Taffarel trionfa alla LaRoste Gravel: prima vittoria nel gravel per Metallurgica Veneta Professional Team
Dopo mesi di sofferenza, il 27enne di Vittorio Veneto attacca al Km 30 e vola in solitaria per 90 chilometri verso la sua prima vittoria nel gravel. Candeago quarto, tradito dai crampi nell’ultimo chilometro dopo aver protetto il compagno.
Nicola Taffarel ha vinto la LaRoste Gravel Race. Per il 27enne di Vittorio Veneto, portacolori di Metallurgica Veneta Professional Team, è la prima vittoria stagionale nelle cinque gare gravel disputate nel 2026.
C'è un momento, in ogni gara, in cui il tatticismo lascia spazio al coraggio. Alla LaRoste quel momento è arrivato al trentesimo chilometro, dopo una lunga fase di studio, fatta di scatti e di sguardi trattenuti. Taffarel ha colto l'attimo: è andato via, solo, con la determinazione di chi ha qualcosa da dimostrare. Per 90 chilometri ha pedalato contro il vento, contro la noia della pianura, contro i pensieri di una stagione che fino a ieri gli aveva regalato più ombre che luci.

Il 2026 di Taffarel, dopo la Absa Cape Epic era stato condizionato da una serie di malanni che ne avevano minato la condizione, lasciandolo ai margini delle gare che contano. Il miglior piazzamento stagionale era arrivato all'esordio nel gravel, ad Auronzo di Cadore, nella prova della UCI Gravel World Series. Da allora il trevigiano aveva dovuto inseguire la forma senza mai ritrovarla davvero.
Sul percorso completamente pianeggiante di Lignano Sabbiadoro, la gara è stata caratterizzata da una lunga fase di studio e da numerosi tentativi di allungo. Al Km 30 Taffarel ha sferrato l'attacco decisivo, proseguendo in solitaria per i restanti 90 chilometri. Un'azione che ha messo alla prova non solo le gambe, ma anche la testa.
Eppure, a Lignano, Taffarel ha ritrovato se stesso. "Ieri ho corso LaRoste di Lignano Sabbiadoro, era un percorso tutto piatto nel quale prevaleva il tatticismo" - racconta - "Nelle prime fasi di gara c'è stato molto studio con molti tentativi di allungo fino a un certo punto, al 30° km, quando ho colto l'occasione e sono riuscito ad andare via. Ho fatto tutto il resto della gara in solitaria, per 90 km, sono stati belli tosti sia fisicamente ma anche mentalmente. Però ci tenevo tanto a far bene per avere un riscatto, una soddisfazione, dopo un'annata piuttosto negativa. Sono contento appunto per questo motivo e adesso aspetto l'ultima gara di stagione, la Roc d'Azur".

Non è la prima volta che Taffarel assapora il successo a Lignano Sabbiadoro. In carriera aveva già vinto su questi sentieri con la mountain bike, alla Lignano Bike Marathon. Ma quella era un'altra storia, un altro Taffarel. Quello di oggi è un corridore maturato, che ha imparato a soffrire e a gestire la solitudine della fuga. La vittoria alla LaRoste Gravel è un risultato che vale molto più di un semplice numero.
Dietro di lui, Metallurgica Veneta Pro Team ha giocato un'altra carta importante. Andrea Candeago ha chiuso quarto dopo una gara tatticamente impeccabile: ha protetto il compagno in fuga, controllando i movimenti del gruppo inseguitore e sacrificando le proprie ambizioni per la squadra. Poi, proprio nell'ultimo chilometro ha accusato crampi che gli hanno fatto perdere la posizione sul podio. Un epilogo amaro per un corridore che ha dimostrato grande spirito di squadra.
Per Metallurgica Veneta Professional Team resta la soddisfazione di una vittoria costruita con coraggio e di una prestazione corale di alto livello. Ora l'attenzione si sposta sull'ultimo appuntamento stagionale, la Roc d'Azur, dove Taffarel proverà a chiudere in bellezza un'annata che, dopo tanta sofferenza, ha finalmente ritrovato il sapore della vittoria.
Photo credits - Alessandro Billiani - Treviso MTB


