:: Test Ducati e-MTB 2017: DM-160 R e DM-170 RR, massima potenza con avinox m2s

Abbiamo avuto l'occasione di fare un primo giro sulle nuove DM-160 R e DM-170 RR, due e-enduro costruite sullo stesso telaio in carbonio ma configurate per offrire due modi differenti di interpretare la guida off-road.

23 settembre 2026

Una Ducati con due ruote, il motore e tanta potenza non dovrebbe stupire nessuno. Il punto è capire cosa succede quando il motore è un Avinox M2S e sotto di noi non c'è una moto, ma una e-mtb. Abbiamo avuto l'occasione di fare un primo giro sulle nuove DM-160 R e DM-170 RR, due e-enduro costruite sullo stesso telaio in carbonio ma configurate per offrire due modi differenti di interpretare la guida off-road.

 

Test DM-160 R e DM-170 RR

 

Chiariamo subito una cosa: questo non è un test di lunga durata. Abbiamo effettuato un first ride sulle due biciclette, guidando però ciascun modello sul terreno per cui Ducati lo ha pensato. La DM-170 RR è stata portata sui tracciati enduro di Valdidentro (So), mentre con la DM-160 R è stato affrontato un giro più lungo, pedalato e maggiormente rappresentativo della sua anima all round.

 

 

PRIMA SORPRESA: NON SONO DUCATI FATTE SOLO PER I DUCATISTI

Il punto di partenza del nostro first ride era accompagnato anche da una certa curiosità. Quando un marchio conosciuto soprattutto nel motociclismo entra nel mondo mountain bike, è facile aspettarsi una bicicletta molto rassicurante, semplice da guidare e magari pensata anche per chi vuole avere in garage una e-bike con lo stesso logo della propria moto.

 

 

La prima impressione è stata diversa. Soprattutto la DM-170 RR ha mostrato subito un carattere che richiede partecipazione da parte del rider: non è una bici sulla quale sedersi e lasciare che sospensioni e geometrie facciano tutto il lavoro. Va guidata.

 

Ed è proprio questo uno degli aspetti che più ci ha sorpreso durante la giornata: dietro il logo Ducati abbiamo trovato una mountain bike sviluppata con una filosofia decisamente più vicina al biker che vuole divertirsi e guidare forte che al semplice oggetto da collezione.

 

DUCATI DM-170 RR

 

DUCATI DM-170 RR: COMPATTA E CON VOGLIA DI ESSERE GUIDATA

La prima bici utilizzata è stata la DM-170 RR, configurata mullet con 29” davanti e 27,5” dietro e 170 mm di escursione. La prima sensazione è stata immediata: bici molto compatta.

 

 

Una compattezza che si percepisce non soltanto da fermo o nella posizione in sella, ma soprattutto quando iniziano cambi di direzione, tratti stretti e passaggi nei quali bisogna muovere rapidamente la bicicletta.

 

Il posteriore da 27,5” contribuisce a rendere la 170 RR particolarmente rapida nel richiamo della bici. Nei passaggi più tortuosi abbiamo percepito chiaramente la facilità con cui il retrotreno segue il movimento del corpo e consente di chiudere le traiettorie.

 

 

IN SALITA LA 170 RR RIMANE BEN CENTRATA

Uno dei primi test è stato effettuato su una salita tecnica utilizzata abitualmente dal nostro tester per valutare le e-bike. Nonostante il formato mullet e una posizione che restituisce la sensazione di essere piuttosto dentro alla bici, l'anteriore della DM-170 RR non ha mostrato una particolare tendenza ad alleggerirsi.

 

Il piantone verticale aiuta a mantenere il rider centrato. Nei passaggi tecnici è comunque necessario lavorare con il corpo, ma la sensazione è quella di una bici che consente di spostare facilmente i pesi e correggere rapidamente la traiettoria.

