A Champery la Francia sorride al futuro con i suoi giovani campioni

Con tre medaglie d'oro e due di bronzo, la Francia è stata la nazione più forte al mondiale di Champery, dove i transalpini hanno disegnato una nuova gerarchia nella mountain bike

I Campionati del Mondo Cross Country sono finiti, è tempo di bilanci e la Francia appare come la nazione di maggior successo, con cinque medaglie, tre d'oro e due di bronzo, ha messo dietro Svizzera (due ori e due argenti) e Italia con i nostri tre bronzi, una pillola amara da ingoiare per la nazione tradizionalmente più forte nella mountain bike, superata dalla Francia.

I Blues hanno vinto con Julie Bresset il titolo mondiale Women Under 23, nella stessa gara Pauline Ferrand Prevot, Campionessa del Mondo Junior l'anno scorso, ha preso il bronzo al suo primo anno nella categoria.  Tredici anni dopo quello di Absalon, Victor Koretzky ha vinto il titolo Juniores, mentre Julien Absalon ha concluso il suo tredicesimo mondiale con la medaglia di bronzo, infine per confermare l'ottimo stato di salute della mountain bike oltralpe, la Francia ha vinto la staffetta.

Grande favorita, Julie Bresset, ha terminato in un'apoteosi una stagione eccezionale e ha messo fine ad una frustrazione che dura da un'anno, la bretonenon ha pensato ad altro, non voleva lasciare la categoria Under 23 senza aver vinto la maglia di campionessa del mondo.  campionessa di Francia Elite, Campionessa Europea Under 23, vincitrice della Coppa del Mondo Elite, la sua stagione era più che perfetta, ma le mancava il tocco finale: "E' stata la gara più stressante dell'anno" - ha detto - "In primo luogo mi sono sbarazzata di un'impressionante Annie Last, ma una caduta nel terzo giro poteva rovinare tutto.  Nella scivolata mi si è spostata la leva e non riuscivi più a trovare i freni, ho avuto paura di aver rotto qualcosa", ma alla fine è andato tutto nel verso giusto e la Bresset ha trovato l'energia peri rifilare su un circuito particolarmente difficile come quello di Champery un minuto di distacco alla britannica. 

Dopo così tante emozioni, la 22enne bretone di Ploeuc-sur-Lie ha prenotato la sua standing ovation, alcuni suoi tifosi avevano addirittura scavalcato le transenne, prima di venire bloccati dal funzionario UCI non molto entusiasta di tanta spontaneità. Julie subito dopo l'arrivo ha sollevato le braccia e rapidamente è stata attratta nel vortice, c'erano tante persone pronte a congratularsi con lei in questo momento storico, a 22 anni ha un futuro brillante davanti e in conferenza stampa non ha dimenticato il passato: "L'anno scorso Yvon Vauchez (allenatore della nazionale francese n.d.r.) mi aveva raccontato come la sua storia fosse costruita sui fallimenti, questa frase mi ha seguito durante tutto l'anno in cui ho atteso questo momento, molti mesi a pensare a ciò che avevo passato nel 2010 quando mi ero rotta la clavicola senza poter provare a vincere.  E' stato un Campionato del Mondo magico, incredibile, eccomi Campione del Mondo Team Relay e Under 23.  Sono molto contenta di aver vinto il titolo iridato e sopratutto di aver vissuto questo grande momento insieme alla mia famiglia Sono sulla mia nuvoletta, e non sono pronta a fare marcia indietro".

