:: TRANSPYR, UN VIAGGIO CHE TI ENTRA SOTTO PELLE. ATTRAVERSO I PIRENEI CON WIKILOC

Dalla Costa Brava al Mar Cantabrico, Matteo Piacentini racconta la sua esperienza alla Transpyr Coast to Coast. Un viaggio attraverso i Pirenei vissuto insieme a Wikiloc, dove navigazione, avventura, competizione e condivisione si fondono in un modo di vivere la bicicletta che va ben oltre il cronometro.

13 luglio 2026

In questo racconto è Matteo Piacentini, inviato di Pianeta Mountain Bike, a ripercorrere la sua esperienza alla Transpyr Coast to Coast, la traversata dei Pirenei dal Mar Mediterraneo al Mar Cantabrico. Un viaggio affrontato grazie ed insieme a Wikiloc, partner della navigazione ufficiale dell'evento, che ha trasformato una settimana in sella in un'esperienza fatta di competizione, esplorazione, amicizia e scoperta del territorio. Dalla Costa Brava fino a Irun, tra mountain bike, e-bike, gravel e sentieri spettacolari, ecco cosa significa vivere davvero la Transpyr.

 

transpyr 2026

 

TRANSPYR 2026: 725 KM ATTRAVERSO I PIRENEI

Ci sono avventure che programmi con tabelle, file, tracce GPS, integratori, bike bag, messaggi WhatsApp e quell'ottimismo abbastanza discutibile del tipo: "Dai, alla fine è solo una settimana in bici".  Poi arrivi alla Transpyr Coast to Coast e capisci che no, non è "solo una settimana in bici". È una di quelle esperienze che partono da un aeroporto e finiscono da qualche parte molto più profonda.

 

 

Nel mio caso il viaggio è iniziato da Roma Fiumicino, con tutta la liturgia del caso: controllo mentale compulsivo di casco, scarpe, caricabatterie, GPS, documenti, integratori e santo protettore delle cose che ormai hai scordato. Amen

 

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ROSES: LA PORTA D'INGRESSO DEI PIRENEI

Roses è stata la porta d'ingresso. Il punto zero. Io sono entrato a Campodorn dopo una notte a lavoro e un transfer d'eccezione.

Fortuna che la Transpyr Coast to Coast ha un format  speciale: non è una gara agonistica classica dall'inizio alla fine. È una grande avventura a tappe con tratti cronometrati. E questa, secondo me, è la magia.

 

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Quando parte il segmento cronometrato puoi tirare fuori la cattiveria buona: spingere, alzare il ritmo, sentire la gamba, fare il tuo. Ma appena finisce il tratto cronometrato, la gara cambia faccia. Alzi la testa, guardi dove sei, parli con gli altri, ti godi il paesaggio, aiuti qualcuno, ti fai aiutare, ridi di una salita che non finisce più o di una discesa dove la bici sembra avere più idee di te.

Per la prima volta in una competizione ho avuto la sensazione di usare davvero la bicicletta al 100%: prima come mezzo di trasporto, poi come mezzo agonistico. Non solo "vado forte". Non solo "devo arrivare". Ma "sto attraversando". E questa cosa, per chi ama la bici davvero, vale tantissimo.

 

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La Transpyr è brava in questo: ti cambia scenario senza avvisarti. Un momento sei ancora in modalità Costa Brava, quello dopo stai entrando in una valle, tra sterrati, boschi, salite e paesi di pietra.

 

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UN VERO GRAN RAID

Il percorso MTB, nella sua anima Gran Raid, è stato ruvido, vero, tecnico e spesso spettacolare. Ci sono stati tratti dove guidare bene era fondamentale: sentieri escursionistici, canyon di roccia, discese dentro paesaggi che sembravano disegnati apposta per farti dimenticare la fatica, passaggi vicino a cascate, scalini naturali, pietre, radici e quel tipo di terreno dove se ti distrai la montagna ti presenta subito il conto.

 

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In parallelo c'era il mondo gravel, con un percorso diverso ma con la stessa filosofia: attraversare i Pirenei coast to coast, pedalando su strade secondarie, tracciati scorrevoli, sterrati e collegamenti lunghi. La versione gravel racconta una Transpyr più veloce, più filante ma sempre "hard" e chi aveva le gomme fine ha imprecato qualsiasi divinità disponibile.

 

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Le tappe verso La Seu d'Urgell, El Pont de Suert, Aínsa, Jaca e poi verso la Navarra sono state un viaggio nel viaggio. Ogni mattina parti convinto di avere tutto sotto controllo. Ogni sera arrivi con una nuova teoria sulla vita, sulla pressione gomme, sull'alimentazione, sulla batteria, sulla schiena, sull'amicizia e sul perché le caramelle gommose a forma di lumaca dovrebbero diventare patrimonio UNESCO.

 

Perché sì, i ristori della Transpyr meritano una menzione speciale. Nel mio caso, le gambe non erano al top, nemmeno al flop, gli integratori EthicSport e quelle famose lumache gommose sono state una miscela quasi scientifica.

