Master Sport & Sports, a Galliate si è svolta la tappa numero 13

Galliate (NO) - E’ inutile nasconderlo,  questa gara, la 13^ del Master Sport & Sports, ha un sapore triste. "La perdita di un amico fraterno come Diego Pomella, avvenuta due anni fa"  – ci confida  Pierfranco Trivi -  "mi ha sconvolto  e con me,  tutta la collettività di Galliate si sente orfana di un figlio che valeva tantissimo". La sua presenza" – ci dice mentre una lacrima sbuca da sotto gli occhiali scuri - “la sento mentre preparo il percorso e i premi ed è come se da lassù mi guidasse ancora e porre l’accento sul ricordo di Diego è un preciso dovere morale, un sacrosanto e doveroso  omaggio  ad  un uomo che ha fatto la storia della mtb nostrana e ha fatto divertire migliaia di appassionati".

 

Con queste parole che ci ronzano  in testa, raduniamo i bikers nelle griglie di partenza finalmente baciate da un tiepido  sole, e alle 9,30 in punto parte il valzer  dei centodieci  amatori  che si sfidano su e giù per i canali stracolmi d’acqua. Tutti s’aspettano l’ennesimo exploit dell’enfaint du pays e idolo locale, il senior Jacopo Bottarini che, detto per inciso, ha corso un’ottima gara realizzando uno stratosferico tempo  di 1h, 17’ e 30’’  battendo gente quotata come Graziano Bonalda, Giorgione Rusca e Isacco Colombo, ma c’è un amatore di una decina d’anni più vecchio, il  gentleman Luciano Pomella, capace di realizzare il miglior tempo assoluto (nove secondi meno di Bottarini)  in virtù di una condizione straordinaria che se mantenuta fino al 16 Giugno potrebbe regalargli un immenso brivido tricolore; brivido al quale è abituato il secondo classificato, Massimo Valsesia che precede Roby Slanzi.

 

Era un po che mancava il veterano Loris Saporiti per via di un tallone distrutto ma ora è tornato, completamente ristabilito e lo fa nel nostro master, un ambiente nel quale si sente a suo agio come un ovetto Kinder nel cioccolato al latte, e appena tagliato il traguardo, domando un osso duro come Alex Monetta e Davide Bionda, ci dà la grande notizia: “In questi giorni mia moglie Giuliana ha fatto il test di gravidanza e a fine anno avremo una creatura”. La forza della vita! La soddisfazione per la bella prova sfoderata , lo junior Simone Bertolli la può tagliare a fette come un’anguria, anche perché ha battuto il capoclasse di categoria, quel Mattia Torraco sempre sorridente e  presente nella “giostra” Sport & Sports. Il più forte dei cadetti? E’ Federico Bianco che infila la quarta perla su sette gare e si confeziona un cadeaux da portare in sede Ecodyger, ma anche Simone Ballini e Alessandro Venegoni sono alquanto felici di salire sul podio, è pur sempre una bella sensazione.

                                                                     

Non ci sono parole per spiegare la soddisfazione di un intero team, quello dell’Albertoni, che taglia il traguardo in parata come il treno dell’Astana di Nibali; per primo passa, ed è normale, il capitano Lucio Pirozzini, poi il gregario di lusso Aldo Allegranza con a ruota i luogotenenti Giuliano Garlaschè e Franco Bertona e infine, chi c’è c’è, e a godersi  lo spettacolo il patron Giulio Moretti  che ha fatto anche da buon samaritano aggiustando la catena rotta in corsa dalla donna “A” Alessia Della Valle permettendole  così di vincere la gara, mentre fra le donne “B” è la tedesca Kathrin Oertel  a dominare su Marina Crestani e Sabrina Bellatti.

 

ei super “B” c’era un alletto amburghese che dominava le corse, Ambroes Temporiti, che per nove lunghi mesi era sparito per riapparire alla corsa dell’indimenticato Pomella e il motivo lo abbiamo chiesto a lui stesso dopo aver vinto la corsa del rientro su Fausto Bellotti e Gregorio Sottocorna: ”El me dottor el ma dii che gh'avevi el mal de coeur, quindi el ma proibii de andà in bici. Dopo noeuv mes el s'accorgiuu che gh'avevi on bel nagott. Sara'?! Ma per mi, el mè dottor l'è lu che lee  malà in del coo!"

 

 

Il debuttante Marco Colombo ha corso una gara coi fiocchi e ha fatto capire ai pur bravi Piergiorgio Arrigoni e Daniel Sartore che è lui il capo del vapore, più o meno come il primavera 2 Alex Vieretti che ha spadroneggiato su e giù dai canali arrivando su una ruota sui tappeti di Renato Poletti dopo  aver  distanziato di oltre un minuto sia Gabriele Romano’ che Luca Bergamelli, stesso fermo immagine per il gigante buono e campione italiano ciclocross, il primavera 1 Thomas Beltrami che prevale su Thomas Schimizzi e Roby Sartore.

 

Attimi di vera commozione prima della premiazione quando, alla presenza della Signora Pomella e figlia è stata scoperta la targa che ricorda il grande Diego Pomella a dimostrazione che il ciclismo è patrimonio di umanità e quel dito vibrato  nell'aria di Pierfranco  Trivi, amico fraterno della Pomella family dice molto, come pura la presenza in massa di tutti gli amici che gli hanno voluto davvero bene e che idealmente si sono stretti in un applauso che non finiva mai nel ricordo di un  grande uomo, un grande sportivo, un grandissimo organizzatore. Ciao Diego, forever!

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