Domenica 29 agosto è ricominciata la Serenissima Coppa Veneto Zerowind che dopo la lunga pausa estiva, assolutamente scarna di gare, è sconfinata in territorio trentino per la 9ª edizione della Folgaria MegaBike - Gibo Simoni Marathon.
La corsa legata al nome di "Gibo" Simoni ha anche decretato la fine ufficiale della carriera agonistica del plurititolato campione Trentino di Palù di Giovo oggi festeggiatissimo e vera star del parterre della Folgaria che alla partenza ha esploso dei mortaretti con migliaia di petali di carta colorati e che all'arrivo elegante come sempre è stato accompagnato dai bambini della squadra per la quale ha iniziato a correre tanti anni fa tra due ali di folla in calorosi applausi.
Dopo il caldo afoso che c'è stato in settimana e dopo i temporali di sabato, la mattinata di domenica era splendida e asciutta ma con ben 10° in meno rispetto alle temperature alle quali eravamo abituati e molti biker hanno patito non poco questo sbalzo termico. Rispetto alle edizioni passate l'azzeccata logistica si è spostata nel palasport di Folgaria, un paio di km più sotto rispetto alla vecchia location di Costa, e le operazioni di segreteria si sono svolte senza intoppi cosi come il servizio di noleggio del chip (3 Euro a biker) della championchip.
Il palasport avrebbe ospitato al termine della gara anche il lavaggio bici, le docce ed il pasta party. Ampi e numerosi i parcheggi adiacenti per le auto ed i camper a ridosso della strada principale.
Il pacco gara comprendeva una bottiglietta da 50cl di the Unico1, una maglietta di cotone con il logo della manifestazione, una confezione di Sliv Bike cleaner, una confezione di infuso ai frutti di bosco, una bottiglietta di liquore della ditta Marzadro ed una busta recupero EthicSport.
Ai nastri di partenza ad intrattenere i 900 partenti e le persone al seguito, un habituè del microfono e q
uasi "padrone" di casa...Paolo Malfer da Arco salito ai 1050m di Folgaria per la classica di fine agosto inconfondibile mattatore col microfono tra le mani.
Alle ore 09:30 la partenza del percorso classic invertita con quella marathon rispetto a quanto previsto e, appunto, puntuale alle 10:00 il via del Marathon.
Domenica il percorso della Folgaria era perfetto, tabellato ovunque con la distanza delle salite e la pericolosità delle discese con fondo sconnesso, e presentava le classiche ascese a Forte Sommo Alto, Forte Cherle, Malga Seconde Poste, Rifugio Valbona e Forte Dosso delle Somme. Ad una prima parte assolutamente divertente e filante fino a Nosellari/Carbonare seguiva un tratto centrale (Strada del Durer) piuttosto noioso con lunghi km tutti uguali nel bosco di larici ed abeti.
Nel finale invece il percorso si incattiviva non poco con le rampe secche di Martinella che fiaccavano i biker ormai con le energie al lumicino dopo oltre 70 km di gara. Lo stesso dicasi per gli ultimi interminabili km di single track, nel bosco di Serrada, tutti di guidare con tantissime radici da superare di slancio per la gioia di braccia e cervicali. Alla fine il chilometraggio era di 79,5 km ben 5 in più rispetto a quanto segnalato nella cartina del sito internet della Folgaria.
Il cortese Walter Costa (Scapin Stihl Torrevilla), 4° nella classifica finale, e Nicolas Pettinà (Elettroveneta Corratec) al microfono di PianetaMountainBike hanno riferito: In gara abbiamo assistito ad un andamento strano e altalenante delle gesta agonistiche con il quintetto Botero, Zoli, Costa, Caro e Medvedev raggiunto dopo circa 18-20 km da Deho ( che al solito macinava un rapporto durissim) e a Carbonare da Eddie Rendon Rios.
