Albstadt (Germania) – E’ cominciata la World Cup, è arrivata col suo colore, con la sua scarica di emozioni e di colpi di scena. Sempre un’impresa condensare in poche righe una due giorni vissuta fuori dai confini italiani. Un tifoso può fare incetta di foto e autografi dei propri idoli, un organizzatore trova tanti spunti da quali imparare, un curioso comunque si diverte, perso nello spettacolo allo stato puro degli acrobati della mountain bike. Tanti gli aspetti da evidenziare, ma proviamo ad andare con ordine.

Punto numero uno: il percorso, uno dei più tosti dell’intero circuito della World Cup, parola degli elite. “Le discese sono davvero impressionanti”, dice Franz Hofer (Scott Racing Team), “Nei giorni scorsi in prova ho visto tante cadute: qui gli errori si pagano cari”. Va detto che il tempo non ha aiutato: la pioggia si è fatta sentire solo per quindici minuti (tra l’arrivo della Lechner e la partenza degli Elite) ma ha finito per diventare una beffa, poiché gli Elite uomini si sono ritrovati un percorso tremendamente scivoloso. Ed a farne le spese è stato anche Marco Aurelio Fontana, che ha chiuso al 16° posto . “Ha iniziato a piovere poco prima della nostra partenza, e considerando la situazione abbiamo deciso di montare le gomme da fango”. Le sue parole a fine gara. “Invece ha smesso di piovere ed il percorso è diventato iper scivoloso. Le “mud” nei tratti rocciosi come il Rock Garden mi scappavano via. Così ho preferito restare tranquillo, non rischiare e portare a casa la gara”.

Cadute e giochi di prestigio sono stati gli ingredienti del piatto servito alle migliaia di spettatori ammucchiati in un lungo corridoio che conduceva dalla partenza fino alla parte più alta del tracciato. Albstadt rispecchia lo spirito col quale è nata la disciplina del Cross Country: poche decine di metri in salita per ammirare l'Albstadt Drop, il Rock Garden, il Red Bull Uphill e i tornanti in discesa, i punti più caratteristici della gara. La mountain bike data letteralmente in pasto alla gente, che può mangiarsi un panino wurstel e ketchup ed allo stesso tempo gustarsi le acrobazie dei riders in più punti del percorso senza spostarsi di un metro. In realtà sarebbe bastata solo la birra per accontentare gli spettatori e soprattutto noi italiani.

Eh già, gli italiani. Sappiamo sempre farci riconoscere! “Ma quanti siete?” mi chiede un marshall a metà mattina. Tanti, sia addetti ai lavori che semplici spettatori, venuti dalla penisola per puro piacere personale. Il nostro bello è che come pochi altri sappiamo portare colore e del sano casino. Incitamenti continui ricambiati con saluti, qualche battuta in area team, e smorfie durante la gara. Una solarità che ha fatto breccia anche nel pubblico di Albstadt, e non è un caso se i boati più forti si alzavano al passaggio di sua maestà Julien Absalon e di Marco Aurelio Fontana, con quest’ultimo che ha dato la mano a tutti nei metri finali. Non è un caso nemmeno se “Mamma mia!” sia stata la maniera con la quale lo speaker ha dato l’annuncio dell’incidente di re Julien.

Ai presenti resterà ovviamente il ricordo indelebile della vittoria di Eva Lechner, successo che mancava da 2010. “E’ stata una gara molto tattica”, ci racconta nel dopo gara, “eravamo tutte li e nessuna riusciva a fare la differenza. Io mi sentivo bene e sono sempre stata davanti, poi alla fine ho attaccato ed è arrivata la vittoria”. “Ora voglio solo rilassarmi”, prosegue Eva, “perché c’è subito Nove Mesto, dove avrò tutti gli occhi puntati addosso”.

Il trionfo della ragazza del Colnago Pro Cycling team è stato la ciliegina sulla torta di una due giorni che ha visto la maglia azzurra in grande spolvero. “Avremmo potuto vincere quattro gare su 5”, la parole di Pallhuber poco prima della partenza della gara Elite. “Luca Braidot e Gioele hanno fatto due grandi gare, e sono stati solo sfortunati. Ma non montiamoci la testa!”, avverte. “Però dietro c’è dell’altro”, sottolinea Gianni Munari, Team Manager del Focus XC Italy Team, ricordando le buone prestazioni dei più giovani del gruppo.
Strepitosa la gara delle nostre Junior, con la fantastica di vittoria di Greta Wheitaler, ed il sesto posto di Chiara Teocchi, entrambe alla prima partecipazione ad una gara di Coppa del Mondo! Peccato per Gioele Bertolini, che ha dimostrato ancora una volta di avere della stoffa: cadere, avere problemi meccanici, cadere nuovamente (finito contro le transenne a poche centinaia di metri dal traguardo), e arrivare a pochissimi secondi dal podio non è cosa da poco.

Giù il cappello davanti anche alla sesta piazza di Daniele Braidot, autore di un signor rimontone dall’ultima posizione, quella in cui era precipitato per colpa di alcuni problemi alla catena subito dopo la partenza. Resterà il rammarico anche per le noie meccaniche sul fine gara di Righettini (Focus XC Italy Team), e per Luca Braidot (Nazionale Italiana) che perde la sella all’ultimo giro (aveva stabilito il miglior tempo nel terzo, quarto e quinto giro), ma anche il sorriso per la gara tutta sostanza di Nicholas Pettinà (Nazionale Italiana). La sensazione è che abbiamo gli ingredienti giusti per continuare a far bene a livello internazionale: tanti buoni giovani e soprattutto un gruppo molto unito, e i risultati di oggi non possono essere un fuoco di paglia.
Tutto perfetto quindi? No. Peccato solo per Manuel Fumic, sfortunatissimo nell’incappare in un incidente prima della gara in cui, più che in ogni altra occasione, partiva con i favori del pronostico: morale alle stelle per le tante vittorie tra marzo ed aprile, uno stato di forma eccellente e non ultimo il tifo del pubblico. Visto che mancava l’idolo di casa, ci ha pensato la World Cup a completare il lavoro e stravolgere del tutto il pronostico portando alla luce l’australiano Daniel Mc Connel e lo spagnolo Sergio Mantecon, che si sono messi alla spalle il campione olimpico Jaroslav Kuhlavy. Va detto che i protagonisti più attesi ci hanno messo del loro: da Absalon, caduto quando la gara era praticamente sua, fino a Shurter, evidentemente non ancora al top della forma.

Per tutti loro, la possibilità di riscatto è dietro l’angolo. Il percorso di Nove Mesto Na Morave, che riserva delle novità rispetto allo scorso anno, aspetta la carovana della Coppa del Mondo. La località ceca non è esattamente dietro l'angolo, ma perchè non farci un pensierino....


