Bormio (SO) - Urla a squarciagola, alza le braccia al cielo trattenendo a stento le lacrime. Giunge al traguardo così Juri Ragnoli (Scott R.T.), il giovane "maratoneta" bresciano che questa mattina ha dettato legge lungo i 69 chilometri che hanno caratterizzato la 4ª edizione della GF Alta Valtellina. Gara dura ed entusiasmante che ha offerto emozioni e spettacolo a profusione al numeroso pubblico presente, che ha saputo rendere protagonisti tutti e 1.700 i bikers ai nastri di partenza grazie ad una organizzazione impeccabile, curata nei minimi particolari, allestita con esperienza e tanta passione dal laborioso gruppo del Club Lombardia Team guidato da Attilio Romani. Numerosi gli atleti èlite al via ad impreziosire un parterre d'eccezione che offriva campioni e maglie titolate per tutti i gusti. L' evento era inserito in diversi circuiti : IMA Scapin, Coppa Lombardia, Nobili Mtb.
Dal campione italiano marathon, medaglia di bronzo ai campionati di Montebelluna e vincitore dell'edizione 2010 della GF Alta Valtellina Mirko Celestino (Axevo Haibike Semperlux), vero e proprio uomo simbolo della manifestazione corrente, al vincitore della prima edizione e già campione tricolore nel 2010, Johnny Cattaneo (Full Dynamix), quindi il campione europeo in carica, il caccia-torpediniere russo Alexey Medvedev (Corratec), quindi Johann Pallhuber (Cannondale Silmax) di ritorno dall'avventurosa Transalp, poi Mike Felderer (Full Dynamix), i colombiani dello Trek Stihl Torrevilla, Botero Salazar e Rendon Rios, poi Ivan Alvarez Gutierrez e Diego Rosa (Giant Italia), i giovani portacolori del Lissone MTB Luca Ronchi e Samuele Porro, poi Mattia Longa (Team Viner) che giocava in casa e per finire l'ex professionista su strada Francesco Casagrande (Cicli Taddei) protagonista di questo momento di stagione.
La gara del percorso marathon, 69 chilometri e 2300 mt di dislivello, prende il via alle ore 9.45, giusto 15' prima del numeroso gruppo di bikers che affronteranno il percorso classic di 39 chilometri e 1430 mt di dislivello. Partenza veloce dal Pentagono di Bormio, ove è dislocata l'intera logistica della manifestazione, e dopo aver attraversato il centro della cittadina il lungo e colorato gruppo di bikers si dirige sulla larga strada asfaltata, in salita, verso Campolongo dove inizia lo sterrato. Una prima parte caratterizzata da continui cambi di pendenza, non troppo impegnativi, ma che danno vita ad inesorabili frazionamenti a causa della velocità subito sostenuta. Da Calvarana si ridiscende veloci verso S.Nicolò dove si imbocca la lunga salita di 7.3 chilometri che conduce al primo GPM di giornata. A questo punto, dopo 15 chilometri di gara, è un gruppetto di 16 unità al comando della corsa con la maglia azzurra-stellata del campione europeo Alexey Medvedev a fare l'andatura. Ma i big sono tutti li, attenti e pronti a cogliere il momento migliore per muoversi.
La salita inizia la sua lenta ed inesorabile selezione ed uno alla volta il gruppo di testa perde qualcuno per strada. Restano in quattro, Cattaneo, Felderer, Medvedev e Ragnoli. Ed è proprio il giovane Juri Ragnoli, campione italiano marathon nel 2010 tra gli under 23, a rompere ogni indugio. Al primo allungo è il campione russo a mollare la presa, al secondo è Felderer a cedere, e solo a pochi metri dal GPM anche Cattaneo lascia qualche metro tra lui e il biker bresciano che conquista così il primo traguardo volante. Inizia la discesa e Cattaneo ricuce subito e senza troppa difficoltà su Ragnoli con il quale giunge assieme all'intergiro posto proprio in piazza Kuerc nel cuore pulsante di Bormio. Qui sono circa 40 i secondi di vantaggio della coppia di testa su Mike Felderer mentre alle sue spalle è il colombiano Botero Salazar a transitare in grande recupero davanti ad un ottimo Francesco Casagrande. In sesta posizione transita invece la maglia tricolore di Mirko Celestino in compagnia di Manuele Spadi (Focus).
Siamo al 37° chilometro, appena passato il Poligono di Bormio ove era posto il bivio tra il percorso marathon e il classic. Un lungo tratto ciclabile conduce verso la Valdidentro, si affronta una breve salita, circa 1,5 km, e Ragnoli qui saluta la compagnia. Si invola in solitaria e attraversa tutta la valle a testa bassa guadagnando a vista d'occhio su Cattaneo che sembra preferire continuare del suo passo evitando inutili fuori giri. Al 49° chilometro si inizia la salita più temuta, quella della Palandana, quattro chilometri terribili che terminano con 700 mt impossibili, sfiorando pendenze attorno al 25%. Ragnoli prende la salita con 1' esatto su Cattaneo mentre alle sue spalle, a circa 1' e 40" è ancora sulle tracce dei battistrada il colombiano Botero Salazar. Ma passano solo 20" e a sorprendere tutti è il Mirko nazionale che in grande rimonta sente già la scia del colombiano quasi non curante di tirarsi appresso due scomodi inquilini come Felderer e un compagno di vecchie avventure su strada come Francesco Casagrande.
