NUOVA WILIER TRIESTINA URTA ULTIMATE: ECCO L’ARMA (GIÀ) VINCENTE IN COPPA DEL MONDO

Più stabile, più progressiva e pensata per affrontare anche i tratti tecnici delle moderne gare XCO. La nuova Urta Ultimate nasce dall’esperienza dei prototipi utilizzati in Coppa del Mondo e dal lavoro con gli atleti Wilier-Vittoria. Un telaio in carbonio Toray, geometrie aggiornate, carro da 435 mm e un sistema sospensivo completamente rivisto.

La Wilier Triestina Urta Ultimate è la nuova mountain bike full suspended da XCO della casa italiana, sviluppata partendo dall'esperienza maturata con i prototipi utilizzati dagli atleti Wilier-Vittoria nelle competizioni internazionali.

 

 

Una bici che, ancora prima della presentazione ufficiale, ha già raccolto risultati importanti: Simone Avondetto ha conquistato il Campionato Italiano XCO, mentre Juri Zanotti ha ottenuto due medaglie d'argento ai Campionati Europei e Gustav Pedersen sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo XCO nella categoria U23 a Les Gets.

 

 

La nuova Wilier Triestina Urta Ultimate rappresenta l'evoluzione diretta della Urta Max che ben conosciamo. Rispetto alla precedente generazione troviamo travel da 120mm sia anteriore sia posteriore, geometrie più moderne, una cinematica completamente rivista e soprattutto una sospensione posteriore studiata per offrire maggiore controllo e stabilità nei tratti tecnici, senza sacrificare la reattività che ci si aspetta da una moderna full suspended da XC e dal heritage racing di Wilier-Triestina.

 

 

WILIER URTA ULTIMATE IN BREVE

  • Categoria: MTB full suspended XCO
  • Telaio: carbonio Toray M40X
  • Escursione: 120 mm anteriore e 120 mm posteriore
  • Angolo sterzo: 66,5° Technical Race / 65,5° Fast Race
  • Regolazione geometria: calotte serie sterzo Acros reversibili
  • Angolo piantone: 76,8°
  • Reach taglia L: 480 mm (+9 mm rispetto alla Urta Max)
  • Carro posteriore: 433 mm
  • Taglie: S, M, L, XL
  • Sospensioni elettroniche: compatibile con Fox Live Valve e RockShox Flight Attendant
  • Freni: compatibile con pinze a quattro pistoni
  • Passaggio cavi: integrato
  • Portaborraccia: spazio per due borracce
  • Allestimenti: 5
  • Prezzi: da 7.500 a 13.900 euro

 

DALLA URTA MAX ALLA URTA ULTIMATE

Il punto di partenza della nuova Urta Ultimate è una bici che aveva già dimostrato di avere un'impostazione molto orientata alle competizioni. Il progetto precedente è stato quindi mantenuto come base, ma praticamente tutti gli elementi più importanti sono stati rivisti.

 

Il telaio utilizza carbonio Toray ad alto modulo di  ultima generazione, con materiali differenti a seconda delle zone maggiormente sollecitate. L'obiettivo dichiarato è stato quello di mantenere un'elevata rigidità strutturale, facendo però lavorare maggiormente il sistema sospensivo.

 

 

La differenza più importante rispetto alla vecchia Urta Max riguarda proprio la curva del leverage ratio. La nuova Urta Ultimate abbandona un comportamento più nervoso e progressivo nella parte finale della corsa per adottare una curva decisamente più lineare.

 

In pratica, il telaio oppone meno resistenza nella parte finale della compressione e lascia maggiormente all'ammortizzatore il compito di gestire la risposta della sospensione.

 

 

È una filosofia che nasce direttamente dalle esigenze degli atleti. Le moderne gare XCO hanno infatti sempre più tratti che assomigliano a quelli dell'enduro, con drop, rock garden e sezioni molto sconnesse dove una bici troppo rigida o nervosa può diventare difficile da gestire. Soprattutto la nuova piattaforma permette agli atleti di "riposare" nei tratti di discesa, anche tecnici, non dovendo controllare fisicamente la bici, ma sfruttando il maggior assorbimento del posteriore.

 

 

PIÙ STABILE, MA SENZA PERDERE LA REATTIVITÀ

Rispetto alla Urta Max cambiano anche le geometrie. Il telaio è più lungo e più aperto, con un angolo di sterzo che parte da 66.5° (Technical Race) e può arrivare a 65,5° (Fast Race) utilizzando le calotte Acros reversibili. Una soluzione interessante perché permette di modificare leggermente il carattere della bici senza intervenire direttamente sul telaio.

 

 

Il tubo piantone misura 76,8°, mentre il reach in taglia L arriva a 480 mm, con un aumento di 9mm rispetto al modello precedente. Sono numeri che raccontano una bici pensata per aumentare la stabilità alle alte velocità e nei passaggi tecnici, ma senza trasformarsi in una macchina poco reattiva.

