MAX BRANDL SENZA SQUADRA CORRERÀ DA PRIVATO. RIPORTA A GALLA LA FRAGILITÀ DEI TEAM

Brandl vince a La Nucia con una maglia della nazionale e pochi giorni dopo, esce allo scoperto con uno sfogo, è rimasto senza contratto per il 2026, ma non vuole mollare...

Vince una gara internazionale di inizio stagione, ma corre senza una squadra ufficiale alle spalle. È il paradosso che sta vivendo Maximilian Brandl: domenica scorsa si è imposto nella prima prova della Shimano SuperCup Massi a La Nucía indossando la maglia della nazionale tedesca, non quella di un team. Un dettaglio che racconta molto più di quanto sembri.

 

Max Brandl

 

Il 26enne tedesco si prepara alla stagione 2026 di Cross Country Olimpico in una situazione tutt'altro che semplice: dopo la fine anticipata del rapporto con la squadra con cui aveva firmato un contratto biennale nel 2025, si ritrova a organizzare il proprio programma come atleta privato, contando soprattutto sul supporto della federazione e della famiglia.

 


Una situazione che ricorda da vicino quanto accaduto all'inizio della stagione 2025, quando la chiusura improvvisa di un team lasciò senza struttura diversi atleti di alto livello come Thomas Litscher, Luca Schatti, Fabio Puntener e Ramona Forchini.

 

Le sue squadre secondo quanto risulta all'UCI

 

LO SFOGO SUI SOCIAL 

In un messaggio pubblicato sui social, Brandl - nel 2024 più volte nella top 10 di Coppa del Mondo XCO e XCC - ha raccontato senza filtri il momento che sta attraversando. La mancanza di una struttura alle spalle non incide solo sull'organizzazione delle trasferte e del materiale, ma pesa soprattutto sul piano mentale.

 

MAX BRANDL

 

"Ci sono giorni in cui sono già in abbigliamento da allenamento ma non riesco nemmeno ad uscire di casa", spiega il tedesco, sottolineando come l'incertezza legata al futuro stia pesando più del carico fisico degli allenamenti. Nonostante avesse un contratto valido per due stagioni, Brandl si trova ora a iniziare il 2026 contando quasi esclusivamente sull'aiuto della famiglia e sul supporto della federazione tedesca.

 

PER CONTINUARE CERCA NUOVI PARTNER

Il nodo centrale resta la sostenibilità della stagione. Brandl ha confermato di aver ricevuto supporto tecnico per le prime gare, ma senza nuovi sponsor – economici e materiali – affrontare l’intero calendario di Coppa del Mondo potrebbe diventare complicato.

 

 

“Con i mezzi che ho adesso c’è il rischio concreto di non riuscire a completare la stagione”, ha scritto, spiegando che parte del materiale utilizzato ha già superato i 10.000 km.

 

LA VITTORIA A LA NUCÍA RIACCENDE LA SPERANZA

Il successo ottenuto a La Nucía rappresenta un segnale forte, soprattutto dal punto di vista mentale. La condizione c’è e la vittoria in Spagna lo dimostra.

 

MAX BRANDL

©OCI Sport

 

“Non voglio chiudere così”, ha ammesso il tedesco, rivelando di aver pensato più volte di mollare, ma di voler continuare a lottare per restare nel circuito internazionale, come già fatto in passato dopo traumi e infortuni importanti.

 

UN SISTEMA SEMPRE PIÙ FRAGILE?

Il caso Brandl non è isolato. Negli ultimi due anni diversi atleti si sono ritrovati improvvisamente senza squadra a poche settimane dall’inizio della stagione. Segnale evidente di un sistema che, soprattutto nel cross country, sta diventando economicamente sempre più difficile da sostenere.

 

 

Questa situazione, lo abbiamo già detto, è frutto anche delle spese sempre più elevate di affiliazione, partecipazione e logistica che i team devono sostenere per garantire visibilità ai propri sponsor nel circuito di Coppa del Mondo. Ma quanto può reggere, nel lungo periodo, un sistema che mette in difficoltà anche atleti già affermati? È una domanda che nel paddock in molti iniziano a porsi.

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