Il rientro della Coppa del Mondo Downhill a Les Gets, dopo la pausa estiva, è stato tutt'altro che tranquillo: la pioggia ha reso la pista un mix di fango appiccicoso e canali profondi, obbligando i rider a scelte tecniche mirate e a una gestione mentale estrema.
©WHOOP UCI Mountain Bike World Series | Innes Graham
ELITE WOMEN: HEMSTREET NON SBAGLIA
Nella gara femminile la protagonista è stata Gracey Hemstreet, che ha costruito la vittoria nella parte bassa del tracciato, dove molte altre hanno perso secondi preziosi. Con il tempo di 4:55.517 ha centrato la terza vittoria stagionale, staccando di 1.072 secondi una brillante Marine Cabirou, tornata in forma dopo un grave infortunio. Terza Vali Höll, velocissima nei primi settori ma imprecisa nel finale.
Alle loro spalle Camille Balanche e la migliore delle azzurre, Gloria Scarsi, che con il quinto posto ha confermato solidità anche su terreno estremo.
Top 5 Elite Women
Gracey Hemstreet - 4:55.517
Marine Cabirou - +1.072
Vali Höll - +2.741
Camille Balanche - +2.850
Gloria Scarsi - +3.999
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ELITE MEN: DUNNE IMPRENDIBILE NEL FANGO
La finale maschile ha regalato spettacolo puro. Dopo le run veloci di Kolb e Maes, sembrava che la vittoria fosse affare loro. Ma Ronan Dunne ha alzato l'asticella: linee aggressive, scelte precise e un passo inavvicinabile. Il suo tempo di 3:56.586 è stato irraggiungibile per tutti, con Maes secondo a +2.821 e Kolb terzo a +2.931. Completano la top five Troy Brosnan, alla sua centesima presenza in Coppa, e Loïc Bruni, ancora protagonista.
TOP 5 ELITE MEN
Ronan Dunne - 3:56.586
Martin Maes - +2.821
Andreas Kolb - +2.931
Troy Brosnan - +4.518
Loïc Bruni - +6.129
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GLI ITALIANI: SCARSI E PALAZZARI I MIGLIORI
Bilancio positivo per gli azzurri a Les Gets. Gloria Scarsi ha centrato un ottimo 5° posto tra le donne, confermandosi ormai presenza fissa nelle posizioni che contano anche in condizioni estreme.
Tra gli uomini, grande prova per Davide Palazzari, che ha chiuso 12° con il tempo di 4:06.459, a meno di dieci secondi dal vincitore: una prestazione che lo proietta stabilmente nell'élite mondiale. In finale anche Loris Revelli, penalizzato dall'essere partito per primo e quindi dalle condizioni peggiori: per lui 24ª posizione in 4:10.618.