Quando Specialized ha presentato la nuova Crux 5, la prima impressione era abbastanza chiara: rispetto alla Crux 4 sembrava quasi di trovarsi davanti a un'altra bicicletta.
La Crux che conoscevamo derivava infatti da una piattaforma nata per il ciclocross e, soprattutto nella precedente generazione, manteneva ancora alcuni elementi che la rendevano molto vicina a quel mondo. La Crux 4 era una bici leggera, versatile, con una geometria racing ma non estrema, tubazioni più tradizionali e una certa predisposizione anche all'utilizzo offroad più impegnativo.

Con la Specialized S-Works Crux 5, invece, cambia parecchio. Noi ci troviamo davanti a una vera gravel race moderna, con un telaio che richiama molto da vicino il linguaggio aerodinamico del Tarmac SL8 e che punta chiaramente sulla velocità. Ma la cosa interessante è che Specialized non ha semplicemente trasformato la Crux in una "Tarmac con i gommoni".
Ed è proprio questo l'aspetto che ci ha sorpreso maggiormente durante il test.
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GEOMETRIA: CAMBIA POCO, MA IL COMPORTAMENTO CAMBIA TANTO
Se guardiamo solamente i numeri, la geometria della Crux 5 non rappresenta una rivoluzione rispetto alla Crux 4. L'angolo di sterzo si apre di circa mezzo grado, mentre quello del piantone diventa altrettanto più verticale. L'interasse rimane molto simile, con un leggero incremento della lunghezza complessiva.
La modifica più evidente riguarda invece il movimento centrale, che è stato abbassato. Una scelta che contribuisce a dare alla bici quella sensazione di essere molto vicina al terreno. In particolare quando aumentiamo la velocità sui fondi sconnessi, la Crux 5 trasmette una sensazione di stabilità molto marcata. È una bici che non sembra voler saltare da una parte all'altra quando il terreno diventa più complicato. Anzi, rimane composta.
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Anche il peso racconta una storia differente rispetto al passato. La Crux 4 puntava moltissimo sulla leggerezza, con un telaio intorno ai 720 grammi. La nuova generazione supera gli 800 grammi, mentre la nostra S-Works Crux 5 in taglia 54 si ferma a circa 7,5 kg.
Quindi sì, rimane una gravel molto leggera, ma non è più una bici progettata inseguendo esclusivamente il dato sulla bilancia. E secondo noi è stata una scelta sensata.

AERODINAMICA, MA SENZA DIVENTARE UN PALLETTO
Specialized ha lavorato molto sull'aerodinamica del telaio. La forma delle tubazioni è chiaramente ispirata alle bici da strada più veloci dell'azienda e il risultato è una Crux che, almeno visivamente, ricorda parecchio una Tarmac SL8 con pneumatici molto più generosi. Il dato dichiarato da Specialized parla di un risparmio di circa 15 watt a 45 km/h. È un numero interessante, ma dobbiamo anche contestualizzarlo.

Quanti di noi riescono a mantenere 45 km/h per 40 minuti su una gravel? Noi sicuramente no.
Per questo motivo, durante il test, ci ha interessato molto di più un altro aspetto del progetto: come Specialized sia riuscita a combinare aerodinamica e comfort. Ed è qui che la Crux 5 cambia completamente faccia.

LA LAMINAZIONE DEL CARBONIO È IL VERO JOLLY
Guardando una bici così aggressiva ci si potrebbe aspettare un comportamento estremamente rigido. Una bici cattiva, reattiva, magari anche nervosa. Invece la Crux 5 riesce a essere sorprendentemente morbida. La laminazione del carbonio è stata studiata non soltanto per ottenere determinate caratteristiche aerodinamiche, ma anche per controllare la risposta del telaio e filtrare parte delle vibrazioni.
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E in fuoristrada questa caratteristica si sente. Sui fondi sconnessi non abbiamo avuto quella sensazione tipica di alcune gravel molto racing che, dopo qualche ora, iniziano a presentare il conto a mani, braccia e parte alta del corpo. La Crux 5 rimane composta e accompagna il terreno. Non significa che sia una mountain bike, ovviamente. Non lo diventerà mai. Ma proprio per una gravel race è un comportamento molto interessante.

