Nella scelta di una gravel il passaggio ruota è diventato uno dei dati tecnici da valutare con maggiore attenzione. Non riguarda soltanto il comfort o la possibilità di affrontare percorsi più sconnessi: soprattutto nelle competizioni, la sezione del copertone può influenzare comportamento, grip, resistenza al rotolamento e capacità di mantenere velocità sui fondi più irregolari.

Ed essendo l'aspetto più influenzante nella personalizzazione di un telaio, è anche la domanda che ci ponete più spesso al fine di decidere quale sia la bici ideale per voi, vale a dire: "con che copertoni è compatibile". È un indicatore non indifferente di quanto sia orientata al racing e moderna una gravel.

La tendenza degli ultimi anni è abbastanza evidente: i telai gravel stanno aumentando progressivamente lo spazio disponibile tra pneumatico, telaio e forcella. Ma non tutti i produttori stanno seguendo la stessa strada. Esistono ancora gravel racing progettate intorno a coperture da 42-45 mm e altre che arrivano a 50, 55 mm e oltre.

Il dato sulla clearance, però, deve essere letto con attenzione. La larghezza nominale di uno pneumatico non sempre corrisponde a quella effettiva e, in alcuni casi, il limite cambia in funzione della trasmissione o della configurazione delle ruote. Cannondale, per esempio, indica espressamente valori misurati e non soltanto nominali, mentre 3T utilizza il proprio sistema WAM, Width-As-Measured, proprio per definire la larghezza reale dello pneumatico.
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Per questo abbiamo raccolto alcuni dei principali telai gravel attualmente sul mercato dividendoli per fasce di compatibilità. Da questi numeri e questi spazi ci sono alcune conclusioni che bisogna obbligatoriamente trarre.
OLTRE 55 MM
È la fascia dei telai che hanno scelto di lasciare un margine particolarmente ampio nella scelta degli pneumatici, arrivando a misure che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate fuori dalla categoria gravel racing.

La Scott Addict Gravel arriva a 57 mm di spazio libero per gli pneumatici. Scott propone di serie coperture da 50 mm, ma il telaio è progettato per accogliere sezioni decisamente maggiori.

La Factor Elara segue la stessa filosofia, con una clearance dichiarata fino a 57 mm. Factor sottolinea come la scelta di aumentare il volume degli pneumatici sia legata anche alla possibilità di mantenere velocità più elevate sui fondi sconnessi. Con la configurazione 2x il limite indicato scende a 47 mm a causa del deragliatore anteriore.
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Idem anche per la nuova Canyon Grail sviluppata attorno alle velocità reali del gravel racing. Telaio aero, passaggio gomma fino a 57 mm, ma sui modelli di serie a Coblenza hanno deciso di montare i 45 mm.

Anche la SEKA ExAero GR entra in questa zona, ma con un dato differenziato: 56 mm all'anteriore e 52 mm al posteriore. È un esempio particolarmente interessante perché dimostra come il numero da considerare non sia necessariamente uno solo per tutta la bicicletta.
FINO A 55 MM
La fascia immediatamente inferiore comprende alcuni dei progetti più interessanti per chi cerca una gravel racing capace di adattarsi anche a percorsi tecnicamente impegnativi.

La nuova Specialized Crux 5 arriva a 55 mm, un valore significativamente superiore rispetto alle generazioni precedenti della Crux. Questo amplia la possibilità di configurare la bici con pneumatici di grande volume senza trasformarla necessariamente in una piattaforma dedicata all'avventura.
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La Giant Revolt rappresenta invece un caso in cui la configurazione della bici è determinante: il sistema di regolazione del carro permette di modificare lo spazio disponibile, con valori che arrivano nella zona dei 50 mm e oltre in determinate configurazioni. Anche la trasmissione può influire sul limite effettivo.

La Cannondale Topstone Carbon dichiara 52 mm al posteriore con una configurazione 1x, mentre con una trasmissione 2x il limite scende a 45 mm. La forcella arriva invece a 56 mm. Cannondale è uno dei pochi brand che specifica che si tratta di larghezze misurate.

Passaggio ruote fino a 52 mm anche per la Basso Palta di terza generazione ma di serie troviamo copertoni da 700x45c. Un altro brand italiano, Wilier, dall'anno scorso nel suo catalogo ha la Rave SLR ID2, la gravel super fast della casa di Rossano Veneto. Spazio per alloggiare copertoni fino 52 mm e le gomme di serie bisogna dire che sono belle larghe, monta le Vittoria Terreno T50 da 700x50c.

FINO A 50 MM
I 50 mm rappresentano oggi una delle soglie più interessanti per le gravel moderne. È una misura che permette di utilizzare pneumatici molto voluminosi mantenendo però una piattaforma ancora facilmente orientata alla velocità.

La Van Rysel RCR-G, sviluppata specificamente per il gravel racing, offre una clearance massima di 50 mm ed è compatibile sia con trasmissioni 1x sia 2x.
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Anche la Megamo West arriva a 50 mm. Il progetto è più versatile rispetto a una gravel esclusivamente racing e prevede anche la possibilità di utilizzare forcella ammortizzata e reggisella telescopico. Megamo la propone quindi come piattaforma utilizzabile tanto nelle competizioni quanto su percorsi più tecnici e nelle prove di lunga distanza.
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Look per la sua nuova G85 Cezal dichiara la compatibilità con pneumatici fino a 50 mm, anche se nella configurazione con doppia corona questa misura scende a 45 mm.

