Test Focus Atlas 8.9 2026: Gravel pensata per andare lontano e più orientata alla performance

Abbiamo testato la nuova Focus Atlas 8.9: telaio alleggerito, maggiore passaggio ruota, nuova piattaforma in carbonio e una guida più fluida e reattiva rispetto alla precedente generazione. Da pura bike packer adesso si avvicina alla performance...

La Focus Atlas è sempre stata una delle gravel più riconoscibili per chi cerca una bici capace di affrontare lunghi viaggi, sterrati impegnativi e tante ore in sella. Con la nuova generazione, però, il progetto evolve senza rinnegare le proprie origini.

 


La nuova Focus Atlas 8.9 mantiene infatti la filosofia adventure che ha caratterizzato il modello negli ultimi anni, ma introduce una piattaforma profondamente aggiornata che punta a rendere la bici più leggera, reattiva e piacevole da guidare quando il ritmo aumenta.

 

 

L'obiettivo non sembra essere quello di trasformarla in una gravel estrema o votata esclusivamente alle competizioni, quanto piuttosto quello di ampliare il suo raggio d'azione, offrendo un comportamento più dinamico senza sacrificare stabilità e comfort. 

 

GUARDA IL VIDEO COMPLETO

Cliccando sulla finestra qui sotto potrete vedere il video integrale del test della nuova Focus Atlas 8.9. Andando oltre leggerete invece caratteristiche e sensazioni in sella. 

 

 

TELAIO COMPLETAMENTE AGGIORNATO

La nuova Atlas è disponibile sia con telaio in alluminio sia in carbonio ma, la versione che abbiamo provato è la Atlas 8.9, il modello di punta della gamma carbon.

 


Focus ha lavorato sull'alleggerimento della struttura e ha rivisto diversi dettagli tecnici.

 

Tra le novità più evidenti troviamo:

 

 

  • maggiore passaggio ruota, fino a 53 mm all'anteriore e 48 mm al posteriore;

 

 

  • eliminazione dello standard Boost (12x110 / 12x148 mm). Ora i perni passanti sono da 12x110 e 12x142mm. Cosi hanno aumentato la compatibilità con ruote e possibili upgrade;

 

 

  • vano portaoggetti integrato nel tubo obliquo per utensili e accessori;

 

 

  • tubo sella tondo che migliora la compatibilità con i reggisella telescopici.

 

    Abbiamo definito questo modello più sportivo restano numerosi punti di fissaggio per borse e accessori, confermando che la Atlas continua a essere una bici pensata anche per il bikepacking e le lunghe avventure.

     

    GEOMETRIE NON STRAVOLTE

    Le quote non cambiano radicalmente rispetto al modello precedente.

     

     

    La taglia M utilizzata durante il test ha:

     

    • Reach: 395 mm
    • Foderi bassi: 425 mm
    • Angolo sterzo: 71°
    • Angolo piantone: 73,5°

     

      Numeri che raccontano una filosofia piuttosto chiara: la Atlas continua a privilegiare la stabilità, soprattutto sui fondi sconnessi e nelle percorrenze veloci, mantenendo però una posizione leggermente più distesa rispetto a molte gravel concorrenti.

       

      QUANTO PESA 

      Il peso della Atlas 8.9 non è andato molto lontano da quello dichiarato che da sito risulta essere 8.7 kg. La nostra bilancia ha rilevato invece 9.055 kg in taglia M che è un valore assolutamente in linea. 

       

       

      ALLESTIMENTO 8.9 IN TEST

      Telaio: Carbon technology disc, perno passante 142x12 mm, attacco flat mount 160 mm

      Forcella: Carbon technology, perno passante 100x12 mm, attacco flat mount 160 mm
      Cambio: SRAM Rival E1
      Deragliatore posteriore: SRAM Rival E1 XPLR AXS, 13 velocità
      Cassetta: SRAM XG-1351 XPLR, 10-46 denti
      Catena: SRAM Rival E1
      Guarnitura: SRAM Rival E1 con corona da 40 denti
      Movimento centrale: SRAM BSA DUB
      Manubrio: Zipp Service Course SL 70 XPLR in alluminio, diametro 31,8 mm, drop 115 mm, reach 70 mm, flare 5° con drop outsweep di 11°
      Attacco manubrio: FOCUS C.I.S. 2.0 integrato, inclinazione -8°, predisposizione supporto Garmin/Wahoo
      Serie sterzo: ACROS IS52/IS52 (ICR), FOCUS C.I.S. Integrated
      Sella: fi'zi:k Ridon X5
      Reggisella: Carbonio da 27,2 mm con arretramento di 11 mm
      Freni: SRAM Rival E1 anteriore e posteriore
      Dischi freno: SRAM HS2, 180 mm all'anteriore (taglie L-XL) o 160 mm (taglie XS-M), 160 mm al posteriore
      Ruote: Zipp 303 XPLR S in carbonio, altezza cerchio 54 mm, canale 32-622
      Pneumatici: Schwalbe G-One R Pro Super Race Tubeless Ready 45-622, anteriore e posteriore

      Taglia: M
      Peso dichiarato: 9.05 kg
      Prezzo: 5.299 euro

       

      COME VA

      La guida è completamente diversa rispetto alla precedente. La differenza più evidente emerge appena si sale in sella.

