Il 2011 di Lorenzo Samparisi brilla con 2 bronzi. La dedica a nonno Alfio.

Il corridore valtellinese dopo aver sfiorato il tricolore a Pejo, come juniores della staffetta azzurra (team relay) ha regalato all' Italia due medaglie di bronzo, prima all' europeo poi al mondiale. Ha corso a fianco di Marco Aurelio Fontana, Gerhard Kerschbaumer e Eva Lechner. Lorenzo ha dedicato la medaglia al Nonno Alfio.

 

Lorenzo Samparisi è un corridore che non smette mai di pedalare, lasciata nel garage la sua mountain bike, ha preso subito la bici da ciclocross, sport che pratica sempre durante l' inverno. Nato il 21 agosto 1993 vive a Tirano, il mountain bike corre con il team Macosta team FM Bike mentre durante la stagione invernale è prestato temporaneamente al team D.D. Team Protek Della Bona C. Damiani.

Assieme a Marco Aurelio Fontana, Gerhard Kerschbaumer e Eva Lechner, come junior della staffetta azzurra (team Relay) ha regalato all' Italia la medaglia di Bronzo ai Campionati Europei a Dohnany (Slovacchia) e al Campionato del Mondo corso il 31 agosto a Champèry in Svizzera. Noi l' abbiamo voluto sentire in modo da farci raccontare il suo 2011 in sella alla sua mountain bike.


Ciao  Lorenzo.
Ciao a tutti.


Iniziamo parlando del 17 luglio a Pejo, Campionati italiani cross country junior, vinti a sorpresa da Matteo Olivotto, con Lorenzo Samparisi secondo a soli 14 secondi. Puoi raccontarci come è andata la gara e cosa sarebbe successo se i giri sarebbero stati 5 al posto dei quattro che avevate percorso ?

Ma sicuramente a Pejo ho attraversato un momento difficile, sin dal primo giro ho capito che qualcosa non andava. Le gambe non giravano come volevo e in salita vedevo gli altri che si allontanavano. Dal secondo giro, ormai rassegnato a non vedere il tricolore neanche quest'anno, ho cominciato a correre divertendomi, facendo le discese a tutta, prendendomi dei rischi per sentire l' adrenalina scorrermi nelle vene.

In questo modo ho passato un avversario alla volta, senza rendermi conto di essere virtualmente a podio; capito ciò ho dato l'anima, ho spinto a fondo cercando di correre con il cuore più che con le gambe. Quando entrato nel boschetto ho visto Olly (Matteo Olivotto ndr) cedere terreno ci ho creduto ancora di più e sono partito in una volata di quasi 2 Km. L' aggancio non mi è riuscito per una questione di secondi, facendomi venire un po' di amaro in bocca compensata però dalla consapevolezza di aver fatto un ultimo giro fenomenale. Per quanto riguarda il numero dei giri, forse in effetti la gara era un pelino corta e con un giro in più avrei potuto vincere ma avrei potuto anche bucare, quindi va bene così, così il destino ha deciso e così va bene.


Dopo l' italiano arrivano le convocazioni per i Campionati Europei a Dohnany in Slovacchia e anche tu partecipi alla trasferta con la nazionale. Quando hai saputo da Pallhuber di essere stato scelto per la staffetta (team Relay),  cosa hai pensato quanto te l' ha detto e la notte prima della gara sei riuscito a dormire ?

Prima della gara di Pejo sapevo di essere uno dei papabili per la staffetta, però non ho mai dato per scontato la mia partecipazione ad essa. La convocazione per il Campionato Europeo è arrivata a pochi giorni di distanza dal Campionato Italiano. Mentre la comunicazione che io fossi  lo staffettista Junior designato mi è stata data solo alla vigilia della gara di Dohnany. Non nego che mi è passata per la testa l' idea che io non fossi il prescelto ma fortunatamente Huby (Hubert Pallhuber ndr) ha deciso di darmi questa possibilità e a me questa fiducia ha restituito un po' di morale dopo la delusione del campionato Italiano di Pejo, che nel frattempo continuava  a farsi sentire.

La notizia mi ha fatto svanire il pensiero di Pejo ma mi ha fatto assalire dalla tensione, d'un tratto ho avuto mille pensieri per la testa, sapevo che il quartetto azzurro era da podio e sapevo che avrei dovuto dare l' anima, perché quando fai parte della staffetta non si corre per il singolo ma si corre per la propria nazione. Sinceramente la notte ho dormito poco, molto poco, non vedendo l'ora di scendere in campo per dare il meglio di me.


Puoi raccontarci poi come è andata la gara e che sensazioni si provano conquistando la medaglia di bronzo e sentendo l' inno di Mameli assieme a tre tuoi compagni di squadra che sono tutti dei fuoriclasse (Marco Aurelio Fontana, Gerhard Kerschbaumer, Eva Lechner) ?


Analizzando i tempi la gara è andata alla grande, però devo ammettere che dopo che Fonz (Marco Aurelio Fontana ndr) ha fatto il record del tracciato, che Gery (Gerhard Kerschbaumer ndr) ha incrementato ulteriormente il vantaggio e dopo aver concluso la mia staffetta con un buon margine sulla seconda nazione, non nascondo di aver pensato alla medaglia d' oro. Purtroppo però non avevo pensato al fatto che Svizzera e Francia avessero in canna due colpi come Maxime Marotte e Martin Gujan che ci hanno rubato i primi due gradini del podio sebbene Eva avesse fatto il 2° miglior tempo tra le Donne.

