegato è stata l'unica vera ricetta per evitare pizzicate continue, garantire trazione sulle salite più ripide e mantenere il controllo nelle discese veloci sul fuoripista.

 

©Scott Sram

 

Filippo Colombo per esempio aveva iniziato questa gara con delle gomme 45 mm Maxxis Beaver, ma presto è passato a delle Maxxis Aspen ST, prova tra l'altro di quanto la nuova Scott Addict Gravel sia compatibile e adattabile a tutti i terreni e assetti. 

 

©Gravel Burn

 

La stessa cosa l'abbiamo vista in campo femminile, la vincitrice Nele Laing ha vinto con copertoni Schwalbe Thunder Burt e considerando che sono stati montati sulla nuova Canyon Grail sono probabilmente la versione 2.25". 

 

IL PODIO FINALE: DOMINIO ASSOLUTO PER GLI SPECIALISTI DELLE RUOTE GRASSE

Il podio finale della Gravel Burn è stato interamente dominato da biker purosangue, atleti abituati a gestire la bici nello sconnesso, a rilanciare sui tratti tecnici e a dosare le energie nelle tappe marathon. 

 

©Gravel Burn

 

Matthew Beers ha conquistato la classifica generale davanti a Filippo Colombo e Tristan Nortje, i due sudafricani vincitori della Cape Epic 2026 non hanno vinto tappe ma con i piazzamenti sono riusciti a salire sul primo e terzo gradino della generale. Filippo Colombo secondo nella generale ha vinto la seconda tappa e 3° nella tappa 5 e nella 7. 

 

 

Impressionante in questa gara la media finale di 38,5 km/h di Matthew Beers, ma la tappa più veloce è stata la 4, quella vinta da Travis Stedman a 41,3 km/h di media. 

 

UN RAGGIO DI TRICOLORE: VITTORIA DI TAPPA PER UN ITALIANO

Mattia De Marchi (The Grip) ha scritto la prima pagina di questa Gravel Burn, vincendo la tappa inaugurale. 

 

©Gravel Burn

 

L'atleta italiano ha poi chiuso in 28ª posizione nella classifica generale di Gravel Burn. 

 

CLASSIFICA GENERALE FEMMINILE (PRO WOMEN)

1. Nele Laing (GER | Canyon DT Swiss ATR) - 21:41:50
2. Hayley Preen (RSA | ChemChamp Honeycomb) - +1:05
3. Clara Marie Koppenburg (GER | Tudor Pro Cycling) - +4:28
4. Alexis Skarda (USA | SCOTT-SRAM)
5. Olivia Hottinger (SUI | SCOTT-SRAM)
6. Carolin Schiff (GER | Canyon DT Swiss ATR)
7. Nathalie Eklund (SWE | 58&fam)
8. Axelle Dubau-Prévot (FRA | Numéro 31 par Café du Cycliste / Pinarello)
9. Melisa Rollins (USA | Liv Racing Collective)
10. Haley Smith (CAN | Trek Driftless)

CLASSIFICA GENERALE MASCHILE (PRO MEN)

1. Matthew Beers (RSA | Toyota Specialized) - 17:47:42
2. Filippo Colombo (SUI | SCOTT-SRAM) - +0:32
3. Tristan Nortje (RSA | Toyota Specialized Imbuko) - +0:59
4. Travis Stedman (RSA | Toyota Specialized Imbuko)
5. Jaedon Terlouw (RSA | Toyota Specialized Imbuko)
6. Hugo Drechou (FRA | Gravel Nation)
7. Marc Pritzen (RSA | Honeycomb 226ers)
8. Andri Frischknecht (SUI | SCOTT-SRAM)
9. Inus Du Preez (RSA | Toyota Specialized Imbuko)
10. Luca Dreßler (GER | Canyon DT Swiss ATR 1)

TUTTE LE CLASSIFICHE 

Tutti i risultati parziali e finali della Gravel Burn 2026.

 

 

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