 

 

Il piantone relativamente verticale permette infatti di mantenere una posizione centrata sul telaio anche quando si pedala in piedi, aiutando trazione e controllo. Il concetto è abbastanza chiaro: non cercare semplicemente di rendere la bici più lunga e più aperta, ma aumentare la velocità reale sul giro.

 

 

Il movimento centrale è stato abbassato per ridurre il baricentro della bici e, insieme all'utilizzo di pedivelle più corte, contribuire a una posizione più favorevole dal punto di vista biomeccanico, mentre lo stack rimane invariato rispetto alla Urta Max.

 

UN CARRO DA 433 MM E UNA SOSPENSIONE COMPLETAMENTE RIVISTA

Uno degli elementi che maggiormente caratterizza la nuova Urta Ultimate è il carro posteriore. La lunghezza è di 433 mm, una misura contenuta per una moderna full da XC, scelta per mantenere la ruota posteriore vicina al corpo del rider e conservare una buona capacità di rilancio.

 

 

Ma sotto il punto di vista progettuale il cambiamento è molto più profondo. Il Rock Arm e lo Swing Arm sono realizzati in alluminio anodizzato. Una scelta apparentemente particolare su una bici in carbonio, ma motivata dalla necessità di ottenere rigidità e affidabilità nella zona del cinematismo senza aggiungere quantità eccessive di materiale composito.

 

 

Il Rock Arm integra inoltre piastre interne di rinforzo e rivetti, mentre lo Swing Arm è progettato per consentire al mono di lavorare in maniera il più possibile svincolata. Anche i cuscinetti sono stati rivisti e aumentati in alcune zone, compreso il main pivot, proprio per incrementare la rigidità del sistema.

 

 

Il risultato è un telaio che punta a mantenere una struttura molto solida, lasciando però all'ammortizzatore il compito di gestire maggiormente l'assorbimento.

 

 

UN AMMORTIZZATORE CHE DIVENTA PROTAGONISTA

La nuova curva di leverage rende possibile una maggiore personalizzazione del comportamento della bici attraverso il tuning dell'ammortizzatore. Essendo il telaio più lineare, il pacco lamellare dell'ammortizzatore assume un ruolo ancora più importante nella gestione della progressione. Per gli atleti questo significa poter adattare il comportamento della Urta Ultimate al tipo di gara o al percorso.

 

©Ross Bell

 

Anche l'anti-squat è stato ottimizzato per stabilizzare la pedalata sotto sforzo, mantenendo più costante il comportamento della sospensione quando il rider spinge forte sui pedali e cercando così un migliore equilibrio tra efficienza in salita e capacità di assorbimento in discesa.

 

È un approccio interessante perché permette di partire da una piattaforma relativamente neutra e modificare poi il carattere della sospensione attraverso il setting. Non è quindi una bici pensata per avere un unico comportamento "giusto", ma una piattaforma sulla quale lavorare in funzione del tracciato.

 

 

TORAY, RIGIDITÀ E PESO

Il telaio completo di ammortizzatore si ferma intorno ai 2 kg, mentre il prototipo utilizzato da Simone Avondetto, completo di pedali, era stato portato a circa 10,2 kg pronto gara.

 

Il dato interessante, però, non è soltanto quello della bilancia. Il progetto nasce infatti da una filosofia abbastanza precisa: non inseguire il peso minimo assoluto, ma cercare il miglior compromesso tra peso, rigidità, affidabilità, trazione e comportamento in discesa.

 

 

Il carbonio Toray utilizzato nella Urta Ultimate permette di ottenere un'elevata rigidità nelle zone più sollecitate, mentre la distribuzione dei materiali varia a seconda delle esigenze strutturali. In alcune aree viene utilizzato anche il Toray T1100, mentre in altre zone particolarmente rigide viene impiegato un carbonio 3K.

 

 

DUE BORRACCE E CAVI INTEGRATI

Anche il triangolo anteriore è stato completamente rivisto. Uno degli obiettivi era quello di mantenere spazio sufficiente per due borracce, elemento tutt'altro che secondario nelle gare XCO moderne, soprattutto quando il percorso e le temperature rendono importante avere una buona quantità di liquidi a disposizione. Il tubo obliquo presenta una zona ribassata che richiama anche il family feeling delle più recenti bici gravel e strada di Wilier.

 

 

L'integrazione dei cavi segue invece una filosofia che Wilier utilizza già da tempo sulle proprie bici da strada e gravel. Qui, però, l'integrazione è stata mantenuta relativamente accessibile: i cavi non vengono fatti passare completamente all'interno dell'attacco manubrio, proprio per facilitare manutenzione e interventi. Una scelta sensata considerando che una mountain bike viene sottoposta a lavaggi, fango, urti e manutenzione molto più frequenti rispetto a una bici da strada.

