Selva di Val Gardena (BZ): Alban Lakata è il nuovo campione del Mondo marathon di mountain bike, l'austriaco alla Südtirol Sellaronda Hero ritorna ad indossare la maglia iridata dopo cinque anni, lo aveva vinto per la prima volta nel 2010 a St. Wendel in Germania. Il suo è un successo meritato dal momento che negli ultimi anni è sempre stato protagonista nelle principali gare sulle lunghe distanze.

Prima della partenza, lui che abita a Lienz, non molto lontano dalla Val Gardena, aveva detto chiaramente che era venuto per vincere e che era lui il favorito. Sembrava una sbruffonata invece era tutto vero, dopo aver provato tante volte il percorso evidentemente era consapovole delle sue possibilità. Oggi ha dettato legge per 87 chilometri e il dislivello di 4.700 metri non lo ha messo in difficoltà.
La corsa partita alle prestissimo, alle 7:20 si è conclusa dopo 4 ore 24' 46'' con il successo di Lakata che è andato via fin da subito e non è stato più ripreso. Nel finale di gara, l'asso svizzero Christoph Sauser è riuscito a staccare Leonardo Paez, conquistando la seconda posizione dietro al colombiano. Entrambi non erano al 100%, lo svizzero per una frattura di due costole avvenuta a fine maggio mentre Paez è caduto rovinosamente durante la seconda tappa dell'Alpen Tour Trophy (11 giugno), con il mignolo fratturato. "Leo ha compiuto un'impresa eroica, considerato l'infortunio rimediato all'Alpentour Trophy: non è stato facile gareggiare con il dito mignolo della mano sinistra fratturato e lussato e conquistare la medaglia di bronzo" ha commentato Massimo Ghirotto, team manager del team Bianchi i.idro DRAIN.
Mentre il colombiano dichiarava: "Lakata è andato via nella prima discesa - le parole di Leonardo Paez - io sono rimasto un po' chiuso da alcuni avversari. Ho provato a fare selezione prima del Pordoi avvicinandomi a Lakata nei tratti più duri, ma oggi lui ne aveva più di tutti. Posso essere comunque felice: anche se ho sofferto per l'infortunio alla mano sinistra, soprattutto in discesa, alla fine sono riuscito a mettermi al collo una medaglia".
Bella prova degli italiani Damiano Ferraro e Samuele Porro che chiudono rispettivamente in quinta e settima posizione con quest'ultimo che ha guadagnato tante posizioni dopo il Pordoi. Tredicesimo Tony Longo. Sfortunato Daniele Mensi che dopo aver fatto una bella gara, nella discesa del Pordoi forava.

Ferraro a fine corsa dichiarava: "Ho fatto gara regolare stando sempre davanti, sul Pordoi ho sofferto un po' di crampi ma nella discesa verso Canazei ho recuperato tantissimo e infondo ero quinto poi con Kaufmann sempre li vicino. lo passavo in discesa e lui mi passava in salita...ma nel.finale son riuscito a staccarlo in discesa e finire quinto. Gara durissima ma sono molto molto contento della mia prova."
Risultati decisamente migliori rispetto a quanto ottenuto l'anno scorso in Sudafrica (Longo migliore con un 14° posto). C'è anche da dire che l'ultimo azzurro a salire sul podio è stato Mirko Celestino nel 2011 a Montebelluna.

LA GARA
Partiva come un razzo Alban Lakata, uno dei favoriti e certamente uno dei bikers più esperti nelle gare sulle lunghe distanze. Dopo 48 chilometri passava per primo sulla quarta cima, il passo Pordoi, ubicato a 2.239 metri, questo dopo essere stato sempre al comando da solo su tutte e tre le precedenti cime (Dantercepies, Pralongià, Sourass). Dietro il gruppo non pareva troppo preoccupato del suo allungo perchè riteva giustamente che la corsa era ancora lunga e che il bello doveva ancora venire.

Dopo 26km sul Passo Campolongo (1.875 mt) ad inseguire il fuggitivo c'era un gruppo molto numeroso formato da dieci bikers comprendente gli italiani Daniele Mensi e Damiano Ferraro e dagli altri grandi favoriti, il ceco Kristian Hynek, lo svizzero Christoph Sauser, il greco Ilias Periklis, il belga Roel Paulissen, il colombiano Leonardo Paez ma c'erano anche l'americano Howard Grotts. l'austriaco Daniels Geysmayer e il tedesco Markus Kaufmann.

A breve distanza da questo gruppo passava Tony Longo. Nella discesa che portava verso Arabba, c'era il colpo di scena, il ritiro del campione del mondo Jaroslav Kulhavy mentre radio corsa segnalava due cadute, quelle di Juri Ragnoli (1 costola incrinata) e Luca Ronchi.

