Lo Schwalbe Romy 2.4 Trail Pro è un nuovo pneumatico MTB pensato per il segmento Trail e All-Mountain. Si posiziona, nella gamma Schwalbe, tra pneumatici più orientati alla scorrevolezza e modelli Gravity più pesanti e aggressivi come Albert e Magic Mary. La caratteristica principale del Romy è proprio il compromesso.

Abbiamo una zona centrale del battistrada relativamente compatta, con tasselli bassi e ravvicinati che aiutano il rotolamento, mentre sulle spalle troviamo tasselli più alti e aggressivi, derivati dalla filosofia dei pneumatici Gravity. Il risultato è un pneumatico che cerca di offrire buona scorrevolezza sui tratti pedalati, grip in frenata, trazione in salita e sicurezza in curva senza arrivare al peso e alla resistenza al rotolamento di una gomma da Enduro o Downhill.

PERCHÉ ABBIAMO SCELTO LA CANYON LUX TRAIL
La nuova Canyon Lux Trail rappresenta, secondo noi, una delle piattaforme MTB più interessanti per capire il carattere del Romy. Non siamo davanti a una classica bici XC da gara, ma nemmeno a una vera enduro.
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La Lux Trail è una MTB progettata per pedalare a lungo, affrontare salite importanti e, allo stesso tempo, permettere di guidare con maggiore sicurezza sui trail tecnici. È esattamente lo scenario nel quale un pneumatico come il Romy può avere senso.
Con una gomma troppo XC rischieremmo di perdere grip e controllo quando il terreno diventa tecnico. Con una gomma troppo Gravity, invece, aumenterebbe peso e resistenza al rotolamento sacrificando parte dell'efficienza che rappresenta uno dei punti forti della Lux Trail. Il Romy si inserisce proprio in mezzo.
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Ed è per questo che, già durante il lancio della nuova Canyon Lux Trail, avevamo parlato con i ragazzi Canyon dello Schwalbe Romy, che volevano montare di serie, e dell'idea di provare una configurazione differenziata tra anteriore e posteriore.
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IL NOSTRO TEST: DUE ROMY DIVERSI SULLA STESSA BICI
Per il test abbiamo chiesto a Schwalbe non soltanto il Romy Trail Pro 2.4 tradizionale, ma anche il nuovo Romy Trail Pro Radial 2.4.
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Abbiamo quindi avuto la possibilità di confrontare due pneumatici identici nel disegno del battistrada, ma differenti nella costruzione della carcassa.
Il nostro setup è stato:
- Canyon Lux Trail
- Schwalbe Romy Trail Pro Radial 2.4 anteriore
- Schwalbe Romy Trail Pro 2.4 diagonale posteriore
- sistema tubeless (circa 90ml di liquido)
L'idea era semplice: mettere la carcassa Radial sulla ruota dove il grip e il controllo sono più importanti e mantenere la carcassa tradizionale dietro per conservare una migliore sensazione di scorrevolezza. Abbiamo cercato il setup più equilibrato per una trail bike moderna.

RADIAL: COSA CAMBIA RISPETTO ALLA CARCASSA TRADIZIONALE?
La differenza tra Schwalbe Romy Radial e Romy tradizionale non è principalmente nel battistrada, ma nella struttura interna del pneumatico.

In una carcassa tradizionale i fili vengono disposti secondo un'architettura diagonale e incrociata. Nella costruzione Radial l'orientamento dei fili cambia e permette alla carcassa di deformarsi maggiormente nella zona del battistrada.

Questo comportamento ha un effetto molto concreto sulla guida: il pneumatico riesce a seguire meglio le irregolarità del terreno e a mantenere più facilmente il contatto con la superficie. Schwalbe utilizza questa tecnologia per aumentare grip, comfort, capacità di assorbimento e controllo, mantenendo al tempo stesso una buona stabilità della carcassa.
La cosa importante è quindi non confondere Radial con "gomma semplicemente più morbida". Il cambiamento riguarda come il pneumatico lavora contro il terreno.