La Trek Checkpoint SL Gen 3 arriva a 50 mm misurati, aumentando lo spazio disponibile rispetto alla precedente generazione.

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Nella stessa fascia troviamo la Propain Terrel CF, con una larghezza massima dichiarata di 50 mm, e la Mondraker Arid, anch'essa progettata per accogliere pneumatici fino a 700x50C. Mondraker specifica che questo è il limite raccomandato per garantire la corretta luce sia su telaio sia sulla forcella.
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Ci troviamo nel segmento più affollato, con la stessa quota c'è anche la KTM Gravelator presentata lo scorso anno. 45 mm di serie sulle bici che arrivano ai negozi ma spazio per montare gomme da 50 mm.

Anche la Berria Naii arriva a 50 mm. Berria presenta il modello come una fast gravel, con la possibilità di adattare la configurazione al tipo di terreno proprio grazie al maggiore spazio disponibile.

La Avona Callis dichiara a sua volta una clearance massima di 50 mm. In questo caso il produttore specifica però che non tutti gli pneumatici da 50 mm misurano realmente 50 mm e consiglia di verificare lo spazio disponibile sopra i 47 mm. È una precisazione importante quando si arriva vicino al limite del telaio.

Anche la Fondriest Ardenne si colloca nella fascia dei 50 mm misura comprovata anche dagli atleti del team Torpado Kenda FSA che usano proprio copertoni da 50 mm.

La nuova Titici Relli Pro Evo arriva a una compatibilità di 50 mm come la Bergamont Grandurance.
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TRA 45 E 49 MM
Scendendo verso le sezioni più contenute troviamo molti dei telai gravel racing che cercano un compromesso più netto tra velocità, peso e possibilità di utilizzare pneumatici relativamente larghi.

La Orbea Terra Race dichiara una clearance fino a 45C, con un progetto sviluppato esplicitamente per le competizioni. Orbea indica inoltre 7 mm di spazio laterale sulla forcella.
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La Focus Atlas è un caso interessante perché la clearance cambia all'interno della stessa famiglia: la forcella arriva a 53 mm, mentre il carro posteriore accetta pneumatici fino a 48 mm sulla serie 6 e 45 mm sulla serie 8.

La Olympia Challenge arriva a 45 mm, un valore che Olympia associa a una piattaforma allroad pensata anche per il fast gravel.
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In questa fascia possiamo collocare anche la Cervélo Áspero, che con ruote 700C arriva a 43 mm, mentre utilizzando ruote 650B la compatibilità sale a 51 mm.
La differenza rispetto a una Mondraker Arid o a una Scott Addict Gravel è quindi notevole: tra 42 e 57 mm ci sono 15 mm di differenza nella sezione massima ammessa, ma questo non significa che la bici con maggiore clearance sia automaticamente più veloce o più adatta alle competizioni.
IL PASSAGGIO RUOTA NON È UNA CLASSIFICA
Il dato sulla clearance non deve essere interpretato come una graduatoria.
Una gravel da 42-45 mm può essere esattamente ciò che serve per una gara veloce, Pidcock ne è stato l'esempio lo scorso anno correndo con uno pneumatico da cross, mentre una bici capace di ospitare pneumatici da 50 o 55 mm offre soprattutto maggiore libertà di configurazione e sicuramente più comfort quando il percorso diventa più accidentato e i ritmi alti. La scelta dello pneumatico dipende dal percorso. Su un tracciato compatto e veloce può avere senso utilizzare una sezione più contenuta, mentre su fondi sconnessi, rocciosi, più larga permette di lavorare con pressioni inferiori e aumentare il volume d'aria disponibile.
Per questo il passaggio ruota è diventato un parametro importante anche quando si acquista una bici pensando al futuro. Un telaio che oggi permette di montare 50 o 55 mm lascia più possibilità di adattare la bicicletta all'evoluzione dei percorsi e degli pneumatici.
C'è però un'ultima distinzione da non trascurare: la misura dichiarata dal produttore e la larghezza effettiva dello pneumatico non sono necessariamente la stessa cosa. La sezione reale dipende dal cerchio, dal canale interno e dal modello specifico di gomma. Quando ci si avvicina al limite dichiarato, è quindi necessario verificare la combinazione completa e non limitarsi alla misura scritta sul fianco dello pneumatico.
Oggi, quindi, il passaggio ruota è una vera caratteristica progettuale della gravel. 42, 45, 50, 55 o 57 mm non definiscono quale bici sia migliore: definiscono quanto margine il telaio lascia nella scelta del copertone e, di conseguenza, quanto può essere ampia la finestra di utilizzo della bicicletta.
ASPETTO CRUCIALE: IL FANGO
L'aspetto che più di tutti bisogna considerare è che il fango cambia tutti i valori in campo e qui non c'è larghezza del battistrada che tenga, dipende unicamente dalla tipologia di fango che si trova, per quanti chilometri ecc.

La cosa migliore da fare è avere sempre bene a mente quale misura massima può montare il telaio e tenere i dovuti millimetri di rispetto per poter far passare anche il fango più pesante. Se il passaggio è già molto limitato, in condizioni fangose non si rischia di rimanere bloccati ma anche di rovinare il telaio.
In definitiva la mtb insegna che nel fango più pesante i copertoni che hanno più senso sono essenzialmente quelli più stretti, fendono meglio le superfici pesanti e nel caso del gravel si possono sfruttare tasselli leggermente più alti e spaziati.