TEST CINTURATO GRAVEL RM E RH, HANNO SENSO ANCHE INSIEME IN QUESTA STAGIONE

Avevamo montato i nuovi Pirelli Cinturato RH sulla nostra MMR Simun quando le giornate erano ancora asciutte e soleggiate, la scorrevolezza era associata a spalle con un po' di zigrinatura, adesso però la stagione ci ha chiesto di montare RM e la combinazione è diventata bomba...

Quando abbiamo montato per la prima volta i nuovi Pirelli Cinturato Gravel RH, le condizioni sembravano perfette per capire fino a dove potessero arrivare. Fondo asciutto, veloce, compatto e con quella polvere che negli ultimi mesi ci aveva permesso di guidare il gravel con pressioni relativamente contenute e tanta fiducia.

 


Poi ci siamo avvicinati all'autunno. E con lui acqua, fango e terreni decisamente meno prevedibili. È proprio in questo momento che il confronto tra Cinturato Gravel RH e Cinturato Gravel RM diventa interessante, perché a prima vista potrebbero sembrare due coperture molto simili, ma basta montarle e iniziare a guidare per capire quanto possa cambiare il comportamento della bici.

 

 

La nostra soluzione, almeno per il momento, è stata piuttosto semplice: RH al posteriore e RM all'anteriore. Una configurazione mista che ci permette di sfruttare le caratteristiche dei due battistrada senza stravolgere completamente il comportamento della bici.

 

 

RH E RM, DUE DISEGNI E SCOPI DIFFERENTI

Partiamo da un dato che potrebbe trarre in inganno: nella misura che abbiamo utilizzato, entrambe le coperture sono da 45 mm e il peso è molto simile.

 

 

La nostra RH si è fermata a circa 568 grammi, mentre la RM ha fatto registrare circa 580 grammi. Una differenza di appena 10 grammi, quindi praticamente trascurabile quando si parla di una copertura gravel destinata a un utilizzo anche piuttosto aggressivo.

 

Eppure, una volta montate, la sensazione è tutt'altro che simile. Il motivo è soprattutto nella forma che assumono e nel disegno del battistrada.

 

 

La RH ha una sezione che appare decisamente più squadrata. Il battistrada è caratterizzato da una parte centrale quasi completamente slick, affiancata da una serie di tasselli e zigrinature che aumentano progressivamente sulle spalle. È una soluzione che punta chiaramente alla scorrevolezza nella parte centrale e a una buona possibilità di appoggio quando si porta la bici verso il bordo del pneumatico.

 

 

La RM, invece, ha una forma più rotonda e un battistrada visivamente più importante. I tasselli sono più pronunciati e soprattutto il passaggio dalla zona centrale a quella laterale è più progressivo. Sono pochi millimetri e pochi grammi di differenza, ma sulla guida si sentono.

 

CINTURATO GRAVEL RH, IL FRATELLO VELOCE

La RH è quella che, nel nostro utilizzo, ci ha convinto maggiormente quando il terreno è asciutto, compatto e veloce.

 

 

Nasce per questo scopo e la zona centrale molto scorrevole permette di mantenere un buon ritmo sui tratti pedalabili e sulle strade bianche più battute, senza avere la sensazione di guidare una gomma eccessivamente tassellata.

 

 

Anche sui fondi polverosi il comportamento è interessante, soprattutto quando sotto la polvere troviamo una superficie sufficientemente consistente.

 

La forma più squadrata contribuisce a dare una sensazione di appoggio piuttosto immediata, è il classico copertone ideale per i lunghi tratti di terreno battuto o misto su cui spingere per decine di chilometri.

 

 

Il discorso cambia quando il terreno diventa più umido e imprevedibile. Non significa che la RH diventi inutilizzabile sul bagnato, ma il suo disegno più orientato alla velocità lascia meno margine quando il fondo comincia a perdere consistenza, soprattutto nelle frenate e nelle curve affrontate con una certa velocità. Ed è proprio qui che abbiamo iniziato a vedere il senso della RM.

 

CINTURATO GRAVEL RM, PER DOMINARE L'AUTUNNO 

Abbiamo deciso almeno per ora che la soluzione più utile in questo periodo fosse mantenere un RH al posteriore e una RM per affondare meglio i tasselli nel primo fango di stagione, all'anteriore. La prima cosa che si nota montando la RM all'anteriore è la rotondità della sezione.

 

 

A parità di misura nominale, il feeling è diverso. La bici sembra accompagnare maggiormente l'ingresso in curva e il passaggio dalla zona centrale a quella laterale del battistrada è più progressivo. Ma è soprattutto il lavoro dei tasselli a cambiare la sensazione.

