TEST CASCO LAZER BULLET, L’AERODINAMICA CHE AMA L’OFFROAD

Abbiamo messo alla prova un casco aero normalmente pensato per la strada dopo aver notato che Mathieu Van Der Poel lo ha utilizzato più volte durante la stagione del cross e in alcuni XCO.

Chi ha l'occhio fino avrà sicuramente notato che sempre più spesso i top biker utilizzano nelle gare off-road, soprattutto quelle sulle lunghe distanze, caschi aero che normalmente sarebbero pensati per la strada. Il primo a fare questa scelta e stato Christoph Sauser qualche anno fa, da lì in poi in molti hanno seguito il suo esempio, non ultimo il "re del fango" Mathieu Van Der Poel che ha gareggiato più volte sia nel ciclocross sia nel XCO con in testa il Bullet di Lazer.

 

Lazer Bullet

 

Abbiamo così deciso di provare anche noi a utilizzarlo nell'off-road.

 

Nato per il "Gorilla"

Il Lazer Bullet in origine era stato creato per soddisfare le richieste del velocista della Lotto Saudal Andre Greipel, anche conosciuto come il Gorilla. Greipel voleva un casco aerodinamico che gli donasse tutto l'aiuto possibile negli arrivi in volata. Il peso del Bullet si attesta nella media dei caschi aero con un dichiarato di 315 grammi  in taglia media.

 

Casco Lazer Bullet


Prendendo a piene mani molte delle caratteristiche dello Z1, le amplia e soprattutto le ingloba in una struttura pensata per la massima penetrazione aerodinamica, ma che allo stesso tempo, grazie al sistema Airslide system, permette una buona circolazione d'aria al suo interno.

 

Casco Lazer Bullet


L'Airslide è un sistema che ti permette di trasformare il Lazer Bullet con un semplice gesto, se si desidera maggiore aerazione interna basta far scorrere verso l'alto al griglia frontale, mentre portandola verso il basso il casco si chiude offrendo tutta l'aerodinamicità che permette di risparmiare 7 watt a 45km/h, velocità che molto difficilmente raggiungiamo in Mtb.

 

Casco Lazer Bullet

 

La presa d'aria Airslide può essere inoltre modificata a piacimento tramite le differenti coperture date in dotazione. Facilmente intercambiabili, in meno di 30 secondi si può passare da un casco completamente chiuso alla massima ventilazione possibile utilizzando gli inserti forati. Nella parte posteriore è inoltre presente il sistema di alloggiamento del LifeBeam, la piccola luce rossa posteriore lampeggiante, che aumenta la sicurezza mentre si pedala.

 

Casco Lazer Bullet


La linea è molto filante e prosegue lunga nella parte posteriore con altre 4 prese d'aria laterali che contribuiscono alla ventilazione, piuttosto sfinato sui lati, grazie alla parte frontale piuttosto piccola rimane piuttosto alto sulla fronte. Personalmente troviamo il design del Bullet molto aggressivo e non troppo fuori luogo all'interno della griglia di partenza di una Marathon.

 

Casco Lazer Bullet

 

PROVA SUL CAMPO: COMODO E UTILE NEL MALTEMPO

La prima volta che abbiamo indossato il Lazer Bullet per un'uscita in Mtb era una giornata di sole ma non particolarmente calda e con un po' di vento. La prima impressione che abbiamo avuto è stata quella di un grande comfort.

 

Casco Lazer Bullet

 

Il sistema di regolazione posteriore a rotella ha un ampio range e soprattutto piccoli scatti che permettono di trovare realmente il migliore fit per la propria testa. Naturalmente è presente la regolazione dell'altezza.

 

Casco Lazer Bullet

 

Abituati con altri caschi ed essendo noi amanti di un fit piuttosto stretto siamo partiti regolando il Bullet molto serrato, ma dopo qualche tempo un leggero fastidio sulle tempie ci ha suggerito di allargarlo un po'.

 

Casco Lazer Bullet

 

Nonostante questo il casco era ben fermo sulla testa anche nei tratti più sconnessi, in pratica eravamo noi che avevamo serrato troppo per paura che il casco ci ballasse in testa. Durante il successivo periodo di test abbiamo utilizzato il Bullet in molte occasioni, con bel tempo e, purtroppo soprattutto, con cattivo tempo.

 

Casco Lazer Bullet


Proprio quando il meteo si è messo di traverso abbiamo scoperto una caratteristica nascosta del Lazer Bullet, l'essere protettivo. Non appena è cominciato a piovere abbiamo chiuso la parte anteriore e ci siamo ritrovati con un casco quasi completamente chiuso che ci ha permesso di tenere la testa un po' più al caldo e asciutta. Proprio in questa situazione abbiamo capito perché Van Der Poel sceglieva questo casco nelle giornate di pioggia e fango.

 

Casco Lazer Bullet

 

Nelle uscite più lunghe lo abbiamo trovato molto comodo e per nulla fastidioso, anche quando faceva piuttosto caldo il casco si è dimostrato ben areato, certo non è il casco da scegliere per una salita su asfalto in pieno agosto, ma per un utilizzo off-road non crea nessun problema, anzi.


L'unico neo, durante il nostro test, è la poca compatibilità con le astine degli occhiali più lunghe, in quel caso il casco tende a "spingere" in avanti l'occhiale creando una certa scomodità, nessun problema invece con occhiali dall'astina corta o molto sottile.

 

A CHI LO CONSIGLIAMO

Il Lazer Bullet in ottica off-road è per coloro che desiderano maggiore copertura e uno stile aggressivo, ottimo per chi ama le Marathon più lunghe. Personalmente riteniamo il Bullet un perfetto secondo casco da utilizzare durante le uscite su strada, i giorni di maltempo e quando si compete nelle gare sulla lunga distanza, naturalmente anche nelle gare di ciclocross per emulare (a chi non piacerebbe) Mathieu Van Der Poel.

 

Lazer Bullet

 

INFO

Il Lazer Bullet oltre che nella colorazione bianca da noi provata è disponibile in altre sette grafiche. Viene offerto al pubblico in 4 taglie (XS, S, M, L) ad un prezzo di listino pari a 259,99 euro. Tutti i dettagli li trovate su www.lazersport.com

 

 

 

Photo Mathieu Van der Poel ©photopress.be

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