Medvedev e la Ghezzo firmano la XX° Mountain Bike Classic UCLA Mirko Celestino

Gara spettacolare a Andora che in questa XXª edizione ha sostituito Laigueglia come base di partenza della Mountain Classic

Andora (SV): Tutti i migliori bikers italiani e stranieri tesserati per i più importanti team italiani si sono presentati al via della ventesima edizione della Mountainbike Classic di Laigueglia, svoltasi per la prima volta nel vicino comune di Andora. Un parterre de roi eccezionale che non ha mancato l'appuntamento alla gara dedicata al campione ligure Mirko Celestino, originario proprio della cittadina di Andora in provincia di Savona, che si è dedicato con grandissimo impegno ad organizzare, assieme all'Unione Ciclistica Laigueglia capitanata da Alessandro Saccu, un nuovo evento sui mitici sentieri liguri a strapiombo sul mare.

 

 


Un numero così elevato di campioni, paragonabile forse alle prove di campionato italiano marathon, non poteva che generare una gara spettacolare che ha visto il russo Alexey Medvedev del team Elettroveneta Corratec giungere solo al traguardo e bissare il successo ottenuto nel 2009. Alle sue spalle il colombiano Eddi Rendon Rios (Trek Sthil Torrevilla) e sul terzo gradino del podio (e primo degli atleti nostrani) l'inossidabile Marzio Deho conquistato in volata sul giovane e sempre più promettente Diego Rosa, primo tra gli under 23.


La giornata, nuvolosa e fredda di primo mattino, è diventata soleggiata pochi minuti prima della partenza mantenendosi fresca e gradevole, ottimale per gareggiare in mtb. Dopo le torrenziali piogge di inizio settimana il terreno aveva iniziato ad asciugarsi, ma la notte precedente la gara una nuova ed insistita pioggia ha nuovamente inzuppato il terreno, complicando non poco la guida dei circa 600 partenti.



Dal centro di Andora puntualissimo alle ora 10.00 veniva decretata la partenza ed i migliori iniziavano subito la bagarre sulla prima salita, per la maggior parte asfaltata e piuttosto ripida, ideale per una necessaria scrematura del gruppo prima dell'inizio dei single-track.


Dopo una prima fiammata di Dimitri Medvedev, fratello di Alexey, al comando si formava un gruppetto di cinque uomini: Alexey Medvedev, Rendon Rios, Mazio Deho (Team Olympia), Diego Rosa (Giant Italia) e Johnny Cattaneo neo acquisto del team Full Dinamix. Intorno al quindicesimo chilometro, in prossimità di un falsopiano e prima di alcune rampe insidiose per il grande fango facenti da prologo alla seconda salita, Medvedev scattava e riusciva a rimanere solo al comando. Alle sue spalle ad inseguire rimaneva il colombiano Rendon Rios, ma doveva cedere al forcing irresistibile dell'atleta russo.


Le posizioni non mutavano neppure nell'impegnativa "salita del Metanodotto", già percorsa nelle precedenti edizioni del Laigueglia Mountain Classic, ma in questa occasione da scalare in versione integrale, partendo dal livello del mare. Nella successiva veloce discesa un brivido attraversava la schiena di Medvedev, materializzatosi sotto forma di una foratura, che costringeva il battistrada ad una sosta per riparare il pneumatico. Fortunatamente l'operazione riusciva velocemente ed il russo poteva ripartire in testa e mantenere un piccolo vantaggio sull'inseguitore Rendon Rios.


Per il terzo gradino del podio c'era un arrivo in volata nel quale Marzio Deho confermava le sue qualità di sprinter ai danni del giovane Diego Rosa che si consolava con la vittoria nella categoria Under 23. Quinto ma a quasi 4 minuti dal vincitore Johnny Cattaneo.

Combattutissima, a differenza di altre occasioni nelle quali si assiste a vittorie nette e cavalcate solitarie, anche la gara in ambito femminile dove 4 concorrenti sono giunte al traguardo distaccate in poco più di due minuti. La vittoria ha arriso alla piemontese Alessia Ghezzo, che ha bissato il successo nella precedente prova di Coppa Liguria a Celle Ligure, riuscendo a battere lo squadrone del Team Trek Sthil costituito dall'atleta di casa Sandra Klomp (già vincitrice numerose volte a Laigueglia), Stefania Zanasca, Martina Giovanniello e dalla svizzera Sofia Pezzatti.