 

 

CARRO ATTIVO, MA NON MORBIDO

La sensazione avuta sulla sospensione posteriore è interessante. Il carro lavora e rimane attivo sul terreno, ma la DM-170 RR non ha dato l'impressione di una e-mtb morbida o seduta.

 

Al contrario, il posteriore è apparso piuttosto sostenuto. Questo contribuisce a quel carattere attivo che torna continuamente nelle sensazioni del primo contatto: bisogna utilizzare le gambe, spostare il baricentro e accompagnare la bicicletta.

 

È una bici che si guida molto con le gambe e meno con le braccia.

 

 

QUANDO IL SENTIERO SI STRINGE, LA 27,5” SI SENTE

Sulle sezioni lente, ricche di contropendenze e cambi di direzione, la DM-170 RR ha mostrato uno dei suoi punti caratteristici. Il posteriore da 27,5” permette di richiamare velocemente la bici e inserirla negli spazi stretti.

 

Nonostante le geometrie aggressive, non è sembrata una bicicletta difficile da spostare. Al contrario, proprio la combinazione tra compattezza e ruota posteriore più piccola consente di lavorare rapidamente con il corpo.

 

ducati 2027

 

LA 170 RR VUOLE PESO SULL'ANTERIORE

È emerso però anche un aspetto da tenere presente. Nelle curve piatte abbiamo sentito la necessità di caricare bene l'anteriore. Guidandola troppo passivamente, la ruota davanti può dare la sensazione di alleggerirsi e perdere precisione.

 

Non significa che la DM-170 RR sia difficile. La sensazione del primo contatto è piuttosto quella di una bici che chiede una guida precisa e attiva. Quando viene caricata correttamente, l'anteriore restituisce invece molta fiducia e la bici rimane stabile anche quando aumenta la velocità.

 

È probabilmente questo il dettaglio che meglio descrive il suo carattere: facile da muovere, ma non passiva.

 

 

UNA E-ENDURO CHE FA VENIRE VOGLIA DI TIRARE LA PS

Man mano che la velocità aumentava, la sensazione è diventata sempre più chiara. La DM-170 RR invita a guidare in maniera aggressiva e a cercare il ritmo.

 

Non sorprende quindi che durante lo sviluppo Lorenzo Suding abbia ritrovato, secondo quanto raccontato da Ducati, anche un po' della voglia di correre. Nel nostro primo assaggio la 170 RR ha trasmesso proprio quella sensazione: una e-mtb che invita ad aprire il gas e provare a fare la speciale un po' più forte.

 

ducati 2027

 

POI SI PASSA ALLA DUCATI DM-160 R

Terminato il giro sulla 170 RR, siamo saliti sulla DM-160 R. Stesso telaio di base, Avinox M2S, ma ruote da 29” davanti e dietro, 160 mm all'anteriore e un'impostazione maggiormente orientata ai giri lunghi e pedalati.

 

DUCATI DM-160 R primo piano

 

La posizione in sella è risultata familiare rispetto alla sorella maggiore, ma la prima differenza percepibile è stata quella tipica della configurazione full 29”: il rider si sente un po' più alto e le due ruote da 29" restituiscono subito una sensazione maggiore di scorrevolezza quando bisogna passare sopra gli ostacoli.

 

DUCATI DM-160 R IN TEST

 

IN SALITA LA 160 R È ANCORA PIÙ NATURALE

Se già la 170 RR aveva sorpreso per la capacità di mantenere sotto controllo l'anteriore nelle salite tecniche, la DM-160 R amplifica questa caratteristica.

 

La configurazione è maggiormente orientata alla pedalabilità e la sensazione è quella di poter gestire con facilità la bici anche sui cambi di pendenza, senza dover lavorare eccessivamente per mantenere la ruota anteriore a terra.

 

FULL 29”: PIÙ FLUIDA SUGLI OSTACOLI

Il cambiamento più evidente arriva però quando il terreno diventa sconnesso. Il formato 29/29 è quello preferito dal nostro tester e sulla DM-160 R la differenza si è percepita subito: sugli ostacoli la bici risulta più fluida e richiede meno lavoro fisico.

