PINARELLO DOGMA XC: DOPO IL VIDEO LA NOSTRA PROVA AL TEST RIDE DI EICA

EICA con il suo track test ci ha offerto la ghiotta occasione di salire sulla prima (e chiaccheratissima) mountain bike della casa trevigiana. Ecco quali sono state le prime impressioni

Come tutte le Pinarello anche la Dogma XC sfoggia forme personalissime e indite che, nel bene e nel male, la rendono unica e difficilmente mimetizzabile tra la massa. L'impatto dal vivo con la bici è stato però positivo, i primi dubbi estetici scaturiti dalle immagini e dai video apparsi in rete sono presto venuti meno, lasciandoci di fronte ad una mtb dal forte carisma.

 

 

Il tanto discusso carro asimmetrico, riesce ad imprimere un proprio carattere, senza stravolgere l'armonia del telaio, facendosi carico di gran parte dell'estetica e dell'appeal della bici completa.

 

 

La mano del progettista della Dogma XC, Stefano Scapin (che collabora con Pinarello da quasi due anni) si nota soprattutto nella zona reggisella, dove, in puro stile Scapin, i foderi si attaccano al piantone sopra al piano del tubo orizzontale, evitando che le sollecitazioni del carro si scarichino direttamente nella parte anteriore del triangolo.

 

 

I foderi inferiori ondulati e i superiori che si intrecciano in prossimità del piantone sono in effetti qualcosa di mai visto su una mountain bike. La curiosità di capire dove si ferma il design e comincia la funzionalità di questa soluzione è stata davvero irrefrenabile.

 

 

La cura del dettaglio e la percezione di qualità generale sono i primi aspetti che balzano all'occhio: la grafica curata e impreziosita con micro serigrafie.

 

 

Il tubo obliquo oversize a sezione variabile. Il collarino di ancoraggio del tubo sella in lega leggera con in rilievo il logo Pinarello, anodizzato rosso e bloccato da quattro viti in titanio. Sono inserite nei foderi alti del carro posteriore, 2 nel fodero destro (che si attacca sopra) e due nel fodero alto di sinistra (che si attacca sotto)

 

 

 

Il tubo sterzo compatto (92 mm per S/M e 97 e 115 per L e XL) con il copri cuscinetto superiore della serie sterzo rosso anodizzato, incassato nel tubo orizzontale per contenerne l'altezza.

 

 

Il sistema di fine corsa alla rotazione della forcella ad elastomeri (Forkstopper) inserito sotto l'obliquo che impedisce in caso di caduta danni al telaio, causati da urti contro il tubo obliquo della testa della forcella, ma protegge anche il tubo orizzonatale in caso di impatto con il gruppo comandi.

 

 

Il passaggio cavi interno differenziato a seconda che si installi componentistica Shimano o Sram. La ricercata componentistica Crank Brothers con finitura nero/rosso anodizzato a riprendere cromaticamente i dettagli del telaio(reggisella, stem, manubrio e manopole). Questi sono solo alcuni dei principali aspetti che ci hanno conquistato a ruote ferme, rivelandoci un'autentica ammiraglia da fuoristrada.  

 

 

Per la prova abbiamo scelto la taglia Small (trovandomi un po' a metà tra S ed M di Pinarello), è bastato mettere il reggisella arretrato per trovare la giusta posizione di pedalata. L'attacco manubrio di serie da 80mm si è rivelato invece corto anche se il tubo sterzo compatto permette una corretta inclinazione del busto tale da caricare l'avantreno a piacimento anche senza utilizzarne uno troppo negativo. Probabilmente per un'altezza come la mia di 172 cm con cavallo 81,5cm è più indicata la taglia M esattamente come viene fornita di serie dalla casa.

 

La bici in oggetto era montata con gruppo completo Sram XX BB30, forcella DT Swiss XMM 100 (che però non sarà montata di serie) a perno passante e ruote sempre della casa Svizzera, modello X 1600 Spline 29. Le coperture di serie Schwalbe Racing Ralph 29x2.1 Tubeless ready erano installate con camere d'aria. Sella Fizik Tundra, Pedali Shimano XTR M980 e porta borraccia Elite standard. In questa configurazione completa il peso rilevato è stato di 10,05 Kg. Un ottimo traguardo considerando la presenza di camere d'aria e di ruote di qualità ma dal peso di circa 1800 gr (quindi non proprio votate al cross country racing puro).

