Naturno (BZ) - "Un semplice messaggio in Facebook che puo' trasformarsi in una straordinaria amicizia. Tre donne... una spagnola, Mireia Miro', la più grande sci alpinista di tutti i tempi; una ragazza di Andorra, Stephanie Jimenez, grande atleta Salomon di corsa in montagna; ed io, un italiana che nemmeno si rende conto per perchè un brand cosi importante come Dynafit l'abbia contattata per partecipare alla Otzi Alpin Marathon."
"La gara consisteva in una staffetta compota da tre discipline: mountain bike, con un tracciato di 22 km e 1500 metri di dislivello, corsa in montagna, con 11 km e 1000 metri circa di dislivello, ed infine lo sci alpinismo, 1200 metri di dislivello in 7 km circa. In pratica gli atleti dovevano superare un dislivello di 3342 metri su un percorso di 42,2 km prima di raggiungere il traguardo nelle vicinanze del luogo di ritrovamento di Ötzi, la mummia del Similaun".
"La gara, prevista per il giorno sabato 20 aprile, causa nevicate in quota e pericolo valanghe è stata rinviata al giorno successivo. Grazie alla mia squadra, il Titici Lgl Pro Team che ha acconsentito che io rimanessi ancora per un giorno, ho potuto fermarmi a Naturno ed aiutare queste fantastiche ragazze a terminare una gara per la quale erano venute da molto lontano".
"Ma domenica tutto è nuovamente sconvolto: a causa del pericolo di valanghe e frane il direttivo opta per accorciare la competizione e mettere in sicurezza gli atleti, così la frazione in mtb è stata accorciata a 16 km di salita (con 1100 metri di dislivello), la frazione di corsa si è svolta quasi tutta su strada in quanto la neve nei boschi non permetteva il passaggio degli atleti, mentre la prova di sci alpinismo dai 1200 metri passava ai 400 metri di dislivello".
"La partenza è stata data alle ore 11 sotto un acquazzone importante. Accanto a me nomi di spicco come Milena Landwing, Claudia Wegmann, e altre più conosciute ai bikers italiani conosciute come la svizzera Sofia Pezzati (lo scorso anno alla KTM Stihl Torrevilla, ndr). Nella prima parte di gara cerco di reggere il ritmo, ma al decimo chilometro, quando la Landwing e la Wegmann allungano, non riesco a rimanere nel gruppo, e in un falsopiano questo è letale! Faccio il possibile per non accumulare troppo svantaggio, ed al termine della mia frazione tengo la Milena e la Claudia a poco piu di due minuti".
"La mia compagna di squadra Stephanie Jimenez parte contro una grande avversaria, Elisa Desco, e stringe i denti a più non posso visto che sull'asfalto non è cosi forte come l'avversaria. Stephanie giunge al cambio con 10 minuti dalle prime, quando parte la nostra grande ragazza Mirela Miro'. Con il suo consueto sorriso, stampa un tempo che è tra i primi cinque uomini! Recupera 4 minuti in 29 minuti di gara, una macchina da guerra! Ma la cosa più bella è l'abbraccio finale tra di noi: la spettacolarità dell'esperienza di condividere, stanza, colazioni, pranzi e cene, rinvii di gara, cambi di percorsi, l'aiutarci reciprocamente nel momento in cui ci rendevamo conto che le carte in tavola per noi, con i cambi di percorso, cambiavano tanto e rischiavamo".
"Ma anche i sorrisi, le risate... il mio correre per brevi tratti accanto a Stephanie per rendermi conto se stava bene e tutto procedeva alla grande... tre persone che nemmeno si conoscevano che sono diventate prima tre sportive che si incontravano, poi tre complici ed infine tre amiche!".
"Ho conosciuto due ragazze con il sole dentro. Prendete la Miro': è la piu grande di tutti i tempi, a 24 anni gira il mondo da sola, si è laureata, e rimane stupita delle esperinze sportive degli altri quando lei è sul tetto del mondo; ti guarda e sorride, e lo vedi che è serena. Dorme mangia e si allena il giusto senza esagerare, e ci tengo a sottolinearlo... rispetta qualsiasi avversario! Ma anche Stephanie, fragile come un filo d'erba e forte come una roccia nella vita ed in gara".
"Grazie a voi splendide donne e grandi atlete, grazie alla Dynafit e alla mia squadra per aver compreso quanto ci tenevo a questa gara di caratura internazionale".
Firmato Lorenza Menapace
Foto rispettivamente di Hubert Grüner - Elke Wasmund e Michele Mascalzoni.


