Kirchberg - Klausen (Austria): Tutti i migliori specialisti marathon al via dei mondiali che si sono corsi nella cittadina del Tirolo del Nord a pochi km dalle famose piste di Kitzbuhel. Un podio mancato e qualche aspirazione rimasta nel cassetto, ma senza alcun rammarico, per il forte atleta di Elettroveneta Corratec:
"Ho provato a imporre il mio ritmo - dichiara Hynek a termine gara - e devo dire che ci stavo riuscendo conducendo in testa il gruppetto dei quattro fuggitivi fino all'ultima salita, ma dei migliori nessuno a mostrato un netto cedimento... a quel punto eravamo un pò tutti stanchi, forse io un pò più degli altri... Sauser l'ha capito e ha cambiato marcia... onore e merito allo svizzero... io ho pensato solo a non cadere nella tecnica e difficile discesa finale perdendo molti minuti... devo ringraziare tutti i partners del Team, la mia bici Corratec è stata fantastica e il Team Elettroveneta altrettanto nel seguirmi e appoggiarmi... ora penso al recupero perchè voglio riscattarmi a breve".

Una buona prestazione comunque del forte ceco Kristian Hynek, probabilmente non in quella giornata straordinaria che sperava, unico modo per battere il pluricampione del mondo Sauser, come ci racconta il General Manager Pendini Andrea.
"Ci sperava Kristian, tutto era andata perfetto come avvicinamento ai Mondiali, ma sappiamo tutti che le gare di un giorno sono sempre un imprevisto... comunque un 4° posto non distante dai vincitori, considerato l'evolversi della gara, è assolutamente di prestigio e livello, basta dare un occhio ai distacchi molto pesanti oltre il quinto posto".
Buona prestazione per il danese Soren Nissen, accalorato seppur le rigide temperature di giornata (10°), riesce a conquistare un meritatissimo e combattutissimo 12° posto lottando sempre al massimo delle sue possibilità. Un piazzamento nei top15 che soddisfa il forte atleta di Elettroveneta Corratec dopo l'ottimo 2° posto sei giorni prima nella Sudtirol Sella Ronda Hero.

Ai mondiali in maglia azzurra Franzoi Enrico, seppure non in giornata, come del resto buona parte della spedizione azzurra, chiude comunque la sua prova (55°) stringendo i denti e con tenacia sino al traguardo dopo oltre cinque ore di gara.


