Test Scott Addict Gravel 2027: nuovo design per la gravel allround svizzera, più flessibilità e più cura del telaio

Primo contatto in Germania su un percorso di circa 70 km e 1.300 metri di dislivello: sorprende soprattutto il modo in cui il telaio assorbe lo sconnesso senza diventare pigro.

La nuova Scott Addict Gravel 2027 l'abbiamo già analizzata nei dettagli, ma numeri e percentuali raccontano solo una parte della storia. Durante il press camp organizzato da Scott nel sud della Germania abbiamo avuto la possibilità di salirci realmente in sella e capire cosa significano, sullo sterrato, il nuovo telaio, le geometrie riviste e copertoni da 50 mm.

 


Quello che segue non vuole essere un test di lunga durata: è un primo contatto, ma fatto su percorsi vari per iniziare a capire il carattere della nuova Addict Gravel. Il giro più lungo è stato di circa 70 km con 1.300 metri di dislivello, alternando stradoni gravel molto veloci, salite, discese sconnesse e anche qualche piccolo trail.

 

 

SCOTT ADDICT GRAVEL 10

Telaio: Addict Gravel HMX Carbon
Forcella: Addict Gravel HMX Flatmount Disc, cannotto in carbonio eccentrico da 27,2 mm
Cambio: Sram Force XPLR AXS, 13 velocità
Comandi: Sram Force AXS HRD
Guarnitura: Sram Force XPLR AXS 42T con powermeter
Cassetta: Sram Force XPLR XG-1371 10-46
Freni: Sram Force AXS HRD, dischi Paceline CL 160 mm
Ruote: Fulcrum Soniq GR Carbon
Copertoni: Schwalbe G-One RX Pro Evolution 700x50C
Reggisella: Syncros SP-R101-CF
Cockpit: Syncros SYN IC-R501-CF2 Carbon
Extra: Syncros Save the Day Kit, attrezzo nel manubrio e kit riparazione tubeless

Colore. Lupine grey, Blaze purple

Taglia: S
Peso: 8,4 kg 
Prezzo: 6.599 euro

 

 

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LA PRIMA SORPRESA È QUANTO È MORBIDA

Guardando il carro della Addict Gravel la prima impressione può essere quasi opposta a quella che si prova guidandola. Le forme compatte e pulite fanno pensare a una struttura estremamente rigida, ma sui primi tratti sconnessi è emerso rapidamente quanto il posteriore riesca invece a lavorare.

 

La sensazione più evidente è proprio la capacità del retrotreno di assorbire le piccole asperità. Non c'è quella risposta secca che, con alcune gravel molto racing, porta la ruota posteriore a saltellare quando il fondo diventa irregolare.

 

Qui la ruota sembra rimanere maggiormente incollata a terra e il risultato non è soltanto più comfort: significa anche riuscire a mantenere meglio grip e continuità quando si pedala su uno sterrato non perfettamente levigato.

 

 

ANCHE DAVANTI SI PERCEPISCE IL LAVORO DELLA BICI

La stessa impressione arriva dalla parte anteriore. Scott dichiara di avere lavorato sulla particolare curvatura della forcella, sul cannotto e sul cockpit per aumentare la capacità di assorbire vibrazioni e piccoli impatti.

 

Senza pretendere di separare in sella quanto dipenda dalla forcella, dal manubrio o dal grosso volume dei pneumatici, il risultato complessivo si avverte: l'anteriore non ha un comportamento nervoso quando il fondo si rompe e lascia una certa libertà di scegliere la linea senza la sensazione che la bici voglia continuamente scappare via.

 

Ed è probabilmente questo il punto importante: più che isolare il contributo del singolo componente, sulla Addict Gravel funziona il pacchetto formato da telaio, geometria, cockpit e pneumatici.

 

 

CON LE GOMME DA 50 MM LA PRESSIONE FA UNA GRANDE DIFFERENZA

Nel corso della prova abbiamo modificato la pressione degli pneumatici. Nella prima parte erano leggermente più gonfi e la sensazione era quella di una gomma da 50 mm non facilissima da far lavorare al meglio, soprattutto sui tratti più guidati. Il copertone da 50 spigola leggermente meno di un 45 con pressioni più alte. 

 

Scendendo indicativamente a 1,5 bar all'anteriore e 1,6 bar al posteriore, la situazione è cambiata sensibilmente. Il maggiore volume d'aria ha iniziato a lavorare come deve e la Addict Gravel è diventata più morbida e prevedibile. È un aspetto da tenere bene a mente su una gravel con pneumatici di questo volume: qualche decimo di bar può modificare parecchio il comportamento della bici.

 

 

IN DISCESA: TANTO FLOW E PIÙ STABILITÀ

Dire che la Addict Gravel si comporta come una mountain bike sarebbe sbagliato. Non è quello che vuole essere e non è quello che abbiamo sentito. Quello che emerge, però, è una gravel decisamente morbida e stabile. Nei piccoli trail affrontati durante il press camp e soprattutto sulle discese veloci e sconnesse la bici rimane composta, permette di copiare bene le asperità e restituisce un bel flow.

 


La nuova geometria si percepisce soprattutto quando aumenta la velocità. L'anteriore più lungo dà la sensazione di avere maggiore spazio davanti al ciclista e in percorrenza la bici rimane molto stabile. Non significa che sia diventata lenta: semplicemente concede qualcosa in più quando il terreno comincia a diventare croccante.