Le parole di Benoit Gloux, suo team manager nel Team BH Suntour Paisey Villandry, sono andate oltre: "Julie quando è passata dalla zona tecnica dopo la caduta mi ha gridato che dubitava di finire la gara per problemi meccanici, gli ho chiesto di calmarsi.  Penso che Julie sia ancora lontano dal suo vero livello e una volta tornata a casa avrà modo di analizzare quello che ha fatto, ci vorrà probabilmente un pò di tempo per capire quello che ha fatto, ma non si monterà certamente la testa, la gente che gli sta intorno è come lei.  La sua casa cominciava a mancargli, Julie Bresset è una campionessa eccezionale che l'anno prossimo sarà tra le favorite per le olimpiadi"

Anche la medaglia di bronzo di Pauline Ferrand Prevot (a dx sulla foto del podio) nella gara vinta dalla Bresset è stato qualcosa di superbo, la ragazza di appena 19 anni, due volte Campionessa del Mondo Junior, ha offerto al suo primo mondiale tra le Under 23 una performance inedita, dimostrando che la sua carriera è solo all'inizio.  Yvon Vauchez, l'allenatore della nazionale francese è rimasto affascinato da quello che la "Pauli" ha fatto su un percorso impegnativo come quello di Champery, dove la francesina ha ripreso il grande gioco interrotto da alcuni problemi di salute questa estate: "Non mi sono mai voltata, ho fatto in modo di fare la mia gara, volevo la medaglia di bronzo e ho guardato sempre avanti.  Questa è la mia prima stagione in questa categoria e non potevo iniziare meglio, con i miei recenti problemi di salute sono attualmente all'80% delle mie possibilità, così ho pensato solo a fare il meglio possibile".  La piccola meraviglia francese ha imparato molto in questa stagione, le sue prime gare non sono state facili, ma la biondina della Champagne ha saputo essere paziente: "Nella prima gara della "Coupe de France" a Saint Raphael ha finito a 5' dalla Bresset, è stato difficile perchè sin da quando ero ragazzina ero abituata a vincere, ma ho accettato di essere un pò indietro e ho imparato a perdere.   Ho vinto la Coppa del Mondo Under 23 e lascio i mondiali con una medaglia, sapevo che il terzo posto era alla mia portata, salire sul podio con Julie è stato enorme.  Sono felice per il bronzo e anche per il titolo di Julie".

Pauline, era stata costretta a saltare le ricognizioni del percorso con la squadra francese la scorsa settimana, ma ha anche dimostrato oltre a saper guidare veloce, di imparare in fretta e di massimizzare le sue capacità attuali.  Questa medaglia di bronzo potrebbe essere d'oro nei prossimi anni, a solo 19 anni il futuro le appartiene e nulla sembra fermarla, intanto dopo la gara di Champery, Pauline Ferrand Prevot non sarà al via in questo fine settimana alla finale della "Coupe de France", come previsto la sera della gara in Svizzera, ha deciso di porre fine alla sua stagione, riprenderà a gareggiare in ottobre per la stagione invernale di ciclocross.

Il bronzo di Julien Absalon ha rispecchiato le attuali gerarchie, ma come lo stesso quattro volte campione del mondo ha ammesso, è stato il frutto di troppi errori per sperare di vincere.  Absalon è stato il primo dei favoriti a cadere, è scivolato in una discesa sulle radici ed è volato diversi metri davanti alla sua Orbea, è risalito in sella e ha ripreso rapidamente il suo posto nel gruppo di testa, ma i due davanti, Kulhavy e Schurter, se ne erano già andati e con loro Josè Antonio Hermida, solo una foratura dello spagnolo lo ha rimesso in gioco per il podio. 

"All'inizio della gara abbiamo cercato tutti di stuzzicare Kulhavy, ma nessuno ha veramente preso l'iniziativa.  Sono caduto in discesa prima del traguardo, una caduta veramente stupida, poi quando ho visto Hermida, che mi aveva superato, con la ruota a terra ho pensato che fosse possibile tornare sul podio.  La gara di oggi ha riflesso la gerarchia del 2011, tuttavia vorrei arrivare a Londra in una posizione da outsider che mi si adatta bene, ho lasciato a Kulhay la pressione e in una corsa di un giorno, tutto è possibile"    

Al di là della sesta medaglia mondiale (quattro titoli dal 2004 al 2007 e una medaglia d'argento nel 2009), Absalon rimane un guerriero formidabile e la storia non è ancora finita ...

