Alexey Medvedev e Elena Gaddoni si bevono una leggendaria edizione della Prosecchissima DOCG

Fango e pioggia hanno consacrato una nona edizione leggendaria. Alexey Medvedev rompe il reggisella ma vince lo stesso. Tantissimi ritirati, partenza ritardata per una protesta di una cinquantina di corridori UDACE.

Questa mattina a Miane (TV) si è svolta la 9ª edizione della Prosecchissima, un'edizione epica con Alexey Medvedev (Elettroveneta Corratec) che a metà percorso rompe il reggisella e nonostante tutto è riuscito a vincere. In campo femminile l'ha spuntata Elena Gaddoni (FRM Factory team). La gara era valida come terza tappa della Serenissima Coppa Veneto Zerowind e come seconda tappa del neonato Veneto Mtb Tour. Il profumo della primavera in fiore, come la settimana scorsa a Garda, anche quest’oggi è stato rovinato dal fondo estremamente pesante in seguito ad un’altra settimana con precipitazioni atmosferiche davvero notevoli tuttavia il capo storico della manifestazione, Armando Lana, coadiuvato da tutto il Miane Bike Team e oltre 300 volontari hanno fatto il miracolo e sono riusciti nell’intento di farci assaporare ugualmente il gusto della festa in questo suggestivo angolo pedemontano della marca trevigiana.

Il centro di Miane con Via De Gasperi vestita a festa piena zeppa di biker, striscioni colorati, bandiere e transenne ricoperte di sponsor rimane sempre un colpo d’occhio memorabile per tutti gli amanti delle ruote grasse. Classico ed imperdibile il pacco gara “DOCG” con bottiglia di Prosecco Brut Col Vetoraz di S.Stefano, calice griffato e dispositivo wine stopper più il buono per il pranzo post gara ed un altro di 5 euro per l’acquisto di un’altra bottiglia di prosecco nello stand appositamente predisposto.



Cronometraggio affidato a SDAM con l’aiuto in cabina di regia, per le operazioni di segreteria, assegnazione pettorali e resoconto classifica dell’esperto Giuseppe Fiorito. Al microfono le infaticabili voci della coppia di speaker Paolo Malfer e Fabia Sartori compagni di cronaca di mille avventure ciclistiche che abbiamo ritrovato puntuali anche quest’oggi come nelle edizioni precedenti. Del resto squadra vincente non si cambia recita un antico motto sportivo.

Sguardi puntati verso il cielo da parte di tutti, i minacciosi cumuli sulla fascia prealpina non promettevano nulla di buono e infatti a 30’ dal via la pioggia ha iniziato a scendere copiosa e insistente rendendo ulteriormente complesso lo svolgimento di questa “Not Ordinary Race”. La FCI con un comunicato di venerdì 20 aprile ha ribadito il proprio no ai tesserati Udace e ACSI perché fuori dalla consulta. Gli atleti potevano correre o come escursionisti o solamente previo noleggio tessera FCI giornaliera e presentazione del certificato medico.

Nonostante questa empasse gli iscritti risultavano circa 1.600 e circa 1.200 i bikers ai nastri di partenza…molti hanno dato forfait, probabilmente impauriti dal fango che avrebbe reso epica una gara già con notevoli indici di difficoltà anche in condizioni normali. Ricordiamo che il tracciato di gara risultava essere di 43km con 1.480m di dislivello con una serie infinita di saliscendi e con il GPM di giornata, Col delle Prade che si raggiungeva dopo circa 4,5 km al termine della prima ascesa.

Top Team schierati in prima fila con Scott, Scapin, Full Dynamix e Olympia in pole position…anche se i primi a scendere in griglia erano il russo Medvedev dell’Elettroveneta Corratec ed il compagno di squadra Soren Nissen. Lo start è stato dato con 15’ di ritardo a causa di una protesta di circa 50 atleti dell’Udace che avevano preso l’accordo con il Miane Bike Team per far valere i propri diritti. Questo ritardo purtroppo ha accumulato freddo e tensione nei muscoli e negli animi di chi pretendeva la puntualità e nel frattempo la pioggia si faceva più fastidiosa.



Allo start dopo un km di asfalto svolta secca a destra e inizio delle ostilità sulla salita delle Prade si distingueva immediatamente Daniele Mensi dello Scott Racing Team seguito dal compagno di squadra Ragnoli poi Felderer, Cattaneo e dal sornione Medvedev. Il fondo molto compatto e a tratti cementato non dava ancora l’idea delle difficoltà che da li a breve avrebbero reso leggendaria questa 9^ edizione della gara del vino Prosecco DOCG.

La discesa verso il bosco del Madean non presentava grosse difficoltà mentre l’innesto sul bivio del Gravon e la successiva salita in località Serre mietevano le prime vittime illustri…Gigi Bettelli e Mensi erano “out” per foratura. Il danese Soren Nissen e Medvedev prendevano il comando della gara seguiti ad una decina di secondi da Mike Felderer che da questo momento non abbandonerà più la terza posizione. Leggermente attardati sia Walter Costa che Marzio Deho il primo perché accusava molto freddo ed il secondo per grossi problemi al cambio e al deragliatore. Nella gara femminile Elena Gaddoni del FRM Factory Team faceva immediatamente il vuoto, alle sue spalle resistevano le inseguitrici Menapace e Mazzucotelli distanziate di pochi minuti.

