Montebelluna: Una vetrina mondiale irripetibile e di "Marca"

Un' avventura partita nel 2009 dopo una cena tra amici e partita come Pedalata ecologica...diventata Campionato nel Mondo

Oggi, dopo due giorni, ritornerò a scrivere in prima persona su quanto è successo a Montebelluna (TV), in questi giorni Mondiali, ritornando a parlare delle emozioni che gli eventi hanno saputo infondere a me ed al foltissimo pubblico accorso per l'occasione.

 

In secondo luogo è che in qualità di atleta, da un paio d'anni a questa parte, della squadra Pedali di Marca - Team Performance è mio desiderio porgere un fortissimo saluto di ringraziamento al Comitato Organizzatore e a tutti coloro che hanno creduto in questa fantastica avventura durata due lustri. Un' avventura finita nel miglior modo possibile il 26 giugno 2011 in una giornata estiva talmente bella, come in Veneto se ne vede una ogni mai, che è stato l'epilogo finale per cui ha valso la pena soffrire sui sentieri di questa "montagnetta assassina" per dieci lunghi anni e che purtroppo, a meno di clamorosi ripensamenti di Massimo Panighel, non sarà più organizzata.

 

La giusta resa dei conti di tutte le edizioni della GF del Montello spesso corsa con un fango "odioso", "inaccettabile" quasi "disumano". Un' avventura partita nel 1999 dopo una cena tra amici e partita dapprima con una pedalata ecologica e poi, nel 2001, con la prima edizione che all' epoca si corse in settembre. Già nell'edizione del 2002 il maltempo flagellò il percorso poi, purtroppo, nel 2003 un tristissimo evento, la morte di Luca Panighel, fratello di Massimo, arrestò il motore organizzativo; ma un anno dopo i Pedali erano pronti a ripartire con nuove motivazioni, nuova location ma fango immutato.

 

La GF cambiò anche data e si corse prima a marzo poi ad aprile e chi non ricorda la pioggia battente, del 2005, nello stadio di Volpago del Montello dove la terra rossa attanagliò MTB ed atleti. Chi non ricorda l'incredibile vittoria di Marzio Deho nel 2007 nel percorso più polveroso mai fatto da biker umano ?

 

Il Montello non offre dislivelli impossibili, anzi, ma le 21 prese che lo attraversano sono secche, lasciano senza respiro se affrontate di petto, sono sequenziali e spesso le pendenze sono micidiali. Nel 2008 la viscida Riva dei Croderi costrinse a lavare la bike sulla sponda sinistra del fiume Piave, il più sacro dell'italica patria; nel 2009 il fango causato da giorni di pioggia ininterrotta ridusse tutto ad una morsa di terra sulle ruote e sulle trasmissioni delle amate mountain bike. A spuntarla un nome nuovo : Mirko Celestino campione Italiano.

 

Il campionato Europeo organizzato lo scorso anno sembra distante anni luce eppure l'arrivo in Corso Mazzini, transennato e addobbato a festa, con le tribune cariche di folla è ancora ben presente nella mente di chi c'era.

 

I giorni che hanno preceduto Domenica 26 Giugno sono stati giorni di grande lavoro, stress psico-fisico e stanchezza ma sono stati giorni fantastici in cui sono stati premiati lo sport e l'impegno di un gruppo dal cuore grande e solo i ragazzi dei Pedali di Marca potevano regalarcela, INCOMMENSURABILI è il termine che meglio li rappresenta.

 

Massimo Panighel ha avuto ragione...chi vince ha sempre ragione ma, in cambio, ha saputo dare tanto, e I presenti, da oggi, avranno un ricordo indelebile. Troppi gli eventi annessi ed i particolari che hanno contraddistinto questo World Marathon Championship di Montebelluna, impossibile ricordare tutto.

