Campionato del Mondo Marathon: Sauser e la Dahle sulla vetta del mondo

Sauser lotta fino agli ultimi metri con Lakata. Per lo svizzero è la terza maglia di campione del mondo marathon. 13° Celestino, 16° Tony Longo. Senza storie la gara femminile dominata dalla norvegese Dahle, nona la Veronesi, undicesima la Gaddoni.

Kirchberg - Klausen (Austria): Le alpi del Tirolo oggi hanno assegnato le nuove maglie di campione del mondo marathon e a vincere sono stati due "giovani" rider. Il 37enne svizzero Christophe Sauser e la 40enne norvegese Gunn Rita Dahle Flesjaa.

 

 

Appassionante la gara maschile decisa solo negli ultimi metri quando dopo aver pedalato per 94 km, il corridore della Specialized è riuscito ad anticipare l'idolo di casa Alban Lakata. E' la terza volta che Sauser indossa la maglia di campione del mondo, gli era già riuscito nel 2007 in Belgio a Verviers e nel 2011 a Montebelluna. Per buona parte della gara insieme ai due c'è stato anche il colombiano Leo Paez che però ha ceduto nel finale, riuscendo comunque a conquistate una bellissima medaglia di bronzo. Migliore azzurro il "diesel" Mirko Celestino e 16° Tony Longo protagonista nella prima parte della corsa.

 

 

Senza storia invece la corsa rosa con la Dahle che ha dominato dal primo all'85esimo chilometro, seconda a quasi quattro minuti la britannica Sally Bigham e bronzo per la svizzera Ester Süss. Per la cronaca la norvegese in questa specialità si era già imposta nel 2004 - 2005 - 2006 e 2008. Nona Daniela Veronesi e undicesima Elena Gaddoni che cede nel finale.

 

 

La gara:  Gli uomini sono partiti alle 8:00 mentre le donne hanno dovuto aspettare mezz'ora. I primi si aspettavano una gara lunga 94 km (4.400 metri dislivello), più ridotto quello femminile, "solo" 85 km e 3.700 metri di dislivello.

 

 

Dopo i primi 5/6 chilometri la corsa iniziava sul serio, da quota 800 metri con la prima impegnativa salita fino al Choralpe, in una decina di km i rider salivano fino a quota 1.800 del Choralpe. Passava per primo il padrone di casa Alban Lakata seguito Tiago Ferreira e dal colombiano Leo Paez. Dopo pochi istanti passavano il ceco Hynek, il primo degli italiani, ossia Tony Longo che aveva a ruota lo svizzero Sauser e altri corridori.

 

 

Dopo più di un minuto passavano il danese Nissen e il belga Paulissen, il secondo azzurro a passare era Juri Ragnoli (16°) seguito dal greco Ilias Periklis (lo scorso anno mondiale in Francia).

 

 

In 22ª posizione c'era il russo Sintsov, 29° passava il colombiano Chia Amaya con a ruota Mirko Celestino.

 

 

Si è dovuto aspettare parecchio per vedere arrivare la prima donna che era l'intramontabile norvegese Gunn Rita Dahle che sembrava avere una marcia in più rispetto alle avversarie che anticipava di 2'10'' ed erano la slovena Blaza Klemencic e la britannica Sally Bigham le quali avevano a non molta distanza la danese Annika Langvad che doveva difendere la maglia. Seguiva la svizzera Ester Süss che aveva una decina di secondi di vantaggio sulla nostra Elena Gaddoni.  Due posizioni dopo, staccata di 4 primi passava anche l'altra italiana Daniela Veronesi.

 

 

A questo punto i corridori, scendevano per risalire per un breve tratto e poi c'era la grande discesa che li riportava a Kirchberg. Da qui dopo 35 km iniziava la seconda lunga salita che in quasi 8 km li portava sull'Hahnenkamm (1.700 mt). Nel frattempo dalla corsa arrivavano le notizie dei ritiri per problemi fisici di Juri Ragnoli e Cristian Cominelli (febbre). I rider giravano a destra e via Melkalm scendevano di circa 600 metri fino a Einsiedelei ed erano a metà percorso.

 

 

Qui, dopo che i corridori avevano già nelle gambe due ore e un quarto di gara, la corsa era comandata da un terzetto guidato da Paez e comprendente anche Sauser e Lakata. A soli dieci secondi erano inseguiti da un terzetto formato dal nostro Longo affiancato da Hynek e Ferreira. Il secondo azzurro che è un diesel ossia Celestino era risalito in 21esima posizione passando dietro a Sintsov.

 

 

Questa discesa non veniva invece fatta dalle donne che proseguivano ancora in salita fino al Pengelstein ossia quasi a quota 1.900.

 

 

Passata mezz'ora dal precedente punto dove erano stati visti i corridori, gli stessi sfilavano in località Kapelle. Qui non era cambiato niente davanti con il terzetto che procedeva spedito, dietro invece gli inseguitori avevano perso terreno ed erano rimasti solo Hynek e Ferreira mentre Longo passava in settiman posizione.