 

Rispetto alla 170 RR, la DM-160 R richiede meno intervento fisico per far passare la bici sopra pietre e gradini. Si può lasciarla scorrere maggiormente e sfruttare il comportamento delle due ruote da 29”.

 

Questo non significa che diventi una bici lenta o poco reattiva. Quando viene caricata o pompata sul terreno, la risposta rimane pronta, ma il carattere è meno nervoso rispetto alla sorella mullet.

 

 

160 R PIÙ FLUIDA, 170 RR PIÙ RABBIOSA

Dopo averle guidate entrambe nella stessa giornata, questa è probabilmente la differenza più semplice da raccontare.

 

La DM-170 RR è più nervosa, giocosa e diretta. È quella che invita maggiormente a muovere la bici, cercare linee strette e lavorare con il corpo.

 

La DM-160 R è invece più fluida. Le ruote da 29” aiutano a mantenere velocità e continuità sullo sconnesso e permettono di affidarsi maggiormente alla capacità della bici di superare gli ostacoli.

 

La reattività rimane comunque elevata. Anche nello stretto la 160 R si è lasciata girare con facilità, senza dare l'impressione di essere una e-mtb lunga o impacciata.

 

[VIDEO2]

 

AVINOX M2S: TANTA POTENZA, MA QUI CONTA ANCHE IL TELAIO

Su entrambe le bici c'è naturalmente il motore Avinox M2S, quindi la spinta non manca. Durante questo primo contatto, però, ciò che ha attirato maggiormente la nostra attenzione non è stato il motore.

 

 

La cosa interessante è quanto le caratteristiche del telaio continuino a essere percepibili nonostante la presenza di un drive system così potente. Il motore aiuta moltissimo nelle risalite tecniche, ma DM-160 R e DM-170 RR rimangono chiaramente distinguibili nel comportamento.

 

Ed è probabilmente il risultato più interessante di una piattaforma sulla quale Ducati ha lavorato anche attraverso i tre flip chip: non due semplici montaggi differenti, ma due configurazioni con una personalità realmente diversa.

 

 

DUCATI DM-160 R VS DM-170 RR: QUALE CI È PIACIUTA DI PIÙ?

Ci siamo trovati maggiormente a nostro agio sulla DM-160 R. È una preferenza legata al nostro stile di guida e alla predilezione per il formato full 29”: più scorrevole, più fluida sugli ostacoli e leggermente meno esigente nella guida.

 

La DM-170 RR ha però il carattere più marcato delle due. È compatta, veloce nei cambi di direzione e più nervosa. Nel nostro primo contatto ha richiesto maggiore attenzione sull'anteriore, ma quando viene guidata attivamente restituisce quella sensazione racing che porta spontaneamente a voler aumentare il ritmo.

 

 

IL NOSTRO PRIMO VERDETTO

È ancora presto per parlare di un test definitivo. Servirebbero più giornate, più regolazioni dei flip chip e soprattutto la possibilità di provare entrambe le configurazioni sugli stessi percorsi.

 

Questo primo contatto ha però già chiarito un punto: le Ducati DM-160 R e DM-170 RR non sembrano e-mtb nate semplicemente per portare il logo Ducati nel garage di un motociclista.

 

Sono due mountain bike elettriche che chiedono di essere guidate. La 170 RR lo fa in maniera più esplicita, con un carattere giocoso e aggressivo; la 160 R offre invece maggiore fluidità e quella capacità delle full 29” di lasciarti correre sopra gli ostacoli con meno lavoro.

 

Il telaio è lo stesso, il motore pure. Dopo averle guidate, però, la sensazione è di trovarsi davanti a due e-enduro decisamente diverse. Ed è probabilmente proprio questo il risultato più interessante del nuovo progetto Ducati Cycling.

 

INFO LINE

www.ducati.com/it/it/e-bike