 

IN SALITA NON HA PERSO LA VOGLIA DI ANDARE FORTE

Il timore con una gravel più confortevole, più lunga e con pneumatici da 50 mm è che possa diventare meno brillante quando arrivano le salite. Nel nostro primo contatto non è stata questa la sensazione.

 

 

Quando si mette gas sui pedali la Addict Gravel 10 risponde bene. Il carro da 425 mm resta compatto e la spinta viene trasformata rapidamente in avanzamento, con una sensazione di buona rigidità quando serve mettere watt.

 

La cosa interessante è il grip. Su fondo irregolare si può continuare a spingere senza dover continuamente alleggerire il colpo di pedale, e questo aiuta a mantenere una buona costanza di passo.

 

 

Anche sui tratti asfaltati e sulle salite più scorrevoli non abbiamo avuto la sensazione di essere sopra una gravel appesantita dalla ricerca del comfort. Continua a filare via bene.

 

IL NUOVO COCKPIT SYNCROS CI È PIACIUTO MOLTO

Uno dei componenti che ha lasciato l'impressione migliore è il nuovo cockpit integrato Syncros. Soprattutto in discesa. La presa bassa è molto compatta, offre un buon sostegno al palmo e permette di raggiungere facilmente le leve. Per chi, come Federico, guida le discese gravel quasi sempre con le mani nella parte bassa del manubrio, è una soluzione che trasmette parecchio controllo.

 


Anche la posizione dei comandi è interessante. Il flare inizia sotto la zona di montaggio delle leve e questo consente di lasciarle in una posizione più neutra, senza costringerle alla forte inclinazione esterna tipica di alcune pieghe gravel.

 

La parte superiore risulta invece comoda quando si percorrono molti chilometri su terreno facile e non serve avere sempre il massimo controllo della bici.

 

 

IL LIMITE DELL'INTEGRATO È IL FIT

Il rovescio della medaglia è quello comune a tutti i cockpit integrati: si hanno meno possibilità di regolazioneLa forma presenta inoltre un certo rialzo e chi è particolarmente attento al bike fitting deve scegliere con cura misura e configurazione. Scott mette a disposizione sette taglie di telaio, dalla XXS alla XXL, ma quando si sceglie un cockpit monoblocco la possibilità di modificare successivamente la posizione resta inevitabilmente più limitata rispetto a manubrio e attacco separati.

 


UNA GRAVEL ALL-ROUND PIÙ CHE UNA BIKEPACKING PURA

Scott sottolinea parecchio la versatilità della nuova Addict Gravel e ha sviluppato una serie completa di borse e supporti per trasformarla in una bici da viaggio.

 

 

Federico, però, dopo averla guidata la vede in maniera leggermente diversa. Più che come piattaforma da caricare pesantemente per lunghi viaggi, la Addict Gravel convince come gravel all-round sportiva, capace di passare dalla giornata full gas all'uscita lunga e rilassata.

 

È facile immaginarla per un'avventura di uno o due giorni con equipaggiamento leggero, ma il suo carattere brillante invita soprattutto a continuare a guidarla forte.

 

DUE PICCOLI DETTAGLI CHE CAMBIEREMMO

Durante l'utilizzo con la borsa sul tubo orizzontale abbiamo notato che, quando questa viene riempita completamente, estrarre la borraccia può diventare poco agevole. Una soluzione semplice sarebbe utilizzare un portaborraccia con estrazione laterale.

 

 

Per un'impostazione ancora più veloce personalmente valuteremmo inoltre un pneumatico posteriore leggermente meno tassellato. Lo Schwalbe G-One RX da 50 mm utilizzato sulla bici offre molto grip e contribuisce parecchio al comfort, ma chi percorre soprattutto strade bianche veloci potrebbe cercare qualcosa di più scorrevole dietro.

 

 

C'è infine una caratteristica da conoscere: questa configurazione della Addict Gravel non è compatibile con un reggisella telescopico.

 

TEST SCOTT ADDICT GRAVEL 2027: LE PRIME CONCLUSIONI

Dopo questo primo contatto, il risultato più interessante della nuova Scott Addict Gravel 2027 è il suo equilibrio. Scott ha aumentato nettamente la capacità della bici di affrontare terreni sconnessi senza trasformarla in una gravel lenta o eccessivamente rilassata.

 

 

In salita ha grip e risponde bene quando si spinge, in discesa assorbe molto più di quanto le forme del telaio lascino immaginare e sul veloce la nuova geometria trasmette stabilità. Le gomme da 50 mm fanno certamente una parte importante del lavoro, ma non spiegano da sole il comportamento della bici.

 

La sensazione è che Scott abbia spostato l'Addict Gravel verso un utilizzo più ampio: mantiene il look pulito e la risposta di una bici con forte DNA stradale, ma quando finisce l'asfalto concede molto più margine rispetto al passato. Non è una rivoluzione del concetto gravel e non cerca di diventare una mountain bike con il manubrio drop. È piuttosto un'evoluzione molto concreta: più comfort e più controllo, senza sacrificare quella voglia di andare forte che ci si aspetta da una Addict Gravel.

 

 

DOVE LA TROVO

Il sito ufficiale è www.scott-sports.com/it/it, sullo stesso per trovare il negozio più vicino a casa nostra basta cliccare su Trova un rivenditore.

 

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