Grande successo di partecipazione e di pubblico per l'edizione n.33 della Roc d'Azur. Anche quest'anno infatti un bellissimo weekend (meteorologico e sportivo) ha contribuito ad un'altra fortunatissima edizione dell'happening transalpino con oltre 20.371 iscritti e 300 espositori provenienti da tutto il mondo.

La manifestazione come di consueto si è articolata su 5 giornate di gare, iniziata al mercoledì per i giovani delle scuole e proseguita dal giovedì alla domenica con gare per tutti i gusti e per tutte le età. Le novità del 2016 hanno riguardato l'introduzione di due nuove prove: il Roc Trophy e la Gravel Roc: la prima consiste in una combinata che somma i tempi di 4 prove effettuate in 4 giorni, dal giovedì alla domenica, compresa la Roc Marathon del venerdì e la Roc d'Azur che ha concluso la manifestazione. La Gravel Roc invece era una prova dallo spirito vintage completamente vietata alle classiche MTB e riservata alle gravel bike e alle bici da ciclocross, per rivivere l'epopea della nascita del nostro sport.

I risultati agonistici hanno arriso, come spesso già accaduto, ai corridori transalpini, sempre motivatissimi in questa manifestazione, anche grazie a qualche forfait dei migliori specialisti europei rispetto agli anni passati. Vittoria a sorpresa nella Marathon del quasi sconosciuto Julien Trarieux, biker poco più che promettente nelle categorie giovanili passato ultimamente al corsa su strada (4° posto per il nostro Samuele Porro a lungo al comando assieme al vincitore), mentre nella prova regina della domenica vittoria di Jordan Sarrou che ha bissato il successo di due anni prima, battendo in volata Stephane Tempier della Bianchi. Undicesimo e primo degli italiani Daniele Mensi. Il migliore piazzamento degli atleti tricolori è però quello di Martina Berta seconda nella gara delle donne juniores.

I veri vincitori della manifestazione sono però gli oltre 20.000 bikers che si sono iscritti alle varie prove (addirittura 30 tra cui scegliere), nei quali la rappresentanza italiana è al terzo posto dopo quella francese e belga. Altro dato interessante riguarda la ripartizione dei partecipanti per fasce d'età dove a fare la parte del leone è la fascia 35-49 anni con il 51% degli iscritti.
Come tutti gli anni grande anche il successo dell'area espositiva e dei contest acrobatici: questa grande unione di novità tecniche e prove spettacolari ha permesso ad oltre 100.000 visitatori di riuscire in un solo weekend a visitare un salone espositivo a livello delle fiere del settore, incontrare tutti i più grandi campioni del nostro sport, assistere ad acrobazie mozzafiato e a partecipare ad una gara con migliaia di appassionati su percorsi da sogno in condizioni perfette.

Questo grazie anche a condizioni metereologiche perfette con un sole quasi estivo che ha invitato più di un concorrente ad un tuffo in mare non appena tagliato il traguardo.
Per prendere parte alle numerose prove in programma è però stato necessario iscriversi per tempo, in quanto tutte le prove sono a numero chiuso (parliamo in ogni caso di cifre a tre zeri per quelle più famose) e le più gettonate risultano esaurite già parecchi mesi prima. Tutte le tipologie di gara erano presenti, dal triathlon off-road, all'enduro, al gravel, alla marathon di 83 km, alle rando (cicloturistiche senza classifica con percorsi di differente chilometraggio), ai tandem e per finire alla prova regina della domenica, la Roc d'Azur di 56 Km.
Molto gradita come negli anni precedenti la possibilità di incontrare di persona molti big del movimento: spesso casualmente tra la folla, oppure in apposite sessioni di autografi, fotografie o distribuzione gadget presso gli stand degli sponsor, oppure nei dintorni ad allenarsi in sella alle loro MTB.