LE RUOTE SPECIALIZED TERRA AERO CLX SONO UNA PARTE IMPORTANTE DELLA STORIA
Una buona parte del comportamento che abbiamo riscontrato arriva anche dalle ruote. La Crux 5 S-Works utilizza le Specialized Terra Aero CLX, un set particolarmente interessante sia per costruzione sia per comportamento. Abbiamo un profilo da 45 mm, canale interno da 27 mm e raggi in carbonio. Una configurazione che sulla carta potrebbe far pensare a una ruota estremamente rigida. Invece non è così.

Anche le ruote riescono a filtrare parecchio, contribuendo alla sensazione generale di controllo della bici. Particolarmente curioso è il diverso trattamento dei cerchi tra anteriore e posteriore: il posteriore presenta una forma più tondeggiante, mentre l'anteriore è molto più piatto nella zona in cui lavorano i nippli. Una soluzione che non passa inosservata e che, alla prova dei fatti, funziona.

I mozzi utilizzano inoltre cuscinetti CeramicSpeed, così come il movimento centrale. E proprio quest'ultimo è un dettaglio che apprezziamo particolarmente: movimento centrale filettato.

PNEUMATICI DA 50 MM E PRESSIONI BASSE
Un altro elemento importante della Crux 5 è la possibilità di utilizzare pneumatici molto generosi. Sulla nostra bici abbiamo trovato gli Specialized Tracer, una gomma che si è dimostrata molto equilibrata. Funziona bene in fuoristrada, ma riesce anche a scorrere con una certa efficacia su asfalto.
Il volume d'aria disponibile permette inoltre di lavorare con pressioni decisamente basse. Durante il test siamo arrivati a circa 2 bar al posteriore e 1,6-1,7 bar all'anteriore, senza utilizzare inserti. Considerando il tipo di terreno affrontato, è un valore particolarmente interessante.

La cosa più importante è che non abbiamo percepito colpi sul cerchio. Il canale interno largo, il volume dello pneumatico e la struttura complessiva della ruota permettono quindi di sfruttare pressioni basse mantenendo un buon livello di controllo. Ed è proprio qui che la Crux dimostra di non essere semplicemente una bici da strada con pneumatici gravel.

IN SELLA: TI VIENE VOGLIA DI SPINGERE
La posizione in sella è uno degli aspetti che ci ha convinto maggiormente. La nostra bici era una taglia 54, utilizzata con un'altezza sella di 75 cm. Per i nostri 178 cm di altezza, la posizione si è rivelata molto naturale.

La Crux 5 porta abbastanza spontaneamente a stare raccolti. In particolare, ci siamo trovati molto bene in presa bassa. È una cosa tutt'altro che scontata, soprattutto per chi arriva dalla mountain bike e tende istintivamente a preferire la parte alta del manubrio. Qui invece la posizione bassa viene quasi naturale.

Il manubrio integrato contribuisce sicuramente alla sensazione generale. La differenza di altezza tra presa alta e presa bassa è contenuta e la forma invita a rimanere in una posizione più aggressiva.

Unico appunto personale: le leve SRAM non sono le nostre preferite in questo segmento e avremmo preferito trovarle leggermente più alte. Ma è una questione di ergonomia e preferenze individuali.
IN SALITA È REATTIVA, IN DISCESA DIVENTA MOLTO STABILE
La Crux 5 non ha il comportamento tipico della gravel che ha bisogno di qualche secondo per rispondere alla pedalata. Appena aumentiamo la pressione sui pedali, la bici reagisce.
In salita, soprattutto quando rimaniamo raccolti e in posizione aero, sembra quasi chiedere di continuare a spingere. È una sensazione che ritroviamo anche nei rilanci.
La bici risponde immediatamente alle sollecitazioni e non dà quella percezione di inerzia che alcune gravel più orientate al viaggio possono avere.

Poi arriva il momento di aprire il gas in discesa. Ed è qui che emerge l'altra faccia della Crux. La bici è molto stabile. Anche quando il terreno si rompe, il telaio rimane basso e composto e le ruote contribuiscono a mantenere la traiettoria.
Ma dobbiamo essere chiari su un punto: questa non è una mountain bike. Se il nostro obiettivo è fare trail da mountain bike, è molto più sensato scegliere una mountain bike. Se invece vogliamo una bici capace di passare dall'asfalto a strade bianche, singletrack facili e tratti tecnici che rimangono comunque nel territorio del gravel, allora il discorso cambia. Ed è probabilmente proprio qui che la Crux 5 trova il suo spazio.

