La Torpado Re Nero R non è una full da cross country nata per seguire la moda del momento. È una mountain bike italiana da gara, pensata per marathon, granfondo e XCO, con un carattere molto preciso: pedalare forte, tenere ritmo, restare stabile e trasformare i watt in velocità.

Non è un caso se questa bici si è fatta notare subito nelle gare vere. Dopo essere stata presentata all’Italian Bike Festival di Misano, la Re Nero R ha iniziato a correre ad alto livello con il Torpado Kenda FSA. Fabian Rabensteiner e Casey South nell'agosto del 2025 come prototipo l’hanno portata alla vittoria alla Swiss Epic, poi il 24 maggio 2026 a Reggio Calabria Rabensteiner ci ha vinto anche il Campionato italiano Marathon. Insomma, una bici che non ha fatto solo passerella, ma ha subito fatto check-in sul gradino più alto del podio.

©Aspromarathon
Nel nostro test abbiamo provato la Torpado Re Nero R Team Edition, l’allestimento più vicino a quello del team ufficiale. Una bici particolare anche nell’estetica, con una livrea che cambia molto sotto la luce diretta del sole, ma soprattutto interessante per una soluzione tecnica che la rende diversa da molte full moderne: il sistema TOSA.
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Torpado Re Nero R: che bici è
La Torpado Re Nero R è una full suspended 29” da XCO e marathon con telaio in carbonio e sistema sospensivo posteriore regolabile. Il cuore del progetto è il TOSA system, una soluzione che permette di passare da 90 mm a 120 mm di escursione posteriore modificando il punto di attacco dell’ammortizzatore.

La cosa interessante è che per cambiare configurazione non serve sostituire l’ammortizzatore. Si utilizzano gli spacer forniti nel kit, si rifà correttamente il SAG e la bici può passare da un assetto più marathon, tirato e reattivo, a una configurazione più moderna e tecnica da 120 mm.
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Nel nostro caso la bici è stata provata in configurazione full 120 mm, quindi con forcella Manitou R8 da 120 mm e ammortizzatore Manitou Mara.
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Nonostante l’escursione, la Re Nero R non dà mai quella sensazione da “monster truck” morbido o eccessivamente filtrato. Appena si inizia a pedalare si capisce subito che sotto c’è una bici racing, reattiva e molto diretta.
Dettagli da marathon: due borracce e multitool integrato
La Torpado Re Nero R non è solo una bici da gara pensata per spingere forte, ma anche una full con alcuni dettagli molto pratici per chi fa marathon e granfondo. Nel telaio c'è spazio per montare due borracce, una caratteristica che sulle lunghe distanze fa sempre la differenza, soprattutto quando si corre con temperature alte o su percorsi dove i ristori sono distanti.

Un altro dettaglio interessante è il multitool Lezyne integrato nel pivot principale, nascosto ma sempre a portata di mano. È una soluzione pulita, utile e coerente con il carattere della bici: meno roba nelle tasche, meno accessori fissati al telaio e più ordine quando si parte con il numero davanti.

Scheda tecnica Torpado Re Nero R Team Edition testata
- Forcella: Manitou R8 120 mm
- Ammortizzatore: Manitou Mara
- Trasmissione: SRAM XX con corona 34t
- Freni: Hayes Dominion T4 sull'anteriore, T2 sul posteriore
- Cockpit: integrato FSA NS SIC, 780 mm
- Ruote: FSA i30 in carbonio
- Reggisella telescopico: Manitou Jack
- Gomme: Kenda Booster Pro 29x240''
- Peso rilevato: 11,31 kg in taglia M
- Prezzo: 7.999 euro
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Allestimento Team Edition: diverso dal solito
L’allestimento Team Edition ha una personalità propria. Non è la classica full da catalogo con componenti già visti su mille altre bici: qui troviamo trasmissione SRAM XX, sospensioni Manitou, ruote FSA i30 in carbonio, cockpit integrato FSA NS SIC e reggisella telescopico Manitou Jack.
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Una scelta che rende la Re Nero R diversa dal solito e molto vicina alla configurazione racing del team Torpado Kenda FSA.
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Il cockpit integrato dà alla bici un aspetto pulito e molto racing, oltre a contribuire alla rigidità dell’avantreno. Come tutti i manubri integrati, però, richiede più attenzione nella scelta iniziale e nel setup: rispetto a un attacco e manubrio tradizionali offre meno margine per modificare larghezza, lunghezza e inclinazione in base alle proprie esigenze. Non è un problema, ma è un aspetto da considerare prima dell’acquisto, soprattutto per chi è molto sensibile alla posizione in sella.
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Serve invece un minimo di abitudine nella gestione dei comandi sul manubrio. Il remoto Manitou ha un azionamento valido e una buona ergonomia, ma sulla bici provata il comando del telescopico è posizionato sopra quello del blocco sospensioni, quindi in modo diverso rispetto a quello a cui molti biker sono abituati. Nelle prime uscite può capitare di cercare il lockout e abbassare invece il reggisella, ma dopo qualche uscita la logica diventa più naturale.
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Freni Hayes Dominion, brand meno conosciuto rispetto ai marchi più diffusi nel mondo MTB racing, ma capaci di lavorare bene sul campo. La frenata è risultata modulabile ed efficace, anche se il feeling della leva e l’estetica possono piacere più o meno a seconda delle abitudini personali. Da segnalare solo una certa rumorosità in alcune condizioni, soprattutto quando si bagnano o si scaldano, ma in termini di potenza e modulabilità i Dominion hanno lavorato meglio di quanto ci si potrebbe aspettare da un componente ancora poco diffuso nel mondo racing.
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Come va in salita
In salita la Torpado Re Nero R mette subito in chiaro il proprio DNA. È una bici da pedalatori, da chi ama stare seduto, tenere ritmo e spingere watt in continuità. La posizione in sella è racing, abbastanza bassa sull’anteriore, ma non esasperata come su certe XC moderne super aggressive.
Il telaio si percepisce molto rigido lateralmente. Nei rilanci da seduto e quando si spinge forte sui pedali, la risposta è secca, diretta, senza quella sensazione di dispersione che su una full da marathon può fare la differenza tra una bici “croccante” e una che si siede appena si dà gas.

