La Roc d' Azur è diventata un mito

Ben 27 gli appuntamenti iniziati il mercoledì, che hanno coinvoltoo 18.000 concorrenti e decine di migliaia di spettatori

 

Dopo 20 riuscitissime edizione possiamo sicuramente affermare che la Roc d'Azur è ormai diventata un mito per il mondo della mountainbike, una manifestazione assolutamente unica nel panorama europeo e talmente radicata da richiamare nel sud della Francia anche quest'anno oltre 18.000 concorrenti e decine di migliaia di spettatori da ogni parte del vecchio continente.


Tutti i big del movimento ma soprattutto migliaia di appassionati, dagli agonisti incalliti ai cicloturisti più tranquilli si sono dati appuntamento a Frejus per questo evento, non solamente confinato alla gara fine a se stessa, ma da vivere come un happening dedicato alla mtb declinata in tutte le sue forme.


Ben 27 gli appuntamenti in programma, iniziati il mercoledì con le prove dei ragazzi e terminati con la prova clou della domenica, la Roc D'Azur di 56 km. Oltre a tutto questo non si può dimenticare la grandissima area espositiva e le prove di street e dirt jumping, che catapultavano sopra le teste del pubblico, lanciati da rampe e trampolini impressionanti, ragazzi in jeans e maglietta (e casco!) a bordo delle loro bmx o mtb a regalare acrobazie incredibili.


Confermata ed irrinunciabile la location della manifestazione, Base Nature, l'immensa pianura erbosa su cui era ubicata la vecchia base aerea di Frejus, solcata solo da alcune piste ciclabili e, malgrado tutto, per l'occasione occupata solo in piccola parte rispetto alla sua area complessiva.


Imperdibile come gli anni precedenti la zona espositiva, chiusa per cause di forza maggiore il venerdì, ma presa d'assalto i giorni successivi, costituita da un'area coperta, in stile salone del ciclo e da una scoperta tipo demo day, dove era possibile testare sul campo le novità delle case più rappresentative o incontrare i tecnici e gli atleti dei maggiori team internazionali.


Le prove più seguite erano in programma a partire dal venerdì, giornata dedicata alla Roc Master e alla Roc Marathon di 83 km. E' stata la giornata più difficile e delicata del fine settimana a causa di un paio di eventi che hanno pesantemente condizionato la manifestazione: ha cominciato il vento, un maestrale ("mistral" per i francesi) che soffiando a oltre 100 km/h ha costretto gli organizzatori a chiudere ed evacuare l'intera area espositiva per questioni di sicurezza. Le prove in linea non hanno invece subito ripercussioni e si sono svolte regolarmente. Durante la prova Marathon si è verificato un evento luttuoso, quale la morte di un concorrente di 60 anni a causa di malore e conseguente arresto cardiaco. Purtroppo i seppur tempestivi soccorsi non sono riusciti a rianimare il concorrente, deceduto ancor prima di raggiungere l'ospedale.


Dal punto di vista sportivo vittoria per il campione del mondo marathon Christoph Sauser (Specialized) che ha letteralmente dominato la prova, caratterizzata da un percorso impegnativo e molto tecnico, che ha costretto anche i professionisti a percorrere parecchi tratti a piedi. Dietro di lui il campione del mondo xc under23 il connazionale Thomas Litscher, terzo lo specialista tedesco delle marathon Karl Platt.


Il giorno successivo il vento fortunatamente calava e sotto uno splendido sole e una temperatura gradevole la Base Nature di Frejus veniva letteralmente invasa da decine di migliaia di persone. La mattina del sabato era prevista la gara riservata ai tandem (con 250 equipaggi al via!) e delle donne (Roc Dame). In quest'ultima prova dominio assoluto della polacca e vice-campionessa mondiale Maja Wlosczcowska (CCC Polkowice) giunta al traguardo con quasi 5 minuti di vantaggio sulla rossocrociata Nathalie Schneitter (Colnago), terza un'altra polacca Alexandra Dawidowicz.


Presente alla gara ma senza ambizioni di classifica la giovane dominatrice della stagione Julie Bresset, vincitrice della coppa del mondo assoluta e del mondiale xc under23, attorniata e  festeggiata per tutto il weekend dai suoi tifosi. Dalla metà della mattinata e per tutto il pomeriggio, migliaia di appassionati si sono dilettati nelle prove cicloturistiche (Rando), suddivise in percorso Noir (impegnativo) e Rouge (medio) e nelle prove dei ragazzi, suddivisi per fasce d'età.