Ad una analisi posteriore forse avrei dovuto guadagnare 30" in più. Sul podio i pensieri sono molti ed affollati, sicuramente il più presente era mio Nonno Alfio, scomparso lo scorso anno, a cui ho dedicato quella medaglia e non solo quella. Poi ho pensato al fatto di aver preso una medaglia europea in compagnia di atleti di assoluto valore e ho ripensato all'occasione datami di Pallhuber ringraziandolo nuovamente.

Poi a fine agosto sei andato in Svizzera sempre con la nazionale e con lo stesso quartetto avete riconfermato la medaglia di bronzo, conquistata in Slovacchia all' Europeo. Sempre primi i francesi, secondi gli svizzeri e terzi noi italiani.  Psicologicamente non deve essere facile, sapere di far parte di un quartetto che a livello mondiale è quasi una certezza di una medaglia per l' Italia, Era la tua seconda medaglia in un mese,  le emozioni che hai provato erano diverse o le stesse di Dohnany?


A Champery era tutto diverso, era il Campionato Mondiale, sapevo di essere uno degli staffettisti mondiali già da un paio di settimane, e dopo essere tornato dagli Europei con la medaglia di Bronzo di Staffetta ed un deludente 19° posto individuale ho deciso di comune accordo con il mio preparatore Dario (Dario Vitulli ndr) di predisporre le tabelle di allenamento sulla prestazione nel giro secco.  Sapevo di essere cresciuto da Dohnany di un buon 7-8% di condizione e sapevo di essere pronto a giocarmi tutto in un giro.

L' emozione c'era come sempre ma la tensione era quella giusta, sapevo che come Italia avevmo ottime possibilità di podio e sapevo che io avevo fatto tutti i compiti a casa per passare l' esame. E l' esame lo abbiamo passato, tutti e 4 assieme con Gery che è partito benino anche se non come suo solito, con Eva che ha girato bene, con me che ho girato con il 4° tempo di categoria a solo 1" dal podio, e con Fonz che ha sfoderato il suo solito superLap portandoci tutti sul quel gradino che pareva sfumato.



A livello individuale gli junior italiani fanno ancora fatica ad essere competitivi, tu ad esempio sei arrivato nono in Val di Sole.  Secondo te dov'è che dobbiamo migliorare per arrivare al livello degli stranieri ?


In Val di Sole ho solo ripetuto la performance fatta segnare a Nova Mesto ed entrare ben due volte nella Top-Ten mondiale in World Cup non penso sia una prestazione da scartare. Tuttavia la reale super prestazione, a mio avviso, l'ho fatta segnare a Champery dove ho chiuso 7° dopo aver condotto gran parte della gara nel gruppo inseguitori, che andava dal 4° al 7° posto, con Cooper, Zumstiein ed Urruty, tutti nomi di un certo calibro.

Secondo me in Italia abbiamo dei ritmi troppo bassi, io per migliorare sono andato a correre all' estero ove i ritmi sono sensibilmente più elevati. Poi a mio parere è proprio un problema da risolvere alla radice, in Svizzera, ad esempio, gli Esordienti corrono  su quasi gli stessi tracciati degli Open mentre qui i percorsi sono più simili a quelli dei giovanissimi. Bisogna investire per far crescere i giovani, non c'è altro da fare.



L' anno prossimo passerai tra gli under 23 e il passaggio di categoria di solito non è facile, le gare diventano più lunghe e gli avversari sono fortissimi. Sei pronto a passare da una stagione dove sei stato un grande protagonista ad una nuova dove c'è la probabilità di fare il comprimario  ?


Beh le sfide mi sono sempre piaciute, sono conscio che la prossima stagione potrei non essere uno dei protagonisti però spererei ugualmente di riuscire a ritagliarmi un mio spazio, ben sapendo che ciò non è semplice. L' importante per il prossimo anno sarà sicuramente fare tanta esperienza e crescere sia tecnicamente che psicologicamente.

Agli altri atleti abbiamo chiesto come si preparano durante l' inverno a te non lo chiediamo visto che stai correndo nel ciclocross, però  una domanda in merito te facciamo lo stesso. Quando ti riposi ?


In genere osservo un mesetto/3 settimane di riposo tra la stagione di MTB e quella di Cyclo-cross ed altre 3 settimane tra la stagione di cross e quella di MTB, anche se ad esempio la scorsa stagione ho tirato dritto finito il cross e non mi sono riposato sino a aprile quando ho staccato 2 settimane subito dopo Nalles. Tuttavia la programmazione degli stop del prossimo anno potrebbe anche cambiare in base agli appuntamenti in calendario.

Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione ?


Per la prossima stagione spererei di riuscir a distinguermi dal gruppo ed entrare nei primi 6-7 Under 23 in Italia. Non negandomi magari qualche altra soddisfazione.

Cosa pensi delle bici da 29 pollici e che bici userai l' anno prossimo ?


Le 29" sono il futuro, anzi il presente. L' anno prossimo non so ancora con che bici correrò, per quanto riguarda la marca, non ci ho ancora pensato seriamente, ma sicuramente correrò con una 29" in composito, per il peso, ammortizzata, perché nelle competizioni internazionali la forcella è d' obbligo, e con tubolari, perchè  conferiscono maggiori margini di guida.


Grazie per la tua disponibilità.


Per me è stato un piacere ed un onore.

 

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