Kirchberg (Austria): Ci hanno provato a rompergli le uova nel paniere anche oggi dopo che nella tappa di ieri Sauser ha dovuto sprintare fino a sotto lo striscione finish per aggiudicarsi la tappa della Bike Four Peaks.
Oggi invece non ne ha avuto bisogno "scappando" letteralmente sull'ultima salita di giornata che misurava ben 9 km con un dislivello di 1000 metri. Ovviamente tutti si aspettavano un'azione in quel frangente di gara. La prima salita, seppur con 600 metri di dislivello non poteva essere attaccata in quanto dalla fine della discesa all'attacco dell'ultima asperità c'erano ancora 37 chilometri tra ciclabili e sentieri con qualche rilancio. Gruppo compatto dunque fino all'apertura del gas dello svizzero "targato" Specialized che scollinava con ben 30" su Kaufmann, in ottima forma, poi Lakata e Hynek.
L'incredibile ultima discesa ricavata in un sentiero dedicato al downhill vedeva Sauser aumentare di addirittura un minuto il suo margine e Kauffman invece perdere ben due posizioni a favore di Lakata e Hynek che tagliavano in quest'ordine il traguardo dietro il cannibale rosso-crociato. Come sapete in gare c'è anche il trentino Massimo De Bertolis (Team Wilier Sat System), oggi ha chiusa la tappa in quindicesima posizione.

Tra le donne, dominio assoluto anche oggi della austriaca Marchart-Robeischl Petra del team Rc Union Eindruck Sarleinsbach che precede di 2 minuti la svizzera Cornelia Hug e la colombiana Angela Parra Sierra. Dominio assoluto quello dell'austriaca che fa due su due ipotecando così la vittoria finale anche se i chilometri alla fine sono ancora tanti e i metri da scalare altrettanti.
Tappa da gestire per tanti master che vedevano l'ultima salita come il vero spauracchio di giornata. La prima parte del percorso infatti presentava solo la prima salita importante per verificare quante scorie erano rimaste nelle gambe dalla tappa di ieri e la ciclabile fino al chilometro 56 doveva essere davvero ben gestita per non disperdere energie ultime per l'attacco finale. Non avevano fatto i conti però con la discesa finale di ben 7 chilometri resa scivolosa e tecnica dalla pioggia della notte. Radici, curve paraboliche, erba viscida, ponticelli di raccordo che hanno mietuto tante vittime, senza però gravi conseguenze. Non era assolutamente semplice stare in bici ma all'arrivo le parole erano di soddisfazione per un po' di sana e dura mountain bike. Selezione dunque dal primo all'ultimo tornante con i più temerari che recuperavano così tante posizioni magari perse in salita.

Dei servizi e dell'organizzazione ne abbiamo già parlato. Elevato lo standard in tutto e per tutto con davvero pochissime forse anche assenti pecche. Il cronometraggio di datasport poi rende l'evento ancor più "aggiornato" con classifiche affisse ogni pochissimi minuti e on line in tempo reale.
Domani da Kirchberg la carovana dei "quasi mille" si sposta a Neukirchen con un chilometraggio di "soli" 46 chilometri con però 2400 metri di dislivello. Nessun riposo, nessuna ciclabile, tanta salita e tanta discesa tecnica. Una tappa che non deve trarre in inganno per il chilometraggio. Sarà dura anzi forse ancor più dura delle precedenti in quanto non ci sarà modo di riposarsi mai fino all'arrivo considerati anche i 150 chilometri nelle gambe dei biker.
E' tempo di recuperare ora, per essere pronti domani a portare a termine la terza e penultima tappa della Protective Bike Four Peaks 2014.
Emanuele Iannarilli