       

       

      Pur mantenendo la stessa filosofia generale, la nuova Atlas trasmette una sensazione di guida decisamente più moderna. I movimenti risultano più fluidi e naturali e l'inserimento in curva richiede meno energia rispetto alla generazione precedente.

      La bici appare più facile da accompagnare lungo la traiettoria e richiede meno correzioni quando il fondo diventa irregolare.

       

      SULLO SCONNESSO AUMENTA IL CONTROLLO

      È probabilmente sui terreni più accidentati che il nuovo telaio mostra i cambiamenti più evidenti.

       

       

      La bici copia meglio le asperità del terreno, assorbe maggiormente le vibrazioni e mantiene una traiettoria più composta anche quando si aumenta il ritmo.

      La sensazione è quella di una gravel che perdona maggiormente gli errori di guida. Non diventa una bici nervosa, ma permette di guidare con maggiore naturalezza rispetto al passato e andare esattamente dove si richiede.

       

      AVANTRENO PRECISO E SICURO

      L'anteriore continua a essere uno dei punti di forza della Atlas. La forcella massiccia non serve solo a supportare borse e accessori.

       

       

      La forcella, unita ai dischi da 160 mm, restituisce una frenata ben modulabile e una sensazione di stabilità soprattutto nelle discese veloci e ripide o sui fondi a bassa aderenza.

       

       

      L'avantreno mantiene facilmente la linea impostata e contribuisce a rendere la bici rassicurante anche quando il ritmo aumenta. Ma l'aspetto che più ci ha entusiasmato è che la guida diventa più tonda, l'avantreno passa bene gli ostacoli in modo da non incidere sulle scelte di direzione, vale a dire che si riesce a guidare in maniera molto più pulita su ogni terreno. 

       

      PIÙ BRILLANTE ANCHE IN SALITA

      Le geometrie sono rimaste simili, ma la risposta dinamica del telaio cambia sensibilmente.

       

       

      Nei rilanci la bici appare più pronta e la sensazione di reattività è superiore rispetto alla precedente Atlas e non si può nascondere il fatto che ci sia veramente tutto: una struttura del telaio più orientata a questo utilizzo, ruote Zipp 303 XPLR S che sono tanto alte quanto reattive e scorrevoli. 

       

       

      Anche sulle salite tecniche il posteriore offre una buona trazione, consentendo di scaricare la potenza con continuità senza compromettere il controllo. 

       

       

      Bisogna dire che questo setup della 8.9 con copertoni Schwalbe G-One R molto artigliati vira decisamente in direzione di sterrati anche più tecnici in cui poter sfruttare il tassello e allontana molto dagli asfalti dove si sente molto di più la presenza di alti rilievi. È una delle gomme più sicure e più progressive che esistano e con questo formato di bici calzano a pennello. 

       

      COSA CAMBIEREMMO 

      Cambiare completamente la natura di questa bici vorrebbe dire aver in principio sbagliato scelta. Per noi la Atlas 8.9 è una bici molto completa per le avventure su tracciati davvero impegnativi. È una bici permissiva, facile da guidare, sicura e con un sacco di tenuta. 

       

       

      In questo allestimento ci saremmo aspettati almeno una trasmissione SRAM Force AXS, con la stessa rapportatura ma un po' più ergonomico e "user-friendly". 

       

       

      Mentre un componente che cambieremmo per avere un po' più feeling sarebbe il manubrio che in questa versione non ha flare. Inoltre consigliamo di dare una bella dose di pasta grippante tra attacco e manubrio considerando la presenza di un sistema di chiusura a 2 viti. 

       

      Una cosa che ci sarebbe piaciuto molto provare è il reggisella telescopico, questo è un telaio che può alloggiare questo componente (da 27,2 mm) e in alcuni casi sarebbe davvero utile. 

       

       

      Non entriamo in ambito ruote, sappiamo che il dibattito qui è costantemente aperto, i G-One R sono copertoni molto affidabili sullo sterrato e lasciateci dire anche comodi, per usi un po' più sportivi un copertone posteriore più scorrevole potrebbe essere un bel upgrade. Considerando la compatibilità rinnovata del telaio (fino a 48 mm per il posteriore e 53 all'anteriore) si potrebbe beneficiare di un bel cuscinetto. 

       

      A CHI LA CONSIGLIAMO

      Il progetto non rinuncia alle caratteristiche che hanno reso riconoscibile la Atlas negli anni. Rimane una gravel stabile, adatta alle lunghe distanze e al bikepacking, ma oggi offre anche una risposta più vivace quando si decide di alzare il ritmo. Chi alterna uscite sportive, eventi gravel e lunghi giri troverà una bici capace di adattarsi a contesti differenti senza risultare specialistica in un'unica direzione.

       

      VERSIONI ALTERNATIVE

      La gamma Focus Atlas è composta da tre diversi allestimenti con il telaio in carbonio. Noi abbiamo provato la top di gamma, ma ci sono anche la Atlas 8.8 da 3.499 euro equipaggiata con la trasmissione Mullet 1x12 SRAM (Apex/Eagle S1000) e la entry level Atlas 8.7 da 2.699 euro con la "doppia" Shimano GRX 820 2x12.

       

      INFO LINE

      Per conoscere tutti gli allestimenti disponibili, le colorazioni e le caratteristiche tecniche complete è possibile consultare il sito ufficiale.

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