Ferro e performance nelle gare MTB e gravel: perché la stanchezza non è solo allenamento

Nelle gare di endurance il calo di rendimento può arrivare anche quando la preparazione è corretta. Il ferro è uno dei fattori chiave che influenzano ossigenazione, watt e recupero.

Nel mondo delle gare di mountain bike e gravel c’è un momento preciso in cui capisci che qualcosa non torna. Le gambe ci sono, il riscaldamento è fatto bene, la testa è concentrata. Eppure i watt non salgono, il ritmo non si tiene, il recupero è più lento del solito. Non è sempre un problema di allenamento. A volte il limite è più silenzioso, meno evidente, ma decisivo: il ferro.

 

Non parliamo solo di anemia, ma di efficienza metabolica, di ossigeno che arriva davvero ai muscoli e di quanto il corpo riesce a trasformare lo sforzo in energia utile, soprattutto quando le ore in sella diventano tante, tra marathon MTB e gare gravel di lunga distanza.

 

 

Dove nasce davvero l’energia quando sei in gara

Ogni respiro ha senso solo se l’ossigeno riesce a raggiungere i tessuti e a trasformarsi in energia. Il ferro è centrale in questo processo: è parte dell’emoglobina che trasporta l’ossigeno nel sangue, della mioglobina che lo rende disponibile ai muscoli e degli enzimi mitocondriali che producono ATP.

Quando il ferro è basso, l’ossigeno entra nei polmoni ma il motore cellulare gira a regime ridotto. In gara questo si traduce in meno resistenza, meno lucidità nei momenti chiave, difficoltà a rilanciare dopo uno strappo o a tenere il ritmo nel finale. Il classico scenario in cui senti di dover mollare quando normalmente saresti ancora nel flow.

 

 

La zona grigia prima dell’anemia: il problema degli atleti

Prima dell’anemia conclamata esiste una zona grigia. Le scorte di ferro si abbassano, ma gli esami standard possono risultare ancora nella norma. L’organismo compensa attingendo ai depositi di fegato, milza e midollo osseo, consumando però riserve strategiche. I segnali sono subdoli ma persistenti: stanchezza cronica, fiato corto nei tratti che prima gestivi senza problemi, difficoltà di concentrazione, sonno disturbato. Per molti biker il primo campanello d’allarme è il calo di rendimento nelle gare marathon MTB, nelle granfondo gravel o nelle uscite lunghe a ritmo sostenuto.

 

 

Quanto ferro serve a chi fa MTB e gravel

Nel corpo umano sono presenti circa 2,5–4 grammi di ferro. Il fabbisogno medio è di circa 7 mg al giorno nell’uomo e 10 mg nella donna, ma aumenta in modo significativo in condizioni di stress fisico prolungato. Allenamenti intensi, gare lunghe, sudorazione abbondante, microtraumi muscolari e infiammazione di basso grado tipici dell’endurance rendono il metabolismo del ferro una vera variabile di adattamento. Chi prepara una stagione di gare lo sa bene: non basta allenarsi di più, serve anche sostenere il corpo nel recupero.

 


Ferro eme e non eme: attenzione all’alimentazione

Il ferro di origine animale, detto eme, presente in carne, pesce e uova, viene assorbito più facilmente. Quello vegetale, non eme, contenuto in legumi, cereali e verdure, è più sensibile alle interferenze di fibre, tè e caffè. Per chi segue diete vegetariane o vegane, sempre più diffuse anche tra gli sportivi, diventa fondamentale curare quantità e combinazioni. In caso contrario il rischio è di arrivare alle gare con un motore che non esprime tutto il suo potenziale.

 


Vitamina C: il dettaglio che fa la differenza

La Vitamina C aumenta in modo significativo l’assorbimento del ferro, soprattutto di quello vegetale. Abbinare fonti di ferro ad agrumi, kiwi o peperoni crudi è una strategia semplice ma estremamente efficace. Non è un caso che venga spesso inserita nelle formulazioni nutraceutiche pensate per gli sportivi di endurance.


Segnali da non ignorare per chi gareggia

Se pratichi mountain bike o gravel in modo continuativo, presta attenzione a questi segnali:

 

- calo di rendimento improvviso nelle gare o negli allenamenti lunghi
- difficoltà a tenere i watt abituali anche a ritmo controllato
- recupero più lento tra una gara e l’altra
- fiato corto su sforzi che prima gestivi senza problemi
- stanchezza persistente anche a riposo

 

In presenza di più fattori, una valutazione dello stato del ferro può aiutare a capire cosa sta realmente limitando la performance.

 

 

Quando l’alimentazione non basta

Una dieta equilibrata resta la base, ma non sempre è sufficiente a ripristinare rapidamente livelli ottimali di ferro, soprattutto in piena stagione agonistica o in presenza di carichi elevati. In questi casi può avere senso valutare un supporto nutraceutico specifico, pensato per gli sportivi di endurance e caratterizzato da buona biodisponibilità, tollerabilità gastrointestinale e rilascio graduale nel tempo.

 

Oggi esistono formulazioni che rispondono a questi criteri, sviluppate per supportare il ripristino delle riserve di ferro quando necessario e sempre all’interno di un percorso consapevole. In questo contesto si inserisce anche FerroFill della linea Nutraceutici di EthicSport, basato su ferro ad alta biodisponibilità e su un approccio orientato alla continuità dell’apporto.

 

 

Il ferro come chiave di energia e prevenzione

Il ferro non è solo un valore negli esami del sangue. È un regolatore centrale di ossigenazione, produzione energetica, funzione muscolare e lucidità mentale. Prendersene cura significa investire sulle fondamenta della salute e della performance, nello sport come nella vita di tutti i giorni.

 

Per chi corre in mountain bike o gravel, spesso la differenza tra una gara gestita bene e una giornata no non è solo nelle gambe, ma in ciò che permette a quelle gambe di lavorare davvero al massimo.

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