La Roc d' Azur è diventata un mito
Ben 27 gli appuntamenti iniziati il mercoledì, che hanno coinvoltoo 18.000 concorrenti e decine di migliaia di spettatori
Tutti i big del movimento ma soprattutto migliaia di appassionati, dagli agonisti incalliti ai cicloturisti più tranquilli si sono dati appuntamento a Frejus per questo evento, non solamente confinato alla gara fine a se stessa, ma da vivere come un happening dedicato alla mtb declinata in tutte le sue forme.
Ben 27 gli appuntamenti in programma, iniziati il mercoledì con le prove dei ragazzi e terminati con la prova clou della domenica, la Roc D'Azur di 56 km. Oltre a tutto questo non si può dimenticare la grandissima area espositiva e le prove di street e dirt jumping, che catapultavano sopra le teste del pubblico, lanciati da rampe e trampolini impressionanti, ragazzi in jeans e maglietta (e casco!) a bordo delle loro bmx o mtb a regalare acrobazie incredibili.
Confermata ed irrinunciabile la location della manifestazione, Base Nature, l'immensa pianura erbosa su cui era ubicata la vecchia base aerea di Frejus, solcata solo da alcune piste ciclabili e, malgrado tutto, per l'occasione occupata solo in piccola parte rispetto alla sua area complessiva.
Imperdibile come gli anni precedenti la zona espositiva, chiusa per cause di forza maggiore il venerdì, ma presa d'assalto i giorni successivi, costituita da un'area coperta, in stile salone del ciclo e da una scoperta tipo demo day, dove era possibile testare sul campo le novità delle case più rappresentative o incontrare i tecnici e gli atleti dei maggiori team internazionali.
Dal punto di vista sportivo vittoria per il campione del mondo marathon Christoph Sauser (Specialized) che ha letteralmente dominato la prova, caratterizzata da un percorso impegnativo e molto tecnico, che ha costretto anche i professionisti a percorrere parecchi tratti a piedi. Dietro di lui il campione del mondo xc under23 il connazionale Thomas Litscher, terzo lo specialista tedesco delle marathon Karl Platt.
Presente alla gara ma senza ambizioni di classifica la giovane dominatrice della stagione Julie Bresset, vincitrice della coppa del mondo assoluta e del mondiale xc under23, attorniata e festeggiata per tutto il weekend dai suoi tifosi. Dalla metà della mattinata e per tutto il pomeriggio, migliaia di appassionati si sono dilettati nelle prove cicloturistiche (Rando), suddivise in percorso Noir (impegnativo) e Rouge (medio) e nelle prove dei ragazzi, suddivisi per fasce d'età.
Ma la prova clou, quella più attesa, era prevista per la domenica, la Roc d'Azur dove i 4000 posti disponibili per partecipare risultavano completi già da parecchi mesi, così come gran parte delle prove in programma. Il parterre de roi, schierato nelle prime file della griglia, era impressionante: insieme ai migliori specialisti francesi di cross-country e marathon, il vincitore della scorsa edizione Alban Lakata, il vice campione mondiale xc Nino Schurter con il compagno di squadra Florian Vogel, Christoph Sauser e Barry Stander del team Specialized, Marco Aurelio Fontana, Manuel Fumic e Martin Gujan del team Cannondale Factory, Moritz Milatz e Alexandre Moos, Lukas Flückiger (Trek) tra gli altri campioni schierati nelle prime file. Tra gli italiani Andrea Tiberi e Yader Zoli del Team Torpado, Giuseppe Lamastra e Mirko Pirazzoli, reduce dalla marathon del venerdì ed impegnato anche come espositore nello stand FRM.
La corsa piano piano diventava una prova ad eliminazione e nella discesa che precedeva il famoso e caratteristico passaggio al Col de Bougnon in testa rimanevano in cinque: il favorito Sauser, che dopo la vittoria nel marathon inseguiva la doppietta, Milatz, il giovane e sorprendente belga Carrabin e i due italiani Fontana e Tiberi. Sauser decideva allora di affondare l'attacco deciso, accelerando in maniera irresistibile. I due italiani erano i primi a cedere, successivamente anche Carrabin e Milatz perdevano le ruote dello scatenato svizzero. Milatz però non mollava e rimaneva comunque sempre a poche decine di metri dal battistrada senza perdere il contatto visivo.
Per tutti gli altri oltre 4000 partecipanti un tracciato molto impegnativo, le cui modifiche rispetto allo scorso anno si sono fatte sentire nel finale, avendo portato il dislivello complessivo oltre i 1400 metri, il tutto totalizzato senza l'ausilio di salite particolarmente lunghe.
Come di consueto ben gestiti i tracciati di gara, con percorsi segnati perfettamente: ogni gara aveva il suo colore caratteristico, presente sia sul pettorale dei partecipanti che nelle numerosissime frecce dislocate lungo il percorso. Centinaia di addetti sul percorso, anche personale dell'esercito, numerosi ristori, mediamente uno ogni 10 chilometri, ricchi e forniti di una buona dose di alimenti solidi e liquidi.
Nei pressi di ogni ristoro erano inoltre dislocate delle zone di assistenza meccanica dove erano presenti attrezzi e a volte personale in grado di aiutare coloro che fossero incappati in noie meccaniche. All'arrivo un generoso ristoro, la consegna a tutti dell'ambita maglia di finisher e l'appuntamento all'anno successivo.
A proposito per chiunque volesse cimentarsi nell'impresa, le iscrizioni per l'edizione 2012 sono già aperte!