Il mercato della bicicletta in Italia continua a frenare. Il 2025 si chiude infatti con un nuovo segno negativo e, anche se il calo complessivo sembra contenuto, sotto la superficie emergono segnali molto più preoccupanti per tutta la filiera.
I dati diffusi da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) parlano chiaro: le vendite totali si sono fermate a 1.303.000 unità, in calo del 4% rispetto al 2024. Un numero che conferma una fase complicata, con il nostro settore che continua a viaggiare con il freno tirato.

Vendite in calo: e-bike più in difficoltà
Entrando nel dettaglio, la flessione coinvolge sia le biciclette tradizionali che le e-bike, ma con dinamiche diverse:
- Biciclette: 1.047.000 unità (-3%)
- Biciclette elettriche: 256.000 unità (-7%)
Il dato più interessante è proprio quello delle bici elettriche: dopo anni di crescita costante, il segmento sembra aver perso spinta, segnando una frenata importante che riflette un mercato più maturo e meno “spinto” dagli incentivi.
Nonostante questo, le e-bike rappresentano ormai il 20% del venduto totale, un dato in forte crescita rispetto all’11% del 2019.

Retail in difficoltà: negozi sotto pressione
Se il dato complessivo sembra contenuto, è nel dettaglio dei canali di vendita che si capisce davvero cosa sta succedendo.
Il retail specializzato, cioè i negozi di bici che rappresentano il cuore del settore, è quello che sta soffrendo di più:
- E-bike: -14%
- Bici muscolari: -8%
Un segnale forte, perché parliamo del canale che sostiene l’intero ecosistema, dai marchi ai team fino ai servizi post-vendita. A contenere il calo complessivo sono invece altri canali come online e grande distribuzione, che stanno ridisegnando gli equilibri del mercato.

Industria: le bici tradizionali tengono, anzi crescono
Se il mercato interno fatica, lato industria arrivano segnali leggermente più positivi, soprattutto per le biciclette tradizionali.
- Produzione: 1.805.000 unità (+6%)
- Export: 1.042.000 unità (+11%)
- Import: 284.000 unità (-28%)
Numeri che raccontano una filiera italiana ancora solida, capace di stare sul mercato internazionale, anche grazie a un prodotto percepito come di qualità.
In valore, l’export delle bici sale a 317 milioni di euro (+14,8%), mentre l’import cala leggermente.
E-bike: rallentamento su tutti i fronti
Discorso diverso per le e-bike, dove il rallentamento è più evidente e coinvolge tutta la filiera:
- Produzione: 281.000 unità (-17%)
- Export: 107.000 unità (-20,7%)
- Import: 82.000 unità (-7,8%)
Anche in valore si registra una contrazione, segno che il segmento sta attraversando una fase di riassestamento dopo il boom degli anni passati.

Bilancia commerciale e componentistica: segnali positivi
Nel complesso, però, il settore mantiene un buon equilibrio:
- Bilancia commerciale: +172 milioni di euro
- Export componenti: 550 milioni (+14,5%)
- Import componenti: 577 milioni (+25,4%)
La componentistica resta quindi un punto forte, con una filiera che continua a essere dinamica e competitiva a livello internazionale.

ANCMA: “Campanello d’allarme per il settore”
Il presidente di ANCMA, Mariano Roman, è stato molto chiaro: il dato complessivo nasconde criticità importanti, soprattutto per il retail specializzato. Tra i temi più delicati c’è quello delle e-bike non conformi, ovvero veicoli venduti impropriamente come biciclette elettriche, che creano concorrenza sleale e problemi di sicurezza. Probabilmente si riferisce alle e-bike cinesi con motori sboccati.
Da qui la richiesta di ANCMA alla politica di:
- Rafforzare i controlli
- Garantire regole chiare
- Investire nelle infrastrutture ciclabili
- Sostenere il mercato interno
Un settore che vale quasi 2 miliardi
Nonostante le difficoltà, il comparto bici in Italia resta un pezzo importante dell’economia:
- 220 aziende
- 17.000 addetti diretti
- 1,9 miliardi di euro di fatturato industriale
Numeri che spiegano perché questo “campanello d’allarme” non può essere ignorato.
Conclusioni
Il 2025 non è stato un anno semplice per il mondo bici. Il mercato interno resta debole, i negozi continuano a soffrire e il segmento e-bike sta vivendo una fase di rallentamento dopo anni in cui sembrava inarrestabile. E dato fondamentale, gli italiani hanno sempre meno soldi da spendere.
Ma attenzione a parlare di crisi senza leggere bene i numeri. Rispetto al periodo pre-Covid il settore resta comunque su volumi più alti: il vero confronto non è con il 2021 o il 2022, anni drogati da un boom senza precedenti, ma con il 2019. E da quel punto di vista, il mercato di oggi è ancora più grande.
Quello che stiamo vedendo e lo ripetiamo da tempo, quindi, è più un rientro alla normalità che un crollo. Il problema è che questa “normalità” sta mettendo sotto pressione tutta la filiera, soprattutto i negozi, che si trovano a gestire margini ridotti e una domanda più incerta.
Il settore non è fermo, ma è in una fase delicata: ha bisogno di equilibrio e di un mercato interno che torni a girare davvero. Ma con il costo dell'energia e dei carburanti che continua a salire, è difficile immaginare una ripartenza rapida nel breve periodo.


