Dal 9 al 20 agosto si è svolta la Mongoliabike challenge, gara a tappe di 1.400 Km con 14.000 m di dislivello organizzata da Willi Mulonia , fervido creatore di eventi e viaggi in mtb con "Progetto avventura"
98 atleti provenienti da Italia, Austria, Germania, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio, Australia, Stati Uniti e naturalmente Mongolia si sono dati appuntamento per la cerimonia di apertura dell 8 agosto nella piazza principale di Ulanbator (la capitale) coronata da canti e balli tipici e dal saluto delle autorità locali.
Il giorno seguente trasferimento sui mezzi, pulmini Uaz assolutamente indistruttibili, per raggiungere il luogo di partenza, Bagharin chulu, della 1ª delle 10 tappe. L' accampamento è imponente, una miriade di tende gialle "osservate" da grandi tendoni verdi sede della cucina, della logistica e della "mensa". Siamo tutti in fibrillazione per la prima tappa, 101 km attraverso la steppa e predeserto.
Il D Day è arrivato, partenza forcing della squadra mongola composta da 9 atleti regolata dal buon Marzio Deho, leader indiscusso della Challenge che vincerà 6 delle 8 tappe disputate. Dopo il primo rifornimento posto al 50 esimo km, un vento teso proveniente dal Gobi ci fa capire che terreno e condizioni climatiche saranno le difficoltà atipiche e insidiose della gara. Le prime 4 tappe si corrono nel deserto, toule-ondule', sabbia e vento i signori del regno.
La 3ª tappa viene infatti annulata per tempesta di sabbia,un vento rafficato di 35 nodi in direzione contraria ci riporterebbe velocemente ad Ulanbator. Mtb sui furgoni, corredati da ottimi portabici e traferimento "infinito" verso Dalanzagad. La media oraria non è piu' alta dei 30km/h, ogni tanto uno dei mezzi della lunga carovana si ferma dando modo ad un nutrito manipolo di autisti di sfoderare l 'arte della meccanica. Tutti si aiutano in Mongolia, nazione grande 6 volte l'italia con 2,5 milioni di anime; la sensazione fantastica che ho provato è quella di avere a disposizione uno spazio a perdita d'occhio dove la grandezza pervade la libertà di trovarsi immersi in una natura incontaminata; i veri abitanti sono gli animali: cavalli, cammelli, yak, ovini, roditori, aquile ed altri ancora.
Il giro di boa avviene nella tappa che si conclude dopo 130 km davanti alle dune del deserto del Gobi il 14 agosto; domani ci spostiamo verso nord ovest, cambieranno colori e profumi e l'aridità del deserto lascierà spazio a fiumi e montagne.
Bella la 6ª tappa di 108 km che ci accompagna a 2300m attraverso vallate dove il verde diventa dominante.La difficoltà della gara è caratterizzata anche dalla capacità di recupero individuali,influenzata da temperature rigide e dal riposo. Briefing giornaliero alle 21 e in tenda ad aspettarla tappa regina caratterizzata da 3 GPM, dei quali uno posto a 2900m.Aimhè la notte vengo colpito da dissenteria che mi accompagnerà durante la tappa; non penso di avere in vita mia sofferto cosi' ,ringraziando tutto lo staff per l'incitamento a non mollare concludo perdendo purtroppo un ora. Intanto Marzio allunga incontrastato,è veramente impressionante la longevità della sua forma psicofisica,è quasi un ventennio che vince gare dimostrando di essere un atleta "vero"
Nella Challenge si creano rapporti umani sinceri, belli, il gruppo "Lombardia"composto da Paolo, Luca, Ale, Mauro e Marzio è molto affiatato e pronto ad aiutarsi. Il morale è alto. Sveglia ai 2.500 metri di Tanch River sotto la neve! È il 18 agosto siamo in Mongolia e non esiste "ombrellone"!;naturalmente tappa sospesa. Trasferimento con guadi di fiumi in piena in una fantastica vallata dove non vedi 1cm di asfalto ,in cui le Gher con piccolo pannello solare e antenna parabolica attorniate da cavalli,yak e pecore sono gli unici segni di vita umana...che meraviglia.
La 9ª tappa di 144km si corre in una "engadina" dalle dimensioni primitive caratterizzata da un cielo blu cobalto e un 'aria frizzante,spettacolare.Arrivo posto a Tsagan Sur ,stasera dormiremo in una gher con pavimento "erboso". Ultima e 10ª tappa, 104 km con arrivo sopra Erdene Zuu tempio sacro nella citta di Karakorum. Molta commozione caratterizza la giornata, una miriade di immagini positive scorrono nella mente,la passione mi ha regalato grandi emozioni che spero in parte di riuscire a condividere con gli altri.
Vince Marzio Deho, davanti a Togo (Mongolia) e a Carlos Abellan (SPAGNA).Tra le donne vince la lecchese Stefania Valsecchi davanti a Cigon (Austria) e a Nines (Spagna).Tra gli Sportman cat dai 18-32 anni 7° Ale Mocci , 8° Ale Plona e 9° Mauro Occhi:, Master 1 :1° Marzio Deho, 7° Luca Averono, 8° Massimiliano Romeo.. Master 2 dai 43 ai 50 anni: 3° Luca Figini , 4° Franco Micolini,5° Massimo Franzosi, 9° Paolo Angaroni e 10° Achille Stoppani.
Tra le donne 6° Vistarini e 8° Merloni.CVorrei ringraziare Willi e tutto il suo staff per il grande lavoro svolto e l'amico Elio che ha creduto in questa grande avventura.
Buonavita
Paolo Angaroni


