Bornate (VC) - E’ finita come doveva finire! E cioè nel migliore dei modi questo ciclocross sotto le stelle che si può archiviare come successo annunciato, sotto tutti i punti di vista. Grande soddisfazione per lo staff organizzatore che si riconosce nel gruppo laborioso dei “rapaci” del fuoristrada e gradissimo l’impatto mediatico che s’è creato attorno all’evento che è appena nato ma ha già lasciato il girello per camminare da solo.
Merito soprattutto di Samantha Profumo che come uno tsunami ha letteralmente travolto d’entusiasmo quattro città (Novara – Vercelli - Cerro Maggiore e Bornate) che si sono godute uno spettacolo esilarante fatto di allunghi, scatti, salti acrobatici e, come si costuma nel nostro mondo amatoriale Acsi troppo spesso bistrattato, con una splendida finalità solidale che è il sigillo, il marchio depositato, il dogma del nostro gruppo storico che pullula di brava gente. Un esempio? Il salvadanaio con le offerte dei bimbi, dei loro papà o di semplici spettatori è stato aperto davanti a tutti e i cinquecento euro che Silvia Bertocco e Samantha Profumo hanno contato serviranno per le adozioni a distanza che Gregorio Sottocorna rinnoverà a nome di tutti ma anche Marco, il ragazzino di Quinto Vercellese che ha compiuto 14 anni in un letto d’ospedale privo di una gamba per inseguire un pallone, si vedrà recapitare quattrocento euro che, come i talenti di cui parla il Vangelo, moltiplicheremo e forse triplicheremo con una gara organizzata apposta per lui il 13 Ottobre nel suo paese e che aprirà la stagione del Circuito Palzola di ciclocross.
E’ stata brava Samantha, col microfono aperto, a snocciolare progetti che somigliano a dei sogni, una ventata d’aria fresca e benefica per chi ama lo sport e ha un cuore che batte per gli altri e ha saputo esaltare il concetto dell’altruismo che nel nostro variegato e giudizioso gruppo è come la moltiplicazione dei pesci. La farina del diavolo la lasciamo a chi di noi ha capito poco, anzi, nulla. Le gare, tutte belle e combattute, hanno visto primeggiare nei veterani la “razza padrona” dei f.lli Borini con Orlando che manda all’attacco Angelo per poi restare passivo sulle ruote degli ottimi Monetta e Longoni, salvo saltarli entrambi a metà gara e una volta raggiunto il gemello diverso, s’è esibito in una passerella che ha deliziato il pubblico. Sul traguardo Orlando, poco rispettosamente anticipa Angelo che è più grande.
Nei gentleman sono in quattro a pedalare un ciclocross mai banale. Sono Stagnoli, Mingoni, Pagani e Montagner, allunga Stagnoli e solo Mingoni resiste nsidiando da vicino il leader di categoria ma sul finale è Stagnoli che con una brusca accelerata si libera del cliente scomodo, il tutto sotto lo sguardo attento di Giovanna, la sorella che lo segue dappertutto. Aldo Allegranza è forte. Ma quello che stupisce di lui è la maturità che unita a una buona dose di umiltà, merce rara di questi tempi, fa di questo super gentleman “A” uno dei più rispettati amatori, il quale sa anche calarsi nei panni di “capitano” e fa sua una gara corsa col cuore. Al secondo posto Antonio Marconi, stradista sempre più rapito dal ciclocross, il quale ha parole al miele per Samantha, gli organizzatori del challenge e per le finalità di cui sentiva parlare e ora vive in diretta. Seguono Sartor, Magosso e Bravini.
Quando vince il super “B” Gregorio Sottocorna i bambini fanno oooh e ci domandano: ma come fa a vincere quello che pesa si e no cinquanta chili (bici compresa), veste la “S” e le sta pure larga? La risposta va cercata nella grande esperienza, nella capacità di saper dosare quelle poche gocce d’energia che gli rimangono in corpo e nella speranza di non infiammare quei sei/sette nervi che ancora lo tengono assieme. Ieri gli è andata bene, Petrucci è caduto e si è autoescluso, Garbo ha bucato e comunque non era in giornata e lui e i suoi nervetti hanno trionfato, ma la sua vera felicità era per l’aria di serena armonia di tutto un ambiente nel quale, lì si, si sente un gigante.
Pocherissimo per la donna più forte del fuoristrada Barbara Fanchini che ha imparato a conoscere e apprezzare Samantha in profondità. Troppa la differenza in campo ma non è questo che il problema, quello che conta davvero è l’amicizia che le lega; stesso identico discorso per i primavera che ancora una volta vedono in Mike Gelli il padroncino assoluto su Simone Ballini e Jacopo Barbotti. Bravissimi nei giovani sia Francesco Barbazza che Paolo Bravini che arrivano insieme. A Francesco la tappa e a Paolo la maglia. Va bene così. Senza storia la cavalcata solitaria di Graziano Bonalda, leggero, scattante, concentrato e vincente. Da sempre! Si sono difesi come hanno potuto Fabio Bruno e Massimo Liberali ma con un Bonalda così c’è davvero poco da fare.
Termina fra gli applausi questa bella avventura del ciclocross sotto le stelle che ha vestito con la maglia bianca Decathlon i migliori: Bonalda,Bravini, Gelli,Fanchini, Garbo, Stagnoli, Marconi e Monetta. A me personalmente,la soddisfazione di operare in un ambiente serio, con persone stimate e la consapevolezza che il bene, bisogna farlo bene. Appunto! Meglio se condito con un pasta party a base di penne di rapaci al Palzola e torte fatte casa.


