TEAM TODESCO. I BLUES BRINDANO CON IL DURELLO!

Granfondo del Durello: I ragazzi del Team Todesco a San Giovanni Ilarione possono brindare con il Durello! Ancora una volta Ivan Degasperi si presenta all'arrivo nei primi dieci (settimo assoluto e primo M1) e racconta la sua gara.

 

 

"Oggi sto abbastanza bene. Non sono ancora al massimo, ma va bene anche così. Sinceramente pensavo di poter arrivare nei cinque, ma non ci sono riuscito. Alla partenza i primi sono partiti a razzo. Abbiamo cercato di non perderli, ma sulla prima salita si è creato un buco e non sono più riuscito a rientrare. Per un bel tratto di gara ero fra i primi cinque, poi però si è spenta la lampadina. Sono anche caduto, un po' per colpa della ghiaia e un po' per colpa mia, e così ho perso qualcosa. Va bene così!"

 

Bella prestazione anche per Gabriele Della Dora (17° assoluto e secondo M1) e per Manuel Baldi, che sale sul secondo gradino del podio nella categoria Elmt. Sfiora il podio invece Stefano Girelli, quarto fra gli Elmt. Nona posizione fra gli M5 per Diego Vassanelli.

 

Sfortunata la prova di Andrea Biasioli giunto al traguardo con botte, graffi e casco spaccato, a causa di una caduta riportata in discesa. "Stavo venendo giù a tutta, quando ho sentito un "scusa" e qualcuno che mi ha spinto il manubrio facendomi letteralmente volare. Ho visto l'asfalto, il cielo e ho sentito la botta! E non si è neppure fermato!"

 

TEAM TODESCO. SPORT E "SPERANZA"


Valentina Rocca, con il suo gesto, ha fatto diventare lucidi gli occhi di molti dei presenti alla Granfondo del Durello. Non è arrivata prima, non ha stravinto, non ha confezionato nessun record. Ma era a casa sua e voleva a tutti i costi arrivare al traguardo. Ma la sfortuna era in agguato e tra guasti e forature ha rischiato veramente di non farcela.

 

Ma la sua caparbietà, la determinazione e soprattutto un sentimento forte l'hanno fatta arrivare in fondo: a piedi, spingendo la bici, stanca, ma con un gran sorriso! Indossava una maglia particolare, sempre azzurra come quella ufficiale Todesco, ma con un bel disegnino colorato: una casetta rossa, viola e gialla e un bimbo stilizzato con un grande sole al posto della testa: un bambino chiaramente felice!

 

Sotto il disegno tre parole: Città della speranza. Per Paolo Malfer la domanda era d'obbligo. Perché tanta determinazione? Perché questa maglia? "Perché lì ci ho lasciato il cuore."

Una risposta breve, sintetica, ma talmente esaustiva che qualunque altra parola sarebbe risultata superflua. Grazie Valentina, oggi ci hai arricchito d'amore.

 

La Città della speranza è una clinica di oncoematologia pediatrica con sede a Padova. Il nome Città della Speranza si ispira ad una analoga fondazione americana: City of Hope della quale si è voluto prendere spunto per le modalità operative. In particolare per quanto concerne trasparenza, gestione del denaro e concretezza. Si è voluto immaginare che anche i bambini ammalati potessero vivere la loro quotidianità in una città felice, in grado di dare speranza al loro futuro. E così è: il reparto, concepito secondo criteri modernissimi, ha dato una svolta nella qualità della cura e dell'assistenza ai piccoli pazienti, consentendo anche ai medici e agli operatori di svolgere al meglio il loro compito.

 

Valentina ha infine ringraziato Valerio per averle permesso di gareggiare con questa bellissima maglia!

 

 

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