 

 

UN CARRO PROTETTO E PENSATO PER L'USO REALE

Anche la protezione del telaio è stata studiata con attenzione. La zona inferiore del telaio utilizza uno shelter particolarmente spesso, mentre nella parte del batticatena è stato scelto un materiale capace di resistere anche alle operazioni di lavaggio con idropulitrice.

 

Un dettaglio che può sembrare secondario, ma che racconta bene l'approccio seguito nello sviluppo della bici. L'obiettivo non è soltanto realizzare un telaio leggero e performante, ma una bici che possa essere utilizzata realmente in gara e poi sottoposta alla normale manutenzione di una mountain bike.

 

 

POST MOUNT E MASSIMA SEMPLICITÀ

La nuova Urta Ultimate utilizza un attacco freno posteriore Post Mount, con possibilità di montare anche una pinza a quattro pistoni. La piattaforma è inoltre compatibile con i sistemi elettronici di gestione delle sospensioni Fox Live Valve e RockShox Flight Attendant, ampliando ulteriormente le possibilità di configurazione della Urta Ultimate. Il disco posteriore massimo previsto è da 160 mm..

 

 

Anche questa scelta va nella direzione della semplificazione. Durante lo sviluppo è stata eliminata una precedente soluzione che prevedeva una staffa per svincolare il freno dal carro. I test hanno dimostrato che la rigidità del nuovo telaio era sufficiente per gestire direttamente le forze generate dalla frenata.

 

Meno componenti significa anche meno peso, meno complessità e, potenzialmente, meno elementi soggetti a problemi.

 

 

PENSATA CON I CORRIDORI

Il fatto che la Urta Ultimate sia già stata utilizzata in gara prima della sua presentazione non è casuale. I primi prototipi sono stati messi a disposizione degli atleti già a marzo e sono stati progressivamente sviluppati sulla base delle loro indicazioni. Simone Avondetto, Luca Braidot e Juri Zanotti hanno quindi contribuito allo sviluppo della piattaforma, soprattutto per quanto riguarda il comportamento nei tratti tecnici.

 

 

Il feedback emerso è quello di una bici capace di colmare il gap che la precedente generazione accusava nei confronti delle più recenti full da XC, soprattutto quando il percorso diventava molto sconnesso. È proprio qui che emerge la filosofia della nuova Urta Ultimate: non trasformare una bici XC in una bici da enduro, ma permettere a una full da Coppa del Mondo di affrontare meglio quei tratti tecnici che ormai fanno parte integrante delle moderne gare XCO.

 

 

LA NUOVA URTA ULTIMATE È GIÀ IN GARA

La nuova Wilier Triestina Urta Ultimate è già stata portata in gara dagli atleti Wilier-Vittoria e ha già conquistato un risultato importante con la vittoria del Campionato Italiano e due medaglie europee, ma soprattutto viene lanciata proprio prima dell'appuntamento più importante del 2026: il campionato del mondo in Val di Sole, come a dire: "non succede, ma se succede..."

 

 

La Urta Ultimate rappresenta un aggiornamento profondo della Urta Max, ma soprattutto per noi è anche un bell'esempio di come Wilier Triestina, grazie al lavoro svolto dal Factory Team negli ultimi anni, si stia svecchiando (la livrea viola è davvero una bomba) avvicinandosi sempre più a un concetto più moderno e cool di MTB da gara. Con questa nuova Urta Ultimate sembra essere pronta a raccogliere quanto seminato negli ultimi anni.

 

 

MONTAGGI E PREZZI

La Wilier Triestina Urta Ultimate viene proposta in cinque differenti allestimenti, tutti con Urta Bar integrato, con prezzi che partono dai 7.500 euro e arrivano fino a 13.900 euro.

 

 

Al vertice troviamo la versione con SRAM XX Flight Attendant, forcella RockShox SID 35 Ultimate 120 Flight Attendant, ammortizzatore Rockshox SIDLuxe Flight Attendant, freni Shimano XTR, ruote Miche K1 RD, copertoni Vittoria Saguardo 29x2.25'' e reggisella telescopico Reverb AXS, proposta a 13.900 euro.

 

Si scende a 9.900 euro per l'allestimento con Shimano XTR Di2 1x12, ruote Miche K1 RD, forcella Fox 34 SC Factory 120 e reggisella telescopico Fox Transfer SL.

 

 

A 10.900 euro troviamo invece la versione con SRAM XX SL 1x12, sempre con ruote Miche K1 RD, Fox 34 SC Factory 120 e reggisella Fox Transfer SL, mentre lo stesso gruppo SRAM XX SL con reggisella telescopico KS LEV porta il prezzo a 10.400 euro. Su entrambe le versioni i freni sono gli Shimano XTR.

 

L'accesso alla gamma è affidato alla Urta Ultimate con Shimano XT Di2 1x12, ruote Miche K6, RockShox SID 35 Ultimate 120 e reggisella telescopico KS, proposta a 7.500 euro.

 

Info line

www.wilier.com/

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