Attorno al 20° km nei pressi di Miane e dopo il passaggio cronometrato di Fontana Arnera colpi di scena in rapida successione : Si succedevano il ritiro di Johnny Cattaneo per noie meccaniche ed in seguito ad un violento colpo su di un sasso, la rottura della sella da parte di Medvedev che da qualche km aveva innestato il turbo salutando la compagnia di viaggio. Questo incidente avrebbe costretto il fortissimo russo dell’Elettroveneta Corratec a percorrere i rimanenti 23km in piedi sui pedali costringendolo ad un formidabile dispendio di forze. Nissen era attardato di circa 30” e alle sue spalle Mike Felderer che intravedeva la sagoma del danese transitando prima a 10” e poi a 20” senza riuscire mai ad agganciarlo.



Il fondo pesante e oltremodo viscido del single track nel sottobosco di Cal De Pera costringeva tutti a mettere il piede a terra così come i successivi passaggi nel toboga erboso di Campea. Fortunatamente rivisto e modificato l’impercorribile tratto dopo Campea costringeva il C.O a far transitare i bikers nei tratturi impantanati di Premaor prima dell’arcigna salita di Col Zanin. Le posizioni al comando non cambiavano mentre rinvenivano forte l’atleta Olympia Marzio Deho che non si perdeva d’animo e tirava fuori grinta da vendere utilizzando la sola corona grande e Juri Ragnoli forte atleta dello Scott Racing Team.

Nel frattempo nelle retrovie la Prosecchissima degli amatori diventava metro dopo metro una gara ad eliminazione diretta. Tra le donne Elena Gaddoni viaggiava indisturbata al comando con al secondo posto la Mazzucotelli a causa della rottura del cambio per la Menapace ed al terzo posto Nicole Tovo. Gli ultimi ostici km vedevano Medvedev, sempre in piedi sui pedali, faticare notevolmente sulla salita del Carmine ma anche resistere caparbiamente al ritorno di Nissen non a suo agio nelle discese viscide mentre cedeva qualcosa un solitario Felderer.

Medvedev giungeva trionfalmente a Miane dopo 2 h e 05’ alle sue spalle dopo 20” secondi il compagno di squadra Nissen e ad 1’ e 30” arrivava Mike Felderer il simpaticissimo altoatesino della Full Dynamix. Tra le donne le posizioni rimanevano inalterate con Elena Gaddoni che vinceva indisturbata su Simona Mazzucotelli e Nicole Tovo.



Il rinfresco finale veniva assalito dai biker affamati per recuperare l’enorme dispendio calorico giornaliero con vista sulle gentili volontarie che servivano dolci, frutta coca cola e the e con vista sulle splendide Miss che avrebbero presenziato la cerimonia di premiazione. Concluse le gesta sportive Armando Lana si scusava con tutti i presenti chiedendo di portare pazienza per il percorso, raramente, così pesante in cui non si voleva snaturare il senso del percorso originario con tagli significativi e comunque, chi era concentrato sulla linea di partenza sapeva benissimo che dopo una settimana burrascosa sarebbe stato impossibile trovare di meglio.

Mentre fuori si scatenava l’ennesimo temporale le docce, piuttosto tiepide, ridavano l’equilibrio e toglievano il fango dagli imbrattati biker mentre si aprivano le danze anche al pasta party con penne al pomodoro, fetta di formaggio e sopressa con pane ed acqua a volontà. Risultava infine molto azzeccato il luogo del lavaggio bici con almeno una decina di tubi ad alta pressione che sparavano l’acqua per la ripulita generale di scarpe e bici.

PianetaMountainbike ringrazia e saluta Armando Lana e tutto il Miane Bike Team rimandando l’arrivederci alla decima edizione sulla quale è trapelata voce di qualche novità che sarà resa nota a breve.


Hanno detto :


Alexey Medvedev - Oggi avevo una grande gamba e dopo il forcing effettuato attorno al 20° km, nemmeno la rottura della sella ha permesso agli inseguitori il ricongiungimento. Il percorso era particolarmente pesante ma la mia condizione e la scelta ottimale delle coperture hanno permesso il compimento di questa impresa.
I prossimi impegni mi vedranno protagonista a Riva del Garda dove affronterò il percorso marathon di 105 km poi vedremo nel proieguo della stagione perché ho un buon 60-70% di andare alle olimpiadi a Londra.


Mike Felderer - Ieri avevo sostituito il copertone anteriore con uno da fango e pioggia ma purtroppo provando la prima parte l'ho tagliato al che ho dovuto rimontare il semislick Maxxis Aspen che permetteva poca guidabilità in queste condizioni di fondo. Ho stretto i denti e ho cercato di contenere il distacco ma credo che anche in condizioni normali sarebbe stato difficile battere Medvedev che ha uno stato di forma da paura. Sono sempre stato a 20" e anche meno da Nissen poi nel finale ho ceduto qualcosa.


Marzio Deho - Gara difficile, ci tenevo a far bene come s empre quando vengo da queste parti ma, complice forse l'accumulo di fango dopo la prova percorso di ieri ho iniziato fin da subito ad avere noie sia al cambio che al deragliatore spostandolo prima a mano e poi restando solo con una corona.
Ho cercato di fare il possibile nelle seconda parte di gara davvero difficile per il fango che ha iniziato ad attanagliare ingranaggi e gambe.


Gigi Bettelli - Purtroppo a parte il fondo viscido dopo il Madean, in discesa, ho forato e a nulla sono valsi i tentativi di riparazione con il fast...la ruota perdeva pressione rapidamente ed ho preferito ritirarmi tuttavia mi devo complimentare con Alexey che oggi aveva una gamba formato "monstre".


Walter Costa - Ho patito terribilmente quei 30' sulla linea dello start accumulando freddo sotto la pioggia battente e a nulla sono valsi i miei sforzi di far girare la gamba. Il tracciato viscido non ha aiutato ed ho chiuso fuori dalla top ten, spero vivamente nel ritorno del bel tempo.

 

Credit foto: Alessandro Biliani


Altre News