Dodici anni dopo l'ultimo titolo francese nella categoria inferiore, Victor Koretzky è il nuovo campione del mondo Junior e si è unito a Martinez, Absalon e Nicolas Filippi, facendo scoprire ai transalpini un nuovo miracolo.   Sul traguardo il ragazzo di Languedoc-Roussillon è caduto tra le braccia dei suoi genitori, forse ancora più eccitati di lui, poi sul gradino più alto del podio, i suoi occhi hanno cominciato a inumidirsi.  Con la maglia iridata sulle spalle e nelle orecchie la Marsigliese, Koretzky ha cominciato a rendersi conto realmente che cosa aveva fatto.

Nel primo giro Koretzky non si è fatto prendere dal panico e si è messo in terza posizione, un giro dopo ha preso il comando mentre il belga Jens Schuermans, il terrore di inizio stagione, volava in aria in un salto e finiva in ospedale.  Ben presto Koretzky ha preso 1' 30'' di vantaggio e tredici anni dopo Assalon, dodici anni dopo Filippi, ha vinto il titolo mondiale Juniores, alla sua prima stagione nella categoria in una giornata in cui si sentiva invincibile:  "Già la medaglia d'oro nella staffetta è stato un grande momento, ma vivere questa emozione da soli è davvero eccezionale, l'anno prossimo indossero la maglia di Campione del Mondo, ma ho ancora un pò di problemi a realizzare tutto questo" ha confidato alla telecamera della televisioe, molto commosso e ha continuato "La scorsa notte ho sognato di questa maglia, spero che questo sia l'inizio di qualcosa di grande, ma al tempo stesso anche un traguardo per me".

Giovedi sera prima della gara, Yvan Vauchez, l'allenatore della nazionale, ha detto di lui: "Per dodici anni la squadra della Francia non ha vinto un titolo Juniores, ma quest'anno sento che l'attesa potrebbe interrompersi.  Già all'inizio di stagione ho visto che Victor ha un qualcosa in più, vedere qualcuno che proviene dalle fila dei cadetti con un colpo di pedale come il suo è raro, il futuro è lui".  Il futuro del nuovo Campione del Mondo Junior è già iniziato, Victor Koretzky è stato ingaggiato solo 24 ore dopo la sua vittoria per due stagione dalla squadra Bikepark.ch di Jean-Christophe Guinchard che contemporaneamente ha raggiunto un'accordo anche con Maxime Urruty, vice campione Juniores di Francia.

Giovedì la Francia ha vinto la prima medaglia d'oro nella Team Relay, uno degli eventi più spettacolari del programma dei Campionati del Mondo di mountain bike che richiede scelte fortemente strategiche.  La Francia si è affidata al quartetto che l'ha incoronata Campione d'Europa in Slovacchia con Fabien Canal, Victor Koretzky, Julie Bresset e Maxime Marotte.  Dopo la vittoria in Val di Sole nel 2008, la Francia quest'anno ha vinto il secondo titolo nella staffetta. 

La speranza francese Fabien Canal ha corso la prima frazione e ha consegnato il testimone a Koretzky con uno svantaggio di 1' 11", in 13ª posizione preceduto da Svizzera e Italia di diverse decine di secondi, il team della Francia ha iniziato la sua ascesa con il sorprendente Victor Koretzky che riduce a 58 secondi il gap, appena dietro la Svizzera.  Quando arriva il turno delle donne, Julie Bresset entra in gioco e porta la sua squadra al terzo posto dietro Olanda e Germania, ma restano 1' 27" da recuperare, è questo il compito di Maxime Marotte, che all'arrivo spinge i Blues verso il titolo mondiale con la Svizzera seconda e la squadra italiana terza.

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