L'atleta svizzera è andata subito al comando e, se non fosse stata appiedata da ben due forature, avrebbe con molta probabilità vinto la gara. Brava comunque la Ghezzo a non mollare e ad approfittare della sosta della battistrada per prendere il comando della gara e resistere al ritorno della Pezzatti, che riusciva ad agguantare la seconda posizione a poco più di un minuto di distacco dalla vincitrice. Al terzo posto si classificava Stefania Zanasca che anticipava di pochi secondi la compagna di squadra Sandra Klomp.


Le condizioni del tracciato sono state purtroppo pesantemente condizionate dalla pioggia caduta sia nei giorni precedenti che la notte stessa della gara, modificando in maniera significativa la percorribilità di alcuni tratti del percorso. A risentire in maniera più significativa delle condizioni del terreno è stata la prima discesa, costituita da un lungo ed impegnativo single-track. Lo scivolosissimo toboga si è rivelato impraticabile in sella per la maggior parte dei concorrenti, costretti a percorrerne una notevole porzione a piedi.


Molto fangosa anche la seconda salita e relativa discesa, ma trattandosi di una strada più larga e di un fango di natura molto più liquida era totalmente percorribile in sella, esaltando anzi in diversi punti il divertimento di corridori. Più asciutta invece la seconda parte del tracciato, quella che ricalcava il percorso della prova degli scorsi anni nell'entroterra di Laigueglia, a causa di una tipologia di terreno molto più drenante.


Si iniziava con la temuta "salita del Metanodotto" dalle pendenze a tratti molto impegnative che portava sino al GPM del Sacro Cuore, da cui, percorrendo al contrario alcuni tratti del vecchio percorso, si transitava per il caratteristico Borgo di Colla Micheri. Attraverso il single-track di Mezzacqua (attraversando alcuni profondissimi pozzangheroni che sembravano inghiottire le biciclette dei concorrenti) si tornava nei pressi di Andora, ma occorreva ancora risalire al castello medioevale, percorrendo nell'ultimo tratto una scalinata in pietra, e discendere infine al traguardo posto presso il centro nevralgico della manifestazione situato presso il Parco delle Farfalle.


La giornata ormai diventata pienamente serena serviva a tutti panorami mozzafiato, anche se non sempre i concorrenti impegnati in gara riescono a goderne appieno: il mare guardando a sud e le montagne innevate a nord. Anche la temperatura si rialzava e nei tratti di salita sotto il sole si cominciava a sentire caldo. Caldo che si rivelava una manna per quei corridori che avevano avuto la sfortuna di cadere in alcune pozze d'acqua dalle dimensioni veramente impressionanti.

Tutti i corridori in ogni caso tagliavano il traguardo coperti di fango, con i lineamenti e le divise spesso irriconoscibili, ma in tutti traspariva la soddisfazione nell'aver portato a termine la gara e soprattutto di essersi divertiti come bambini.


La nuova location della manifestazione, il Parco delle Farfalle, si è dimostrata ottima ed in grado di sopportare anche un numero molto maggiore di partecipanti, come traspare nelle aspettative degli organizzatori. Andora è una cittadina molto più grande di Laigueglia, con un ampio entroterra, senza problemi di parcheggio e su queste basi la manifestazione è sicuramente in grado di crescere significativamente nei numeri.


Bene organizzate, rapide ed efficienti tutte le operazioni preliminari alla partenza, nessuna coda nella verifiche tessere, iscrizioni dei ritardatari e consegna del chip (Champion Chip) e del pacco gara, tutto situato nella tensostruttura utilizzata dopo l'arrivo per il pasta-party e le generose premiazioni. Lo standard organizzativo, già ai massimi livelli nelle edizioni precedenti, si è confermato a livelli di eccellenza, mostrando il lavoro iniziato parecchi mesi prima, per pulire e preparare un tracciato in grado di soddisfare gli esigenti palati dei concorrenti. Purtroppo la pioggia ha reso la prima discesa di difficile interpretazione, ma se alla base non ci fosse stato un lavoro puntiglioso di preparazione il risultato finale sarebbe stato sicuramente differente.


Veramente molto numerosa la presenza di volontari lungo il tracciato e di segnalazione dei punti più critici, garantendo in maniera discreta la sicurezza ed il divertimento degli atleti.

Un lunga serie di immagini scattate dal Giulio Valfrè le si possono consultare a questo link.

 

 


Altre News