TEST JULBO CASCO FOREST EVO E OCCHIALI EDGE RÉMY MÉTAILLER: OCCHIO ALLA TAGLIA E A COME LI PULITE

Abbiamo utilizzato per diversi mesi il casco Julbo Forest Evo e gli occhiali Edge x Rémy Métailler in condizioni molto diverse, dal bosco ai trail alpini, con sole, ombra, pioggia e fango. Il Forest Evo ci ha convinto soprattutto per comfort, ventilazione e gestione degli occhiali, mentre la lente REACTIV 1-3 degli Edge si è dimostrata particolarmente efficace nella realtà della mountain bike. La prova sul campo ha però evidenziato anche alcuni aspetti da conoscere: la calzata del casco va verificata sulla propria testa e le lenti richiedono qualche attenzione in più durante le uscite fangose.

Casco e occhiali sono due componenti che sulla carta possono avere caratteristiche tecniche molto interessanti, ma che nella realtà quasi tutti acquistiamo anche per look, colori e stile, non neghiamolo. Noi qui in redazione siamo i primi a farci influenzare dall'estetica e con questi due prodotti è successo proprio così.

 

julbo forest evo metailler

 

Appena abbiamo visto il nuovo colore del Julbo Forest Evo, viola chiaro con dettagli gialli, e il pro model Rémy Métailler degli Edge, abbiamo subito chiesto a Julbo di inviarcene una coppia da mettere alla prova.

 

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Ora, dopo circa quattro mesi di utilizzo regolare, è arrivato il momento di andare oltre colore e stile e capire come si sono comportati davvero sul campo e, soprattutto, per chi secondo noi hanno più senso.

 

 

Il Forest Evo è un casco che utilizziamo molto spesso, in tanti lo avete probabilmente già notato sui nostri social, mentre gli Edge sono entrati progressivamente nella nostra rotazione proprio grazie alla versatilità della lente fotocromatica 1-3. Li abbiamo utilizzati in situazioni molto diverse: uscite brevi, giornate lunghe, boschi con poca luce, tratti completamente esposti e condizioni decisamente meno favorevoli, con pioggia e fango.

 

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FOREST EVO: DOPO TANTE USCITE ABBIAMO CAPITO COSA CI PIACE

Il Forest Evo non è un casco che punta a stupire, ma è fatto per essere concreto e soddisfare le richieste di chi cerca un casco da utilizzare un po' per tutto.

 

 

La prima cosa che va detta è che è un casco da provare. Confrontandoci anche con altri utilizzatori è emerso infatti che non tutte le forme della testa si adattano allo stesso modo. A noi il Forest Evo è risultato molto comodo, come avete probabilmente notato visto quanto spesso lo indossiamo, ma alcune persone hanno percepito una pressione maggiore nella zona delle tempie, descrivendo una calzata leggermente stretta.

 

Non è quindi una caratteristica che possiamo definire semplicemente positiva o negativa, perché la forma della testa cambia parecchio da persona a persona. Per questo continuiamo a consigliare di provarlo prima dell'acquisto.

 

 

La regolazione permette di intervenire sulla posizione del sistema di ritenzione, ma non può modificare completamente la forma della calotta. Se normalmente abbiamo bisogno di molto spazio sulle tempie, la prova in negozio diventa praticamente obbligatoria.

 

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Una cosa che invece ci ha soddisfatto in pieno è la ventilazione. Nei mesi più caldi abbiamo utilizzato il Forest Evo per uscite lunghe in stile all-mountain e, pur non potendo naturalmente aspettarci che un casco trail elimini completamente il calore, la circolazione dell'aria è sufficiente per non farlo diventare un elemento fastidioso.

 

 

La presenza del MIPS e la costruzione complessiva completano un pacchetto che, nell'utilizzo quotidiano, ci è sembrato equilibrato. Con 390 grammi dichiarati non punta al record di leggerezza, ma propone un equipaggiamento completo e ben studiato.

 

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Ma il Forest Evo ha un'altra caratteristica che abbiamo imparato ad apprezzare parecchio.

 

QUANDO GLI OCCHIALI DEVONO SPARIRE

Durante una giornata MTB gli occhiali non stanno sempre sul viso. Il problema è sempre lo stesso: dove li mettiamo?

 

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Nel Forest Evo possiamo inserirli direttamente negli appositi alloggiamenti del casco. Il Dual Eyewear Storage System permette di fissarli sia anteriormente sia posteriormente e, con la visiera nella posizione corretta, gli occhiali rimangono molto stabili.

 

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Per noi è una delle caratteristiche più riuscite del casco proprio perché non è qualcosa che utilizziamo una volta ogni tanto: durante le uscite è diventata una funzione reale.

 

Nel 90% dei casi utilizziamo la posizione posteriore, che è la più facile da raggiungere, ma è anche quella in cui gli occhiali risultano leggermente meno fermi.