 

 

Finalmente in azione:

 

Il tracciato di prova Mtb dell' EICA 2012 prevedeva un trasferimento che dal quartiere fieristico attraversava il centro di Verona per portare verso la zona alta della città, dove dopo una prima salita in asfalto di circa 2 km ci si immetteva in un anello sterrato che ricalcava in parte il tracciato di una prova dell' XC Verona. Un track test vero e divertente con alcuni passaggi tecnici in grado di impegnare a sufficienza le bici in prova.

 

 

Nell'asfalto, una volta bloccata la forcella (peccato per il comando remoto DT Swiss un po' troppo spartano e non immediato da azionare) la Dogma XC non ha tradito la gloriosa fama delle sorelle da strada. Anche salendo col "rapportone" da 39 denti (la guarnitura XX monta solo corone min. 39/26T) la risposta del telaio è stata notevole, pronta e poco dispersiva nonostante le ruote non leggerissime ma comunque rigide e scorrevoli (anche grazie al buon battistrada delle Schwalbe Racing Ralph).

 

 

Nel primo tratto in offroad, fatto di piccoli strappi ricchi di curve lente dal raggio ridotto, la Pinarello Dogma XC ha dimostrato una buona risposta allo scatto e una discreta agilità, quest'ultima non da primato (visto il carro non cortissimo di 440mm e l'angolo sterzo di 70°) ma comunque piacevole, grazie al corretto bilanciamento complessivo e all'avantreno ben caricato. Fattori questi che hanno contribuito anche all'ottima e costante trazione nei tratti più ripidi. La tendenza al sotto sterzo tipica di alcune 29er non si è mai presentata in modo fastidioso nelle varie sezioni.  

 

La seconda parte del tracciato prevedeva dei tratti in veloce falsopiano con fondo a volte scorrevole e a volte pieno di rocce spigolose, compreso un bel tratto di discesa più impegnativo che richiedeva linee ben precise per scendere puliti. In questo frangente la Pinarello Dogma XC ha dato il meglio di se, superando i tratti più sconnessi con  estrema facilità, passando sopra a tutto senza scomporsi e invitando sempre di più a mollare i freni. Di sicuro l'angolo sterzo relativamente chiuso, l'ottima taratura della forcella DT Swiss XMM e il carro posteriore che riesce (nei limiti di un hardtail) a copiare il terreno scomponendo il meno possibile l'anteriore e smorzando le sollecitazioni, sono gli ingredienti di una resa dinamica in off-road che ci ha davvero colpito. 

 

 

La Dogma XC si potrà provare venerdì 21 settembre al Demo Day di Expobici che si svolgerà a Galzignano Terme, dalle ore 10:00 alle 16:00.  Il tracciato sul quale si svolgerà il test è disegnato all'interno del Parco Nazionale dei Colli Euganei.

 

In sintesi:

 

Un'uscita di un'ora non permette sentenze definitive, sono ancora molti gli aspetti e lati che ci piacerebbe scoprire della Pinarello Dogma XC, provandola con la forcella di serie che sarà la Fox 32 Float CDC. Non si può nascondere però che la guidabilità in velocità, la sicurezza e il comfort che questo telaio ci ha mostrato nel breve test è stato notevole. Le forme e le soluzioni fuori dal coro non sembrano quindi solo un esercizio di stile di Pinarello ma gli ingredienti di una mountainbike studiata e curata in ogni dettaglio, performante nel cross country ma probabilmente ideale per le lunghe distanze.

 


Info su: http://www.pinarello.com/ita/dogma-xc.php

 

 

In calce all'articolo potete vedere il video che avevamo girato a Eurobike, Joshua Riddle di Pinarello, spiega tutte le caratteristiche della Dogma XC.

 

 

Riccardo Checcaglini


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