Tabor (Repubblica Ceca): Qualche sorriso nella gara degli Junior, la delusione per la gara sfortunata di Eva Lechner e i bei finali di Gioele Bertolini e Marco Aurelio Fontana, entrambi sull'orlo della top ten, questo sono stati per noi i Campionati del Mondo di Ciclocross che hanno assegnato a Tabor, in Repubblica Ceca, i titoli iridati. Italiani comprimari, qualche buon risultato e tanto lavoro da fare per il Commissario Tecnico, Fausto Scotti, rientrato in Italia appena terminate le gare del sabato per il riacutizzarsi dell'intossicazione alimentare di cui aveva sofferto domenica scorsa in occasione della tappa di Coppa del Mondo di Hoogerheide.

Sorridono come sempre i belgi e i paesi in cui il ciclocross si disputa ormai ad altissimo livello, come l'Olanda e la Francia, con la sorpresa del danese Simon Andreassen che dopo aver conquistato per la seconda volta consecutiva il titolo nazionale Junior ha vinto a sorpresa anche la maglia iridata. Il 17enne di Copenaghen che ha vinto per due volte (2013-2014) i titoli europei mtb ha attaccato presto ed è corso da solo verso la vittoria su un percorso costellato di chiazze di neve. Il Campione Europeo, Eli Iserbyt, che ha dominato la stagione, vincendo tre gare di Coppa del Mondo, ha fatto una scelta di gomme sbagliata e ha preso la medaglia d'argento davanti all'olandese Max Gulickx. Sesto posto per il varesino Stefano Sala che ha chiuso a 1' 27" dal vincitore, davanti al tricolore Jakob Dorigoni, settimo a 1' 30", 13° Daniel Smarzaro a 2' 16", 21° Antonio Folcarelli, mentre è stato costretto al ritiro Giorgio Rossi dopo essere stato coinvolto in una cadata nelle prime battute di gara.

Andreassen ha detto che ha fatto presto la sua mossa per poter controllare la corsa a suo piacimento: "Volevo stare da solo, così da potuto fare le mia traiettorie e non essere disturbato da altri avversari. Non me lo aspettavo, ma ci speravo, non sono mai stato così ben preparato per una gara di ciclocross, è stato bello vincere senza pressione. E' stato un sogno, una giornata perfetta."

Quattro mesi dopo il titolo iridato su strada in Spagna, Pauline Ferrand-Prevot è diventata Campionessa del Mondo Ciclocross, certo Marianne Vos in questo momento non è proprio sana come un pesce, ma il finale thrilling della gara femminile ha dato l'oro alla più forte. Ferrand-Prevot e Sanne Cant (Belgio) hanno lottato duro durante gli ultimi giri, ma è stata la biondina francese a dare il colpo del KO alla fine, con la campionissima olandese Marianne Vos a completare il podio in terza posizione. "Penso che sia stata una gara entusiasmante e questo è un fatto positivo per il ciclismo femminile - ha detto Ferrand-Prevot - E' stato davvero emozionante nel finale, ho fatto l'ultima curva in prima posizione, così ho cercato di andare a pieno gas pieno fino al traguardo. E' stata una guerra di nervi fino alla fine, come nel mondiale do Pontferrada, qui non ero la favorita, non ho mai vinto una gara di Coppa del Mondo di Ciclocross, ma ero in ottima forma. In realtà il ciclocross mi è servito per preparare la mia prossima stagione su strada e mountain bike, ma quando a Huesden ho scoperto di quanto ero forte, ho iniziato a pensare a Tabor. Ora non mi resta che cercare di diventare Campionessa del Mondo di mountain bike, per poi pensare alle Olimpiadi di Rio."
Una giornata sfortunata per Eva Lechner che si è presentata al mondiale in grande forma. La Campionessa Italiana è caduta dopo 500 metri urtata da un'avversaria e ha rotto la ruota posteriore, con i box lontanissimi, sotto la neve che intanto cade Eva non molla, cambia bici e poi continua dimostrando di essere la più veloce sul giro. "Sono caduta alla prima curva, ma non per causa mia, perché qualcuna mi ha spinto. Sono arrivata al box a piedi ed ho cambiato la bici. Il primo pensiero è stato quello di smettere subito, però sono risalita in sella ed ho fatto il secondo giro più veloce di tutte. Rammarico? Certo e molto, non doveva finire in questo modo"
14° posto per la ventenne di Seregno, Alice Maria Arzuffi, che puntava ad un risultato tra le prime dieci, Eva Lechner ha poi concluso 31ª a 5' 07", Chiara Teocchi 41ª dopo essere caduta rovinosamente quando era si trovava attorno alla ventesima posizione.