 

julbo forest evo metailler

 

Se invece dobbiamo affrontare trasferimenti o sezioni di trail senza occhiali, li posizioniamo sotto la visiera. È un po' più difficile inserirli, ma una volta sistemati sono molto più fermi e solidi durante il riding.

 

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È uno di quei dettagli che probabilmente non determinano l'acquisto guardando una scheda tecnica, ma che dopo qualche settimana di utilizzo iniziano a mancare quando si torna a un casco che non li offre.

 

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EDGE X RÉMY MÉTAILLER: LA LENTE CHE ABBIAMO USATO DI PIÙ

Se sul casco il nostro giudizio arriva soprattutto dalla versatilità e dalla comodità nel lungo periodo, sugli occhiali Julbo Edge il vero elemento che ha fatto la differenza è la lente.

 

 

Gli Edge li utilizziamo da tempo, ma la collaborazione con Rémy Métailler ha portato alcune migliorie che, secondo noi, alzano ulteriormente il livello del prodotto.

 

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La prima è la lente REACTIV 1-3 High Contrast, una lente fotocromatica che cambia il proprio livello di oscuramento in base alla quantità di luce. Rispetto ad altre lenti REACTIV di Julbo, secondo noi rimane un po' più chiara nel sottobosco.

 

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Per noi è un vantaggio, perché permette di avere una visuale più luminosa, soprattutto se, come noi, preferiamo le lenti tendenti al chiaro rispetto a quelle più scure.

 

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La lente fotocromatica, che si schiarisce o si scurisce in funzione delle variazioni di luce, permette inoltre di utilizzare sempre lo stesso occhiale in condizioni molto diverse. È un vantaggio concreto quando durante una singola uscita passiamo continuamente dal sole al bosco e viceversa.

 

 

UNA LENTE TRASPARENTE CHE PUÒ FARE LA DIFFERENZA

La cosa interessante è che questa lente non è necessariamente in concorrenza con una lente completamente trasparente. Anzi, per chi come noi utilizza spesso lenti chiare, la versione Edge x Rémy Métailler ha un vantaggio ulteriore: nella dotazione troviamo anche una lente Spectron 0 completamente trasparente.

 

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Questa lente diventa molto utile quando la luce è davvero scarsa: boschi molto chiusi, giornate grigie, partenze molto presto oppure uscite serali.

 

In queste condizioni la lente fotocromatica lavora già molto bene, ma avere una lente completamente trasparente permette di eliminare ulteriormente qualsiasi filtro davanti agli occhi. E durante una giornata di riding sotto la pioggia, dentro un bosco fitto, poter vedere bene radici, sassi e cambi di terreno può fare una differenza concreta.

 

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ABBIAMO ROVINATO LA LENTE: COLPA NOSTRA

La lente trasparente ci è piaciuta così tanto che abbiamo anche avuto modo di rovinarla. Con una mossa davvero da pivelli.

 

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Durante un'uscita particolarmente bagnata e fangosa abbiamo accumulato parecchio sporco sulla lente. Per continuare a vedere abbiamo fatto quello che, probabilmente, molti ciclisti fanno: abbiamo preso prima il guanto e poi addirittura la maglietta e abbiamo iniziato a pulirla. Più volte. Senza prima rimuovere lo sporco e il fango con dell'acqua.

Il risultato è stato pessimo.

 

 

Tra fango, polvere e piccoli detriti abbiamo praticamente sabbiato la superficie della lente. Dopo quell'uscita la lente trasparente è diventata inutilizzabile. Colpa nostra, un errore da pivelli, perchè prima di fare una cosa del genere  avremmo dovuto passare un po' di acqua, basta una spruzzata con la borraccia, sulla lente per togliere la terra e il fango, invece... lente da buttare. 

 

 

MAGNEFIX: NON SERVE SOLO PER CAMBIARE LENTE

Il sistema MagneFix, ovvero il sistema di fissaggio della lente, permette di rimuoverla in pochi secondi. In condizioni normali lo utilizziamo per passare dalla REACTIV alla trasparente, ma in realtà è anche un sistema molto comodo per lavare più facilmente la lente ed evitare di rovinarla.

 

julbo forest evo metailler

 

Quando la lente è piena di fango, invece di strofinarla con un panno o con la maglietta, possiamo semplicemente sganciarla, sciacquarla con acqua e rimontarla, senza che fango e sporco rimangano sulla montatura o vengano trascinati sulla superficie della lente. E se siamo sul trail basta anche l'acqua della borraccia.

 

È una procedura molto più corretta e che salvaguarda la lente stessa: prima eliminiamo lo sporco, poi eventualmente asciughiamo la lente, evitando di trascinare particelle abrasive sulla superficie.

 

julbo forest evo metailler

 

CAMPO VISIVO E VENTILAZIONE

Durante la guida gli Edge hanno un altro vantaggio abbastanza evidente: il campo visivo.

