Viaggiare è un esperienza che il genere umano tramanda nei secoli, è una forma di comunicazione e contatto assolutamente esaltante, c'è veramente un mondo che ci aspetta.
Viaggiare in bici porta alla giusta velocità incontri con nuove realtà e con te stesso.
Il 10 febbraio sono partito per l'Indocina, un viaggio che in 1000 km e un dislivello di 14000 metri, ci porterà dal nord del Vietnam alla capitale del Laos Vientiane.
Il gruppo è composto da 14 persone provenienti da Stati Uniti, Canada, Australia e naturalmente due italiani, io e Fredy. Tutti capitanati dal mitico BOB (Far and Away Ciclyng), il faro dell' organizzazione.
Il primo contatto col Sud Est Asiatico, visto personalmente solo in grandi film tipo "il Cacciatore" di Cimino o il mitico "Apocalypse Now di Coppola, è Hanoi. Città affascinante piena di contrasti 'mercati fittissimi, qui si mescolano acri odori dei cibi più svariati a stupendi colori di stoffe lavorate a mano, accanto ad imponenti palazzi che gridano la loro modernità.
Il caso ha voluto che il 14 febbraio fosse la data del Capodanno asiatico, così la città si riempiva di fiori e grossi palloni colorati sopra il bel lago centrale e mezzi vari con legati piccoli alberi da frutto simili ai mandarini, l'albero della festa! Impressiona la quantità di motorini che si muove come una mandria impazzita in tutte le direzioni, tanto che ti viene da pensare che la vera impresa sarà l'attraversamento delle strade! OK tutti sono arrivati alla base siamo pronti, prenderemo un treno con ottime cuccette che ci porterà attraversando la notte a Lao Cai.
La prima tappa delle 12 presenta una salita di 30 Km con 1800 metri di dislivello che ci porterà a Sapa,
villaggio di montagna a 1600 metri di quota, meta di trekker.
Da qui partono trekking che portano sulla cima più alta del sud est asiatico Phan si Pang 3.148 metri. Dopo tre giorni percorsi attraversando villaggi di palafitte di legno sospinti dai saluti della gente e dai larghi sorrisi della miriade di bambini lungo le strade arriviamo a DienBienPHU frontiera nord col Laos.
Lasciamo così il Vietnam attorniato da verdissime montagne dalle forme coniche sfuggenti,da pianure dove il riso è sovrano, da lunghe salite che si snodano dolcemente, lasciando pianure solcate da fiumi che nella stagione delle piogge, da aprile a giugno, incutono rispetto. Il cielo sempre velato da nubi e la temperatura raramente sopra i 20° hanno reso il pedalare un vero piacere.
Passato il confine ci attende un trasferimento su un camion con cassone telonato e panche di legno su una strada di 70 km sterrata, fervente di lavori in corso, attraverso una foresta tropicale.
In serata raggiungiamo Muang Khua un villaggio situato sulle rive del fiume Namou. Al mattino seguente carichiamo le bici su una tipica lancia di legno lunga e non più larga di 1,50 m per discendere per cinque ore il fiume in una gelida mattinata. Il tempo di percorrere i primi 40 km in Laos e la sera sopraggiunge, tutti in branda!
Il giorno seguente ci attendono 120 km vallonati per arrivare a Luang Prabang, città patrimonio dell'Unesco posta sulle rive del Mekong.
Fortunatamente siamo sempre incitati dai bambini che con il loro "SAIBADEE", il nostro più caloroso ciao, rendono più docile l'attrito delle nostre gomme in una torrida giornata. La felicità sembra essere inversamente proporzionale all'avere, si può davvero incontrare la povertà in questa parte di mondo, ma la gentilezza e un sorriso sono una piacevole costante.
Giornata di sosta doverosa per visitare i monasteri buddisti e godersi un tramonto mozzafiato sul Mekong. Qui il turismo internazionale
spadroneggia,la voglia di benessere rendono l'offerta molto varia e ricca.
La vita costa pochissimo, con 4/5 euro potete cenare negli stilosi ristoranti che si trovano ovunque, gustando dell'ottimo cibo. Personalmente preferisco fuggire da mete turistiche che inevitabilmente stravolgono i tipici ritmi tranquilli laotsiani, così l'idea di percorrere 90 km per arrivare in un piccolo villaggio di montagna Kiu Kachan e condividere la cena coi miei compagni di viaggio mi rende felice. Il paesaggio cambia carattere, le lussureggianti montagne dalle forme fiabesche sembrano spuntare ovunque ogni volta che riusciamo ad osservare meglio, distratti dalla bellezza di una natura tropicale che t'impedisce di fermare lo sguardo.
La giornata tipo fatta di rivoluzioni per minuto delle nostre gambe e dal rumore della catena viene piacevolmente interrotta da una discesa di 10 km in kajak, navigati sopra uno splendido fiume che ci porta a Vang Vieng. Questa è la meta preferita di giovani australiani, russi e americani accomunati dalla notte e dal mondo psichedelico, musica a palla, swing sul fiume dove lanciarsi...e quello che immaginate.
Nonostante il fragore intenso del turista tipo, la favolosa location rende assoluta giustizia al luogo!. Il viaggio stà' finendo, 200 km ed arriveremo a Vientiane la capitale.
Dopo essere stati immersi nella dominante verde la città riduce l'entusiasmo, la pace dei monasteri buddisti mi fa rimanere collegato ad una ricca e profonda esperienza resa ancor più rilassante dai fiumi di endorfina prodotta dal cervello.
Durante il viaggio compariva su un libro questa belle frase di Albert Einstein: "La vita è come la bicicletta, per stare in equilibrio bisogna sempre muoversi" ...... meditate gente meditate
Buon Viaggio e a tutti e buona vita
Paolo