L'unica medaglia d'oro per il Belgio è stata quella di Michael Vanthournhout che dopo 14 anni suo cugino Sven è salito sul gradino più alto del podio di Tabor. Vanthourenhout ha vinto il titolo Under 23 con dieci secondi di margine sul connazionale Laurens Sweeck con l'olandese Stan Godrie, terzo.
Nella Top Ten anche l'azzurro Gioele Bertolini, decimo in un'arrivo a tre, l'altro azzurro Nadir Colledani, ha concluso al 24° posto. "Ho avuto una brutta partenza, ero ottavo, quando ho cambiato bici con le gomme morbide e ha iniziato ad andare meglio - ha detto il Campione del Mondo - Così ho potuto andare al comando e il mio problema è stato risolto, ho aspettato tre giri e quindi ho pensato che fosse un buon momento per attaccare. Al momento del mio attacco non sapevo davvero dove fosse Sweeck e quando ho guardato indietro ho visto che avevo un pò di vantaggio ho inisistito. Durante la stagione ho lavorato duro per il titolo mondiale e ho scoperto di aver fatto la scelta giusta. Ora voglio fare un paio di gare nella categoria Under 23, prima di passare tra i professionisti"

Tra i professionisti troverà Mathieu Van der Poel che oggi nella gara Elite ha vinto quasi con facilità il titolo iridato. Il 20enne olandese è scappato dalla morsa degli avverasi belgi nel secondo giro ed è rimasto al comando da solo per il resto della gara. Wout Van Aert ha raccolto l'argento dopo aver battuto in volata Lars van der Haar.

Al quarto posto, staccato di 1' 06" il vincitore assoluto della Coppa del Mondo, Kevin Pauwels, è arrivato nel finale esausto, tanto da inciampare nel penultimo giro sulle scale, giocandosi così le possibilità di salire sul podio, ma almeno lui ha avuto un ruolo in questa corsa. a differenza dei suoi connazionali Klaas Vantornout, Tom Meeusen, Gianni Gianni Vermeersch che hanno occupato le posizioni dalla quinta alla settoma senza ricevere tabti complimenti.

Le speranze di medaglia della Germania erano nelle possibilità di Marcel Meisen e Philipp Wasleben, finiti ottavo e nono, decimo Marco Aurelio Fontana, che ha dimostrato ancora una volta di valere la top ten commentando così la sua gara: "L'inizio di gara è stato davvero caotico e nei primi giri, partendo in quarta fila, sono stato costretto ad assumermi parecchi rischi, oltre che impegnarmi a farmi largo e cercare di recuperare posizioni.

Non avevo la gamba dei primi e ho commesso un errore: quando ero in rimonta non ho cambiato bici e così mi è caduta la catena a causa del tanto fango. In quel momento ho perso un pò la concentrazione, devo dire grazie a Luca Braidot che mi ha dato un grande aiuto per due giri: è stato un compagno di squadra prezioso, mi ha ridato morale. Senza di lui, non sarei riuscito a chiudere tra i primi dieci. Il risultato, pensandoci, non è assolutamente da buttare ma sinceramente ero molto gasato dal percorso, quindi speravo in un esito migliore"

Merita un grande plauso anche Luca Braidot, dodicesimo a 3' 13" dal vincitore che su un percorso durissimo si è messo alle spalle tanti specialisti con una gara in progressione, il terzo azzurro, Bryan Falaschi, è stato costretto a fermarsi dalla giuria, finito contro una transenna ha perso completamente il body lacerato dall'urto.