L'ascesa sul Sourass e poi quella successiva al passo Pordoi (dopo poco meno di tre ore e mezza), facevano una prima selezione nel gruppo inseguitore. Dietro al fuggitivo Lakata restavano solo Paez e Ilias staccati di un minuto e mezzo, mentre in quarta e quinta posizione a 2 minuti passavano Sauser e Kaufmann. La prima maglia azzurra a passare era quella di Damiano Ferraro, settimo con a ruota Tony Longo e Paulissen.

Gli altri azzurri: 13° Mensi (che forava nella successiva discesa), 15° Porro, 18° Cattaneo.

A quel punto si scendeva verso l'abitato Canazei per poi affrontare la penultima asperità quella che portava la corsa fino ai 2.280 metri del passo Duron, dove Lakata scollinava con un vantaggio di due minuti e mezzo su Sauser e Lakata che stavano staccando Ilias che pareva in difficoltà. Il quinto a scollinare aveva la maglia della Germania, era Kaufmann che iniziava la penultima discesa inseguito a mezzo minuto da Ferraro e a 1' 20 dal campione italiano Porro che aveva a ruota Paulissen. Il terzo azzurro a transitare, undicesimo, era Longo. In quel momento da radiocorsa arrivava la notizia della foratura di Hannes Pallhuber.

A questo punto restavano 14km al traguardo, una discesa, un secondo strappo e poi gli ultimi chilometri verso il traguardo di Selva di Val Gardena. Mentre Lakata andava a trionfare, c'è stato un bel duello tra Paez e Sauser che alla fine ha avuto la meglio grazie alle sua grande esperienza, finendo secondo. Peccato per lui perchè quella di oggi forse sarà la sua ultima grande corsa corsa ad alto livello. Per Paez si tratta della seconda volta che conquista una medaglia di bronzo, dopo quella del 2013 conquistata in Austria a Kirchberg. Mentre Periklis Ilias andava a prendersi la quarta posizione, dietro Damiano Ferraro sorpassava il tedesco Kaufmann conquistando così la quinta posizione. Era il trevigiano la prima maglia azzurra al traguardo. Dopo circa un minuto e mezzo, in settima posizione concludeva il suo mondiale anche Samuele Porro. Nella Top ten anche il belga della Torpado Roel Paulissen (ottavo).

Tra i numerosi bikers che sono stati vittime di forature va segnalato anche il ceco Kristian Hynek, uno dei favoriti prima del via.
TELEVISIONE
Alle 10:00 sui RAISport è iniziata la diretta con immagini molto spettacolari grazie alle videocamere montate sulle bici di alcuni bikers incaricati dall'organizzazione di seguire i primi. Il compito di inseguire e riprendere Lakata è stato dato a Mirko Celestino che trasmetteva in diretta le immagini alla regia della Rai.

SEGUIRA' AGGIORNAMENTO CON ALTRI DETTAGLI E FOTOGRAFIE
Ordine d'arrivo maschile
1. Lakata Alban (Austria) 4:24.46,0
2. Sauser Christoph (Svizzera) 4:26.53,9
3. Paez Leon Hector Leonardo (Colombia) 4:27.01,8
4. Ilias Periklis (Grecia) 4:29.19,4
5. Ferraro Damiano (Italia) 4:29.40,3
6. Kaufmann Marcus (Germania) 4:29.54,1
7. Porro Samuele (Italia) 4:31.26,8
8. Paulissen Roel Tony (Belgio) 4:32.13,5
9. Buchli Lukas (Svizzera) 4:34.28,4
10. Hynek Kristian (Repubblica Ceca 4:37.06,9

13. Longo Tony (Italia) 4:37.27,6
17. Arias Diego Cuervo (Colombia) 4:41.29,3
19. Ivan Alvarez Gutierrez (Spagna) 4:44.44,8
21. Fontana Klaus (Italia) 4:45.34,1
25. Cattaneo Johnny (Italia) 4:47.12,5 - RALLENTATO DA UNA CADUTA
34. Tabacchi Mirko (Italia) 4:51.17,1
37. Dal Grande Stefano (Italia) 4:52.19,0
40. Medvedev Alexey (Russia) 4:53.53,0
41. Mensi Daniele (Italia) 4:55.09,3
42. Botero Salazar Jhon Jairo (Colombia) 4:56.09,2
44. Deho Marzio (Italia) 4:57.32,3
47. Pallhuber Johann (Italia) 5:03.18,8
59. De Bertolis Massimo (Italia) 5:10.07,8
Ritirati: Juri Ragnoli, Luca Ronchi, Mirko Farnisi
Per le fotografie del podio e di Leo Paez si ringrazia Michele Mondini


