Quando a febbraio, sul tracciato spagnolo di La Nucía, avevamo visto la misteriosa full suspended viola utilizzata dal Trek-Unbroken XC Team, era evidente che si trattasse di qualcosa di più di una semplice bici modificata.

Ora è la stessa Trek a rompere il silenzio: quella utilizzata da Evie Richards, Riley Amos e Gwendalyn Gibson è effettivamente un prototipo sviluppato da zero, progettato per creare la mountain bike da cross country più veloce possibile per i moderni tracciati di Coppa del Mondo. Affermano da Waterloo nel Wisconsin. Peccato che la squadra non sia venuta la scorsa settimana a Albenga, avremmo potuto toccarla con mano.

Un progetto nato dai cambiamenti della Coppa del Mondo
Il punto di partenza del progetto è stato un dato evidente: negli ultimi anni i percorsi di XCO sono diventati molto più tecnici e impegnativi. Rock garden più grandi, salti e sezioni artificiali hanno reso sempre meno adatti i telai da short travel come la Supercaliber, che nel 2021 aveva conquistato oro olimpico e titolo mondiale.
Per questo motivo nella scorsa stagione il team aveva spesso scelto di correre con la Top Fuel, una downcountry da 120 mm di escursione che sui percorsi più rough si era dimostrata più veloce nonostante un peso superiore. Da qui è nata la decisione degli ingegneri Trek di sviluppare una bici completamente nuova, pensata esclusivamente per le esigenze delle gare moderne.

Flex stay e nuovo schema sospensivo
Il prototipo utilizza uno schema sospensivo con carro monopivot che sfrutta la deformazione dei foderi alti, quindi senza il classico ABP (Active Braking Pivot) utilizzato da Trek sulle sue full suspended. La scelta è stata fatta principalmente per ridurre il peso e migliorare l'efficienza nella pedalata, due fattori fondamentali nelle gare di cross country.

Durante i test effettuati negli Stati Uniti con rider del team come Riley Amos, Evie Richards e Gwendalyn Gibson, questa soluzione si è dimostrata la più veloce rispetto ad altre configurazioni provate, comprese quelle derivate dalla Supercaliber.

115 mm di escursione posteriore
Un altro dettaglio interessante riguarda l'escursione della sospensione posteriore: il prototipo utilizza 115 mm di travel. Secondo gli ingegneri Trek questo valore rappresenta il miglior compromesso tra supporto nella pedalata, efficienza e controllo sui terreni più tecnici.
Una bici nata per correre, non per essere venduta
Una cosa però è certa: dopo le prime apparizioni a La Nucía e nei training camp invernali, la misteriosa full suspended viola del Trek-Unbroken XC non è più solo una bici “rubata” agli scatti dei social o ai test di inizio stagione, ma un progetto reale sviluppato direttamente per la Coppa del Mondo.
Secondo Trek questo prototipo potrebbe anche non arrivare mai nei negozi: è prima di tutto una piattaforma di sviluppo pensata per raccogliere dati direttamente dalle gare e guidare i futuri progetti della casa di Waterloo.

Nel paddock però c’è un altro tema che continua a circolare con insistenza: quello delle ruote da 32 pollici. Da mesi diversi team starebbero lavorando a questa soluzione e molti addetti ai lavori sono convinti che i principali marchi abbiano già pronti dei prototipi.
Trek naturalmente non ne parla e questo nuovo telaio nasce ufficialmente come la più veloce full suspended da 29 pollici mai sviluppata dal brand. Ma osservando da vicino l’attività dei team e dei reparti R&D, la sensazione è che il progetto visto in gara quest’inverno possa essere solo una delle strade che i costruttori stanno esplorando per il futuro del cross country.
Insomma, mentre la stagione è appena iniziata, dietro le quinte della Coppa del Mondo sembra già in corso una nuova fase di evoluzione tecnica. E la questione delle 32 pollici, oggi solo sussurrata nel paddock, potrebbe presto diventare il vero argomento dell’anno.