Van der Poel ha deciso, come Van Aert, solo di recente di passare Elite e, ha seguito le orme del padre Andrie che ha vinto la maglia iridata in ciclocross nel 1996. "Ero fiducioso dopo la mia vittoria a Hoogerheide - ha detto il Campione del Mondo appena incoronato, il primo ciclocrossista olandese a vincere il titolo Elite dopo l'ultimo di Lars Boom nel 2008 - Ma la gara è stata molto dura mentalmente, perché non ho mai avuto un grosso vantaggio e nel finale mi sono detto per tutto il tempo, sei campione del mondo! Non vedo l'ora di indossare per un'anno intero la maglia iridata, è davvero grande, anche se non so ancora bene cosa significa" ha detto Van der Poel che a vent'anni ha ottenuto il premio più importante della sua carriera.

A conclusione dei mondiali di Tabor arriviamo alla stranezza che tutte le medaglie d'argento sono state vinte dal Belgio e tutte le medaglie di bronzo sono andate in Olanda, inoltre le stesse nazioni hanno vinto un'oro ciascuna, le altre due medaglie d'oro sono andate alla Danimarca e alla Francia, il che significa che il Campionato del Mondo per la prima volta, dal 2008 è stato vinto da quattro paesi diversi.
Men Elite
1. Mathieu Van der Poel (NED) in 1 ora 09' 12", 2. Wout Van Aert (BEL) a 0' 15", 3. Lars Van der Haar (NED) a 0' 17", 4. Kevin Pauwels (BEL) a 1' 06", 5. Klas Vantornout (BEL) a 1' 12", 6. Tom Meeusen (BEL) a 1' 17", 7. Gianni Vermeersch (BEL) a 2' 26", 8. Marcel Meisen (GER) a 2' 37", 9. Philipp Walsleben (GER) a 2' 43", Marco Aurelio Fontana (ITA) a 2' 54" ... 12. Luca Braidot (ITA) a 3' 13"
Women Elite
1. Pauline Ferrand-Prevot (FRA) in 49' 01", 2. Sanne Cant (BEL) a 0' 01", 3. Marianne Vos (NED) a 0' 15", 4. Nikki Harris (GBR) a 0' 21", 5. Katerina Nash (CZE) a 0' 36", 6. Lucie Chainel-Lefevre (FRA) a 0' 56", 7. Helen Wyman (GBR) a 1' 21", 8. Ellen Van Loy (BEL) a 1' 35", 9. Christine Majerus (LUS) a 1' 54", 10. Sophie De Boer (NED) a 1' 56" .... 14. Alice Maria Arzuffi (ITA) a 2' 40", 31. Eva Lechner (ITA) a 5' 07", 41. Chiara Teocchi (ITA) a 7' 03"
Men Under 23
1. Michael Vanthourenhout (BEL) in 49' 55", 2. Laurens Sweeck (BEL) a 0' 10", 3. Stan Goodrie (NED) a 0' 14", 4. Clement Venturini (FRA) a 0' 24", 5. Joris Nieuwenhuis (NED) a 0' 31", 6. Toon Aerts (BEL) a 0' 45", 7. Jakub Skala (CZE) a 1' 06", 8. Dieter Sweeck (BEL) a 1' 14", 9. Quinten Hermans (BEL) a 1' 41", 10. Gioele Bertolini (ITA) a 1' 14" .... 24. Nadir Colledani (ITA) a 3' 33"
Men Juniors
1. Simon Andreassen (DEN) in 42' 24", 2. Eli Iserbyt (BEL) a 0' 40", 3. Max Gulicks (NED) a 0' 41", 4. Gage Hecht (USA) a 0' 44", 5. Thijs Wolsink (NED) a 1' 10", 6. Stefano Sala (ITA) a 1' 27", 7. Jakob Dorigoni (ITA) a 1' 30", 8. Eddy Fine (FRA) a 1' 34", 9. Jarne Driesen (BEL) a 1' 53", 10. Roel Van der Stegen (NED) a 1' 58" ." .... 13. Daniel Smarzaro (ITA) a 2' 16", 21. Antonio Folcarelli (ITA) a 3' 40"
Fotografia © ALESSANDRO DI DONATO