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La Montellina Kids con I 300 ragazzini che hanno invaso Piazza Negrelli il sabato pomeriggio sono la prima cosa che mi sento di ricordare perchè questi campioni di domani, festosi e chiassosi sotto lo sguardo vigile di Flavio Furlanetto, hanno portato gioia e sorrisi tra i presenti e nessuno di loro ha aspettato la fine del conto alla rovescia per partire nella loro prova nel parco cittadino, eccezionali.

 

Poi la splendida sfilata delle Nazionali, alle ore 19:00 del sabato, con il gotha della mountain bike mondiale presente alla manifestazione iridata , con gli inni nazionali e le bandiere sventolanti che hanno fatto venire la pelle d'oca al pubblico presente. Il fantastico ponte sul fiume Piave, che questa volta non ha mormorato, a Nervesa della Battaglia. Un vero gioiello di ingegneria civile e idraulica, costruito per la seconda volta in tre anni dal presidente onorario Remo Mosole e che ha permesso ai professionisti di raggiungere la zona di Collalto. La bellissima area espositiva con il centro di Montebelluna chiuso al traffico e vestito come una bomboniera dovrebbe far molto riflettere il pubblico, le autorità politiche e tutto il settore della MTB, se ancora servisse ricordarlo, sul significato economico e sportivo di eventi come questa rassegna mondiale.

 

Il fenomenale pacco gara offerto con l'iscrizione e contenente un gilet smanicato antivento della ditta Santini, un bellissimo travel organizer della Rudy Project, materiale della Enervit, prodotti alimentari freschi della ditta Io di Vedelago (TV) uno splendido orologio consegnato dalle miss a tutti i "finisher" e griffato con il logo dell'UCI e della manifestazione ed un paio di guanti della NW  per gli iscritti con modalità "gold".

 

La presenza della diretta su Rai Sport 1 con replica la domenica sera con la mountain bike che ha finalmente bucato il teleschermo raggiungendo le case di milioni di spettatori. Seppur con moltissimi errori in telecronaca dei due conduttori Fabretti e Sgarbozza, (ad accorrere in loro aiuto Massimo Panighel in persona che ha ripreso le redini della diretta) finalmente la Rai ha dato ampia visibilità a questo settore del ciclismo assolutamente dinamico e giovane e troppo spesso lasciato nel dimenticatoio. Troppe le cose degne di nota, I suoni, I colori, I personaggi e tutti gli atleti con le loro luccicanti bike e le loro divise profumate...già domani si parlerà di "amarcord" ogni parola sarà solo rievocazione nostalgica.

 

Eccoli I Pedali di Marca coloro che hanno portato la polvere ed il fango del Montello sui divani di casa dei telespettatori e nel parterre di Montebelluna :

 

Massimo Panighel DEUS EX MACHINA colui che ha fatto scendere dal cielo il mondiale in Veneto, sulla provincia di Treviso a Montebelluna

 

Daniele Meneghello detto il "boscariol", vice presidente, tracciatore del percorso, profondo conoscitore del Montello, della sua gente e delle loro proprietà. Una persona che,seppur riservata, è insostituibile per la sua attitudine alla decisione rapida e competente tuttavia sempre disponibile e gentile.

 

Michele Teso L'uomo di peso e supervisore dei Pedali di Marca : ex atleta di spicco della squadra, sulla strada della nazionale azzurra ha deciso di piantarla con lo sport e di dedicarsi alla famiglia e alla buona cucina ma la sua presenza sul suolo di Montebelluna ha fatto si che l'area espositiva fosse piazzata millimetricamente sostenendo lamentele di vigili urbani ed esercenti senza battere ciglio...forse regalando qualcuno dei suoi introvabili cappellini.

 

Luca Barbon : oltre che responsabile di lunghe fette di tracciato è stato l'uomo che ha piazzato oltre 3.000 metri di transenne a Montebelluna (1.500 m per lato della strada principale) e relativi banner pubblicitari. E' dimagrito, si è abbronzato, ha rubato tempo alla famiglia e si è procurato una decina di vesciche a mani e piedi ma alla fine ce l'ha fatta e ha vinto la sua personale battaglia.  STOICO.