Una delle cose più belle però sono state le persone.

 

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UNA GRANDE FAMIGLIA, DA TUTTO IL MONDO

Chi organizza la Transpyr sembra davvero una grande famiglia. Persone che arrivano da zone diverse della Spagna, ognuna con il proprio accento, il proprio modo di parlare, la propria energia. A tavola li vedi parlare, discutere, ridere, organizzare, risolvere problemi, aiutare partecipanti, spostare materiali, dare informazioni, sistemare imprevisti. C'è una convivialità vera, spontanea, di quelle che oggi mancano in tante gare e, diciamolo, anche in tante case.

 

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E poi ci sono i partecipanti. Il format con i tratti cronometrati cambia tutto. Non sei sempre in modalità "mors tua vita mea". Nei tratti cronometrati ognuno fa la propria gara. Ma fuori da lì ci si aiuta, ci si aspetta, ci si parla.  

 

Avete mai visto qualcuno fermarsi in gara e chiederti "Come stai Mattè?" Assurdo

 

Nessuno viene lasciato indietro. Se qualcuno sbaglia, fora, ha un momento no o semplicemente ha bisogno di una mano, qualcuno si ferma.

 

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Questa è una delle cose che mi ha colpito di più. La Transpyr non spegne l'agonismo, lo mette al posto giusto. Ti lascia competere, ma ti ricorda che la bici è anche questo. E quando sei in mezzo ai Pirenei sapere che non sei solo fa tutta la differenza del mondo.

 

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WIKILOC E IL SAPERE DOVE ANDARE

Un ruolo fondamentale lo ha avuto Wikiloc. D'altronde la navigazione in un Gran Raid è parte dell'esperienza.

 

 

Il percorso è segnalato solo in alcuni punti critici, quelli dove serve indirizzare i partecipanti ed evitare errori grossolani. Per il resto si viaggia seguendo la traccia, scaricata direttamente da Wikiloc e caricata su GPS, telefono o ciclocomputer. Quindi non sei semplicemente un criceto che segue frecce ogni cinquanta metri. Devi leggere il territorio, guardare la traccia, capire dove andare, restare presente.

 

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Wikiloc ha fatto un lavoro grandioso nel rendere tutto questo accessibile e sicuro. Ogni partecipante aveva a disposizione la traccia per seguire il percorso, non sbagliare e non perdersi. Ma soprattutto, aveva la possibilità di vivere la navigazione come parte integrante della gara, un filo rosso che collega il Mediterraneo al Mar Cantabrico. 

 

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UNA WILD PER UN VIAGGIO WILD

Per affrontare questa avventura ho utilizzato una Orbea Wild LTD con batteria da 800 Wh e motore Bosch. Una bici importante, solida, potente.

 

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Non la scelta più veloce sui tratti scorrevoli, questo va detto ma quando si andava oltre i 2000 metri in picchiata sulle rocce, nei canyon, tra cascate, scalini naturali e passaggi da guidare con attenzione, la Wild è diventata il miglior alleato possibile.

 

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La stabilità e capacità di assorbire il terreno, motore Bosch e batteria potente mi hanno traghettato. 

 

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FIANCO A FIANCO CON I PELLEGRINI

La Navarra ha poi dato al viaggio un tono quasi spirituale. Il Cammino di Santiago, i pellegrini, Roncesvalles, gli edifici storici, l'albergo dei pellegrini, i paesi attraversati: tutto ha reso l'atmosfera ancora più intensa.

 

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Pedalare accanto ai pellegrini è particolare. Tu sei lì con casco, numero, GPS, bici, segmenti cronometrati e strategia di alimentazione. Loro camminano con zaino, bastone, silenzi e motivazioni spesso profondissime. Due mondi diversi, ma uniti dalla stessa cosa: il viaggio come trasformazione. Buen Camino.

 

E poi arriva Irun con il fiume Bidasoa che segna il confine naturale tra Spagna e Francia e con lui la classica sensazione finta di: "mi sembra ieri.."

 

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A Bilbao dove ho ripreso l'aereo le gambe si snetivano ma non ho perso occasione per fare il turista:una città piena di vita, arte, culture diverse, sport e apertura. L"ultima cartolina colorata da riportare a casa.

 

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In tutta la Transpyr ho attraversato la Spagna, gli spagnoli e i Pirenei. Ma la verità è che, alla fine, è stata la Transpyr a entrare dentro di me senza che me lo aspettassi.

HO GODUTO il tempo libero che in altre gare a tappe ho rimpianto.

 

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Ci sono eventi che consigli perché sono belli la Transpyr la consiglio perché ti ricorda perché pedali, non per i numeri 

Mtb, Ebike, Strada e Gravel uniti in una cosa sola. Assurdo.

 

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Grazie a Pianeta Mountain Bike per aver raccontato e seguito questa avventura. Grazie a Wikiloc per il supporto a Orbea, Squirt e Masquebici per il supporto tecnico e umano.

 

E grazie Transpyr.

OSTIÀ!