Ma la prova clou, quella più attesa, era prevista per la domenica, la Roc d'Azur dove i 4000 posti disponibili per partecipare risultavano completi già da parecchi mesi, così come gran parte delle prove in programma. Il parterre de roi, schierato nelle prime file della griglia, era impressionante: insieme ai migliori specialisti francesi di cross-country e marathon, il vincitore della scorsa edizione Alban Lakata, il vice campione mondiale xc Nino Schurter con il compagno di squadra Florian Vogel, Christoph Sauser e Barry Stander del team Specialized, Marco Aurelio Fontana, Manuel Fumic e Martin Gujan del team Cannondale Factory, Moritz Milatz e Alexandre Moos, Lukas Flückiger (Trek) tra gli altri campioni schierati nelle prime file. Tra gli italiani Andrea Tiberi e Yader Zoli del Team Torpado, Giuseppe Lamastra e Mirko Pirazzoli, reduce dalla marathon del venerdì ed impegnato anche come espositore nello stand FRM.


Alle 9.30 con la temperatura ancora fresca veniva dato il via al primo scaglione composto dagli elite e dai primi 300 classificati delle edizioni precedenti: appena scattato il serpentone di bikers si alzava un'incredibile nuvola di polvere e per le prime centinaia di metri i bikers delle ultime file erano costretti a procedere quasi alla cieca. Dopo le prime due asperità al comando si formava un drappello di nove uomini: Moritz Milatz e Alexandre Moos (BMC Racing Team), Christoph Sauser e Burry Stander (Specialized), Sébastien Carrabin (Petit Rechain), Lukas Flückiger, Marco Aurelio Fontana, Alban Lakata (Topeak -Ergon) e Andrea Tiberi.


La corsa piano piano diventava una prova ad eliminazione e nella discesa che precedeva il famoso e caratteristico passaggio al Col de Bougnon in testa rimanevano in cinque: il favorito Sauser, che dopo la vittoria nel marathon inseguiva la doppietta, Milatz, il giovane e sorprendente belga Carrabin e i due italiani Fontana e Tiberi. Sauser decideva allora di affondare l'attacco deciso, accelerando in maniera irresistibile. I due italiani erano i primi a cedere, successivamente anche Carrabin e Milatz perdevano le ruote dello scatenato svizzero. Milatz però non mollava e rimaneva comunque sempre a poche decine di metri dal battistrada senza perdere il contatto visivo.


Dopo il passaggio sulle rocce della "passeggiata dei doganieri", sul tratto rettilineo asfaltato di pista ciclabile riusciva a riagganciare lo svizzero a 3 km dall'arrivo ed i due corridori si presentavano appaiati sull'erboso rettilineo di arrivo. Allo sprint il campione di Germania appariva nettamente più fresco di Sauser e vinceva in volata in 2h 23' 06''. Terzo il corridore sorpresa della giornata Carrabin ed ottimo quarto Andrea Tiberi che resisteva alla prepotente rimonta dell'austriaco Lakata. Cedeva nel finale Fontana che alla fine risultava 13°, buon 16° posto per Lamastra che si toglieva lo sfizio di battere in volata Schurter, 20° e 21° Zoli e Pirazzoli.


Per tutti gli altri oltre 4000 partecipanti un tracciato molto impegnativo, le cui modifiche rispetto allo scorso anno si sono fatte sentire nel finale, avendo portato il dislivello complessivo oltre i 1400 metri, il tutto totalizzato senza l'ausilio di salite particolarmente lunghe.


Come di consueto ben gestiti i tracciati di gara, con percorsi segnati perfettamente: ogni gara aveva il suo colore caratteristico, presente sia sul pettorale dei partecipanti che nelle numerosissime frecce dislocate lungo il percorso. Centinaia di addetti sul percorso, anche personale dell'esercito, numerosi ristori, mediamente uno ogni 10 chilometri, ricchi e forniti di una buona dose di alimenti solidi e liquidi.


Nei pressi di ogni ristoro erano inoltre dislocate delle zone di assistenza meccanica dove erano presenti attrezzi e a volte personale in grado di aiutare coloro che fossero incappati in noie meccaniche. All'arrivo un generoso ristoro, la consegna a tutti dell'ambita maglia di finisher e l'appuntamento all'anno successivo.

A proposito per chiunque volesse cimentarsi nell'impresa, le iscrizioni per l'edizione 2012 sono già aperte!

 

 

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