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COME SI COMPORTA IL ROMY RADIAL DAVANTI
Il Romy Radial 2.4 anteriore tende a seguire maggiormente il terreno.Su rocce, radici e passaggi sconnessi la sensazione è quella di un pneumatico che rimane più facilmente aderente alla superficie, invece di reagire in modo secco alle asperità.

Si percepisce quando percorriamo un tratto sconnesso in appoggio e quando il terreno cambia rapidamente consistenza. La ruota anteriore rimane più composta e trasmette una maggiore sensazione di controllo. Ed è proprio questo, secondo noi, il principale motivo per cui la tecnologia Radial ha senso davanti.
Su una MTB trail, pensata per le lunghe distanze, come la Lux Trail non abbiamo bisogno di pneumatici estremamente morbidi e orientati al massimo grip su entrambe le ruote, ma possiamo invece sfruttare la Radial dove il suo comportamento porta il beneficio più evidente, portando una carcassa tradizionale più scorrevole al posteriore.

IL GRIP DEL ROMY 2.4 IN CURVA
Il battistrada del Romy è costruito con una logica abbastanza precisa. I tasselli centrali sono relativamente bassi e compatti, mentre quelli laterali sono più alti. Questa differenza permette al pneumatico di rotolare con una certa efficienza quando siamo relativamente verticali e di aumentare il supporto quando iniziamo a inclinare la bici.

All'inizio è necessario prendere un minimo di confidenza con la transizione tra zona centrale e spalla. Una volta capita, però, il comportamento diventa abbastanza prevedibile. Quando carichiamo il pneumatico in curva, i tasselli laterali entrano in azione e il Romy offre un appoggio consistente.
Proprio la combinazione tra tasselli centrali più bassi e spalle più alte viene indicata come uno degli elementi che permettono al pneumatico di mantenere una buona scorrevolezza senza rinunciare al grip laterale.
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ROMY 2.4: COME VA IN FRENATA?
La frenata è un altro punto interessante. I tasselli centrali hanno una forma relativamente larga e "a pala", studiata per aumentare l'impronta e offrire una buona capacità di frenata.

Non siamo davanti al battistrada aperto di una gomma Gravity specialistica, ma il Romy riesce comunque a mantenere una buona capacità di mordere il terreno. Nella nostra configurazione, la differenza tra anteriore Radial e posteriore diagonale si percepisce soprattutto nella capacità dell'anteriore di rimanere composto quando il terreno diventa sconnesso.
Il pneumatico non tende a saltellare sulle asperità con la stessa facilità di una costruzione più rigida. Questo permette di frenare mantenendo più facilmente il controllo della traiettoria.
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PERCHÉ ABBIAMO MESSO IL ROMY NORMALE DIETRO
Se davanti abbiamo privilegiato il grip, dietro abbiamo cercato un compromesso diverso. La ruota posteriore deve garantire trazione e frenata, ma su una bici come la Lux Trail deve anche continuare a scorrere.
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Per questo abbiamo preferito il Romy Trail Pro 2.4 con carcassa diagonale. La risposta è più diretta e la sensazione sui tratti pedalati è leggermente più libera rispetto a quella che associamo alla carcassa Radial. Il risultato è una bici che continua a essere efficiente, che rispetto alle Radial fa risparmiare un bel po' di fatica.
Questo è importante perché il Romy non è un pneumatico XC. La sua priorità non è raggiungere il minimo possibile della resistenza al rotolamento. Il suo obiettivo è offrire più grip e più controllo di un pneumatico da trail veloce, mantenendo però una pedalabilità sufficiente per affrontare lunghe giornate in sella.
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ROMY RADIAL DAVANTI + ROMY NORMALE DIETRO: PERCHÉ FUNZIONA
Dopo diverse uscite, il nostro esperimento ha quindi una logica abbastanza chiara. Romy Radial davanti: più grip, maggiore capacità di seguire il terreno, più controllo e maggiore sicurezza quando il fondo diventa tecnico. Romy diagonale dietro: risposta più diretta, buona trazione e una sensazione di maggiore scorrevolezza.
La combinazione permette di costruire una bici molto equilibrata. Non abbiamo la sensazione di avere una MTB rallentata da due pneumatici estremamente orientati al grip, ma nemmeno quella di una bici XC con gomme troppo leggere per il trail.
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QUANTO È SCORREVOLE IL ROMY?
Il Romy non è un pneumatico da gara XC e non va giudicato con quel metro. Rispetto a uno pneumatico molto più orientato alla velocità, la resistenza al rotolamento è superiore. Ma rispetto a pneumatici Gravity come Albert o Magic Mary, il Romy è decisamente più orientato alla pedalabilità: più scorrevole di Albert e Magic Mary, ma più consistente e capace di un Wicked Will.
Sulla Lux Trail questo equilibrio ha molto senso. La bici permette di pedalare forte in salita e sui trasferimenti, ma quando arriviamo sul trail possiamo sfruttare una gomma con una riserva di grip superiore.
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COME VA SUL BAGNATO E NEL FANGO?
Il Romy può affrontare terreno umido e bagnato, ma non è una gomma specifica per il fango. Il battistrada centrale relativamente compatto tende inevitabilmente a riempirsi più facilmente rispetto a un pneumatico con tasselli molto distanziati.