Il gruppetto ha viaggiato compatto con fiammate improvvise ora di Julio Caro (TX Active Bianchi) ora di Alexey Medvedev (Elettroveneta Corratec) che dalle parti di Nosellari forava distruggendo pneumatico e cerchio...a lui accorreva in aiuto il fratello Dmitry che gli passava al volo la ruota posteriore per farlo proseguire indisturbato. Rendon Rios (Scapin Stihl Torrevilla) col passare dei km si allontanava inesorabilmente e poi seppur con la solita tenacia anche il più famoso portacolori dell'Olympia, Marzio Deho.
Dopo una parte centrale "più lenta" dove gli atleti agonisti si studiavano e nessuno prendeva l'iniziativa nella parte tecnica tra Martinella e Serrada Jhon Jairo Botero Salazar (Scapin Stihl Torrevilla) imponeva il suo forcing con uno strappo bruciante e solo Yader Zoli (Surfing Shop Sport Promotion) e Medvedev sono riusciti a resistere seppur staccati di qualche metro mentre io (W. Costa) anche se a malincuore ho dovuto accontentarmi del quarto posto.
Al traguardo di Folgaria si presentavano in volata Botero, Medvedev e Zoli ma quest'anno gli altopiani di Folgaria/Lavarone sono proprietà colombiana e nella volata Botero ha avuto la meglio. Per Nicolas Pettinà non solito a frequentare gare di resistenza come le marathon un onorevole 12° posto e aumento del bagaglio esperienza.
Tra le donne elite la vicentina Anna Ferrari (Elettroveneta Corratec) ha dettato legge fin dalle prime pedalate seguita da Roberta Gasparini (Pedali di Marca-Team Performance) e dall'austriaca Kerstin Brachtendorf (Fiat Rotwild) che ha lottato a lungo con Sandra Klomp (Scapin Stihl Torrevilla). Impressionante
la forza dell'austriaca perennemente in piedi sui pedali per autentiche azioni di forza. La Klomp ha pagato, forse, un'eccessiva prudenza in discesa.
Gara in netto recupero per la mestrina Gasparini che dopo i problemi fisici dei mesi scorsi sta ritrovando lo smalto migliore per concludere alla grande il finale di stagione 2010.
Vista dagli amatori la Megabike con i suoi 80 km e 2600m di dislivello sono uno spauracchio per tutti ma domenica la differenza l'hanno fatta le forature che hanno falcidiato un pò tutti gli atleti una o più volte costringendo a largo uso di fast, camere d'aria e bombolette varie. Qualche problema per chi viaggiava nelle retrovie in alcuni bivi ambigui e in lunghi tratti di discesa non presidiati lo stesso vale per gli ultimi km di single track ostici e tecnici che per qualcuno potevano diventare pericolosi per la diminuita concentrazione ed energia fisica.
All'arrivo nelle docce abbiamo raccolto qualche lamentela assolutamente condivisa e legittima per quanto riguarda il primo vero ristoro, dopo 40 km, quello di Carbonare che risultava nascosto sulla sinistra e s
ituato in una posizione in cui si arrivava a "palla di cannone" per il resto tre ristori in 80 km sono stati sufficienti perchè la giornata era fresca e perchè ormai i biker hanno imparato a viaggiare con le tasche piene ma i liquidi sono insostituibili soprattutto per chi non ha la possibilità del cambio borraccia...con il caldo di 2 giorni orsono forse sarebbero stati insufficienti.
Molto bene e corroboranti le docce calde situate sotto al palasport, doccia assolutamente necessaria dopo uno sforzo così prolungato. Personale gentile e disponibile, decente per quantità il pasta party con pasta al ragù, panino e bottiglietta di acqua minerale e cosa molto positiva aperto a tutti senza il versamento di neanche 1 euro.
Segnaliamo infine come già detto che, dopo molte domeniche in cui le gare erano assenti, la concomitanza di più eventi vicini e blasonati riescano a vanificare parzialmente le fatiche dei comitati organizzatori che spendono tantissimo tempo in azioni di promozione della manifestazione.
Ricordiamo di aver visto Enrico Galvagnini più volte nel corso dei mesi scorsi per promuovere la Folgaria Megabike, al gentile Enrico ed al C.O vanno i nostri ringraziamenti.