 

 

Celestino aveva nel frattempo recuperato altre due posizioni. Qui passavano anche le donne e la maglia della Norvegia era sempre al comando, indossata dalla Dahle che passava con un minuto e mezzo di vantaggio sulla Bigham, nettamente staccate a quattro minuti passavano insieme la Klemencic e la Süss. Le due azzurre Gaddoni e Veronesi sfilavano in settima e decima posizione.

 

 

A quel punto si scendeva fino a Skirast e si iniziava l'ultima e temuta salita, quella che riportava i rider in quota, fino ai quasi 1.800 del  Ehrenbachhöhe. Da questa vetta c'era la picchiata finale molto tecnica che riportava la corsa verso il traguardo di Klausen dove si presentavano insieme Sauser e Lakata che si giocavano la maglia iridata negli ultimi metri. La spuntava lo svizzero della Specialized. La loro gara è durata 4 ore e mezza. Terzo Leo Paez che arrivava dopo tre minuti e mezzo.

 

"Sono contento di questo risultato, ho fatto del mio meglio provando anche a staccare Sauser e Lakata sull'ultima salita, ma non ci sono riuscito perché ho trovato due avversari di grande valore. Mi godo il bronzo, che dedico a mia madre e a chi mi è stata vicino negli ultimi anni, a partire dal team TX Active-Bianchi al completo" ha commentato Paez dopo l'arrivo. Sul percorso ad assisterlo c'era il suo team manager Massimo Ghirotto con tutto lo staff della formazione bergamasca.

 

Fuori dai giochi fin dall'inizio Jaroslav Kulhavy che a fine corsa ha fatto i complimenti al suo compagno di squadra (Specialized) Sauser ed ha ammesso che oggi la gara era durissima e non è stato in grado di stare davanti con i primi e poi si è ritirato.

 

"Oggi è stata durissima - commenta il migliore degli azzurri Mirko Celestino - ho cercato di amministrare in partenza perché sapevo che alla lunga le ascese si sarebbero fatte sentire. La davanti avevano un altro passo, nulla da dire!".

 

Ecco invece il commento su twitter di Tony Longo: "Deluso! Crisi nera l'ultima salita, alla fine 16esimo, gran parte di gara nei primi 8, puntavo alla top ten..peccato"

 

L'anno prossimo l'appuntamento è fissato a Pietermaritzburg in Sudafrica mentre nel 2015 il mondiale tornerà in Alto Adige e ad ospitarlo sarà la Selle Ronda Hero.

 

 

 

 

Classifica maschile ufficiosa

 

1. Sauser Christoph - Svizzera 4:30.13

2. Lakata Alban - Austria 4:30.17

3. Paez Leon Hector Leonardo - Colombia 4:33.25,2

4. Hynek Kristian - Repubblica Ceca 4:39.43,5 

5. Huber Urs - Svizzera 4:40.

6. Ferreira Tiago Jorge Oliv - Portogallo 4:40.37,7

7. Buchli Lukas - Svizzera 4:41.20,4

8. Platt Karl  - Germania  4:41.49,9 

9. Stoll Thomas - Svizzera 4:45.11,4

10. Brzozka Adrian - Polonia 4:46.11,2

11. Ilias Periklis - Grecia 4:46.57,4

12. Nissen Sören - Danimarca 4:47.20,5 

 

13. Celestino Mirko  4:47.5

16. Longo Tony 4:49.19,1

19. Paulissen Roel - Belgio 4:52.47,0

 

 

21. Porro Samuele  4:55.42,9

27. Arias Diego - Colombia 4:57.02,0

38. Chia Amaya Jaime Yesid - Colombia 5:03.27,1

40. Medvedev Alexey - Russia 5:03.49,6 

42. Ronchi Luca - Italia 5:04.4

43. Sintsov Anton - Russia 5:05.25,2 35.12,1

46. Cattaneo Johnny  5:07.34,5 

52. Botero Salazar Jhon Jairo - Colombia 5:11.35,6 

55. Franzoi Enrico  5:11.43,5

 

Classifica femminile ufficiosa

 

1. Dahle Flesjaa Gunn-Rita - Norvegia 4:35.30,3

2. Bigham Sally - Gran Bretagna 4:39.18,8 

3. Süss Esther - Svizzera 4:42.49,6 

4. Langvad Annika  - Danimarca 4:46.56,7

5. Klemencic Blaza - Slovenia 4:48.03,2 

6. Tereza Hurikova- Repubblica Ceca   4:48.27,6

7. Kleinhans Ariane - Svizzera 4:52.34,9

8. Ziolkowska Michalina - Polonia 4:54.30,4

9. Veronesi Daniela - Italia 4:59.15,8

10. Osl Elisabeth - Austria 5:00.17,1

11. Elena Gaddoni - Italia 5:02:16

Altre News