Per gli amanti del ciclismo su strada è un'immagine da incorniciare. Celestino e Casagrande fanno sognare decine di appassionati che in questa nuova sfida trovano un gusto nuovo e divertente con cui poter condire la splendida giornata dedicata all'off-road. E così, mentre Ragnoli scollina con 2' su Cattaneo, Botero, in difficoltà, viene riagganciato dalla locomotiva Celestino, ma in discesa. Proprio così. Casagrande e Felderer perdono contatto nel tentativo di seguire le traiettorie di Mirko che a questo punto è lanciato verso il podio. Anche Cattaneo molla tutto in discesa e lo dimostra il fatto di non aver perso nulla nei confronti degli inseguitori, anzi, riesce pure a guadagnare qualcosa sul battistrada che ormai è già in vista del traguardo.
Con il tempo record di 2h 59' e 47" Juri Ragnoli viene accolto da centinaia di appassionati che hanno animato il pomeriggio valtellinese al Poligono di Bormio ove è posto lo striscione d'arrivo. Un urlo liberatorio e qualche lacrima di gioia accompagnano quello che già molti definiscono il futuro della mountain bike italiana nei percorsi marathon. Alle spalle di Ragnoli è Johnny Cattaneo che ottiene un ottimo secondo posto, con onore e tanto cuore, con grinta e determinazione. Una festa vera e propria accoglie l'arrivo di Mirko Celestino che con il solito bagaglio d'esperienza, porta a casa un importante terzo posto, frutto dell'ennesima rimonta stagionale. Quarto è il colombiano Jhon Botero Salazar mentre quinto giunge, comunque soddisfatto, Mike Felderer.
E in campo femminile? Michela Benzoni (Lissone MTB) ha letteralmente dominato la scena restando in testa alla corsa dal primo all'ultimo chilometro, vincendo con il tempo di 3h 47' e 50", mentre alle sue spalle non restava che contendersi il secondo e terzo gradino del podio. Seconda è Sofia Pezzati (Trek Stihll Torrevilla) che precede al traguardo la compagna di squadra Sandra Klomp. Al ritorno alle gare dopo qualche settimana di stop, Alessia Ghezzo (Pro Team Viner Jollywear) coglie un buon quarto posto davanti a Mariangela Cerati (Colnago), quinta.
Dichiarazioni post gara dei protagonisti:
Juri Ragnoli: "Ancora non ci posso credere. Una vittoria bellissima che arriva dopo il successo alla Conca d'Oro Bike corsa a maggio, ma che sottolinea la mia splendida stagione. Sono contentissimo e non trovo le parole per dire quanto provo in questo momento. Sono al primo anno nella massima categoria e so che posso migliorare ancora molto. Questa è certamente la vittoria più importante della stagione perché arrivata davanti ad atleti con la A maiuscola. Ora un po' di ferie prima di programmare gli appuntamenti di settembre."
Johnny Cattaneo: "Oggi ho fatto molta fatica. Ma quando ho visto che molti avversari si staccavano già sulla seconda salita ammetto che ho preso più fiducia rendendomi conto che forse c'era qualcuno che faceva ancora più fatica di me! Ho cercato di risparmiarmi in salita perché non mi sento certo al top della condizione, cercando poi di fare la differenza in discesa. Sulla seconda salita ha funzionato ma poi Ragnoli è volato via e non mi è restato che amministrare il secondo posto."
Mirko Celestino: "Gara dura? Durissima! Vengo da un periodo di stop post-mondiale e si vede! Appena molli un attimo questi campioni ti vanno via subito. Ma fortunatamente sono un diesel lento ed esperto che sfrutta esperienza e tranquillità per tentare la rimonta nel finale. E così è stato. Dopo l'ultima salita siamo rimasti io e Francesco, una situazione particolare ed entusiasmante anche per me. Io ho preso la discesa in testa e quando sono rimasto solo ho dato tutto per portare a casa un comunque ottimo terzo posto."
Ma le emozioni non finiscono al traguardo, non si perdono nei sontuosi ristori finali ne tantomeno nel gustoso "pranzo party" che i ragazzi del Club Lombardia Team hanno come sempre allestito nel dopo gara. Siamo alla cerimonia di premiazione ufficiosa dei primi tre assoluti, la cosidetta "cerimonia floreale" con la quale solitamente si accolgono i protagonisti di giornata ancora imbrattati delle fatiche appena concluse. Salgono sul podio Celestino, Cattaneo e quindi Ragnoli, e gli applausi non mancano.
Poi, quando tutto sembra concluso ecco lo speaker che richiama l'attenzione del pubblico avvertendo che Mirko Celestino chiede la parola al microfono e l'attenzione di Attilio Romani, il patron della GF Alta Valtellina, colpito da un doloroso lutto proprio pochi giorni prima della gara. "Voglio ringraziare Tito per la bellissima gara - ha esordito Mirko - come sempre impeccabile. Ma ancor di più per aver saputo affrontare tutto questo con coraggio e grande passione nonostante l'improvvisa perdita del papà."
Celestino consegna i suoi fiori a Tito chiedendogli di portarli al padre al quale vuole dedicare il podio di giornata. Un grande gesto che ha inevitabilmente commosso tutti i presenti, in particolar modo Attilio che ha stretto in un caloroso abbraccio un amico, un campione, dentro e fuori dal tracciato di gara.
Dettagli gara sul sito ufficiale www.clublombardiateam.it


