Un anno, il 2010, che è stato contrassegnato da grandi soddisfazioni, per gli "Oscar" della mountain bike. Un anno che è servito a traghettare la "gloriosa" Hill Cup in Italian MTB Awards.
Un anno che ha consacrato questo importante circuito, nel panorama dei circuiti a livello nazionale e
che ha saputo ricavarsi un suo spazio tra le importanti offerte proposte dalle altre realtà organizzative. La prima e più grande soddisfazione è giunta dagli sponsor, che hanno concesso il loro supporto ad un progetto che guarda al futuro, con obiettivi certi e ben precisi, fidandosi della buona volontà dei coordinatori IMA. Un segno di fiducia importante che ha dato grande carica al C.O. del circuito.
La seconda soddisfazione sono stati i 100 abbonati e i circa 300 atleti (numeri accertati) che hanno disputato le prove che necessitavano per entrare in classifica, girando sei regioni italiane, confrontandosi, poi, con grande sportività.
Certo, sportività, perché questo è il messaggio che gli Italian MTB Awards, nati sotto il segno Olympia, traghettati, successivamente dalla Famiglia Fontana a Scapin, che si vuole dare: un messaggio di serenità, di unione e di rispetto tra organizzatori e tra atleti, agonisti in gara ed amici fuori. Numeri, quelli che sono stati scritti, che ad una prima edizione di un circuito andato contro corrente, sono di grande impatto. Certo, perché gli Ima Scapin hanno saputo dare una "svolta" alle chiavi di lettura dei circuiti ed hanno saputo offrire qualcosa di nuovo, unendo zone che spesso tra loro non avevano fili conduttori.
La terza importante soddisfazione è venuta dai bellissimi "rapporti umani" che si sono istaurati tra il C.O. Organizzatore del circuito, C.O. di tappa e sponsor. Gli IMA Scapin, sono costituiti da una sinergia tra le componenti, una sorta di Famiglia, che al di là del rapporto sportivo od economico che sia, ha saputo instaurare un rapporto di amicizia e collaborazione, che lascia sperare grande continuità a questo progetto. Sul fronte dei risultati, per le tappe, bisogna analizzarle tutte.
Da una Piazza a Piazza e Graspalonga flagellate dal mal tempo e dal fango, che hanno saputo tenere, ad una Atestina Superbike, che nonostante le scelte fatte e le importanti concomitanze (vedi Lessinia Legend al mercoledì), ha rimpiazzato gli assenti con gli extra regionali, dimostrando solo una leggera flessione, che comunque molte tra le più importanti manifestazioni, di quest'anno, hanno ottenuto, segnale che il circuito iniziava a fare il suo dovere.
Sembra strano, ma dall'Atestina, gli IMA hanno iniziato veramente ad entrare a "regime", probabilmente perché pagavano lo scotto di essere una nuova proposta e Franciacorta Bike, lo ha dimostrato, più che raddoppiando il numero dei suoi partecipanti.
Anche a Fanano, sul Monte Cimone (Mo), si è notato l'incremento dei partecipanti, mentre alla "Vecia Ferrovia", nonostante la concomitanza con l'Alta Valtellina, entrata in famiglia per il 2011, ha ottenuto un vistoso aumento delle iscrizioni, tenendo conto che nel 2009 partirono 1300 atleti da Ora. Il gran finale a Camerano (An) ha suggellato la grande stagione degli Italian MTB Awards, non solo in termini di partecipazione, superando le 900 unità, che per quelle zone sono un successo, superando i numeri del 2009, ma per l'extra regionalità dei partecipanti e "dulcis in fundo", vincendo le due classifiche assolute con i due leader, maglie verdi Mario Alberto Rojas (Team Focus) e Mariangela Cerati (Colnago Arreghini).
Il finale più bello è arrivato in occasione della premiazione degli Awards, nelle sale del Castello di
Vignola, condotta abilmente da Paolo Malfer e privata di uno dei due cilindri Massimo Stermieri, che però, con il supporto dell'altro coordinatore, Gianluca Barbieri, hanno dato vita ad una giornata di sport spettacolo che tutti ricorderanno ancora.
Una bella storia, riassunta più possibile da chi l'ha vissuta faticando per impostarla e faticando sui campi di gara, fianco a fianco con gli organizzatori, con le forbici , le pinze, le fascette ed i cavi per collegare i gonfiabili, in mano al sabato, vestito da ciclista e con la macchina fotografica la domenica mattina, col computer, poi e di nuovo con forbici e pinze per aiutare gli amici a smontare tutto.
Questo è stato lo spirito degli Olympia IMA nel 2010 e lo sarà ancor di più quello degli IMA Scapin 2011, con l'augurio che questo anno porti a tutti, bikers, organizzatori IMA e colleghi organizzatori, una stagione di sport, nel segno della serenità e della collaborazione tra tutti.