Sul bagnato, invece, il comportamento rimane interessante. Il grip meccanico offerto dal disegno e dalla carcassa permette di mantenere una buona sicurezza, soprattutto su terreno compatto, rocce e radici.
Quando però il fondo diventa molto grasso e profondo, pneumatici più aperti come Magic Mary dispongono di maggiori capacità di autopulizia. È quindi importante capire il posizionamento del Romy: all-round trail, non mud tyre. Sorprendentemente efficace nel fango leggero e in frenata, ma comunque meno efficace di un pneumatico Gravity molto più aperto nelle condizioni realmente pesanti.

ROMY TRAIL PRO: PESO E CARATTERISTICHE
La versione Romy Trail Pro 2.4 non è una gomma ultraleggera. Il peso degli Schwalbe Romy 2.4 Trail Pro è di 1.161 grammi, mentre per la versione Radial è di 1.097 grammi.

È invece rivolto a chi preferisce avere più protezione, più stabilità e più grip. Il Romy Trail Casing si colloca più vicino a un leggero pneumatico da discesa che a una gomma XC, un po' il contrario del Wicked Will. Ed è proprio questa caratteristica che, secondo noi, lo rende interessante sulla Lux Trail.

ROMY 2.4: TRAIL PRO O RADIAL?
La domanda che ci siamo posti alla fine del test è quindi abbastanza semplice: quale Romy scegliere? La risposta dipende dal tipo di utilizzo.
ROMY TRAIL PRO
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Lo vediamo bene:
- al posteriore su una trail bike;
- all'anteriore se si vuole massimizzare la scorrevolezza
- su bici All-Mountain pedalabili;
- per chi vuole un buon compromesso tra grip e scorrevolezza;
- per chi preferisce una risposta più diretta;
- per chi percorre molti chilometri e non vuole un pneumatico troppo frenato.
ROMY TRAIL PRO RADIAL
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Lo vediamo soprattutto:
- all'anteriore;
- al posteriore quando piove
- su trail tecnici;
- su terreni rocciosi e sconnessi;
- per chi cerca maggiore grip;
- per chi vuole più comfort e capacità di assorbimento;
- per chi dà priorità al controllo rispetto alla massima scorrevolezza.
La nostra combinazione preferita nel test è stata quindi Radial davanti e diagonale dietro.
Il Romy Radial 2.4 davanti ci è piaciuto per la capacità di seguire il terreno, mantenere grip e aumentare la sicurezza nei passaggi tecnici. Il Romy tradizoionale 2.4 dietro ci è sembrato invece più adatto a mantenere una buona scorrevolezza e una risposta diretta senza rinunciare alla trazione.

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