Il carro da 435 mm aiuta molto nella trazione. Sulle rampe tecniche, sullo smosso e nelle salite lunghe irregolari, la ruota posteriore resta ben incollata al terreno. È una bici che rende molto quando si entra in modalità passista: rapportone, cadenza costante e gas aperto.
Non è la full più nervosa o più esplosiva nei rilanci continui, ma quando il percorso chiede ritmo e capacità di tenere velocità media alta, la Re Nero R diventa molto efficace. È proprio qui che si sente la sua impronta marathon.
Il setup delle sospensioni è fondamentale
Un punto importante del test riguarda il setup delle sospensioni. Con un SAG tradizionale intorno al 25-30%, la bici tendeva a sedersi un po’ troppo, soprattutto al posteriore. In quella configurazione perdeva parte del suo carattere: meno precisa, meno brillante nei cambi di ritmo e più pigra quando ci si alzava sui pedali.

Il miglior equilibrio è arrivato lavorando sul SAG e scendendo intorno al 22%. Nel caso del nostro tester, 73 kg di peso, il riferimento è stato circa 200-210 PSI sull’ammortizzatore. Così la bici è diventata più sostenuta, precisa e reattiva, senza perdere troppo comfort e capacità di assorbimento nei tratti tecnici.

È un dettaglio da non sottovalutare: la Re Nero R è una bici racing e, come tutte le bici da gara vere, va capita e regolata bene. Una volta trovato il setup corretto, cambia passo.

Come va in discesa
In discesa la Torpado Re Nero R è stabile, precisa e molto composta. Non è una bici che invita a guidare in stile trail bike, con manual, scrub o ingressi di traverso. Il suo terreno ideale è un altro: linee pulite, velocità, ruote a terra e traiettorie disegnate bene.
La sensazione principale è quella di una bici che vuole restare piatta sul terreno. L’avantreno non è nervoso, il retrotreno non sposta continuamente il peso del rider e l’insieme dà una buona sicurezza soprattutto nei tratti veloci, sconnessi, con pietre smosse o compressioni rapide.

Sullo stretto è meno giocosa rispetto ad alcune full XC moderne più compatte. Serve un po’ più di corpo per farla girare forte, ma una volta capita restituisce un comportamento prevedibile. Non è una bici che perdona tutto come una trail bike, però per chi pedala da tanti anni ha un vantaggio: non obbliga a stravolgere lo stile di guida.
È una bici da guidare sull’anteriore, da classica marathon racing moderna. Ti permette di scendere forte, ma ti chiede pulizia. Se la accompagni, scorre. Se la forzi troppo, ti ricorda che il suo obiettivo non è fare numeri, ma arrivare veloce al traguardo.

Peso reale: quanto pesa la Torpado Re Nero R Team Edition
La Torpado Re Nero R Team Edition provata, in taglia M, ha fermato la bilancia a 11,31 kg. Secondo noi c’è ancora margine per limare qualcosa, soprattutto scegliendo una configurazione più marathon da 90 mm e una forcella più leggera, come una RockShox SID SL o una Fox 32. La piattaforma, però, è già pronta per correre senza dover mettere mano a mezzo montaggio.
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Conclusioni: per chi è la Torpado Re Nero R
La Torpado Re Nero R Team Edition è una bici con una personalità chiara. Non prova a essere una trail bike travestita da XC, non cerca geometrie estreme e non punta tutto sul divertimento fine a sé stesso. È una full marathon racing, italiana, concreta, stabile e molto efficace quando si tratta di pedalare forte.
È consigliata a chi cerca una MTB full suspended da marathon e granfondo, con una forte impronta racing. Il suo terreno ideale sono le salite lunghe, i percorsi dove bisogna tenere ritmo e le gare in cui conta la capacità di spingere watt in continuità. È una bici da passisti, da marathon biker, da granfondisti evoluti e da weekend warriors con gamba vera.
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Può essere usata anche in XCO, soprattutto nella configurazione da 120 mm, ma non è una full pensata per chi cerca una guida super giocosa o trail oriented. In discesa dà sicurezza, resta composta e precisa, ma chiede una guida pulita: accompagni le linee, lasci correre la bici e lei restituisce stabilità.
Il sistema TOSA le dà una versatilità reale, perché permette di passare da 90 a 120 mm senza cambiare ammortizzatore, ma il carattere resta sempre quello: efficienza, precisione e ritmo. Il peso di 11,31 kg lascia ancora spazio a qualche alleggerimento, però l’allestimento Team Edition è già pronto per correre senza interventi obbligati.
Il fatto che questa piattaforma abbia già vinto a livello internazionale e poi anche il Campionato italiano Marathon con Fabian Rabensteiner racconta bene il senso del progetto: la Re Nero R non è nata per fare scena. È nata per correre forte, soprattutto quando il percorso è lungo e bisogna tenere il gas aperto fino alla fine.
Info line
Sito ufficiale www.torpado.com, sullo stesso per trovare il negozio più vicino a casa basta cliccare su Trova un negozio.