Jeroboam nasce nel 2017, in un momento in cui in Italia il gravel era ancora una scelta per pochi visionari. All’epoca, quando la location era Erbusco (BS) nessuno avrebbe immaginato che, a distanza di nove anni, in Italia il movimento gravel sarebbe esploso fino a riempire il calendario di eventi e proposte di ogni tipo.
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Alla base del progetto c’era però un’idea molto chiara, raccontata già allora con parole che oggi suonano più attuali che mai: quelli che hanno scelto di pedalare preferendo le strade bianche, il fango e la polvere all'asfalto, . Un approccio lontano da logiche competitive, che mette al centro il viaggio, l’autonomia e il rapporto diretto con il territorio.
Nel 2026 la Jeroboam resta fedele a quella visione originaria, confermando Bergamo come cuore del progetto e proponendo due appuntamenti italiani dedicati al gravel endurance e al bikepacking.
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Jeroboam Bergamo – 18 luglio 2026
Il primo appuntamento è in programma sabato 18 luglio 2026, con partenza e arrivo presso il Santini Store di Bergamo, in Via Zanica, dove sarà posizionato il "Village". La giornata propone tre distanze diverse, pensate per gravelisti con approcci ed esperienze differenti, ma unite dallo stesso spirito di autonomia.
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Percorso 75 km – Day Ride
La distanza più accessibile del programma è pensata per chi vuole vivere l’esperienza Jeroboam in una sola giornata, senza entrare nella dimensione ultra. Il percorso alterna strade bianche e secondarie, con un tracciato fluido e mai banale.
Partenza: ore 09:00
Tempo di percorrenza indicativo: circa 4 ore
Una proposta ideale per gravelisti allenati, ma anche per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a un evento non competitivo.
Percorso 150 km – Day Ride Endurance
La 150 km rappresenta il cuore del formato day ride. Un tracciato più impegnativo, pensato per gravelisti con una buona base di resistenza, che vogliono spingere più a fondo senza entrare nell’ultradistanza.
Partenza: ore 09:00
Tempo di percorrenza indicativo: circa 7 ore
Il percorso attraversa alcune delle aree più suggestive del territorio bergamasco, alternando salite pedalabili, lunghi tratti di gravel e strade secondarie che invitano a trovare il proprio ritmo.
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Percorso 600 km – Ultradistance
La distanza che più rappresenta l’anima di Jeroboam è senza dubbio la 600 km. soprannominata Mathusalem. Una sfida personale, da affrontare con esperienza, pianificazione e capacità di gestione. È a numero chiuso, massimo 50 partecipanti.
Briefing: ore 16:00
Partenza: ore 17:30
Il percorso si sviluppa in modalità completamente self supported, con un tempo massimo di 80 ore e un numero limitato di partecipanti. Non sono previsti supporti esterni: ogni gravelista deve essere autonomo nella gestione di cibo, riposo, navigazione e imprevisti.
Il tracciato si spinge fino a toccare luoghi iconici come l’Adamello e il Passo del Tremalzo, prima di fare ritorno a Bergamo. L’intero percorso è seguito in tempo reale tramite sistema di live tracking, a garanzia di sicurezza e monitoraggio.
Qui non conta la velocità, ma la capacità di leggere il percorso, gestire la fatica e restare lucidi quando i chilometri iniziano a pesare.
After party e momento di condivisione
Nel pomeriggio del 18 luglio, tra le 16:00 e le 19:00, è previsto l’after party, momento di ritrovo per chi rientra dai percorsi day ride e per chi si prepara alla partenza dell’ultradistance.
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Jeroboam Bikepacking – 26 e 27 settembre 2026
Il secondo appuntamento italiano è in programma tra il 26 e il 27 settembre 2026 ed è dedicato al bikepacking. Una proposta pensata per gravelisti che vogliono affrontare una lunga distanza con una gestione più fluida del tempo.
Distanza: 300 km
Dislivello: circa 7.500 metri
Formula: due giorni, con pernottamento a metà percorso
Un’esperienza che resta impegnativa, ma più accessibile rispetto all’ultradistance pura, ideale per chi vuole avvicinarsi alle lunghe distanze senza estremizzare.
Jeroboam oggi
In un panorama gravel sempre più affollato, Jeroboam continua a distinguersi per coerenza e visione. Non è un evento nato sull’onda del boom, ma un progetto che aveva già intuito la direzione quando il gravel era ancora fatto di fango, polvere e strade bianche.
Una proposta che parla a gravelisti consapevoli, pronti a scegliere la propria distanza e a viverla fino in fondo, senza confronti e senza scorciatoie.