1X E RAPPORTI: LA 40 NON È PER TUTTI
La S-Works Crux 5 è proposta esclusivamente con trasmissione 1x. La nostra configurazione utilizza una corona da 40 denti. Per un utilizzo gravel tecnico, soprattutto quando il percorso presenta salite ripide e fondi sconnessi, il 40 può avere perfettamente senso.
In Corsica, durante il nostro test, abbiamo apprezzato proprio la possibilità di avere un rapporto relativamente agile. Ma se immaginiamo di utilizzare questa bici soprattutto su strada e gravel veloce, noi valuteremmo seriamente una corona da 44 denti. La possibilità di personalizzare questo aspetto rende la Crux ancora più interessante perché permette di spostare il carattere della bici verso un utilizzo più stradale oppure più offroad.

UNA BICI UNICA PER STRADA E GRAVEL?
Che cosa succede se utilizziamo la Crux 5 su strada? La risposta è abbastanza semplice: va forte. Molto forte.

Abbiamo provato la bici anche con pneumatici Michelin più orientati all'asfalto, praticamente delle semislick, e il comportamento cambia immediatamente. La Crux diventa una bici da strada estremamente credibile. Certo, una vera bici da strada probabilmente permetterebbe di andare ancora più forte su determinati percorsi. Ma per chi, come noi, utilizza la bici da strada soprattutto come estensione dell'attività gravel e mountain bike, la differenza può diventare molto meno importante.

Ed è proprio questo il motivo per cui la Crux 5 è entrata nel gruppo delle biciclette che potremmo considerare come un'unica bici per strada e gravel. Una bici con cui partire la domenica con gli amici sull'asfalto, ma senza preoccuparsi troppo se a un certo punto compare una strada bianca. E quando la strada bianca diventa più impegnativa, abbiamo comunque un telaio capace di gestirla.

S-WORKS CRUX 5 IN TEST: IL MONTAGGIO COMPLETO
Telaio: S-Works Crux 5 FACT 12r Carbon
Forcella: S-Works FACT Carbon
Trasmissione: SRAM Red AXS XPLR E1 a 13 velocità, Quarq power meter, corona 40t
Pacco pignoni: SRAM Red XPLR E1, 10-46t
Freni: SRAM Red E1
Pneumatici: Pathfinder 700x45c
Ruote: Roval Terra Aero CLX, canale interno 27mm
Cockpit: Roval Terra
Sella: S-Works Power
Reggisella: S-Works Tarmac SL8 Carbon
Taglia: 54
Peso: 7,55 kg
Prezzo: 13.999 euro
IL PREZZO È IL VERO LIMITE
Arriviamo inevitabilmente al prezzo. La Specialized S-Works Crux 5 costa 13.999 euro. È una cifra importante, e non avrebbe senso nasconderlo. Specialized ha scelto di posizionare la Crux S-Works al vertice della gamma e il prezzo riflette questa strategia.

Allo stesso tempo, però, esistono alternative all'interno della stessa famiglia. La Crux Expert scende a circa 6.999 euro, mentre la Crux S-Works rappresenta il punto massimo della gamma e si colloca in una fascia di prezzo molto più alta.

Per chi cerca il progetto Crux ma non vuole arrivare ai quasi 14 mila euro della S-Works, sono quindi proprio le versioni inferiori a meritare un'attenzione particolare. Perché buona parte della filosofia del telaio rimane. E a nostro avviso è proprio questo il punto da considerare: non è necessario spendere 13.999 euro per apprezzare il progetto Crux 5.

SPECIALIZED S-WORKS CRUX 5: A CHI LA CONSIGLIAMO?
Dopo averla utilizzata in condizioni molto diverse, dalla strada ai tratti gravel più impegnativi, la nostra impressione è abbastanza precisa. La Crux 5 non ci ha convinto perché è la gravel più aero, né perché è particolarmente leggera.

Ci ha convinto perché riesce a mettere insieme velocità, stabilità e comfort senza avere un comportamento estremo. È una bici che possiamo guidare come una gravel race quando vogliamo spingere, ma che non ci obbliga a rinunciare al controllo quando il fondo diventa più complicato. E soprattutto è una bici che, con la giusta configurazione di pneumatici e rapporti, può realmente diventare una piattaforma unica per strada e gravel.

Nel nostro caso, tra le gravel che abbiamo provato recentemente, la Crux 5 è entrata senza troppi dubbi nel gruppo delle candidate a diventare una bici "unica". Non è perfetta e non è una mountain bike travestita da gravel. Ma probabilmente non vuole esserlo. Vuole andare forte. E la cosa interessante è che riesce a farlo anche quando la strada smette di essere strada.
DOVE LA TROVO
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