Nessuna modifica alla location della manifestazione: la Base Nature di Frejus, l'enorme piana erbosa a pochi metri dal mare del vecchio aeroporto di Frejus, perfetta per fornire una logistica esemplare alla manifestazione e costituita da un'area pressoché illimitata a disposizione di organizzatori, visitatori e corridori. I vecchi hangar sono utilizzati e riservati alla zona iscrizioni e consegna dei pettorali, al quartier generale dell'organizzazione e all'area di custodia (diurna e volendo notturna) delle biciclette.

Moltissimi infatti si recano alla Base Nature dagli alberghi o dai residence con la propria bicicletta, alla quale nulla all'interno della base è precluso, neppure l'area espositiva coperta.
La vera grande novità rispetto alle edizioni precedenti è stata riservata alle misure di sicurezza e di controllo che sono state introdotte da quest'anno in seguito ai gravi attentati terroristici avvenuti in Francia negli ultimi 12 mesi. La zona riservata alla manifestazione è stata completamente cintata e chiusa da ogni accesso dall'esterno ad eccezione di 3 varchi, uno all'ingresso principale, uno dal parcheggio riservato e uno dall'arrivo delle gare. All'ingresso di questi varchi tutte le persone venivano perquisite, questo ha create qualche coda all'ingresso dell'area espositiva, ma personalmente e, credo, per tutti i partecipanti queste attese sono sempre state gradite in cambio della maggiore sicurezza garantita. La presenza di decine di migliaia di persone in un'area così limitata richiedeva sicuramente misure di sicurezza così rigide e alla fine non ho sentito nessuno lamentarsi dei piccoli disagi conseguenti.

Il tracciato della prova della domenica ripercorreva a grandi linee quello degli anni precedenti a parte qualche piccola modifica nella parte iniziale che ha consentito di evitare il tappo che si creava al primo single-track e in quella centrale, nella zona più "selvaggia", mantenendo il chilometraggio invariato a 56 Km con un dislivello pari a 1450 metri.
Tracciato molto impegnativo fisicamente, seppur privo di salite particolarmente lunghe, frutto di un "sali e scendi" pressoché continuo, senza alcun tratto pianeggiante e su rampe quasi sempre dalle pendenze quasi proibitive, che non consentivano mai sezioni in cui recuperare fisicamente.

Percorso sempre ottimamente presidiato: dopo ogni tratto critico un punto di soccorso gestito dai vigili del fuoco, 200 persone di presidio, ambulanze ed elicottero a disposizione in caso di necessità.
Sei i ristori, mediamente uno ogni 10 chilometri, ricchi e forniti sia di alimenti solidi e liquidi, gestiti da numerosi volontari, più quello finale appena oltre lo striscione di arrivo.
Subito dopo il passaggio dei primi e più agguerriti concorrenti, i ristori sono stati a mano a mano presi d'assalto dai corridori meno attenti alla prestazione cronometrica e a volte è stato necessario aspettare il proprio turno per riuscire ad accedere al tavolo del ristoro.

Diversamente da quando accade in Italia in cui la popolazione è distribuita in maniera abbastanza uniforme sul territorio nazionale e quindi il tracciato di una GF in MTB attraversa parecchi centri abitati, in Francia e in particolare in questa manifestazione appena si lascia la popolata fascia costiera si possono percorrere decine di chilometri senza attraversare un centro abitato, un agglomerato di case o una strada asfaltata. Solamente negli ultimi 10 chilometri tornando verso la spiaggia di Saint Aygulf dopo il celebre passaggio sul Col de Bougnon si torna ad incontrare i primi segni di presenza umana.

In ogni caso in questa rigogliosa ed incontaminata natura, i corridori non si sentono mai abbandonati a loro stessi grazie alle perfette segnalazioni lungo il percorso e alla costante presenza di addetti su mezzi fuoristrada. Ogni prova della Roc aveva il suo colore caratteristico, presente sia sul pettorale dei partecipanti che nei cartelli indicatori.
All'arrivo la solita grande ed entusiasmante festa grazie ad un numeroso ed entusiasta pubblico presente: i corridori dopo aver riabbracciato i propri cari potevano accedere al ristoro, bere una birra e ritirare l'ambita maglietta arancione riservata ai finisher della manifestazione.