 

 

La RM ha più materiale sotto la bici e tasselli più pronunciati, che tendono a entrare maggiormente nel terreno quando questo diventa morbido o poco compatto. Su ghiaia umida, terra smossa e fondi che presentano qualche centimetro di materiale più cedevole, questo si traduce in una sensazione di maggiore sostegno e controllo.

 

 

Non è soltanto una questione di grip in accelerazione. All'anteriore si percepisce soprattutto quando si frena e contemporaneamente si chiede alla bici di cambiare direzione. La ruota sembra avere più margine prima di iniziare a perdere aderenza e questo permette di affrontare le curve con un approccio un po' più deciso.

 

COMBINATI RAPPRERENTANO LA SOLUZIONE PERFETTA PER ORA

Ed è arrivato quindi il momento della nostra "mandracata": RM davanti, RH dietro. Una scelta che, almeno nel nostro caso, ha una logica abbastanza precisa. Al posteriore abbiamo voluto conservare la scorrevolezza della RH. È la ruota che deve trasferire la potenza sui pedali e che passa gran parte del tempo appoggiata sulla parte centrale del battistrada.

 

 

All'anteriore, invece, abbiamo preferito avere qualcosa in più quando le condizioni diventano meno prevedibili. La RM ci dà una sensazione di maggiore sostegno laterale e soprattutto più fiducia quando il terreno è bagnato, sporco o leggermente fangoso. Il risultato è una bici che non cambia completamente personalità rispetto al nostro setup precedente, ma acquista un margine di sicurezza maggiore proprio dove ci interessa di più: sterzo, frenata e ingresso in curva.

 

SUL BAGNATO SI GUIDA MEGLIO

La differenza più evidente tra le due coperture, almeno per noi, è emersa quando abbiamo iniziato a utilizzare la bici su fondi bagnati.

 

Con la RM davanti abbiamo avuto la possibilità di mantenere una guida più aggressiva anche quando il terreno non offriva più lo stesso livello di aderenza delle giornate asciutte.

 

 

Quando si arriva veloci a un tratto sporco o a una curva con fondo umido, avere un battistrada che continua a trovare appoggio mentre si frena fa una differenza concreta nella gestione della bici. Anche qui, però, non parleremmo di una gomma che "risolve" il problema del bagnato. Il grip dipende dal terreno, dalle pressioni e naturalmente dallo stile di guida.


Quello che abbiamo riscontrato è un comportamento che ci ha dato più confidenza e più margine rispetto alla RH nelle condizioni che abbiamo incontrato.

 

COSA NE PENSIAMO

Siamo dei grandi amanti dei sistemi misti, vi ricorderete che all'inizio della nostra avventura con la MMR Simun iniziammo proprio con un assetto misto delle Vittoria Terreno Pro con configurazione T50 e T30.

 

Dopo averle provate in condizioni diverse, la sensazione è che Pirelli abbia costruito due coperture destinate a esigenze abbastanza diverse, ma non necessariamente alternative.

 

La RH ci è sembrata particolarmente adatta alle giornate in cui il gravel dà il meglio di sé: fondo asciutto, veloce, compatto e polveroso. La RM ha invece mostrato il suo carattere quando il terreno ha iniziato a diventare più impegnativo, offrendo una sensazione di maggiore sostegno e controllo, soprattutto all'anteriore.

 

 

Per questo, almeno per ora, la nostra scelta è RM all'anteriore e RH al posteriore. Le usiamo in configurazione 45 mm per varie motivazioni, compatibilità del telaio, miglior equilibrio tra scorrevolezza, ingombro e peso, e una sensazione di guida in generale meno netta se si usano anche pressioni leggermente più alte. 

 

Non è detto che sia il setup ideale per tutti, né necessariamente quello che utilizzeremo in ogni situazione. Ma per le condizioni che stiamo incontrando in questo periodo ci permette di mantenere una buona scorrevolezza senza rinunciare a quel margine di sicurezza che, quando arriva l'autunno, può fare la differenza tra una curva affrontata con fiducia e una curva affrontata con troppa prudenza. E alla fine è proprio questo che cerchiamo in un copertone gravel: non soltanto velocità, ma la possibilità di continuare a divertirci quando il fondo decide di cambiare le regole.

 

DISPONIBILITÀ E PREZZI

Le nuove Pirelli Cinturato Gravel RH e Pirelli Cinturato Gravel RM sono già disponibili online e presso i migliori negozi di ciclismo. Prezzi consigliati al pubblico a partire da 81,90 euro.

 

INFO LINE

Per maggiori informazioni sul modello e dove trovarlo, visitate il sito ufficiale

 

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