 

Federico Chinellato soprannominato "pastasutta" : Una vera macchina da guerra, abilissimo nei lavori manuali come falegname, carpentiere, elettricista non c'è attrezzo che non sappia usare, per lui non c'è problema che non si riesca a risolvere con un avvitatore e una vite autofilettante, un lavoratore che non teme il caldo, la fatica, la sete mai fermo e sempre pronto ad aiutare.

 

Tiziano Dissegna : solidissimo aiutante, uomo silenzioso ma con uno sguardo felino, nulla gli sfugge nemmeno un capello fuori posto o un truciolo di legna appena segata o una bandiera che sventola male, eccezionale.

 

Michele Favarato l'uomo dei Leones, instancabile lavoratore, responsabile del magazzino e dell'area della consegna pacchi gara, decine di persone si sono rivolte a lui per I motivi più disparati, tutte le richieste evase con una semplicità disarmante. Immancabile oltre che responsabile del percorso marathon !!!

 

Stefano De Marchi : l' addetto alla sala stampa, dalla parlantina ricercata e mai superflua, amante delle avventure estreme e della MTB intesa come spazi aperti e divertimento, il suo lavoro rimarra sempre prezioso ed insostituibile.

 

Diana Spinelli : la donna dell'Hospitality e dell'Area Vip che ha coordinato le miss, costruito cartelloni, venduto magliette e gadget vari, factotum instancabile e amante del caffè freddo shakerato senza zucchero.

 

Pinuccio "Pino" Nobile : il capomastro della segreteria e della premiazioni finali, l'uomo della verifica tessere, colui che si è districato tra migliaia di cavilli e di richieste. Aplomb inglese ma razza Piave assolutamente l'uomo giusto al posto giusto.

 

Giuseppe Fiorito : l'addetto alla giuria, l'uomo del fattore K e dei punti Top class. Preciso controllore delle iscrizioni, che sia impegnato con il Tag Heuer o davanti al suo insostituibile computer nulla sfugge alle sue strettissime maglie di inflessibile verificatore. CRONOMAN.

 

Simone Tosatto detto "graffetta" : l'uomo che rimbalza dalla segnaletica sul percorso, al decespugliatore, alle transenne, allo scaricare e portare pacchi carichi di non si sa cosa. Colui che, con Barbon, ha ideato quel tornante infernale a Volpago che è costato qualche anno di vita a più di qualche biker in corsa.

 

Questi sono solo alcuni nomi dello staff organizzatore, quelli con cui ho avuto il piacere di vivere qualche momento fianco a fianco. Non me ne vogliano gli altri, non li ho dimenticati o trascurati. I nomi sarebbero troppi ma tutti insieme, volontari compresi, hanno formato una squadra formidabile e coadiuvati da professionisti dei rispettivi ambiti lavorativi, come Sandra Pinato, Paolo Malfer, Andrea Pellizzer, Andrea Beghini, Pubbliteam, ecc ecc, hanno costruito quello che tutti hanno potuto vivere domenica 26 Giugno.

 

E' stata la gara di mountain bike, meglio organizzata e con il miglior tracciato a cui I biker abbiano preso parte. Questo il verdetto unanime degli atleti negli spogliatoi, lungo I viali di Montebelluna, al pasta party. Un timbro indelebile posto soprattutto dagli atleti italiani e stranieri non abituati ad organizzazione superlative come quella dei Pedali di Marca.

 

Le 1.000 colazioni offerte al mattino, i 4.000 pasti offerti nel dopogara, I 2.000 orologi donati a tutti I finisher la dicono lunga così come la dice lunga il fatto che alle 22:30 di Domenica sera il centro di Montebelluna era magicamente sgombro e pulito, come se nulla fosse accaduto, pronto per vivere un Lunedì mattina all'insegna della normalità.

 

Noi vicini al Montello ci eravamo abituati bene e già l'attesa per il Montello 2012, che non ci sarà, inizia a mancare...


Fotografie: Pianetamountainbike.it e Credit/Sport Media

 

 

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