La lente è grande e molto avvolgente, con una parte inferiore che scende parecchio rispetto a molti occhiali tradizionali. Una volta indossati, la montatura tende quasi a sparire dalla nostra percezione. È particolarmente utile quando guidiamo forte e dobbiamo guardare rapidamente diversi punti del trail.

 

 

Anche la ventilazione è ben studiata. La lente rimane molto distanziata dalla montatura e permette all'aria di circolare intorno al perimetro. Nelle salite più impegnative questo aiuta a limitare l'appannamento, anche se naturalmente nessun sistema può garantire una lente completamente immune dalla condensa in qualsiasi condizione.

 

julbo forest evo metailler

 

IL FIT CON IL FOREST EVO

Utilizzati insieme, Forest Evo ed Edge hanno un'integrazione particolarmente riuscita. Le aste degli Edge sono relativamente corte e lavorano bene con la maggior parte dei caschi. La lente, piuttosto grande, in alcuni casi può arrivare a toccare leggermente nella parte alta, ma con il Forest Evo l'abbinamento per noi è risultato praticamente perfetto, senza soluzione di continuità.

 

julbo forest evo metailler

 

Il formato molto ampio degli occhiali, però, significa anche che non saranno perfetti per tutti i visi. Come per il casco, la prova diretta rimane il modo migliore per capire se l'accoppiata funziona davvero sulla propria testa.

 

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UN PICCOLO DETTAGLIO SULLA LENTE RÉMY MÉTAILLER

Durante l'utilizzo prolungato abbiamo anche raccolto un'altra osservazione interessante. La lente, essendo fissata principalmente nella parte centrale sopra il naso, tende a poter vibrare leggermente nelle parti esterne. Con il tempo e l'utilizzo questo può portare a qualche segno sui bordi, proprio nella zona in cui la lente si avvicina alla montatura.

 

Nella versione Edge x Rémy Métailler troviamo un piccolo elemento a rilievo sulla lente, studiato proprio per ridurre questo contatto diretto.

 

julbo forest evo metailler

 

È un dettaglio molto piccolo, ma è interessante perché nasce dalla logica dello sviluppo di un prodotto utilizzato realmente sui trail: quando un punto di contatto può generare un problema nel lungo periodo, si interviene proprio lì.

 

julbo forest evo metailler

 

A CHI LI CONSIGLIAMO

Dopo averli utilizzati per gran parte dell'estate, Forest Evo ed Edge x Rémy Métailler sono una combinazione che ci sentiamo di consigliare soprattutto a chi usa la mountain bike in condizioni molto variabili.

 

 

È una combo che vediamo bene nel trail riding, nelle grandi uscite in montagna e nei giri di light enduro, dove servono comfort, ventilazione e soprattutto una gestione efficace degli occhiali quando luce e terreno cambiano continuamente.

 

Il Forest Evo ha anche caratteristiche che lo rendono interessante per il mondo e-bike, soprattutto per chi affronta lunghe giornate in sella e non cerca necessariamente un casco più orientato al gravity puro. Per discese particolarmente impegnative, molto veloci o con un livello di protezione richiesto superiore, invece, continueremmo a orientarci verso un casco specifico da enduro più strutturato.

 

julbo forest evo metailler

 

Gli Edge x Rémy Métailler si inseriscono bene nello stesso scenario: la lente REACTIV 1-3 è particolarmente utile quando alterniamo salite al sole, boschi e discese con condizioni di luce completamente diverse. La lente trasparente inclusa nella versione Rémy amplia ulteriormente il campo di utilizzo e, per chi come noi utilizza spesso lenti chiare, rappresenta un valore aggiunto concreto.

 

Alla fine è proprio questo che ci ha convinto di più di Forest Evo ed Edge: non sono prodotti che cercano di risolvere un problema enorme, ma tanti piccoli problemi che, sommati dopo cinque o sei ore sui trail, fanno una bella differenza.

 

La gestione degli occhiali sul casco, la lente che si adatta alla luce, la possibilità di lavarla facilmente quando si sporca e una calzata studiata per rimanere comoda a lungo sono dettagli che magari non cambiano una singola discesa, ma migliorano parecchio l'esperienza di una giornata intera in mountain bike.

 

julbo forest evo metailler

 

PREZZI E VERSIONI

Il Forest Evo viene proposto a 199,90 euro, in tre misure, 52-56, 56-59 e 59-63, e in 10 diverse colorazioni. La versione Edge x Rémy Métailler viene invece proposta a 279,90 euro. Sono cifre che collocano entrambi i prodotti nella fascia alta del mercato.

 

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Dove le trovo 

Per avere maggiori info e disponibilità visitate il sito ufficiale Julbo.com alla sezione dedicata alla ricerca del rivenditore più vicino a voi. 

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